Legge 20/11/1982 n. 890

Legge 20/11/1982 n. 890

Redazione

Uso del servizio postale

G.U. 4/12/1982 n. 334

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In materia civile, amministrativa e penale, l’ufficiale giudiziario può avvalersi del servizio postale per la notificazione degli atti, salvo che l’autorità giudiziaria disponga o la parte richieda che la notificazione sia eseguita personalmente.
L’ufficiale giudiziario deve avvalersi del servizio postale per la notificazione degli atti in materia civile ed amministrativa da eseguirsi fuori del comune ove ha sede l’ufficio, eccetto che la parte chieda che la notificazione sia eseguita di persona.

Gli ufficiali giudiziari, per la notificazione degli atti a mezzo del servizio postale e per le comunicazioni a mezzo di lettera raccomandata connesse con la notificazione di atti giudiziari, fanno uso di speciali buste e moduli, per avvisi di ricevimento, entrambi di colore verde, di cui debbono fornirsi a propria cura e spese, conformi al modello prestabilito dall’Amministrazione postale. Sulle buste non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell’atto. (1)

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(1) Comma modificato dall’art. 174, comma 16, lett. a), D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, a decorrere dal 1° gennaio 2004.

L’ufficiale giudiziario scrive la relazione di notificazione sull’originale e sulla copia dell’atto, facendo menzione dell’ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento.
Presenta all’ufficio postale copia dell’atto da notificare in busta chiusa, apponendo su quest’ultima le indicazioni del nome, cognome, residenza o dimora o domicilio del destinatario, con l’aggiunta di ogni particolarità idonea ad agevolarne la ricerca; vi appone, altresì, il numero del registro cronologico, la propria sottoscrizione ed il sigillo dell’ufficio. Nei casi in cui l’ufficiale giudiziario si avvalga per la notificazione di sistemi telematici, la sottoscrizione e’ sostituita dall’indicazione a stampa sul documento prodotto dal sistema informatizzato del nominativo dell’ufficiale giudiziario stesso. (1)
Presenta contemporaneamente l’avviso di ricevimento compilato con le indicazioni richieste dal modello predisposto dall’Amministrazione postale, con l’aggiunta del numero del registro cronologico.
Per le notificazioni di atti in materia civile e amministrativa effettuate prima dell’iscrizione a ruolo della causa, o del deposito del ricorso, l’avviso di ricevimento deve indicare come mittente la parte istante o il suo procuratore quando sia stato già nominato; per le notificazioni in materia penale e per quelle in materia civile e amministrativa, effettuate in corso di procedimento, l’avviso deve indicare come mittente l’ufficio giudiziario e, quando esiste, la sezione dello stesso ufficio ed il numero del procedimento cui la notifica si riferisce. Nei casi in cui il cancelliere deve prendere nota sull’originale del provvedimento dell’avvenuta notificazione di un atto di impugnazione o di opposizione, la ricevuta di ritorno deve indicare come mittente l’ufficiale giudiziario tenuto a dare avviso dell’impugnazione o dell’opposizione.
L’ufficiale giudiziario corrisponde le tasse postali dovute, compresa quella per l’avviso di ricevimento e della raccomandazione di essa, all’ufficio postale di partenza.

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(1) Periodo aggiunto dall’art. 2, DL 14/03/05, n. 35, successivamente convertito dalla L 14/05/05, n. 80.

L’avviso di ricevimento del piego raccomandato, completato in ogni sua parte e munito del bollo dell’ufficio postale recante la data dello stesso giorno di consegna, è spedito in raccomandazione all’indirizzo già predisposto dall’ufficiale giudiziario.
L’avviso di ricevimento può essere trasmesso per telegrafo o in via telematica (2), quando l’autorità giudiziaria o la parte interessata alla notificazione dell’atto ne faccia richiesta, purché il mittente anticipi la spesa, oltre il pagamento della tassa normale. Il telegramma deve essere spedito a cura dell’agente postale e contenere le generalità del destinatario o della persona abilitata che ha ricevuto il piego con l’indicazione della relativa qualifica, i quali, all’atto della consegna del piego, debbono firmare il relativo registro.
L’avviso di ricevimento costituisce prova dell’eseguita notificazione. (1)
I termini, che decorrono dalla notificazione eseguita per posta, si computano dalla data di consegna del piego risultante dall’avviso di ricevimento e, se la data non risulti, ovvero sia comunque incerta, dal bollo apposto sull’avviso medesimo dall’ufficio postale che lo restituisce.

