Decreto Presidente della Repubblica 9/10/1990 n. 309

Decreto Presidente della Repubblica 9/10/1990 n. 309

Redazione

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, artt. 1, commi 1 e 2, e 2). Comitato nazionale di coordinamento per l'azione antidroga. Assistenza ai Paesi in via di sviluppo produttori di sostanze stupefacenti

G.U. 31/10/1990 n. 255

Versione PDF del documento

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, artt. 1, commi 1 e 2, e 2)
Comitato nazionale di coordinamento per l’azione antidroga. Assistenza ai Paesi in via di sviluppo produttori di sostanze stupefacenti

1. È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Comitato nazionale di coordinamento per l’azione antidroga.
2. Il Comitato è composto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che lo presiede, dai Ministri degli affari esteri, dell’interno, di grazia e giustizia, delle finanze, della difesa, della pubblica istruzione, della sanità, del lavoro e della previdenza sociale, dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica e dai Ministri per gli affari sociali, per gli affari regionali ed i problemi istituzionali e per i problemi delle aree urbane, nonché dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
3. Le funzioni di presidente del Comitato possono essere delegate al Ministro per gli affari sociali.
4. Alle riunioni del Comitato possono essere chiamati a partecipare altri Ministri in relazione agli argomenti da trattare.
5. Il Comitato ha responsabilità di indirizzo e di promozione della politica generale di prevenzione e di intervento contro la illecita produzione e diffusione delle sostanze stupefacenti o psicotrope, a livello interno ed internazionale.
6. Il Comitato formula proposte al Governo per l’esercizio della funzione di indirizzo e di coordinamento delle attività amministrative di competenza delle regioni nel settore (1).
7. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento nazionale per le politiche antidroga è istituito un Osservatorio permanente che verifica l’andamento del fenomeno della tossicodipendenza, secondo le previsioni del comma 8. Il Ministro per la solidarietà sociale disciplina, con proprio decreto, l’organizzazione e il funzionamento dell’Osservatorio, in modo da assicurare lo svolgimento delle funzioni previste dall’articolo 127, comma 2. Il Comitato si avvale dell’Osservatorio permanente (2).
8. L’Osservatorio, sulla base delle direttive e dei criteri diramati dal Comitato, acquisisce periodicamente e sistematicamente dati:
a) sulla entità della popolazione tossicodipendente anche con riferimento alla tipologia delle sostanze assunte e sul rapporto tra le caratteristi che del mercato del lavoro e delle attività lavorative e l’assunzione di sostanze stupefacenti e psicotrope (3);
b) sulla dislocazione e sul funzionamento dei servizi pubblici e privati operanti nel settore della prevenzione, cura e riabilitazione, nonché sulle iniziative tendenti al recupero sociale ivi compresi i servizi attivati negli istituti di prevenzione e pena e nelle caserme; sul numero di soggetti riabilitati reinseriti in attività lavorative e sul tipo di attività lavorative eventualmente intraprese, distinguendo se presso strutture pubbliche o private;
c) sui tipi di trattamento praticati e sui risultati conseguiti, in particolare per quanto riguarda la somministrazione di metadone, nei servizi di cui alla lettera b), sulla epidemiologia delle patologie correlate, nonché sulla produzione e sul consumo delle sostanze stupefacenti o psicotrope (3);
d) sulle iniziative promosse ai diversi livelli istituzionali in materia di informazione e prevenzione;
e) sulle fonti e sulle correnti del traffico illecito delle sostanze stupefacenti o psicotrope;
f) sull’attività svolta dalle forze di polizia nel settore della prevenzione e repressione del traffico illecito delle sostanze stupefacenti o psicotrope;
g) sul numero e sugli esiti dei processi penali per reati previsti dal presente testo unico;
h) sui flussi di spesa per la lotta alle tossicodipendenze e sulla destinazione di tali flussi per funzioni e per territorio.
9. I Ministeri degli affari esteri, di grazia e giustizia, delle finanze, della difesa, della sanità, della pubblica istruzione e del lavoro e della previdenza sociale, nell’ambito delle rispettive competenze, sono tenuti a trasmettere all’osservatorio i dati di cui al comma 8, relativi al primo e al secondo semestre di ogni anno, entro i mesi di giugno e dicembre.
10. L’Osservatorio, avvalendosi anche delle prefetture e delle amministrazioni locali, può richiedere ulteriori dati a qualunque amministrazione statale e regionale, che è tenuta a fornirli, con l’eccezione di quelli che possano violare il diritto all’anonimato.
11. Ciascun Ministero e ciascuna regione possono ottenere informazioni dall’Osservatorio.
12. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, d’intesa con i Ministri della sanità, della pubblica istruzione, della difesa e per gli affari sociali, promuove campagne informative sugli effetti negativi sulla salute derivanti dall’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope, nonché sull’ampiezza e sulla gravità del fenomeno criminale del traffico di tali sostanze.
13. Le campagne informative nazionali sono realizzate attraverso i mezzi di comunicazione radiotelevisivi pubblici e privati, attraverso la stampa quotidiana e periodica nonché attraverso pubbliche affissioni e servizi telefonici e telematici di informazione e di consulenza e sono finanziate nella misura massima € 5.164.568,99 annue a valere sulla quota del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga destinata agli interventi previsti dall’articolo 127. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per la solidarietà sociale da lui delegato determina, con proprio decreto, in deroga alle norme sulla pubblicità delle amministrazioni pubbliche, la distribuzione delle risorse finanziarie tra stampa quotidiana e periodica, emittenti radiofoniche e televisive nazionali e locali nonché a favore di iniziative mirate di comunicazione da sviluppare sul territorio nazionale (4).
14. [] (5).
15. Ogni tre anni, il Presidente del Consiglio dei Ministri, nella sua qualità di Presidente del Comitato nazionale di coordinamento per l’azione antidroga, convoca una conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope alla quale invita soggetti pubblici e privati che esplicano la loro attività nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza. Le conclusioni di tali conferenze sono comunicate al Parlamento anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall’esperienza applicativa.
16. L’Italia concorre, attraverso gli organismi internazionali, all’assistenza ai Paesi in via di sviluppo produttori delle materie di base dalle quali si estraggono le sostanze stupefacenti o psicotrope.
17. L’assistenza prevede anche la creazione di fonti alternative di reddito per liberare le popolazioni locali dall’asservimento alle coltivazioni illecite da cui attualmente traggono il loro sostentamento.
18. A tal fine sono attivati anche gli strumenti previsti dalla legge 26 febbraio 1987, n. 49, sulla cooperazione dell’Italia con i Paesi in via di sviluppo.

————————

(1) Comma così modificato dall’art. 1, L. 18 febbraio 1999, n. 45.
(2) Comma prima sostituito dall’art. 1, L. 18 febbraio 1999, n. 45 e poi così modificato dall’art. 3, comma 84, L. 24 dicembre 2003, n. 350. L’osservatorio permanente per la verifica dell’andamento del fenomeno delle droghe e delle tossicodipendenze è stato istituito con D.M. 14 settembre 1999.
(3) Lettera così modificata dall’art. 1, L. 18 febbraio 1999, n. 45.
(4) Comma così sostituito dall’art. 1, L. 18 febbraio 1999, n. 45.
(5) Comma abrogato dall’art. 1, L. 18 febbraio 1999, n. 45.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 3, commi 1 e 2)
Attribuzioni del Ministro della sanità

1. Il Ministro della sanità, nell’ambito delle proprie competenze:
a) determina, sentito il Consiglio sanitario nazionale, gli indirizzi per le attività di prevenzione del consumo e delle dipendenze da sostanze stupefacenti o psicotrope e da alcool e per la cura e il reinserimento sociale dei soggetti dipendenti da sostanze stupefacenti o psicotrope e da alcool;
b) partecipa ai rapporti, sul piano internazionale, con la Commissione degli stupefacenti e con l’Organo di controllo sugli stupefacenti del Coniglio economico e sociale delle Nazioni Unite e con il Fondo delle Nazioni Unite per il controllo dell’abuso delle droghe (UNFDAC), con i competenti organismi della Comunità economica europea e con ogni altra organizzazione internazionale avente competenza nella materia di cui al presente testo unico; a tal fine cura l’aggiornamento dei dati relativi alle quantità di sostanze stupefacenti o psicotrope effettivamente importate, esportate, fabbricate, impiegate, nonché alle quantità disponibili presso gli enti o le imprese autorizzati;
c) determina, sentito il Consiglio sanitario nazionale, gli indirizzi per il rilevamento epidemiologico da parte delle regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano e delle unità sanitarie locali, concernente le dipendenze da alcool e da sostanze stupefacenti o psicotrope;
d) concede le autorizzazioni per la coltivazione, la produzione, la fabbricazione, l’impiego, il commercio, l’esportazione, l’importazione, il transito, l’acquisto, la vendita e la detenzione delle sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché quelle per la produzione, il commercio, l’esportazione, l’importazione e il transito delle sostanze suscettibili di impiego per la produzione di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui al comma 1 dell’articolo 70;
e) stabilisce con proprio decreto:
1) l’elenco annuale delle imprese autorizzate alla fabbricazione, all’impiego e al commercio all’ingrosso di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché di quelle di cui al comma 1 dell’articolo 70;
2) il completamento e l’aggiornamento delle tabelle di cui all’articolo 13, sentini il Consiglio superiore di sanità e la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento nazionale per le politiche anitdroga; (2);
3) le indicazioni relative alla confezione dei farmaci contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope;
4) [i limiti e le modalità di impiego dei farmaci sostitutivi] (1);
f) verifica, ad un anno, a due anni, a tre anni e a cinque anni dall’entrata in commercio di nuovi farmaci, la loro capacità di indurre dipendenza nei consumatori;
g) promuove, in collaborazione con i Ministri dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica e di grazia e giustizia, studi e ricerche relativi agli aspetti farmacologici, tossicologici, medici, psicologici, riabilitativi, sociali, educativi, preventivi e giuridici in tema di droghe, alcool e tabacco;
h) promuove, in collaborazione con le regioni, iniziative volte a eliminare il fenomeno dello scambio di siringhe tra tossicodipendenti, favorendo anche l’immissione nel mercato di siringhe monouso autobloccanti.
————————

(1) Numero abrogato dall’art. 1, D.P.R. 5 giugno 1993, n. 171.
(2) Numero modificato dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/2/2006 n. 49.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 3, commi 1 e 3)
Istituzione del Servizio centrale per le dipendenze da alcool e sostanze stupefacenti o psicotrope

1. È istituito presso il Ministero della sanità il Servizio centrale per le dipendenze da alcool e sostanze stupefacenti o psicotrope.
2. Il Servizio centrale svolge compiti di indirizzo e coordinamento per le politiche e i programmi inerenti il trattamento delle dipendenze indicate nel comma 1 su tutto il territorio nazionale, con parere obbligatorio del Consiglio sanitario nazionale. Inoltre provvede a:
a) raccogliere i dati epidemiologici e le statistiche circa l’andamento dei consumi, delle violazioni delle norme sulla circolazione stradale e degli infortuni in stato di intossicazione da alcool e sostanze stupefacenti o psicotrope;
b) raccogliere ed elaborare i dati trasmessi dalle regioni relativi all’andamento delle dipendenze da sostanze stupefacenti o psicotrope e da alcool, nonché agli interventi di prevenzione, di cura e di recupero sociale e presentare annualmente un rapporto sulla materia al Ministro della sanità;
c) raccogliere ed elaborare i dati relativi al numero dei servizi pubblici e privati attivi nel settore delle droghe e dell’alcool, ai contributi ad essi singolarmente erogati, nonché al numero degli utenti assistiti ed ai risultati conseguiti nelle attività di recupero e prevenzione messe in atto;
d) esprimere il parere motivato sulle autorizzazioni in materia di sostanze stupefacenti o psicotrope per le quali è competente il Ministro della sanità;
e) esprimere, sentito l’Istituto superiore di sanità, il parere motivato in ordine alla concessione di licenza di importazione di materie prime per la produzione e l’impiego delle sostanze stupefacenti o psicotrope;
f) procedere all’accertamento qualitativo e quantitativo delle sostanze stupefacenti o psicotrope messe a disposizione del Ministero della sanità ai sensi dell’articolo 87;
g) elencare gli additivi aversivi non tossici da immettere nelle confezioni commerciali di solventi inalabili;
h) individuare sostanze da taglio contenute nelle sostanze stupefacenti o psicotrope.
3. Il Servizio centrale per gli eventuali controlli analitici, si avvale dei laboratori dell’Istituto superiore di sanità o di istituti universitari.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 3, commi 1, 4 e 5)
Composizione del servizio centrale per le dipendenze da alcool e sostanze stupefacenti o psicotrope

1. Al servizio centrale per le dipendenze da alcool e stanze stupefacenti o psicotrope è preposto un dirigente generale del Ministero della sanità.
2. Il Ministro provvede alla costituzione del Servizio centrale articolandolo in almeno quattro settori afferenti alla dipendenza da sostanze stupefacenti o psicotrope, alla prevenzione delle infezioni da HIV tra i tossicodipendenti e altre patologie correlate, all’alcoolismo e al tabagismo preponendovi i dirigenti di cui al comma 3.
3. Nella tabella XIX, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748, sono apportate le seguenti modifiche:
a) il quadro A, livello di funzione C, è incrementato di una unità;
b) il quadro C, livello di funzione D, è incrementato di due unità;
c) il quadro C, livello di funzione E, è incrementato di quattro unità.
4. omissis
5. omissis

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 3)
Controllo e vigilanza

1. Per l’esercizio del controllo e della vigilanza il Ministero della sanità si avvale normalmente dei nuclei specializzati dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, della Guardia di finanza, dell’Arma dei carabinieri e, nei casi urgenti, di qualsiasi ufficiale e agente della forza pubblica. Per quanto riguarda il controllo sulle navi e sugli aeromobili l’azione è coordinata con le capitanerie di porto o con i comandi di aeroporto.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 4)
Modalità della vigilanza

1. La vigilanza presso gli enti e le imprese autorizzati alla coltivazione, alla fabbricazione, all’impiego, al commercio e presso chiunque sia autorizzato alla detenzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, è esercitata dal Ministero della sanità.
2. La vigilanza predetta si effettua mediante ispezioni ordinarie e straordinarie.
3. Le ispezioni ordinarie devono essere effettuate almeno ogni due anni, salvo quanto stabilito dall’articolo 29.
4. Il Ministero della sanità può disporre in ogni tempo ispezioni straordinarie.
5. Per l’esecuzione delle ispezioni il Ministero della sanità può avvalersi della collaborazione degli organi di polizia, i quali comunque hanno facoltà di accedere in qualunque momento nei locali ove si svolgono le attività previste dai titoli III, IV, V, VI e VII del presente testo unico.
6. La Guardia di finanza può eseguire ispezioni straordinarie in ogni tempo presso gli enti e le imprese autorizzati alla fabbricazione di sostanze stupefacenti o psicotrope quando sussistano sospetti di attività illecite.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 5)
Obbligo di esibizione di documenti

1. Ai fini della vigilanza e dei controlli previsti dagli articoli 5 e 6 i titolari delle autorizzazioni, nonché i titolari o i direttori delle farmacie, sono tenuti ad esibire ai funzionari del Ministero della sanità ed agli appartenenti alle forze di polizia tutti i documenti inerenti all’autorizzazione, alla gestione della coltivazione e vendita dei prodotti, alla fabbricazione, all’impiego, al commercio delle sostanze stupefacenti o psicotrope.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 4, comma 1)
Opposizione alle ispezioni. Sanzioni

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punitocon l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da € 516 a € 5.164 chiunque:
a) indebitamente impedisce od ostacola lo svolgimento delle ispezioni previstedall’articolo 6;
b) rivela o preannuncia l’ispezione qualora questa debba essere improvvisao comunque non preannunciata;
c) indebitamente impedisce od ostacola i controlli, gli accessi o gli altri attiprevisti dall’articolo 29, oppure si sottrae all’obbligo di esibire i documentidi cui all’articolo 7.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 5, comma 1)
Attribuzioni del Ministro dell’interno

1. Il Ministro dell’interno, nell’ambito delle proprie competenze:
a) esplica le funzioni di alta direzione dei servizi di polizia per la prevenzione e la repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope e di coordinamento generale in materia dei compiti e delle attività delle forze di polizia; promuove altresì, d’intesa con il Ministro degli affari esteri e con il Ministro di grazia e giustizia, accordi internazionali di collaborazione con i competenti organismi esteri;
b) partecipa, sul piano internazionale, salve le attribuzioni dei Ministri degli affari esteri e della sanità, rapporti con il Fondo delle Nazioni Unite per il controllo dell’abuso delle droghe (UNFDAC), con i competenti organismi della Comunità economica europea e con qualsiasi altra organizzazione avente competenza nella materia di cui al presente testo unico.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, artt. 5, comma 1, e 25, comma 2; D.L. 1° aprile 1988, n. 103 convertito, con modificazioni, dalla legge 16 giugno 1988, n. 176, art. 2-bis)
Servizio centrale antidroga

1. Per l’attuazione dei compiti del Ministro dell’interno in materia di coordinamento e di pianificazione delle forze di polizia e di alta direzione dei servizi di polizia per la prevenzione e la repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, il capo della polizia – direttore generale della pubblica sicurezza si avvale del Servizio centrale antidroga, già istituito nell’ambito del Dipartimento della pubblica sicurezza ai sensi dell’articolo 35 della legge 10 aprile 1981, n. 121.
2. Ai fini della necessaria cooperazione internazionale nella prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, il Servizio mantiene e sviluppa i rapporti con i corrispondenti servizi delle polizie estere, avvalendosi anche dell’Organizzazione internazionale della polizia criminale (OIPC-Interpol), nonché con gli organi tecnici dei Governi dei Paesi esteri operanti in Italia.
3. Il Servizio cura, altresì, i rapporti con gli organismi internazionali interessati alla cooperazione nelle attività di polizia antidroga.
4. Il servizio prestato dagli ufficiali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza nell’ambito del Servizio centrale antidroga è equivalente, agli effetti dello sviluppo della carriera, al periodo di comando, nei rispettivi gradi, presso i Corpi di appartenenza.
5. omissis.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 5, comma 1)
Uffici antidroga all’estero

1. Il Dipartimento della pubblica sicurezza puo’ destinare, fuori del territorio nazionale, secondo quanto disposto dall’articolo 168 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e successive modificazioni, personale appartenente alla Direzione centrale per i servizi antidroga, che operera’ presso le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari in qualita’ di esperti per la sicurezza, per lo svolgimento di attivita’ di studio, osservazione, consulenza e informazione in vista della promozione della cooperazione contro il traffico della droga. (1)
2. A tali fini il contingente previsto dall’articolo 168 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e’ aumentato di una quota di venti unita’, riservata agli esperti per la sicurezza della Direzione centrale per i servizi antidroga. (1)
3. Per l’assolvimento dei compiti di cooperazione internazionale nella prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, la Direzione centrale per i servizi antidroga puo’ costituire uffici operanti fuori del territorio nazionale, nel quadro di specifici accordi di cooperazione stipulati con i Governi interessati. Tali accordi stabiliranno la condizione giuridica dei predetti uffici nei confronti delle autorita’ locali. (1)
4. Agli uffici di cui al comma 3 e’ destinato personale della Direzione centrale per i servizi antidroga, nominato con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con i Ministri degli affari esteri e del tesoro.(1)
5. L’onere derivante dall’attuazione del presente articolo e’ valutato in lire 4 miliardi in ragione d’anno a decorrere dal 1990 per le spese riguardanti il personale e in lire un miliardo per le spese di carattere funzionale relativamente al 1990.
————–

(1) Comma modificato dall’art. 2, DL 29/12/2005, n. 225, convertito, con modificazioni dalla L. 26/2/2010, n. 10.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 6, comma 1)
Consultazione e raccordo tra lo Stato le regioni e le province autonome

1. I compiti di consultazione e raccordo, su tutto il territorio della Repubblica, delle attività di prevenzione, di cura e di recupero socio-sanitari delle tossicodipendenze e per la lotta contro l’uso delle sostanze stupefacenti o psicotrope sono svolti dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, secondo le modalità previste dall’articolo 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400. Quando al l’ordine del giorno della Conferenza sono in discussione le problematiche attinenti alla materia di cui al presente test unico è obbligatoria la presenza del Ministro per gli affari sociali.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 11 – legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 7, commi 1 e 2)
Tabelle delle sostanze soggette a controllo

1. Le sostanze stupefacenti o psicotrope sottoposte alla vigilanza ed al controllo del Ministero della salute sono raggruppate, in conformità ai criteri di cui all’articolo 14, in due tabelle, allegate al presente testo unico. Il Ministero della salute stabilisce con proprio decreto il completamento e l’aggiornamento delle tabelle con le modalità di cui all’articolo 2, comma 1, lettera e), numero 2); (1)
2. Le tabelle di cui al comma 1 devono contenere l’elenco di tutte le sostanze e dei preparati indicati nelle convenzioni e negli accordi internazionali e sono aggiornate tempestivamente anche in base a quanto previsto dalle convenzioni e accordi medesimi ovvero a nuove acquisizioni scientifiche.
[3. Le variazioni sono apportate con le stesse modalità indicate dal comma 1.] (2)
4. Il decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e inserito nella successiva edizione della Farmacopea ufficiale.
5. Il MInistero della salute, sentiti il Consiglio superiore di sanità e la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento nazionale per le politiche antidroga, ed in accordo con le convenzioni internazionali in materia di sostanze stupefacenti o psicotrope, dispone con apposito decreto l’esclusione da una o più misure di controllo di quei medicinali e disposistivi diagnositici che per la loro composizione qualitative e quantitativa non possono trovare un uso diverso da quello cui sono destinati. (1)

——
(1) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/2/2006 n. 49.
(2) Comma abrogato dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/2/2006 n. 49.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 12)
Criteri per la formazione delle tabelle

1. La inclusione delle sostanze stupefacenti o psicotrope nelle tabelle di cui all’articolo 13 e’ effettuata in base ai seguenti criteri:
a) nella tabella I sono indicati:
1) l’oppio e i materiali da cui possono essere ottenute le sostanze oppiacee naturali, estraibili dal papavero sonnifero; gli alcaloidi ad azione narcotico-analgesica da esso estraibili; le sostanze ottenute per trasformazione chimica di quelle prima indicate; le sostanze ottenibili per sintesi che siano riconducibili, per struttura chimica o per effetti, a quelle oppiacee precedentemente indicate; eventuali intermedi per la loro sintesi;
2) le foglie di coca e gli alcaloidi ad azione eccitante sul sistema nervoso centrale da queste estraibili; le sostanze ad azione analoga ottenute per trasformazione chimica degli alcaloidi sopra indicati oppure per sintesi;
3) le sostanze di tipo amfetaminico ad azione eccitante sul sistema nervoso centrale;
4) ogni altra sostanza che produca effetti sul sistema nervoso centrale ed abbia capacita’ di determinare dipendenza fisica o psichica dello stesso ordine o di ordine superiore a quelle precedentemente indicate;
5) gli indolici, siano essi derivati triptaminici che lisergici, e i derivati feniletilamminici, che abbiano effetti allucinogeni o che possano provocare distorsioni sensoriali;
6) la cannabis indica, i prodotti da essa ottenuti; i tetraidrocannabinoli, i loro analoghi naturali, le sostanze ottenute per sintesi o semisintesi che siano ad essi riconducibili per struttura chimica o per effetto farmaco-tossicologico;
7) ogni altra pianta i cui principi attivi possono provocare allucinazioni o gravi distorsioni sensoriali e tutte le sostanze ottenute per estrazione o per sintesi chimica che provocano la stessa tipologia di effetti a carico del sistema nervoso centrale;
b) nella sezione A della tabella II sono indicati:
1) i medicinali contenenti le sostanze analgesiche oppiacee naturali, di semisintesi e di sintesi;
2) i medicinali di cui all’allegato III-bis al presente testo unico;
3) i medicinali contenenti sostanze di corrente impiego terapeutico per le quali sono stati accertati concreti pericoli di induzione di grave dipendenza fisica o psichica;
4) i barbiturici che hanno notevole capacita’ di indurre dipendenza fisica o psichica o entrambe, nonche’ altre sostanze ad effetto ipnotico-sedativo ad essi assimilabili ed i medicinali che li contengono;
c) nella sezione B della tabella II sono indicati:
1) i medicinali che contengono sostanze di corrente impiego terapeutico per le quali sono stati accertati concreti pericoli di induzione di dipendenza fisica o psichica di intensita’ e gravita’ minori di quelli prodotti dai medicinali elencati nella sezione A;
2) i barbiturici ad azione antiepilettica e i barbiturici con breve durata d’azione;
3) le benzodiazepine, i derivati pirazolopirimidinici ed i loro analoghi ad azione ansiolitica o psicostimolante che possono dar luogo al pericolo di abuso e generare farmacodipendenza;
d) nella sezione C della tabella II sono indicati:
1) le composizioni medicinali contenenti le sostanze elencate nella tabella II, sezione B, da sole o in associazione con altri principi attivi, per i quali sono stati accertati concreti pericoli di induzione di dipendenza fisica o psichica;
e) nella sezione D della tabella II sono indicati:
1) le composizioni medicinali contenenti le sostanze elencate nella tabella II, sezioni A o B, da sole o in associazione con altri principi attivi quando per la loro composizione qualitativa e quantitativa e per le modalita’ del loro uso, presentano rischi di abuso o farmacodipendenza di grado inferiore a quello dellecomposizioni medicinali comprese nella tabella II, sezioni A e C, epertanto non sono assoggettate alla disciplina delle sostanze che entrano a far parte della loro composizione;
2) le composizioni medicinali ad uso parenterale a base di benzodiazepine;
3) le composizioni medicinali per uso diverso da quello iniettabile, le quali, in associazione con altri principi attivi non stupefacenti contengono alcaloidi totali dell’oppio con equivalente ponderale in morfina non superiore allo 0,05 per cento in peso espresso come base anidra; le suddette composizioni medicinali devono essere tali da impedire praticamente il recupero dello stupefacente con facili ed estemporanei procedimenti estrattivi;
3-bis) in considerazione delle prioritarie esigenze terapeutiche nei confronti del dolore severo, composti medicinali utilizzati in terapia del dolore elencati nell’allegato III-bis, limitatamente alle forme farmaceutiche diverse da quella parenterale. (2)
f) nella sezione E della tabella II sono indicati:
1) le composizioni medicinali contenenti le sostanze elencate nella tabella II, sezioni A o B, da sole o in associazione con altri principi attivi, quando per la loro composizione qualitativa e quantitativa o per le modalita’ del loro uso, possono dar luogo a pericolo di abuso o generare farmacodipendenza di grado inferiore a quello delle composizioni medicinali elencate nella tabella II, sezioni A, C o D.
2. Nelle tabelle I e II sono compresi, ai fini della applicazione del presente testo unico, tutti gli isomeri, gli esteri, gli eteri, ed i sali anche relativi agli isomeri, esteri ed eteri, nonche’ gli stereoisomeri nei casi in cui possono essere prodotti, relativi alle sostanze ed ai preparati inclusi nelle tabelle, salvo sia fatta espressa eccezione.
3. Le sostanze incluse nelle tabelle sono indicate con la denominazione comune internazionale, il nome chimico, la denominazione comune italiana o l’acronimo, se esiste. E’, tuttavia, ritenuto sufficiente, ai fini della applicazione del presente testo unico, che nelle tabelle la sostanza sia indicata con almeno una delle denominazioni sopra indicate, purche’ idonea ad identificarla.
4. Le sostanze e le piante di cui al comma 1, lettera a), sonosoggette alla disciplina del presente testo unico anche quando si presentano sotto ogni forma di prodotto, miscuglio o miscela. (1)

——
(1) Articolo sostituito dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/2/206 n. 49.
(2) Numero aggiunto dall’art. 10, L. 15/3/2010, n. 38.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 13)
Adempimenti del Ministero della sanità e delle regioni

1. Il Ministero della sanità provvede alla pubblicazione periodica ed alla diffusione mediante trasmissione alle regioni ed alle autorità sanitarie locali dei dati aggiornati concernenti le sostanze indicate nelle tabelle di cui all’articolo 14, i loro effetti, i metodi di cura delle tossicodipendenze, l’elenco dei presidi sanitari specializzati e dei centri sociali abilitati alla prevenzione ed alla cura delle tossicomanie.
2. Gli uffici regionali competenti provvedono a comunicare le notizie di cui al comma 1 ai singoli medici esercenti la professione sanitaria.