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(1) La Corte Costituzionale con sentenza del 26 novembre 2002 n. 477 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del combinato disposto dell’art. 149 del codice di procedura civile e del presente comma nella parte in cui prevede che la notificazione si perfeziona, per il notificante, alla data di ricezione dell’atto da parte del destinatario anziché a quella, antecedente, di consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario.
(2) Comma integrato dall’art. 2, DL 14/03/05, n. 35, successivamente convertito dalla L 14/05/05, n. 80.

La ricevuta di spedizione della raccomandata è conservata dall’ufficiale giudiziario ed annotata nel registro cronologico dove pure è annotato l’avviso di ricevimento nelle ipotesi di cui all’ultima parte del quarto comma dell’art. 3. In questi casi l’avviso di ricevimento è poi consegnato al funzionario addetto all’autorità giudiziaria o alla parte richiedente insieme con l’originale dell’atto, al quale deve rimanere allegato.
Negli altri casi previsti nel quarto comma dell’art. 3, il funzionario addetto all’autorità giudiziaria ovvero la parte richiedente, i quali abbiano ricevuto in restituzione l’avviso di ricevimento, richiedono all’ufficiale giudiziario l’originale dell’atto, al quale allegano la ricevuta di ritorno.
In ogni caso, la parte può, anche prima del ritorno dell’avviso di ricevimento, farsi consegnare dall’ufficiale giudiziario l’originale dell’atto per ottenere l’iscrizione della causa a ruolo o per eseguire il deposito del ricorso o controricorso nei giudizi di Cassazione; peraltro, la causa non potrà essere messa in decisione se non sia allegato agli atti l’avviso di ricevimento, salvo che il convenuto si costituisca. (1)

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(1) La Corte costituzionale, con sentenza 30 marzo 1992, n. 140, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui non prevede la sua applicabilità ai giudizi dinanzi ai giudici amministrativi, ivi compresi, i giudizi elettorali.

Lo smarrimento dell’avviso di ricevimento non dà diritto ad alcuna indennità. L’Amministrazione postale è però tenuta a rilasciare senza spesa un duplicato ed a farlo avere al mittente nel più breve tempo possibile.Per ogni piego smarrito l’Amministrazione postale paga l’indennità stabilita dalle norme di cui all’art. 48 del codice postale e delle telecomunicazioni, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156.
Il pagamento dell’indennità è effettuato all’ufficiale giudiziario, il quale ne corrisponde l’importo alla parte che ha richiesto la notificazione dell’atto, facendosene rilasciare ricevuta.
Quando la notificazione sia stata disposta dall’autorità giudiziaria, l’importo dell’indennità, detratta a favore dell’ufficiale giudiziario la spesa della raccomandazione, è versata a favore dell’erario.