TITOLO I – Degli organi e delle tabelle

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 14)
Elenco delle imprese autorizzate

1. L’elenco aggiornato degli enti e delle imprese autorizzati alla coltivazione e produzione, alla fabbricazione, all’impiego e al commercio all’ingrosso di sostanze stupefacenti o psicotrope, con gli estremi di ciascuna autorizzazione e con la specificazione delle attività autorizzate, è pubblicato annualmente (1), a cura del Ministero della sanità, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

————————

(1) Per l’elenco annuale aggiornato al 30 settembre 2009, v. Decreto 24 novembre2009.

TITOLO II – Delle autorizzazioni

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 15 – legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 8, comma 1)
Obbligo di autorizzazione

1. Chiunque intenda coltivare, produrre, fabbricare impiegare, importare, esportare, ricevere per transito, commerciare a qualsiasi titolo o comunque detenere per il commercio sostanze stupefacenti o psicotrope, comprese nelle tabelle di cui all’articolo 14 deve munirsi dell’autorizzazione del Ministero della sanità.
2. Dall’obbligo dell’autorizzazione sono escluse le farmacie, per quanto riguarda l’acquisto di sostanze stupefacenti o psicotrope e per l’acquisto, la vendita o la cessione di dette sostanze in dose e forma di medicamenti.
3. L’importazione, il transito e l’esportazione di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte di chi è munito dell’autorizzazione di cui al comma 1, sono subordinati alla concessione di un permesso rilasciato dal Ministro della sanità in conformità delle convenzioni internazionali e delle disposizioni di cui al titolo V del presente testo unico.
4. Nella domanda di autorizzazione, gli enti e le imprese interessati devono indicare la carica o l’ufficio i cui titolari sono responsabili della tenuta dei registri e dell’osservanza degli altri obblighi imposti dalle disposizioni dei titoli VI e VII del presente testo unico.
5. Il Ministro della sanità, nel concedere l’autorizzazione, determina, caso per caso, le condizioni e le garanzie alle quali essa è subordinata, sentito il Comando generale della Guardia di Finanza nonché, quando trattasi di coltivazione, il Ministero dell’agricoltura e delle foreste.
6. Il decreto di autorizzazione ha durata biennale ed è soggetto alla tassa di concessione governativa.
7. [L’autorizzazione prevista nel comma 1 è altresì necessaria per il compimento delle attività di cui al comma 2 dell’articolo 70. Si applicano le disposizioni contenute nei commi da 2 a 6] (1).

————————

(1) Comma soppresso dall’art. 1, D.Lgs. 12 aprile 1996, n. 258 (Gazz. Uff. 15 maggio 1996, n. 112).

TITOLO II – Delle autorizzazioni

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 16)
Comunicazione dei decreti di autorizzazione

1. I decreti ministeriali di autorizzazione sono comunicati al Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, al Comando generale della Guardia di finanza e al Comando generale dell’Arma i carabinieri che impartiscono ai dipendenti organi periferici le istruzioni necessarie per la vigilanza.
2. Uguale comunicazione è effettuata al Servizio centrale antidroga.

TITOLO II – Delle autorizzazioni

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 17)
Requisiti soggettivi per l’autorizzazione

1. Le autorizzazioni previste dal comma 1 dell’articolo 17 sono personali e non possono essere cedute, né comunque utilizzate da altri a qualsiasi titolo ed in qualsiasi forma.
2. Le autorizzazioni medesime possono essere accordate soltanto ad enti o imprese il cui titolare o legale rappresentante, se trattasi di società, sia di buona condotta e offra garanzie morali e professionali. Gli stessi requisiti deve possedere il direttore tecnico dell’azienda.
3. Nel caso di enti o imprese che abbiano più filiali o de siti è necessaria l’autorizzazione per ciascuna filiale o deposito. I requisiti previsti dal comma 2 devono essere posseduti anche dalla persona preposta alla filiale o al deposito.
4. Nel caso di cessazione dell’attività autorizzata o di cessazione dell’azienda, di mutamento della denominazione o della ragione sociale, di morte o di sostituzione del titolare dell’impresa o del legale rappresentante dell’ente, l’autorizzazione decade di diritto, senza necessità di apposito provvedimento.
5. Tuttavia nel caso di morte o di sostituzione del titolare dell’impresa o del legale rappresentante dell’ente, il Ministero della sanità può consentire in via provvisoria, per non oltre il termine perentorio di tre mesi, la prosecuzione dell’attività autorizzata sotto la responsabilità del direttore tecnico.

TITOLO II – Delle autorizzazioni

(Legge 2 dicembre 1975, n. 685, art. 18)
Rinnovo delle autorizzazioni

1. La domanda per ottenere il rinnovo delle autorizzazioni deve essere presentata, almeno tre mesi prima della scadenza, con la procedura stabilita per il rilascio delle singole autorizzazioni.
2. Nei casi di decadenza di cui al comma 4 dell’articolo 19, ai fini del rilascio della nuova autorizzazione, può essere ritenuta valida la documentazione relativa ai requisiti obiettivi rimasti invariati.

TITOLO II – Delle autorizzazioni

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 19)
Revoca e sospensionedell’autorizzazione.

1. In caso di accertate irregolarità durante il corso dellacoltivazione, della raccolta, della fabbricazione, trasformazione, sintesi, impiego,custodia, commercio di sostanze stupefacenti o psicotrope, o quandovengono a mancare in tutto o in parte i requisiti prescritti dalla legge per iltitolare o per il legale rappresentante o per il direttore tecnico, il Ministrodella sanità procede alla revoca dell’autorizzazione.
2. Il Ministro della sanità può procedere alla revoca anche in caso di incidentetecnico, di furto, di deterioramento di sostanze stupefacenti o psicotropeo di altre irregolarità verificatesi anche per colpa del personale addetto.
3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, qualora il fatto risulti di lieve entità,può essere adottato un provvedimento di sospensione dell’autorizzazione finoa sei mesi.
4. Il provvedimento di revoca o di sospensione deve essere motivato edè notificato agli interessati tramite il sindaco e comunicato all’autorità sanitariaregionale, alla questura competente per territorio e, ove occorra, al Comandogenerale della Guardia di finanza.
5. Nel caso che le irregolarità indicate nel comma 1 concernano esclusivamentele prescrizioni tecnico-agrarie, il Ministro della sanità adotta i provvedimentiopportuni, sentito il Ministero dell’agricoltura e delle foreste.

TITOLO II – Delle autorizzazioni

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 20)
Provvedimenti in caso di cessazione delle attività autorizzate

1. Nei casi di decadenza, di revoca o di sospensione dell’autorizzazione, il Ministro della sanità, salvo quanto previsto dall’articolo 23, adotta i provvedimenti ritenuti opportuni nei riguardi delle eventuali giacenze di sostanze stupefacenti o psicotrope e provvede al ritiro del bollettario e dei registri previsti dal presente testo unico, nonché al ritiro del decreto di autorizzazione.

TITOLO II – Delle autorizzazioni

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 21 – decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, art. 4, comma 2)
Cessione o distruzione di sostanze stupefacenti o psicotrope

1. Nell’esercizio delle facoltà previste dall’articolo 22, il Ministro della sanità può consentire, su richiesta dell’interessato, la cessione delle giacenze di sostanze stupefacenti o psicotrope ai relativi fornitori ovvero ad altri enti o imprese autorizzati o a farmacie, nominativamente indicati.
2. Qualora nel termine di un anno non sia stato possibile realizzare alcuna destinazione delle sostanze stupefacenti o psicotrope, queste vengono acquisite dallo Stato ed utilizzate con le procedure e modalità di cui all’articolo 24.
3. Le sostanze deteriorate non utilizzabili farmacologicamente devono essere distrutte, osservando le modalità di cui all’articolo 25.
4. Dell’avvenuta esecuzione dei provvedimenti adottati a norma del presente articolo deve essere redatto apposito verbale.

TITOLO II – Delle autorizzazioni

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 22)
Sostanze stupefacenti o psicotrope confiscate o acquisite

1. Le sostanze stupefacenti o psicotrope confiscate o comunque acquisite dallo Stato ai sensi dell’articolo 23 sono poste a disposizione del Ministero della sanità che effettuate, se necessario, le analisi provvede alla loro utilizzazione o distruzione.
2. Nel caso di vendita, qualora non sia stata disposta confisca, il ricavato, dedotte le spese sostenute dallo Stato, è versato al proprietario. Le somme relative ai recuperi delle spese sostenute dallo Stato sono versate con imputazione ad apposito capitolo dello stato di previsione delle entrate statali.

TITOLO II – Delle autorizzazioni

(Decreto-legge 22 aprile 1985, n. 141, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, art. 4, comma 1)
Distruzione delle sostanze consegnate o messe a disposizione del Ministero della sanità

1. La distruzione delle sostanze stupefacenti e psicotrope nei casi previsti dagli articoli 23 e 24 è disposta con decreto del Ministro della sanità che ne stabilisce le modalità di attuazione e si avvale di idonee strutture pubbliche locali, ove esistenti, o nazionali.
2. In tali casi il Ministro della sanità può, altresì, richiedere ai prefetti delle province interessate che venga assicurata adeguata assistenza da parte delle forze di polizia alle operazioni di distruzione.
3. Il verbale relativo alle operazioni di cui al comma 2 è trasmesso al Ministero della sanità.

 

TITOLO II – Delle autorizzazioni

Distruzione delle sostanze e delle composizioni in possesso dei soggetti di cui all’articolo 17 e delle farmacie

1. Le sostanze e le composizioni scadute o deteriorate non utilizzabili farmacologicamente, limitatamente a quelle soggette all’obbligo di registrazione, in possesso dei soggetti autorizzati ai sensi dell’articolo 17, sono distrutte previa autorizzazione del Ministero della salute.
2. La distruzione delle sostanze e composizioni di cui al comma 1 in possesso delle farmacie e` effettuata dall’azienda sanitaria locale ovvero da un’azienda autorizzata allo smaltimento dei rifiuti sanitari. Delle operazioni di distruzione di cui al presente comma e` redatto apposito verbale e, nel caso in cui la distruzione avvenga per il tramite di un’azienda autorizzata allo smaltimento dei rifiuti sanitari, il farmacista trasmette all’azienda sanitaria locale il relativo verbale. Gli oneri di trasporto, distruzione e gli altri eventuali oneri connessi sono a carico delle farmacie richiedenti la distruzione.
3. Le Forze di polizia assicurano, nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, adeguata assistenza alle operazioni di distruzione di cui al presente articolo&raquo. (1)
——

(1) Articolo aggiunto dall’art. 10, L. 15/3/2010, n. 38.

TITOLO III – Disposizioni relative alla coltivazione e produzione, alla fabbricazione, all’impiego ed al commercio all’ingrosso delle sostanze stupefacenti o psicotrope
Capo I – Della coltivazione e produzione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 26)
Coltivazioni e produzioni vietate

1. Salvo quanto stabilito nel comma 2, è vietata nel territorio dello Stato la coltivazione delle piante comprese nella tabella I di cui all’articolo 14. (1)
2. Il Ministro della sanità può autorizzare istituti universitari e laboratori pubblici aventi fini istituzionali di ricerca, alla coltivazione delle piante sopra indicate per scopi scientifici, sperimentali o didattici.

—–
(1) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/2/2006 n. 49.

 

TITOLO III – Disposizioni relative alla coltivazione e produzione, alla fabbricazione, all’impiego ed al commercio all’ingrosso delle sostanze stupefacenti o psicotrope
Capo I – Della coltivazione e produzione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 27 – legge 26 giugno 1990, n. 162, n. 33, comma 1)
Autorizzazione alla coltivazione

1. La richiesta di autorizzazione alla coltivazione, avanzata dai soggetti di cui agli articoli 16 e 17 del presente testo unico deve contenere il nome del richiedente coltivatore responsabile, l’indicazione del luogo, delle particelle catastali e della superficie di terreno sulla quale sarà effettuata la coltivazione, nonché la specie di coltivazione e i prodotti che si intende ottenere. Il richiedente deve indicare l’esatta ubicazione dei locali destinati alla custodia dei prodotti ottenuti.
2. Sia la richiesta che l’eventuale decreto ministeriale di autorizzazione sono trasmessi alla competente unità sanitaria locale e agli organi di cui all’articolo 29 ai quali spetta l’esercizio della vigilanza e del controllo di tutte le fasi della coltivazione fino all’avvenuta cessione del prodotto.
3. L’autorizzazione è valida oltre che per la coltivazione, anche per la raccolta, la detenzione e la vendita dei prodotti ottenuti, da effettuarsi esclusivamente alle ditte titolari di autorizzazione per la fabbricazione e l’impiego di sostanze stupefacenti.

 

TITOLO III – Disposizioni relative alla coltivazione e produzione, alla fabbricazione, all’impiego ed al commercio all’ingrosso delle sostanze stupefacenti o psicotrope
Capo I – Della coltivazione e produzione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 28 – decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, art. 3, comma 4 – legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 32 comma 1)
Sanzioni

1. Chiunque,senza essere autorizzato, coltiva le piante indicate nell’articolo 26, è assoggettatoalle sanzioni penali ed amministrative stabilite per la fabbricazioneillecita delle sostanze stesse.
2. Chiunque non osserva le prescrizioni e le garanzie cui l’autorizzazioneè subordinata, è punito, salvo che il fatto costituisca reato più grave, conl’arresto sino ad un anno o con l’ammenda da e 516 a e 2.065.
3. In ogni caso le piante illegalmente coltivate sono sequestrate e confiscate.Si applicano le disposizioni dell’articolo 86.