L’agente postale consegna il piego nelle mani proprie del destinatario, anche se dichiarato fallito.
Se la consegna non può essere fatta personalmente al destinatario, il piego è consegnato, nel luogo indicato sulla busta che contiene l’atto da notificare, a persona di famiglia che conviva anche temporaneamente con lui ovvero addetta alla casa ovvero al servizio del destinatario, purché il consegnatario non sia persona manifestamente affetta da malattia mentale o abbia età inferiore a quattordici anni.
In mancanza delle persone suindicate, il piego può essere consegnato al portiere dello stabile ovvero a persona che, vincolata da rapporto di lavoro continuativo, è comunque tenuta alla distribuzione della posta al destinatario.
L’avviso di ricevimento ed il registro di consegna debbono essere sottoscritti dalla persona alla quale è consegnato il piego e, quando la consegna sia effettuata a persona diversa dal destinatario, la firma deve essere seguita, su entrambi i documenti summenzionati, dalla specificazione della qualità rivestita dal consegnatario, con l’aggiunta, se trattasi di familiare, dell’indicazione di convivente anche se temporaneo.
Qualora il consegnatario non sappia firmare o ne sia impossibilitato, l’agente postale fa menzione di tale circostanza sia sul registro di consegna sia sull’avviso di ricevimento, apponendovi la data e la propria sottoscrizione.
Se il piego non viene consegnato personalmente al destinatario dell’atto,l’agente postale dà notizia al destinatario medesimo dell’avvenuta notificazionedell’atto a mezzo di lettera raccomandata.
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(1) Comma aggiunto dall’art. 36, comma 2-quater, D.L. 31 dicembre 2007, n. 248(conv. con mod. nella L. 28 febbraio 2008, n. 31). Ai sensi dell’art. 36, comma 2-quinquies, D.L. 248/2007, la presente disposizione si applica ai procedimenti di notificaeffettuati, ai sensi dell’articolo 7 della legge 20 novembre 1982, n. 890, a decorreredalla data di entrata in vigore della legge di conversione del medesimo decreto (L. 28febbraio 2008, n. 31). Le notificazioni delle sentenze già effettuate, ai sensi dell’articolo7 della legge n. 890 del 1982, alla data di entrata in vigore della legge di conversionedel D.L. 248/2007, non producono la decorrenza del relativo termine di impugnazionese non vi è stata consegna del piego personalmente al destinatario e se è provato chequesti non ne ha avuto conoscenza.