TITOLO III – Disposizioni relative alla coltivazione e produzione, alla fabbricazione, all’impiego ed al commercio all’ingrosso delle sostanze stupefacenti o psicotrope
Capo I – Della coltivazione e produzione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 29)
Vigilanza sulla coltivazione raccolta e produzione di stupefacenti

1. Ai fini della vigilanza sulle attività di coltivazione, raccolta e produzione di stupefacenti, i militari della Guardia di finanza svolgono controlli periodici delle coltivazioni autorizzate per accertare l’osservanza delle condizioni imposte e la sussistenza delle garanzie richieste dal provvedimento autorizzativo. La periodicità dei controlli è concordata tra il Ministero della sanità, il Comando generale della Guardia di finanza e il Ministero dell’agricoltura e delle foreste, in relazione alla ubicazione ed estensione del terreno coltivato, all natura e alla durata del ciclo agrario.
2. Indipendentemente dalle ispezioni previste dal comma 1, i militari della Guardia di finanza possono eseguire controlli a carattere straordinario in caso di sospetto di frode.
3. Per l’espletamento dei predetti compiti i militari della Guardia di finanza hanno facoltà di accedere in qualunque tempo alle coltivazioni, nonché nei locali di custodia dei prodotti ottenuti, ove effettuano riscontri sulle giacenze.
4. Le operazioni concernenti la raccolta delle piante o parti di esse, dell’oppio grezzo o di altre droghe debbono essere effettuate alla presenza dei predetti militari.
5. Fuori delle coltivazioni autorizzate, e specialmente nelle immediate vicinanze di esse, i militari della Guardia di finanza esercitano attiva vigilanza al fine di prevenire e reprimere qualsiasi tentativo di abusiva sottrazione dei prodotti. Ove accertino l’esistenza di coltivazioni abusive, provvedono alla conta delle piante coltivate ed alla distruzione delle stesse dopo averne repertato appositi campioni.

TITOLO III – Disposizioni relative alla coltivazione e produzione, alla fabbricazione, all’impiego ed al commercio all’ingrosso delle sostanze stupefacenti o psicotrope
Capo I – Della coltivazione e produzione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 30 – legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 32, comma 1)
Eccedenze di produzione

1. Sono tollerate eventualieccedenze di produzione non superiori al 10 per cento sulle quantità consentitepurché siano denunciate al Ministero della sanità entro quindici giornidal momento in cui sono accertate.
2. Le eccedenze sono computate nei quantitativi da prodursi nell’annosuccessivo.
3. Chiunque per colpa produce sostanze stupefacenti o psicotrope inquantità superiore a quelle consentite o tollerate è punito con la reclusionesino ad un anno o con la multa fino a e 10.329.

TITOLO III – Disposizioni relative alla coltivazione e produzione, alla fabbricazione, all’impiego ed al commercio all’ingrosso delle sostanze stupefacenti o psicotrope
Capo II – Della fabbricazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 31 – legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 32, comma 1)
Quote di fabbricazione

1. Il Ministro della sanità, entroil mese di novembre di ogni anno, tenuto conto degli impegni derivanti dalleconvenzioni internazionali, stabilisce con proprio decreto le quantità dellevarie sostanze stupefacenti o psicotrope, comprese nelle tabelle I e II, SezioniA e B di cui all’articolo 14, che possono essere fabbricate e messe invendita, in Italia o all’estero, nel corso dell’anno successivo, da ciascun enteo impresa autorizzati alla fabbricazione. (1)
2. I limiti quantitativi stabiliti nel provvedimento di cui al comma 1 possonoessere aumentati, ove necessario, nel corso dell’anno al quale si riferiscono.
3. I provvedimenti di cui ai commi 1 e 2 sono pubblicati nella GazzettaUfficiale della Repubblica italiana.
4. Sono tollerate eventuali eccedenze di fabbricazione non superiori al10 per cento sulle quantità consentite purché siano denunciate al Ministerodella sanità entro quindici giorni dal momento in cui sono accertate. Le eccedenzesono computate nei quantitativi da fabbricarsi nell’anno successivo.
5. Chiunque per colpa fabbrica sostanze stupefacenti o psicotrope inquantità superiori a quelle consentite o tollerate è punito con la reclusionefino ad un anno o con la multa fino a e 10.329.
——

(1) Comma modificato dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO III – Disposizioni relative alla coltivazione e produzione, alla fabbricazione, all’impiego ed al commercio all’ingrosso delle sostanze stupefacenti o psicotrope
Capo II – Della fabbricazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 32)
Autorizzazione alla fabbricazione

1. Chiunque intenda ottenere l’autorizzazione per estrarre alcaloidi dalla pianta di papavero sonnifero o dall’oppio dalle foglie o dalla pasta di coca o da altre piante contenenti sostanze stupefacenti, ovvero fabbricarli per sintesi, deve presentare domanda al Ministero della sanità, entro il 31 ottobre di ciascun anno.
2. Analoga domanda deve essere presentata, nel termine indicato nel comma 1, da chi intenda estrarre, trasformare ovvero produrre per sintesi sostanze psicotrope.
3. La domanda deve essere corredata dal certificato di iscrizione all’albo professionale del direttore tecnico, che deve essere munito di laurea in chimica o in farmacia o in altra disciplina affine.
4. La domanda, corredata del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura deve contenere:
a) le generalità del richiedente: titolare dell’impresa o legale rappresentanza dell’ente che avrà la responsabilità per quanto riguarda l’osservanza delle norme di legge;
b) la sede, l’ubicazione e, la descrizione dell’ente o dell’impresa di fabbricazione con descrizione grafica dei locali adibiti alla lavorazione e al deposito della merce lavorata o da porsi in lavorazione;
c) le generalità del direttore tecnico che assume la responsabilità con il titolare dell’impresa o il legale rappresentante dell’ente;
d) la qualità e i quantitativi delle materie prime richieste per la lavorazione;
e) le sostanze che si intende fabbricare, nonché i procedimenti di estrazione che si intende applicare, con l’indicazione presumibile delle rese di lavorazione.
5. L’autorizzazione è valida, oltre che per la fabbricazione di sostanze stupefacenti e psicotrope, anche per l’acquisto delle relative materie prime, nonché per la vendita dei prodotti ottenuti.

TITOLO III – Disposizioni relative alla coltivazione e produzione, alla fabbricazione, all’impiego ed al commercio all’ingrosso delle sostanze stupefacenti o psicotrope
Capo II – Della fabbricazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 33)
Idoneità dell’officina ai fini della fabbricazione

1. Ogni officina deve essere provvista di locali adibiti esclusivamente alla fabbricazione delle sostanze stupefacenti o psicotrope, di apparecchi e mezzi adeguati allo scopo, nonché di locali idonei alla custodia dei prodotti finiti e delle materie prime occorrenti per la fabbricazione.
2. Il Ministero della sanità accerta la sussistenza dei requisiti di cui al comma 1.
3. Qualora il richiedente non sia autorizzato all’esercizio di officina farmaceutica, deve munirsi della relativa autorizzazione.
4. Il Ministero della sanità accerta, mediante ispezione, l’idoneità dell’officina anche ai sensi dell’articolo 144 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni.
5. Le spese relative a tali accertamenti sono a carico del richiedente ed i relativi recuperi sono versati con imputazione ad apposito capitolo dello stato di previsione delle entrate statali.

TITOLO III – Disposizioni relative alla coltivazione e produzione, alla fabbricazione, all’impiego ed al commercio all’ingrosso delle sostanze stupefacenti o psicotrope
Capo II – Della fabbricazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 34)
Controllo sui cicli di lavorazione

1. Presso ciascun ente o impresa, autorizzati alla fabbricazione di sostanze stupefacenti o psicotrope, comprese nelle tabelle I e II, sezione A, di cui all’articolo 14, devono essere dislocati uno o più militari della Guardia di finanza per il controllo dell’entrata e dell’uscita delle sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché per la sorveglianza a carattere continuativo durante i cicli di lavorazione. (1)
2. La vigilanza può essere disposta, su richiesta del Ministero alla sanità, previa intesa con il Comando generale della Guardia di finanza, anche presso singoli enti o imprese autorizzati all’impiego di dette sostanze.
3. Le istruzioni di servizio sono impartite dal Comando generale della Guardia di finanza in conformità alle disposizioni di massima concertate, anche ai fini del coordinamento, col Ministero della sanità.
4. Le aziende, che fabbricano sostanze stupefacenti o psicotrope, hanno l’obbligo di mettere a disposizione dei militari addetti alla vigilanza presso lo stabilimento i locali idonei per lo svolgimento delle operazioni di controllo, adeguatamente attrezzati per i turni di riposo, quando la lavorazione si svolga durante la notte.

—-
(1) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/2/2006 n. 49.

TITOLO III – Disposizioni relative alla coltivazione e produzione, alla fabbricazione, all’impiego ed al commercio all’ingrosso delle sostanze stupefacenti o psicotrope
Capo II – Della fabbricazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 35)
Controllo sulle materie prime

1. Il Ministero della sanità esercita il controllo sulle quantità di materie prime ad azione stupefacente, sulle quantità di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle I e II, sezioni A e B di cui all’articolo 14, fabbricate o comunque in possesso di ciascuna officina e sulla loro destinazione, con particolare riguardo alla ripartizione quantitativa sul mercato. (1)
2. Il Ministro della sanità può limitare o vietare, in qualsiasi momento, ove particolari circostanze lo richiedano, la fabbricazione di singole sostanze stupefacenti o psicotrope.
3. Gli organi specializzati di controllo sono tenuti ad effettuare saltuarie ed improvvise azioni di controllo sia di iniziativa propria che su richiesta del Ministero della sanità.

—–
(1) Comma modificato dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/2/2006 n. 49.

TITOLO III – Disposizioni relative alla coltivazione e produzione, alla fabbricazione, all’impiego ed al commercio all’ingrosso delle sostanze stupefacenti o psicotrope
Capo III – Dell’impiego

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 36)
Autorizzazione all’impiego

1. Chiunque intende ottenere l’autorizzazione all’impiego di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle I e II di cui all’articolo 14, purché regolarmente autorizzato all’esercizio di officina farmaceutica, deve presentare domanda al Ministero della sanità, secondo le modalità previste dal comma 4 dell’articolo 32, in quanto applicabili. (1)
2. Il Ministero della sanità accerta se i locali siano idonei alla preparazione, all’impiego ed alla custodia delle materie prime e dei prodotti.
3. Il decreto di autorizzazione è valido per l’acquisto e per l’impiego delle sostanze sottoposte a controllo, nonché per la vendita dei prdotti ottenuti. (1)
4. Le spese relative agli accertamenti di cui al comma 2 sono a carico del richiedente ed i relativi recuperi sono versati con imputazione ad apposito capitolo dello stato di previsione delle entrate statali.

—–
(1) Comma modificato dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/2/2006 n. 49.

TITOLO III – Disposizioni relative alla coltivazione e produzione, alla fabbricazione, all’impiego ed al commercio all’ingrosso delle sostanze stupefacenti o psicotrope
Capo III – Del commercio all’ingrosso

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 37)
Autorizzazione al commercio all’ingrosso

1. Chiunque intende ottenere l’autorizzazione al commercio all’ingrosso di sostanze stupefacenti o psicotrope deve presentare domanda al Ministero della sanità, separatamente per ciascun deposito o filiale.
2. Il Ministero della sanità accerta l’idoneità dei locali adibiti alla conservazione e alla custodia delle sostanze e dei prodotti.
3. Le spese relative a tali accertamenti sono a carico del richiedente ed i relativi recuperi sono versati con imputazione ad apposito capitolo dello stato di previsione delle entrate statali.
4. La domanda corredata da certificato di iscrizione della camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura deve indicare:
a) le generalità del titolare o la denominazione dell’impresa commerciale con l’indicazione del legale rappresentante;
b) le generalità della persona responsabile del funzionamento dell’esercizio e l’indicazione dei requisiti previsti dall’articolo 188-bis del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n.1265;
c) l’ubicazione delle sedi, delle filiali, dei depositi o magazzini nei quali il commercio viene esercitato con l’indicazione dei locali riservati alla ricezione, alla detenzione e alla spedizione o consegna dei prodotti di cui al comma 1, con la indicazione delle misure di sicurezza adottate per i predetti locali;
d) le sostanze, i prodotti e le specialità medicinali che si intende commerciare.
5. Il Ministro della sanità, previ gli opportuni accertamenti, rilascia l’autorizzazione al commercio determinando, ove necessario, le condizioni e le garanzie.