Se il destinatario o le persone alle quali può farsi la consegna rifiutanodi firmare l’avviso di ricevimento, pur ricevendo il piego, ovvero se ildestinatario rifiuta il piego stesso o di firmare il registro di consegna, il cheequivale a rifiuto del piego, l’agente postale ne fa menzione sull’avviso diricevimento indicando, se si tratti di persona diversa dal destinatario, il nomeed il cognome della persona che rifiuta di firmare nonché la sua qualità;appone, quindi, la data e la propria firma sull’avviso di ricevimento che èsubito restituito al mittente in raccomandazione, unitamente al piego nel casodi rifiuto del destinatario di riceverlo. La notificazione si ha per eseguita alladata suddetta.
Se le persone abilitate a ricevere il piego, in luogo del destinatario, rifiutanodi riceverlo, ovvero se l’agente postale non può recapitarlo per temporaneaassenza del destinatario o per mancanza, inidoneità o assenza dellepersone sopra menzionate, il piego è depositato lo stesso giorno presso l’ufficiopostale preposto alla consegna o presso una sua dipendenza. Del tentativodi notifica del piego e del suo deposito presso l’ufficio postale o una suadipendenza è data notizia al destinatario, a cura dell’agente postale prepostoalla consegna, mediante avviso in busta chiusa a mezzo lettera raccomandatacon avviso di ricevimento che, in caso di assenza del destinatario, deve essereaffisso alla porta d’ingresso oppure immesso nella cassetta della corrispondenzadell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda. L’avviso deve contenerel’indicazione del soggetto che ha richiesto la notifica e del suo eventualedifensore, dell’ufficiale giudiziario al quale la notifica è stata richiesta edel numero di registro cronologico corrispondente, della data di deposito edell’indirizzo dell’ufficio postale o della sua dipendenza presso cui il depositoè stato effettuato, nonché l’espresso invito al destinatario a provvedereal ricevimento del piego a lui destinato mediante ritiro dello stesso entro iltermine massimo di sei mesi, con l’avvertimento che la notificazione si hacomunque per eseguita trascorsi dieci giorni dalla data del deposito e che,decorso inutilmente anche il predetto termine di sei mesi, l’atto sarà restituitoal mittente. (1) (2)
Trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandatadi cui al secondo comma senza che il destinatario o un suo incaricato neabbia curato il ritiro, l’avviso di ricevimento è immediatamente restituito almittente in raccomandazione con annotazione in calce, sottoscritta dall’agentepostale, della data dell’avvenuto deposito e dei motivi che l’hanno determinato,dell’indicazione «atto non ritirato entro il termine di dieci giorni» edella data di restituzione. Trascorsi sei mesi dalla data in cui il piego è statodepositato nell’ufficio postale o in una sua dipendenza senza che il destinatarioo un suo incaricato ne abbia curato il ritiro, il piego stesso è restituito almittente in raccomandazione con annotazione in calce, sottoscritta dall’agentepostale, della data dell’avvenuto deposito e dei motivi che l’hanno determinato,dell’indicazione «non ritirato entro il termine di centottanta giorni» edella data di restituzione. (2) (3)
La notificazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data di spedizionedella lettera raccomandata di cui al secondo comma ovvero dalladata del ritiro del piego, se anteriore. (4)
Nel caso, invece, che durante la permanenza del piego presso l’ufficiopostale o una sua dipendenza il destinatario o un suo incaricato ne curi ilritiro, l’impiegato postale lo dichiara sull’avviso di ricevimento che, datato efirmato dal destinatario o dal suo incaricato, è subito spedito al mittente, inraccomandazione. (5)
[La notificazione si ha per eseguita alla data del ritiro del piego] (5).Qualora la data delle eseguite formalità manchi sull’avviso di ricevimentoo sia, comunque, incerta, la notificazione si ha per eseguita alla datarisultante dal bollo di spedizione dell’avviso stesso.
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(1) Comma dapprima modificato dall’art. 174, comma 16, D.Lgs. 30 giugno 2003,n. 196, e successivamente così sostituito dall’art. 2, comma 4, D.L. 14 marzo 2005, n.35 (conv. con mod. nella L. 14 maggio 2005, n. 80).
(2) La Corte Cost. – sent. 23/9/1998, n. 346 – aveva dichiarato l’illegittimità costituzionaledell’art. 8, secondo comma, nella parte in cui non prevedeva che, in caso dirifiuto di ricevere il piego o di firmare il registro di consegna da parte delle personeabilitate alla ricezione ovvero in caso di mancato recapito per temporanea assenza deldestinatario o per mancanza, inidoneità o assenza delle persone sopra menzionate, delcompimento delle formalità descritte e del deposito del piego fosse data notizia aldestinatario medesimo con raccomandata con avviso di ricevimento; con la stessasentenza la Corte aveva ancora dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 8, terzocomma, nella parte in cui prevedeva che il piego fosse restituito al mittente, in casodi mancato ritiro da parte del destinatario, dopo dieci giorni dal deposito presso l’ufficiopostale.
(3) Comma così sostituito dall’art. 2, comma 4, D.L. 14 marzo 2005, n. 35 (conv.con mod. nella L. 14 maggio 2005, n. 80).
(4) Comma così modificato dall’art. 2, comma 4, D.L. 14 marzo 2005, n. 35 (conv.con mod. nella L. 14 maggio 2005, n. 80).
(5) Comma abrogato dall’art. 2, comma 4, D.L. 14 marzo 2005, n. 35 (conv. conmod. nella L. 14 maggio 2005, n. 80).

Salvo quanto disposto dall’art. 171 del codice di procedura penale, nel caso di cambiamento di residenza o di dimora o di domicilio del destinatario nello stesso comune, l’agente postale, qualora sia venuto a conoscenza del nuovo indirizzo, provvede, nei modi indicati dal primo, secondo e terzo comma dell’art. 7, alla immediata consegna direttamente o, se ciò non sia possibile, a mezzo dell’agente incaricato del servizio nel settore ove è la nuova residenza o la nuova dimora o il nuovo domicilio del destinatario.
Se le persone indicate nel secondo e nel terzo comma dell’art. 7 rifiutano di ricevere il piego o di firmare il registro di consegna o mancano o sono inidonee o assenti, il piego è restituito in raccomandazione mittente.
Se la nuova residenza, la nuova dimora o il nuovo domicilio sono fuori della circoscrizione del comune, l’agente postale lo indica a tergo della busta che restituisce subito in raccomandazione al mittente.
Analoga indicazione, datata e sottoscritta, fa sull’avviso di ricevimento in caso di irreperibilità del destinatario, restituendolo, subito, al mittente col piego, in raccomandazione.

Le disposizioni che precedono si applicano, in quanto compatibili, alle comunicazioni a mezzo di lettera raccomandata effettuate da ufficiale giudiziario e connesse con la notificazione di atti giudiziari.

Per la notificazione di atti giudiziari a mezzo della posta nei procedimenti davanti ai giudici conciliatori, le norme degli articoli precedenti si estendono al messo di conciliazione, in quanto applicabili.

Le norme sulla notificazione degli atti giudiziari a mezzo della posta sono applicabili alla notificazione degli atti adottati dalle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, da parte dell’ufficio che adotta l’atto stesso. (1) .
Nel caso in cui il predetto ufficio possa avvalersi del disposto dell’art. 54 del codice postale e delle telecomunicazioni, le tasse di spedizione dei pieghi sono poste a carico del destinatario.
Se il destinatario o le persone alle quali è autorizzata la consegna del piego rifiutino di pagare le predette tasse, il piego si considera rifiutato e la notificazione si ha come eseguita.

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(1) Comma sostituito dall’art. 10, comma 5, L. 3 agosto 1999, n. 265.

Alle notificazioni degli atti tavolari, qualora siano effettuate a mezzo della posta, si applicano le norme che precedono purché i relativi pieghi siano muniti del bollo di contrassegno dell’ufficio tavolare mittente e siano spediti dal cancelliere dell’ufficio stesso.

La notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente deve avvenire con l’impiego di plico sigillato e può eseguirsi a mezzo della posta direttamente dagli uffici finanziari, nonchè, ove ciò risulti impossibile, a cura degli ufficiali giudiziari, dei messi comunali ovvero dei messi speciali autorizzati dall’Amministrazione finanziaria, secondo le modalità previste dalla presente legge. Sono fatti salvi i disposti di cui agli articoli 26, 45 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nonché le altre modalità di notifica previste dalle norme relative alle singole leggi di imposta. (1) (2)
Qualora i messi comunali e i messi speciali autorizzati dall’Amministrazione finanziaria si avvalgano del sistema di notifica a mezzo posta, il compenso loro spettante ai sensi del primo comma dell’art. 4 della legge 10 maggio 1976, n. 249, è ridotto della metà.

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(1) Comma modificato dall’art. 20, L. 8 maggio 1998, n.146.
(2) Per la ripetibilità delle spese di notifica e per il costo di notifica, vedi il D.M. 8 gennaio 2001.

Il terzo ed il quinto comma dell’art. 169 del codice di procedura penale sono sostituiti, rispettivamente, dai seguenti: "Il portiere o chi ne fa le veci deve sottoscrivere l’originale dell’atto notificato, e l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuta notificazione dell’atto a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata". "Se le persone indicate nella prima parte di questo articolo mancano o non sono idonee o si rifiutano di ricevere la copia dell’atto destinato all’imputato, questa è depositata nella casa del comune dove l’imputato ha l’abitazione o, in mancanza di questa, del comune dove egli abitualmente esercita la sua attività professionale. Avviso del deposito stesso è affisso alla porta della casa di abitazione dell’imputato ovvero alla porta del luogo dove egli abitualmente esercita la sua attività professionale. L’ufficiale giudiziario deve, inoltre, dare all’imputato comunicazione dell’avvenuto deposito a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata".

Sono abrogati il regio decreto 21 ottobre 1923, n. 2393, le norme concernenti la notificazione di atti giudiziari e di altri atti contenute nel regolamento di esecuzione del codice postale e delle telecomunicazioni, nonché ogni disposizione comunque incompatibile con quelle della presente legge. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

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