TITOLO IV – Disposizioni relative alla distribuzione
Capo I – Della vendita, dell’acquisto e della somministrazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 38 – legge 26 giugno 1990, n. 162, artt. 9, comma 1, e 32 comma 1)
Vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope

1. La vendita o cessione, a qualsiasi titolo, anche gratuito, delle sostanze e dei medicinali compresi nelle tabelle I e II, sezioni A, B e C, di cui all’articolo 14 e` fatta alle persone autorizzate ai sensi del presente testo unico in base a richiesta scritta da staccarsi da apposito bollettario "buoni acquisto" conforme al modello predisposto dal Ministero della salute». I titolari o idirettori di farmacie aperte al pubblico o ospedaliere possono utilizzare ilbollettario «buoni acquisto» anche per richiedere, a titolo gratuito, i medicinalicompresi nella tabella II, sezioni A, B e C, ad altre farmacie aperte al pubblicoo ospedaliere, qualora si configuri il carattere di urgenza terapeutica. (1)
1-bis. Il Ministero della salute dispone, con proprio decreto, il modellodi bollettario «buoni acquisto» adatto alle richieste cumulative. (2)
2. In caso di perdita, anche parziale, del bollettario «buoni acquisto»,deve essere fatta, entro ventiquattro ore dalla scoperta, denuncia scritta all’autoritàdi pubblica sicurezza. Chiunque viola tale disposizione è punitocon la sanzione amministrativa del pagamento della somma da € 103 a €2.065.
3. I produttori di specialità medicinali contenenti sostanze stupefacentio psicotrope sono autorizzati, nei limiti e secondo le norme stabilite dal Ministerodella sanità, a spedire ai medici chirurghi e ai medici veterinari campionidi tali specialità.
4. È vietata comunque la fornitura ai medici chirurghi e ai medici veterinaridi campioni delle sostanze stupefacenti o psicotrope elencate nelle tabelleI, II e III di cui all’articolo 14.
5. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola la disposizione dicui al comma 4 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento dellasomma da € 103 a € 516.
6. L’invio delle specialità medicinali di cui al comma 4 è subordinatoalla richiesta datata e firmata dal sanitario, che si impegna alla somministrazionesotto la propria responsabilità.
7. Chiunque cede buoni acquisto a qualsiasi titolo è punito, salvo che ilfatto costituisca più grave reato, con la reclusione da sei mesi a tre anni e conla multa da € 2.582 a € 15.493.
——–

(1) Comma dapprima sostituito dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49) e successivamente modificato dall’art. 10, L. 15/3/2010, n. 38.
(2) Comma inserito dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. conmod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO IV – Disposizioni relative alla distribuzione
Capo I – Della vendita, dell’acquisto e della somministrazione

(Legge 22 dicembre 1975, 685, art. 39)
Buoni acquisto

1. Ogni buono acquisto deve essere utilizzato per la richiesta di una sola sostanza o preparazione.
2. Esso è diviso in tre sezioni. La sezione prima costituisce la matrice e rimane in possesso del richiedente. Ad essa deve essere allegata la fattura di vendita, rilasciata dal fornitore, recante gli estremi del buono acquisto al quale si riferisce. La sezione seconda è consegnata al fornitore che deve allegarla alla copia della fattura di vendita.
3. Le sezioni prima e seconda devono essere conservate quali documenti giustificativi dell’operazione.
4. La sezione terza deve essere inviata a cura del venditore al Ministero della sanità. Quando l’acquirente è titolare o direttore di farmacia, la sezione stessa deve essere inviata all’autorità sanitaria regionale nella cui circoscrizione ha sede la farmacia.

TITOLO IV – Disposizioni relative alla distribuzione
Capo I – Della vendita, dell’acquisto e della somministrazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 40)
Confezioni per la vendita

1. Il Ministero della salute, nel rispetto delle normative comunitarie, almomento dell’autorizzazione all’immissione in commercio, determina, inrapporto alla loro composizione, indicazione terapeutica o posologia, leconfezioni dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope chepossono essere messe in commercio ed individua, in applicazione dei criteridi cui all’articolo 14, la sezione della tabella II in cui collocare il medicinalestesso. (1)
2. Composizione, indicazioni terapeutiche, posologia ed eventualicontroindicazioni devono essere riportate in modo inequivoco nel foglio illustrativoche accompagna la confezione.
——-

(1) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO IV – Disposizioni relative alla distribuzione
Capo I – Della vendita, dell’acquisto e della somministrazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 41 – legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 32, comma 1)
Modalità di consegna

1. La consegna di sostanze sottoposte a controllo, da parte degli enti o delle imprese autorizzati a commerciarle,deve essere fatta:
a) personalmente all’intestatario dell’autorizzazione al commercio o al farmacista,previo accertamento della sua identità, qualora la consegna siaeffettuata presso la sede dell’ente o dell’impresa, e annotando i dati deldocumento di riconoscimento in calce al buono acquisto;
b) a mezzo di un qualunque dipendente dell’ente o dell’impresa, debitamenteautorizzato, direttamente al domicilio dell’acquirente, previo accertamentodella identità di quest’ultimo e annotando i dati del documento diriconoscimento in calce al buono acquisto;
c) a mezzo pacco postale assicurato;
d) mediante agenzia di trasporto o corriere privato. In questo caso, ove sitratti di sostanze stupefacenti o psicotrope indicate nelle tabelle I e II,sezione A, di cui all’articolo 14 e il cui quantitativo sia superiore ai centogrammi, il trasporto deve essere effettuato previa comunicazione, acura del mittente, al più vicino ufficio di Polizia di Stato o comando deiCarabinieri o della Guardia di finanza. (1)
1-bis. In deroga alle disposizioni di cui al comma 1, la consegna di sostanzesottoposte a controllo può essere fatta anche da parte di operatori sanitari,per quantità terapeutiche di farmaci di cui all’allegato III-bis, accompagnateda dichiarazione sottoscritta dal medico di medicina generale, dicontinuità assistenziale o dal medico ospedaliero che ha in cura il paziente,che ne prescriva l’utilizzazione anche nell’assistenza domiciliare di malati che hanno accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore secondo le vigenti disposizioni, adesclusione del trattamento domiciliare degli stati di tossicodipendenza daoppiacei. (2)
2. La comunicazione, di cui al comma 1, lettera d), compilata in triplicecopia, deve indicare il mittente ed il destinatario, il giorno in cui si effettua iltrasporto, la natura e la quantità degli stupefacenti trasportati. Una delle copieè trattenuta dall’ufficio o comando predetti; la seconda è da questo inviataal corrispondente ufficio o comando della giurisdizione del destinatario,per la opportuna azione di vigilanza; la terza, timbrata e vistata dall’ufficio ocomando di cui sopra, deve accompagnare la merce ed essere restituita daldestinatario al mittente.
3. Chiunque consegni o trasporti sostanze stupefacenti o psicotrope nonottemperando alle disposizioni del presente articolo è punito con l’arrestofino ad un anno e con l’ammenda da € 516 a € 10.329. (3)
4. Chi vende o cede sostanze sottoposte a controllo, deve conservare lacopia della fattura, il relativo buono acquisto, nonché, ove la consegna avvengaa mezzo posta o corriere, la ricevuta postale o dell’agenzia di trasporto o del corriere privato, relativa alla spedizione della merce. La inosservanzadelle disposizioni del presente comma è punita con la sanzione amministrativadel pagamento di una somma fino a € 516.
——-

(1) Lettera modificata dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(2) Comma inserito dall’art. 1, L. 8 febbraio 2001, n. 12, modificato dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49) e successivamente dall’art. 10, L. 15/3/2010, n. 38.
(3) Comma così corretto con avviso pubblicato nella G.U. 14 novembre 1992, n.269.

TITOLO IV – Disposizioni relative alla distribuzione
Capo I – Della vendita, dell’acquisto e della somministrazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 42 – legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 10, comma 1)
Acquisto di medicinali a base di sostanze stupefacenti e di sostanze psicotrope (1)

1. I medici chirurghied i medici veterinari, i direttori sanitari o responsabili di ospedali,case di cura in genere, prive dell’unità operativa di farmacia, e titolari digabinetto per l’esercizio delle professioni sanitarie qualora, per le normaliesigenze terapeutiche, si determini la necessità di approvvigionarsi di medicinalia base di sostanze stupefacenti o psicotrope compresi nella tabella II,sezioni A, B e C, di cui all’articolo 14, devono farne richiesta scritta in triplicecopia alla farmacia o al grossista di medicinali. La prima delle predettecopie rimane per documentazione al richiedente; le altre due devono essererimesse alla farmacia o alla ditta all’ingrosso; queste ultime ne trattengonouna per il proprio discarico e trasmettono l’altra all’azienda sanitaria locale acui fanno riferimento. (2)
2. Salvo che il fatto costituisca reato, l’acquisto dei predetti medicinaliin misura eccedente in modo apprezzabile quelle occorrenti per le normalinecessità è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una sommada euro 100 ad euro 500. (3)
3. I direttori sanitari ed i titolari di gabinetto di cui al comma 1 debbonotenere un registro di carico e scarico dei medicinali acquistati, nel quale devonospecificare l’impiego dei medicinali stessi. (3)
4. Detto registro deve essere vidimato e firmato in ciascuna pagina dall’autoritàsanitaria locale.
——-

(1) Rubrica sostituita dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(2) Comma così sostituito dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(3) Comma modificato dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO IV – Disposizioni relative alla distribuzione
Capo I – Della vendita, dell’acquisto e della somministrazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 43 – legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 33. comma 2)
Obblighi dei medici chirurghi e dei medici veterinari

1. I medici chirurghi e i medici veterinari prescrivono i medicinalicompresi nella tabella II, sezione A, di cui all’articolo 14, su apposito ricettarioapprovato con decreto del Ministero della salute.
2. La prescrizione dei medicinali indicati nella tabella II, sezione A, dicui all’articolo 14 può comprendere un solo medicinale per una cura di duratanon superiore a trenta giorni, ad eccezione della prescrizione dei medicinalidi cui all’allegato III-bis per i quali la ricetta può comprendere fino a duemedicinali diversi tra loro o uno stesso medicinale con due dosaggi differentiper una cura di durata non superiore a trenta giorni.
3. Nella ricetta devono essere indicati:
a) cognome e nome dell’assistito ovvero del proprietario dell’animale ammalato;
b) la dose prescritta, la posologia ed il modo di somministrazione;
c) l’indirizzo e il numero telefonico professionali del medico chirurgo odel medico veterinario da cui la ricetta è rilasciata;
d) la data e la firma del medico chirurgo o del medico veterinario da cui laricetta è rilasciata;
e) il timbro personale del medico chirurgo o del medico veterinario da cuila ricetta è rilasciata.
4. Le ricette di cui al comma 1 sono compilate in duplice copia a ricalcoper i medicinali non forniti dal Servizio sanitario nazionale, ed in triplicecopia a ricalco per i medicinali forniti dal Servizio sanitario nazionale. Unacopia della ricetta è comunque conservata dall’assistito o dal proprietariodell’animale ammalato. Il Ministero della salute stabilisce con proprio decretola forma ed il contenuto del ricettario di cui al comma 1.
4-bis. Per la prescrizione, nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, di farmaci previsti dall’allegato III-bis per il trattamento di pazienti affetti da dolore severo, in luogo del ricettario di cui al comma 1, contenente le ricette a ricalco di cui al comma 4, puo` essere utilizzato il ricettario del Servizio sanitario nazionale, disciplinato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 17 marzo 2008, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008. Il Ministro della salute, sentiti il Consiglio superiore di sanita` e la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche antidroga, puo`, con proprio decreto, aggiornare l’elenco dei farmaci di cui all’allegato III-bis. (2)
5. La prescrizione dei medicinali compresi nella tabella II, sezione A, dicui all’articolo 14, qualora utilizzati per il trattamento di disassuefazione daglistati di tossicodipendenza da oppiacei o di alcooldipendenza, è effettuatautilizzando il ricettario di cui al comma 1 nel rispetto del piano terapeuticopredisposto da una struttura sanitaria pubblica o da una struttura privata autorizzataai sensi dell’articolo 116 e specificamente per l’attività di diagnosi dicui al comma 2, lettera d), del medesimo articolo. La persona alla quale sonoconsegnati in affidamento i medicinali di cui al presente comma è tenuta adesibire a richiesta la prescrizione medica o il piano terapeutico in suo possesso.
6. I medici chirurghi e i medici veterinari sono autorizzati ad approvvigionarsiattraverso autoricettazione, a trasportare e a detenere i medicinalicompresi nell’allegato III-bis per uso professionale urgente, utilizzando ilricettario di cui al comma 1. Una copia della ricetta è conservata dal medicochirurgo o dal medico veterinario che tiene un registro delle prestazioni effettuate,annotandovi le movimentazioni, in entrata ed uscita, dei medicinalidi cui si è approvvigionato e che successivamente ha somministrato. Il registrodelle prestazioni non è di modello ufficiale e deve essere conservato perdue anni a far data dall’ultima registrazione effettuata; le copie delleautoricettazioni sono conservate, come giustificativo dell’entrata, per lo stessoperiodo del registro.
7. Il personale che opera nei distretti sanitari di base o nei servizi territorialio negli ospedali pubblici o accreditati delle aziende sanitarie locali èautorizzato a consegnare al domicilio di malati che hanno accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore secondo le vigenti disposizioni, ad esclusione del trattamentodomiciliare degli stati di tossicodipendenza da oppiacei, le quantitàterapeutiche dei medicinali compresi nell’allegato III-bis accompagnate dallacertificazione medica che ne prescrive la posologia e l’utilizzazione nell’assistenzadomiciliare. (3)
8. Gli infermieri professionali che effettuano servizi di assistenzadomiciliare nell’ambito dei distretti sanitari di base o nei servizi territorialidelle aziende sanitarie locali e i familiari dei pazienti, opportunamente identificatidal medico o dal farmacista che ivi effettuano servizio, sono autorizzatia trasportare le quantità terapeutiche dei medicinali compresi nell’allegatoIII-bis accompagnate dalla certificazione medica che ne prescrive laposologia e l’utilizzazione a domicilio di malati che hanno accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore secondo le vigenti disposizioni, ad esclusione del trattamentodomiciliare degli stati di tossicodipendenza da oppiacei. (3)
9. La prescrizione dei medicinali compresi nella tabella II, sezioni B, Ce D, di cui all’articolo 14 è effettuata con ricetta da rinnovarsi volta per voltae da trattenersi da parte del farmacista.
10. La prescrizione dei medicinali compresi nella tabella II, sezione E,di cui all’articolo 14 è effettuata con ricetta medica.
——–

(1) Articolo sostituito dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(2) Comma aggiunto dall’art. 10, L 15/3/2010, n. 38.
(3) Comma modificato dall’art. 10, L 15/3/2010, n. 38.

TITOLO IV – Disposizioni relative alla distribuzione
Capo I – Della vendita, dell’acquisto e della somministrazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 44)
Divieto di consegna a persona minore o inferma di mente

1. È fatto divieto di consegnare sostanzee preparazioni di cui alle tabelle previste dall’articolo 14 a personaminore o manifestamente inferma di mente.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola la disposizione delcomma 1 è punito con una sanzione amministrativa del pagamento di unasomma fino a € 1.032.

TITOLO IV – Disposizioni relative alla distribuzione
Capo I – Della vendita, dell’acquisto e della somministrazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 45 – legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 11, commi 1 e 2)
Dispensazione dei medicinali

1. La dispensazione dei medicinali compresi nella tabella II, sezione A, di cui all’articolo 14 e’ effettuata dal farmacista che annota sulla ricetta il nome, il cognome e gli estremi di un documento di riconoscimento dell’acquirente. (2)
2. Il farmacista dispensa i medicinali di cui al comma 1 dietro presentazione di prescrizione medica compilata sulle ricette previste dai commi 1 e 4-bis dell’articolo 43 nella quantita’ e nella forma farmaceutica prescritta. (2)
3. Il farmacista ha l’obbligo di accertare che la ricetta sia stata redatta secondo le disposizioni stabilite nell’articolo 43, di annotarvi la data di spedizione e di apporvi il timbro della farmacia e di conservarla tenendone conto ai fini del discarico dei medicinali sul registro di entrata e uscita di cui al comma 1 dell’articolo 60.
3-bis. Il farmacista spedisce comunque le ricette che prescrivano un quantitativo che, in relazione alla posologia indicata, superi teoricamente il limite massimo di terapia di trenta giorni, ove l’eccedenza sia dovuta al numero di unita` posologiche contenute nelle confezioni in commercio. In caso di ricette che prescrivano una cura di durata superiore a trenta giorni, il farmacista consegna un numero di confezioni sufficiente a coprire trenta giorni di terapia, in relazione alla posologia indicata, dandone comunicazione al medico prescrittore. (3)
4. La dispensazione dei medicinali di cui alla tabella II, sezioni B e C, e’ effettuata dal farmacista dietro presentazione di ricetta medica da rinnovarsi volta per volta. Il farmacista appone sulla ricetta la data di spedizione e il timbro della farmacia e la conserva tenendone conto ai fini del discarico dei medicinali sul registro di entrata e di uscita di cui all’articolo 60, comma 1.
5. Il farmacista conserva per due anni, a partire dal giorno dell’ultima registrazione nel registro di cui all’articolo 60, comma 1, le ricette che prescrivono medicinali compresi nella tabella II, sezioni A, B e C. Nel caso di fornitura di medicinali a carico del Servizio sanitario nazionale, il farmacista e’ tenuto a conservare una copia della ricetta originale o fotocopia della ricetta originale, recante la data di spedizione.
6. La dispensazione dei medicinali di cui alla tabella II, sezione D, e’ effettuata dal farmacista dietro presentazione di ricetta medica da rinnovarsi volta per volta.
6-bis. All’atto della dispensazione dei medicinali inseriti nella sezione D della tabella II, successivamente alla data del 15 giugno 2009, limitatamente alle ricette diverse da quella di cui al decreto del Ministro della salute 10 marzo 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31 marzo 2006, o da quella del Servizio sanitario nazionale, disciplinata dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 17 marzo 2008, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008, il farmacista deve annotare sulla ricetta il nome, il cognome e gli estremi di un documento di riconoscimento dell’acquirente. Il farmacista conserva per due anni, a partire dal giorno dell’ultima registrazione, copia o fotocopia della ricetta ai fini della dimostrazione della liceita` del possesso dei farmaci consegnati dallo stesso farmacista al paziente o alla persona che li ritira. (3)
7. La dispensazione dei medicinali di cui alla tabella II, sezione E, e’ effettuata dal farmacista dietro presentazione di ricetta medica.
8. Decorsi trenta giorni dalla data del rilascio, la prescrizione medica non puo’ essere piu’ spedita.
9. Salvo che il fatto costituisca reato, il contravventore alle disposizioni del presente articolo e’ soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 100 ad euro 600.
10. Il Ministro della salute provvede a stabilire, con proprio decreto, tenuto conto di quanto previsto dal decreto ministeriale 15 luglio 2004 in materia di tracciabilita’ di medicinali, la forma ed il contenuto dei moduli idonei al controllo del movimento dei medicinali a base di sostanze stupefacenti o psicotrope tra le farmacie interne degli ospedali e singoli reparti. (1)
10-bis. Su richiesta del cliente e in caso di ricette che prescrivono piu` confezioni, il farmacista, previa specifica annotazione sulla ricetta, puo` spedirla in via definitiva consegnando un numero di confezioni inferiore a quello prescritto, dandone comunicazione al medico prescrittore, ovvero puo` consegnare, in modo frazionato, le confezioni, purche´ entro il termine di validita` della ricetta e previa annotazione del numero di confezioni volta per volta consegnato. (3)

—–
(1) Articolo sostituito dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/2/2006 n. 49.
(2) Comma modificato dall’art. 10, L. 15/3/2010, n. 38.
(3) Comma aggiunto dall’art. 10, L. 15/3/2010, n. 38.

TITOLO IV – Disposizioni relative alla distribuzione
Capo II – Disciplina per i casi di approvigionamento obbligatorio

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 46)
Approvvigionamento e somministrazione a bordo delle navi mercantili (1)

1. La richiesta per l’acquistodei medicinali compresi nella tabella II, sezioni A, C e D, previstadall’articolo 14, di cui devono essere provviste le navi mercantili a normadella legge 16 giugno 1939, n. 1045, è fatta in triplice copia, nei limiti stabilitidalle tabelle allegate alla legge medesima, dal medico di bordo o, qualoraquesti manchi, da un medico fiduciario dell’armatore.
Essa deve precisare il nome o il numero del natante, nonché il luogo oveha sede l’ufficio di iscrizione della nave per la quale viene rilasciata; inoltredeve essere vistata dal medico di porto del luogo ove trovasi il natante. (2)
2. La prima delle predette copie rimane per documentazione al richiedente;le altre due devono essere rimesse al farmacista, il quale ne trattieneuna per il proprio discarico e trasmette l’altra al medico di porto annotandovila dicitura: «spedita il giorno…».
3. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola una o più delledisposizioni del presente articolo è punito con la sanzione amministrativa delpagamento di una somma da € 103 a € 516.
4. Il medico di bordo o, quando questi manchi, il capitano della nave, èconsegnatario dei medicinali e deve annotare in apposito registro il carico elo scarico. (2)
5. Il registro di cui al comma 4 è vidimato e firmato in ciascuna paginadal medico di porto del luogo ove è iscritta la nave.
6. Esso deve essere conservato a bordo della nave per la durata di dueanni a datare dal giorno dell’ultima registrazione.
——–

(1) Il presente articolo, abrogato dall’art. 1, L. 8 febbraio 2001, n. 12, ha riacquistatoefficacia ex art. 44, L. 16 gennaio 2003, n. 3.
(2) Comma modificato dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO IV – Disposizioni relative alla distribuzione
Capo II – Disciplina per i casi di approvigionamento obbligatorio

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 47)
Approvvigionamento e somministrazione nei cantieri di lavoro

1. La richiesta per l’acquistodelle preparazioni indicate nella tabella II, sezioni A, C e D, prevista dall’articolo14, di cui devono essere provviste le aziende industriali, commercialie agricole, a norma del decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo1956, n. 303, è fatta in triplice copia, nei limiti stabiliti nelle disposizionipreviste dal decreto medesimo, dal medico fiduciario dell’azienda. Essa deveprecisare il nome dell’azienda e il luogo ove è ubicato il cantiere per il qualeè rilasciata, nonché il numero dei lavoratori addetti; inoltre deve essere vistatadall’autorità sanitaria locale nella cui circoscrizione il cantiere è ubicato. (2)
2. La prima delle predette copie rimane per documentazione al richiedente;le altre due devono essere rimesse al farmacista, che ne trattiene unaper il proprio discarico e trasmette l’altra alla competente unità sanitaria localeapponendovi la dicitura: «spedita il giorno …».
3. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola una o più delledisposizioni del presente articolo è punito con la sanzione amministrativa delpagamento di una somma da € 103 a € 516.
4. Il titolare dell’azienda o il medico del cantiere o, in mancanza, l’infermiereaddetto o il capo cantiere è consegnatario dei medicinali e deve annotarein apposito registro il carico e lo scarico. (2)
5. Il registro di cui al comma 4 è vidimato e firmato in ciascuna paginadall’autorità sanitaria locale nella cui circoscrizione l’azienda ha sede. Essodeve essere conservato per la durata di due anni a datare dal giorno dell’ultimaregistrazione.
———

(1) Il presente articolo, abrogato dall’art. 1, L. 8 febbraio 2001, n. 12, ha riacquistatoefficacia ex art. 44, L. 16 gennaio 2003, n. 3.
(2) Comma modificato dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO IV – Disposizioni relative alla distribuzione
Capo II – Disciplina per i casi di approvigionamento obbligatorio

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 48)
Approvvigionamento per le necessità di pronto soccorso

1. Fuori delle ipotesi di detenzione obbligatoria di preparazioni, previste negli articoli 46 e 47, il Ministero della sanità può rilasciare autorizzazione, indicando la persona responsabile della custodia e della utilizzazione, alla detenzione di dette preparazioni, per finalità di pronto soccorso a favore di equipaggi e passeggeri di mezzi di trasporto terrestri, marittimi ed aerei o di comunità anche non di lavoro, di carattere temporaneo.
2. L’autorizzazione deve indicare i limiti quantitativi, in misura corrispondente alle esigenze mediamente calcolabili, nonché le disposizioni che gli interessati sono tenuti ad osservare (1).

————————

(1) Il presente articolo, già abrogato dall’art. 1, L. 8 febbraio 2001, n. 12 (Gazz. Uff. 19 febbraio 2001, n. 41), ha riacquistato efficacia ai sensi di quanto disposto dall’art. 44, L. 16 gennaio 2003, n. 3.

TITOLO IV – Disposizioni relative alla distribuzione
Capo III – Della ricerca scientifica e sperimentazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 49)
Istituti di ricerca scientifica
Assegnazione di stupefacenti e sostanze psicotrope

1. Ai fini dellaricerca scientifica e della sperimentazione o per indagini richieste dall’autoritàgiudiziaria, gli istituti di istruzione universitaria ed i titolari di laboratoriodi ricerca scientifica e sperimentazione, all’uopo riconosciuti idonei dalMinistero della sanità, possono essere autorizzati a provvedersi di quantitatividi sostanze stupefacenti o psicotrope occorrenti per ciascun ciclo di ricerca odi sperimentazione.
2. L’autorizzazione è rilasciata da parte del Ministro della sanità, previadeterminazione dei quantitativi predetti. Di detti quantitativi deve essere datoconto al Ministero della sanità in qualsiasi momento ne venga fatta richiesta,nonché con relazione scritta annuale contenente la descrizione delle ricerchee delle sperimentazioni compiute e con l’indicazione dei nomi dei ricercatorie dei periti. L’autorizzazione non è soggetta a tassa di concessione governativa.
3. Il responsabile della detenzione e dell’uso scientifico assume in entratala sostanza e si munisce, ai fini della registrazione di scarico, delle dichiarazionirilasciate dai singoli ricercatori e sperimentatori o periti.
4. Le persone autorizzate sono obbligate ad annotare in apposito registrovidimato dall’autorità sanitaria locale le seguenti indicazioni:
a) gli estremi dell’atto di autorizzazione;
b) la quantità di sostanze stupefacenti o psicotrope in entrata e in giacenza;
c) la descrizione sommaria delle ricerche e delle sperimentazioni effettuatee l’indicazione dei prodotti ottenuti e delle quantità residue.
5. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola le disposizioni delcomma 4 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una sommafino a € 516.

TITOLO V – Dell’importazione, dell’esportazione e del transito

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 50)
Disposizioni generali

1. L’importazione, l’esportazione ed il transito di sostanze stupefacenti o psicotrope possono essere effettuati esclusivamente dagli enti e dalle imprese autorizzati alla coltivazione delle piante, alla produzione alla fabbricazione, all’impiego e al commercio di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché all’impiego delle predette sostanze, a fini di ricerca scientifica e di sperimentazione.
2. Le operazioni di cui al comma 1 devono, essere svolte soltanto tramite le dogane di prima categoria.
3. Il permesso deve essere rilasciato per ogni singola operazione; ha la validità di mesi sei e può essere utilizzato anche per quantitativi inferiori a quelli assegnati.
4. Le sostanze stupefacenti psicotrope dirette all’estero devono essere spedite a mezzo pacco postale con valore dichiarato.
5. È vietata l’importazione di sostanze stupefacenti o psicotrope con destinazione ad una casella postale o ad una banca.
6. Le norme del presente testo unico si applicano alle zone, punti o depositi franchi qualora la disciplina a questi relativa vi consenta la introduzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.
7. Durante il transito è vietato manomettere o in qualsiasi modo modificare gli involucri contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope salvo che per finalità doganali o di polizia. È vietato altresì destinarli, senza apposita autorizzazione del Ministro della sanità, a Paese diverso da quello risultante dal permesso di esportazione e da quello di transito.
8. Per il trasporto e la consegna di sostanze stupefacenti o psicotrope in importazione, esportazione o transito si applicano le norme di cui all’articolo 41.
9. Le disposizioni dei commi da 2 a 8 si applicano soltanto alle sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle I, II, III, IV e V di cui all’articolo 14.

TITOLO V – Dell’importazione, dell’esportazione e del transito
Capo I – Dell’importazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 51)
Domanda per il permesso di importazione

1. Per ottenere il permesso di importazione, l’interessato è tenuto a presentare domanda direttamente al Ministero della sanità secondo le modalità indicate con decreto del Ministro.

TITOLO V – Dell’importazione, dell’esportazione e del transito
Capo I – Dell’importazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, n. 52)
Importazione

1. Il Ministero della sanità, rilasciato il permesso di importazione in conformità delle convenzioni internazionali, ne dà tempestivo avviso alla dogana presso la quale è effettuata l’importazione e, se quest’ultima è interna, anche alla dogana di confine.
2. L’eventuale inoltro dalla dogana di confine a quella interna è disposto con scorta di bolletta di cauzione per merci estere dichiarate, sulla quale deve essere indicato l’indirizzo del locale autorizzato, destinato ad accogliere il prodotto.
3. L’importatore deve presentare al più presto alla dogana destinataria il permesso di importazione, insieme con la dichiarazione doganale, provvedendo in pari tempo, ove si debba procedere al prelevamento di campioni, a richiedere l’intervento del comando della Guardia di finanza.
4. La dogana destinataria, pervenuta la merce e qualora non sussista la possibilità di sdoganare immediatamente la merce medesima, ne dispone l’introduzione nei propri magazzini di temporanea custodia, dandone nello stesso tempo comunicazione al Ministero della sanità, al Servizio centrale antidroga, al competente comando della Guardia di finanza ed all’importatore.

TITOLO V – Dell’importazione, dell’esportazione e del transito
Capo I – Dell’importazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 53)
Sdoganamento e bolletta di accompagnamento

1. La dogana, dietro presentazione dei documenti indicati nel comma 3 dell’articolo 52 e dopo il prelievo dei campioni, provvede allo sdoganamento dei prodotti ed assicura i colli che li contengono con contrassegni doganali. Sulla bolletta di importazione la dogana, oltre alle indicazioni di rito, deve annotare anche gli estremi del permesso di importazione, da allegarsi alla bolletta matrice, e a scorta della merce importata rilascia una bolletta di accompagnamento, riportante tutti i dati essenziali dell’avvenuta operazione, nonché il termine entro cui la bolletta medesima dovrà essere restituita alla dogana emittente con le attestazioni di scarico.
2. L’arrivo a destinazione della merce deve risultare da attestazione che l’importatore, dopo che la merce sia stata presa in carico sull’apposito registro, avrà cura di far apporre sulla bolletta di accompagnamento dal più vicino ufficio di Polizia di Stato o Comando dei carabinieri o della Guardia di finanza ovvero dall’agente di scorta nel caso che questa sia stata disposta.
3. La bolletta di accompagnamento, munita del la cennata attestazione, deve essere restituita, entro il termine perentorio specificato nella bolletta stessa, dall’importatore alla dogana, che informa dall’avvenuta regolare importazione, citando la data e il numero della bolletta di importazione, il Ministero della sanità, il Servizio centrale antidroga ed il Comando della Guardia di finanza competente.
4. Trascorso il termine assegnato per la restituzione della bolletta di accompagnamento senza che questa sia stata restituita, munita dell’attestazione di scarico, la dogana redige processo verbale, informandone le autorità di cui al comma 3.

TITOLO V – Dell’importazione, dell’esportazione e del transito
Capo I – Dell’importazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 54)
Prelevamento di campioni

1. Nel caso di importazione di sostanze stupefacenti o psicotrope comprese nelle tabelle I e II, sezioni A e B, di cui all’articolo 14 la dogana destinataria provvede al prelevamento di campioni, a richiesta del Ministero della sanità e con le modalità da questi fissate. (1)
2. Se l’importazione concerne le sostanze stupefacenti e psicotrope incluse nelle tabelle I e II, sezione A previste dall’articolo 14 la dogana preleva quattro separati campioni con le modalità indicate nel presente articolo. (1)
3. Ciascun campione, salvo diversa determinazione disposta dal Ministero della sanità all’atto del rilascio del permesso di importazione, deve essere costituito da almeno 10 grammi per l’oppio, per gli estratti di oppio, per la resina di canape e per la pasta di coca; di grammi 20 per le foglie di coca, per la canapa indiana, per le capsule e per la paglia di papavero; di grammi uno per la cocaina, per la morfina, per la codeina, per la etilmorfina e per qualunque altra sostanza chimica allo stato grezzo o puro, di sali o di derivati, inclusi nella tabella I indicata al comma 1.
4. I singoli campioni devono essere contenuti in flaconi di vetro, con chiusura a tenuta, suggellati.
5. Sulla relativa etichetta, oltre le indicazioni della quantità e qualità della sostanza, della ditta importatrice e della provenienza, devono figurare anche il titolo dichiarato del principio attivo dominante e la percentuale di umidità della sostanza.
6. All’operazione di prelevamento dei campioni deve presenziare anche un militare della Guardia di finanza.
7. Per la predetta operazione deve essere redatto apposito verbale compilato in contraddittorio con l’importatore o un suo legale rappresentante e firmato dagli intervenuti.
8. Una copia del verbale è trasmessa, a cura della dogana, al Ministero della sanità, altra copia è allegata alla dichiarazione di importazione ed una terza copia è consegnata all’importatore.
9. Dei campioni prelevati, due devono essere trasmessi, a cura della dogana, al Ministero della sanità, uno rimane alla dogana stessa ed uno è trattenuto in custodia dall’importatore, il quale deve tenerne conto agli effetti delle registrazioni di entrata ed uscita.

—–
(1) Comma modificato dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/2/2006 n. 49.

TITOLO V – Dell’importazione, dell’esportazione e del transito
Capo I – Dell’importazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 55)
Analisi dei campioni

1. L’analisi sul campione è disposta dal Ministero della sanità ed è effettuata entro 60 giorni dall’Istituto superiore di sanità a spese dell’importatore.
2. I risultati sono comunicati a cura del Ministero stesso alla dogana competente, all’importatore e, per conoscenza, al laboratorio chimico centrale delle dogane e delle imposte dirette per gli usi di legge.
3. I residuati dell’analisi dei campioni ed i campioni non utilizzati sono restituiti, su richiesta, all’importatore a sue spese.
4. I residuati e i campioni non richiesti restano a disposizione del Ministero della sanità.
5. Ad esito definitivo dell’analisi l’importatore può utilizzare il campione affidatogli per la custodia.

TITOLO V – Dell’importazione, dell’esportazione e del transito
Capo II – Dell’esportazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 56)
Domanda per il permesso di esportazione

1. Per ottenere il permesso di esportazione l’interessato è tenuto a presentare domanda anche al Ministro della sanità.
2. La domanda deve essere redatta secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro della sanità. Essa deve essere corredata dal permesso di importazione rilasciato dalle competenti autorità del Paese di destinazione della merce, vidimato delle autorità consolari italiane ivi esistenti.

TITOLO V – Dell’importazione, dell’esportazione e del transito
Capo II – Dell’esportazione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 57)
Esportazione

1. Il Ministero della sanità, rilasciato il permesso di esportazione, ne dà tempestivo avviso alla dogana di confine, attraverso la quale deve essere effettuata la esportazione, e al Servizio centrale antidroga.
2. Copia del permesso è inoltrata alle competenti autorità del Paese di destinazione tramite il Ministero degli affari esteri.
3. Sulla matrice e sulla figlia della bolletta di esportazione rilasciata dalla dogana devono essere indicati la data ed il numero del permesso di esportazione, il quale rimane allegato alla matrice.
4. Dell’avvenuta uscita della merce dal territorio dello Stato la dogana dà immediata comunicazione al Ministero della sanità, segnalando gli estremi della bolletta e del permesso di esportazione.
5. Nel caso di esportazione a mezzo pacco postale, ferroviario od aereo, il permesso di esportazione deve essere presentato dall’operatore agli uffici postali, agli scali ferroviari od aerei, i quali sono tenuti ad unirlo ai documenti di viaggio a scorta della merce fino alla dogana di uscita. Quest’ultima provvede agli adempimenti indicati nel presente articolo.
6. La spedizione deve essere effettuata secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro della sanità.

TITOLO V – Dell’importazione, dell’esportazione e del transito
Capo III – Del transito

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 58)
Domanda per il permesso di transito

1. Per ottenere il permesso di transito l’operatore è tenuto a presentare domanda al Ministero della sanità secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro.
2. La domanda deve essere in ogni caso corredata:
a) dal permesso di importazione rilasciato dalle competenti autorità del Paese di destinazione;
b) dal permesso di esportazione rilasciato dalle competenti autorità del Paese di provenienza.
3. I documenti previsti alle lettere a) e b) del comma 2 possono essere esibiti in fotoriproduzione o in copia, purché vidimati dalle competenti autorità consolari italiane.
4. Il transito è ammesso soltanto tramite dogane di prima categoria.

TITOLO V – Dell’importazione, dell’esportazione e del transito
Capo III – Del transito

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 59)
Transito

1. Il Ministero della sanità, rilasciato il permesso di transito di sostanze stupefacenti o psicotrope, ne dà tempestivamente avviso alle dogane di entrata e uscita.
2. La dogana di entrata, ricevuto l’avviso e ritirato il permesso di transito, procede all’inoltro della merce alla dogana di uscita, emettendo a scorta della merce stessa, bolletta di cauzione estera dichiarata alla cui figlia allega il permesso di transito. Il termine di validità di tale bolletta deve essere fissato sulla base del tempo strettamente necessario perché la merca raggiunga, per la via più breve, la dogana di uscita.
3. Tanto sulla matrice quanto sulla figlia della bolletta di cauzione la dogana emittente deve indicare la data e il numero del permesso di transito. La stessa dogana comunica quindi al Ministero della sanità, nonché alla dogana di uscita, l’arrivo e la spedizione della merce, specificando gli estremi della bolletta emessa.
4. La dogana di uscita, effettuata l’operazione, invia il certificato di scarico alla dogana di entrata e questa, ricevuto il certificato medesimo, provvede a dare conferma al Ministero della sanità dell’avvenuta uscita della merce dal territorio dello Stato, precisando i dati concernenti l’operazione effettuata.
5. Nel caso di mancato scarico parziale o totale della bolletta di cauzione, la dogana di uscita, indipendentemente dagli altri adempimenti di competenza, informa immediatamente il più vicino posto di polizia di frontiera e il Ministero della sanità.

TITOLO VI – Della documentazione e custodia

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 60)
Registro di entrata e uscita

1. Ogni acquisto o cessione, anche a titolo gratuito, di sostanze e di medicinali di cui alle tabelle previste dall’articolo 14, e’ iscritto in un registro speciale nel quale, senza alcuna lacuna, abrasione o aggiunta, in ordine cronologico, secondo una progressione numerica unica per ogni sostanza o medicinale, e’ tenuto in evidenza il movimento di entrata e di uscita delle stesse sostanze o medicinali. Tale registro e’ numerato e firmato in ogni pagina dal responsabile dell’azienda unita’ sanitaria locale o da un suo delegato che riporta nella prima pagina gli estremi della autorizzazione ministeriale e dichiara nell’ultima il numero delle pagine di cui il registro e’ costituito.Il registro e’ conservato da parte degli enti e delle imprese autorizzati alla fabbricazione, per la durata di dieci anni dal giorno dell’ultima registrazione. Detto termine e’ ridotto a cinque anni per le officine autorizzate all’impiego e per le imprese autorizzate al commercio all’ingrosso. Lo stesso termine e` ridotto a due anni per le farmacie aperte al pubblico e per le farmacie ospedaliere. I direttori sanitari e i titolari di gabinetto di cui all’articolo 42, comma 1, conservano il registro di cui al presente comma per due anni dal giorno dell’ultima registrazione. (2)
2. I responsabili delle farmacie aperte al pubblico e delle farmacie ospedaliere nonche´delle aziende autorizzate al commercio all’ingrosso riportano sul registro il movimento dei medicinali di cui alla tabella II, sezioni A, B e C, secondo le modalita` indicate al comma 1 e nel termine di quarantotto ore dalla dispensazione. (3)
3. Le unita’ operative delle strutture sanitarie pubbliche e private, nonche’ le unita’ operative dei servizi territoriali delle aziende sanitarie locali sono dotate di registro di carico e scarico dei medicinali di cui alla tabella II, sezioni A, B e C, prevista dall’articolo 14.
4. I registri di cui ai commi 1 e 3 sono conformi ai modelli predisposti dal Ministero della salute e possono essere composti da un numero di pagine adeguato alla quantita` di stupefacenti normalmente detenuti e movimentati. (2)
5. In alternativa ai registri di cui ai commi 1 e 3, il Ministero della salute stabilisce con proprio decreto le modalita’ di registrazione su supporto informatico della movimentazione delle sostanze e dei medicinali di cui alle tabelle previste dall’articolo 14.
6. Il registro di cui al comma 3 e’ vidimato dal direttore sanitario, o da un suo delegato, che provvede alla sua distribuzione.
Il registro e’ conservato, in ciascuna unita’ operativa, dal responsabile dell’assistenza infermieristica per due anni dalla data dell’ultima registrazione.
7. Il dirigente medico preposto all’unita’ operativa e’ responsabile della effettiva corrispondenza tra la giacenza contabile e quella reale dei medicinali di cui alla tabella II, sezioni A, B e C, prevista dall’articolo 14.
8. Il direttore responsabile del servizio farmaceutico compie periodiche ispezioni per accertare la corretta tenuta dei registri di reparto di cui al comma 3 e redige apposito verbale da trasmettere alla direzione sanitaria. (1)

—–
(1) Articolo sostituito dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/2/2006 n. 49.
(2) Comma modificato dall’art. 10, L. 15/3/2010, n. 38.
(3) Comma sostituito dall’art. 10, L. 15/3/2010, n. 38.

TITOLO VI – Della documentazione e custodia

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 61)
Registro di entrata e uscita per gli enti e le imprese autorizzati alla fabbricazione di sostanze stupefacenti o psicotrope

1. Nel registro di cui all’articolo 60 comma 1, tenuto da enti e imprese autorizzati alla fabbricazione di sostanze stupefacenti o psicotrope nonché dei medicinali, compresi nelle tabelle di cui all’articolo 14, è annotata ciascuna operazione di entrata e di uscita o di passaggio di lavorazione. (1)
2. Nelle registrazioni relative alle operazioni di uscita o di passaggio in lavorazione deve risultare anche il numero della operazione con la quale la sostanza, che ne è oggetto, fu registrata in entrata.
3. La sostanza ottenuta dal processo lavorativo, anche mediante sintesi, deve essere registrata in entrata con le indicazioni che consentono il collegamento con i dati contenuti nel registro di lavorazione.
4. Le variazioni quantitative delle giacenze di ogni sostanza devono essere contabilizzate, in apposita colonna da intestare alla sostanza stessa, in corrispondenza della registrazione concernente l’operazione da cui sono state determinate.

—–
(1) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/2/2006 n. 49.

TITOLO VI – Della documentazione e custodia

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 62)
Registro di entrata e uscita per gli enti o le imprese autorizzati all’impiego o al commercio di sostanze stupefacenti o psicotrope e per le farmacie

1. Il registro di cui all’articolo 60, comma 1, tenuto dagli enti e imprese autorizzati all’impiego ed al commercio di sostanze stupefacenti o psicotrope nonché dei medicinali di cui alle tabelle previste dall’articolo 14 ed il registro delle farmacie per quanto concerne i medicinali di cui alla tabella II, sezioni A, B e C, dell’articolo 14, sono chiusi al 31 dicembre di ogni anno. La chiusura si compie mediante scritturazione riassuntiva di tutti i dati comprovanti i totali delle qualità e quantità dei prodotti avuti in carico e delle quantità e qualità dei prodotti impiegati o commercializzati durante l’anno, con l’indicazione di ogni eventuale differenza o residuo. (1)

—–
(1) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/1/2006 n. 49 e successivamente modificato dall’art. 10, L.15/3/2010, n. 38.

TITOLO VI – Della documentazione e custodia

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 63)
Registro di lavorazione per gli enti e le imprese autorizzati alla fabbricazione di sostanze stupefacenti o psicotrope

1. Gli enti o le imprese autorizzati alla fabbricazione di sostanze stupefacenti o psicotrope nonché dei medicinali compresi nelle tabelle di cui all’articolo 14 tengono anche un registro di lavorazione, numerato e firmato in ogni pagina da una funzionario del Ministero della salute all’uopo delegato, nel quale sono iscritte le quantità di materie prime poste in lavorazione, con indicazione della loro esatta denominazione e della data di entrata nel reparto di lavorazione, nonché i prodotti ottenuti da ciascuna lavorazione. Tale registro e` conservato per dieci anni a far data dall’ultima registrazione.(1)
2.[ I registri devono essere conservati, da parte degli enti e delle imprese autorizzati alla fabbricazione, per la durata di dieci anni a datare dal giorno dell’ultima registrazione. Detto termine è ridotto a cinque anni per le officine che impiegano sostanze stupefacenti o psicotrope; per i commercianti grossisti e per i farmacisti.] (2)
3. Il registro di lavorazione deve essere conforme al modello predisposto dal Ministero della sanità ed approvato con decreto del Ministro.

—–
(1) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/1/2006 n. 49 e successivamente modificato dall’art. 10, L 15/3/2010, n. 38.
(2) Comma abrogato dall’art. 10, L 15/3/2010, n. 38.

TITOLO VI – Della documentazione e custodia

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 64)
Registro di carico e scarico per i medici chirurghi e i medici veterinari, le navi mercantili e i cantieri di lavoro, i trasporti terrestri ed aerei e le comunità temporanee

1. Nel registro di carico e scarico previsto dagli articoli 46 e 47 devono essere annotati per ogni somministrazione, oltre il cognome, il nome e la residenza del richiedente, salvo quanto stabilito nell’articolo 120, comma 5, la data della somministrazione, la denominazione e la quantità della preparazione somministrata, la diagnosi o la sintomatologia. Ciascuna pagina del registro è intestata ad una sola preparazione e deve essere osservato un ordine progressivo numerico unico delle operazioni di carico e scarico. (1)
2. Detti registri ogni anno dalla data di rilascio devono essere sottoposti al controllo e alla vidimazione dell’autorità sanitaria locale o del medico di porto che ne ha effettuato la prima vidimazione.
——

(1) Comma modificato dall’art. 10, L. 15/3/2010, n. 38.

TITOLO VI – Della documentazione e custodia

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 65)
Obbligo di trasmissione di dati

1. Gli enti e le imprese autorizzati alla produzione, alla fabbricazione eall’impiego di sostanze stupefacenti o psicotrope, comprese nelle tabelle I,II, III, IV e V di cui all’articolo 14, devono trasmettere al Ministero dellasanità, al Servizio centrale antidroga e alla competente unità sanitaria localeannualmente, non oltre il 15 gennaio di ciascun anno, i dati riassuntivi dell’annoprecedente e precisamente:
a) i risultati di chiusura del registro di carico e scarico;
b) la quantità e qualità delle materie utilizzate per la produzione di specialitàmedicinali e prodotti galenici preparati nel corso dell’anno;
c) la quantità e la qualità dei prodotti e specialità medicinali venduti nelcorso dell’anno;
d) la quantità e la qualità delle giacenze esistenti al 31 dicembre. (1)
——–

(1) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO VI – Della documentazione e custodia

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 66)
Trasmissione di notizie e dati trimestrali

1. Gli enti e le imprese autorizzati ai sensi dell’articolo 17che abbiano effettuato importazioni o esportazioni di sostanze stupefacenti opsicotrope nonché di medicinali compresi nelle tabelle di cui all’articolo 14,trasmettono al Ministero della salute, entro quindici giorni dalla fine di ognitrimestre, i dati relativi ai permessi di importazione o di esportazione utilizzatinel corso del trimestre precedente. Gli enti e le imprese autorizzati allafabbricazione trasmettono, altresì un rapporto sulla natura e quantità dellematerie prime ricevute e di quelle utilizzate per la lavorazione degli stupefacentio sostanze psicotrope nonché dei medicinali ricavati, e di quelli vendutinel corso del trimestre precedente. In tale rapporto, per l’oppio grezzo, nonchéper le foglie e pasta di coca è indicato il titolo in principi attivi ad azionestupefacente. (1)
2. Il Ministero della sanità può, in qualsiasi momento, richiedere aglienti o alle imprese autorizzati alla fabbricazione, all’impiego e al commerciodi sostanze stupefacenti o psicotrope, notizie e dati che devono essere fornitientro il termine stabilito.
3. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque non ottemperi alle condizioniprescritte o non fornisca entro il termine stabilito le informazioni previstedal presente articolo e dall’articolo 65 ovvero fornisca dati inesatti o incompletiè punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una sommada € 103 a € 1.032.
——-

(1) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO VI – Della documentazione e custodia

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 67)
Perdita, smarrimento o sottrazione

1. In caso di perdita, smarrimento o sottrazione dei registri, di loro parti o dei relativi documenti giustificativi, gli interessati, entro ventiquattro ore dalla constatazione, devono farne denuncia scritta alla più vicina autorità di pubblica sicurezza, e darne comunicazione al Ministero della sanità.
2. Per le farmacie la comunicazione di cui al comma 1 deve essere fatta all’autorità sanitaria locale, nella cui circoscrizione ha sede la farmacia.

TITOLO VI – Della documentazione e custodia

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 68 – legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 32, comma 1)
Registri di entrata e uscita, di lavorazione, di carico e scarico. Trasmissione di dati

1. Salvo che il fatto costituisca più gravereato, chiunque non ottempera alle norme sulla tenuta dei registri di entrata euscita, di carico e scarico e di lavorazione, nonché all’obbligo di trasmissionedei dati e di denunzia di cui agli articoli da 60 a 67 è punito con l’arrestosino a due anni o con l’ammenda da € 1.549 a € 25.822.
1-bis. Qualora le irregolarita` riscontrate siano relative a violazioni della normativa regolamentare sulla tenuta dei registri di cui al comma 1, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 1.500. (1)
——

(1) Comma aggiunto dall’art. 10, L. 15/3/2010, n. 38.

TITOLO VII – Prescrizioni particolari relative alle sostanze indicate nella IV, V e nella VI tabella

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 69)
Obbligo di trasmissione di dati e di segnalazioni

[1. Gli enti e le imprese che producono, fabbricanoo commerciano all’ingrosso sostanze indicate nella tabella VI di cui all’articolo14 debbono comunicare ogni anno al Ministero della sanità i dati relativialla produzione, alla fabbricazione ed al commercio, nonché alla destinazionespecifica delle sostanze.
2. Chiunque non ottemperi alle disposizioni di cui al comma 1 è punitocon la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 51 a €516.
3. I direttori delle cliniche, degli ospedali, delle case di cura, dei laboratoridi ricerca debbono comunicare tempestivamente al Ministero della sanitàgli effetti dannosi eventualmente cagionati dalle sostanze innanzi menzionateed in particolare i fenomeni di assuefazione e di farmacodipendenza.Uguale obbligo spetta ai sanitari, anche non addetti a cliniche, ospedali ocase di cura. Nelle segnalazioni al Ministero della sanità deve essere omessala menzione del nome della persona curata]. (1)
——-

(1) Articolo abrogato dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO VII – Prescrizioni particolari relative alle sostanze indicate nella IV, V e nella VI tabella

Precursori di droghe

1. Ai fini del presente articolo si intende per:
a) sostanze suscettibili di impiego per la produzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, di seguito denominate “sostanze classificate o precursori di droghe”: tutte le sostanze individuate e classificate nelle categorie 1, 2 e 3 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, compresi miscele e prodotti naturali contenenti tali sostanze. Sono esclusi medicinali, preparati farmaceutici, miscele, prodotti naturali e altri preparati contenenti sostanze classificate, composti in modo tale da non poter essere facilmente utilizzati o estratti con mezzi di facile applicazione o economici;
b) operatore: una persona fisica o giuridica che operi nell’attivita’ di immissione sul mercato di sostanze classificate, nonche’ una persona fisica o giuridica che operi, secondo quanto previsto dai regolamenti (CE) n. 111/2005 e 1277/2005, nell’ambito dell’importazione o dell’esportazione di sostanze classificate nei confronti di paesi non comunitari o svolga attivita’ di intermediazione ad esse relative, comprese le persone la cui attivita’ autonoma consiste nel fare dichiarazioni in dogana per i clienti sia a titolo principale sia a titolo accessorio rispetto ad un’altra attivita’;
c) immissione sul mercato: l’attivita’ di fornire, a titolo oneroso o gratuito, sostanze classificate nella Comunita’ ovvero di immagazzinare, di fabbricare, di produrre, di trasformare, di commerciare, di distribuire o di intermediare tali sostanze, ai fini di fornitura nella Comunita’.
2. Gli operatori che intendono effettuare, in relazione a sostanze classificate nelle categorie 1 e 2 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento n. 111/2005, taluna delle attivita’ di immissione sul mercato indicate nel comma 1, devono nominare un responsabile della commercializzazione, in conformita’ e nei limiti di quanto disposto dal regolamento (CE) n. 273/2004, notificando al Ministero della salute le generalita’ della persona nominata. L’operatore che viola tale obbligo e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 600 euro a 6.000 euro. Puo’ essere adottato il provvedimento di sospensione della licenza ad operare con sostanze classificate nella categoria 1 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, nonche’ l’attivita’ svolta dall’operatore con riferimento alle sostanze classificate nelle categorie 2 e 3 dei predetti allegati, per un periodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno.
3. Gli operatori che, in relazione a taluna delle sostanze classificate nella categoria 1 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, intendano compiere taluna delle attivita’ indicate nel comma 1, o comunque intendano detenere tali sostanze, devono munirsi di licenza rilasciata dal Ministero della salute in conformita’ e nei limiti di quanto disposto dai regolamenti (CE) n. 273/2004, n. 111/2005 e n. 1277/2005. Sono escluse dall’obbligo di licenza le farmacie, per quanto riguarda l’acquisto di sostanze classificate in categoria 1, e la vendita o la cessione di tali sostanze in dose e forma di medicamento. La licenza ha validita’ triennale ed e’ soggetta alla tassa di concessione governativa ed al pagamento della tariffa individuata secondo le modalita’ di cui al comma 21. Le licenze sono comunicate al Dipartimento della Pubblica sicurezza – Direzione centrale per i servizi antidroga del Ministero dell’Interno, al Comando generale dell’Arma dei Carabinieri, al Comando generale della Guardia di finanza ed alla Agenzia delle Dogane che impartiscono ai dipendenti organi periferici le istruzioni necessarie per la vigilanza. Il Ministero della salute puo’ rilasciare licenze speciali ai laboratori ufficiali delle autorita’ competenti.
4. Chiunque effettua, in relazione a sostanze classificate nella categoria 1 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, taluna delle operazioni di immissione sul mercato, importazione o esportazione indicate nel comma 1, ovvero comunque detiene tali sostanze, senza aver conseguito la licenza di cui al comma 3, e’ punito con la reclusione da quattro a sedici anni e con la multa da 15.000 euro a 150.000 euro. Se il fatto e’ commesso da soggetto titolare di licenza o autorizzazione relativa a sostanze diverse da quelle oggetto dell’operazione o della detenzione, ovvero da soggetto registratosi ai sensi del comma 5, la pena e’ della reclusione da sei a venti anni e della multa da 26.000 euro a 260.000 euro. In tali casi alla condanna consegue la revoca della licenza, nonche’ il divieto del suo ulteriore rilascio per la durata di sei anni. Con la sentenza di condanna, il giudice dispone inoltre la sospensione dell’attivita’ svolta dall’operatore, con riferimento alle sostanze di cui alle categorie 2 e 3 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, per un periodo non inferiore a quarantacinque giorni e non superiore ad un anno e sei mesi.
5. Gli operatori che immettono sul mercato, importano o esportano sostanze classificate di cui alla categoria 2 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, eccetto gli spedizionieri doganali o i vettori che agiscono unicamente in tale qualita’, devono registrarsi presso il Ministero della salute, in conformita’ e nei limiti di quanto disposto dai regolamenti (CE) n. 273/2004, n. 111/2005 e n. 1277/2005. Sono esclusi da detto obbligo gli operatori che effettuano transazioni nel corso dell’intero anno solare per quantita’ di sostanze classificate in categoria 2 non superiori ai valori soglia di cui all’allegato II al regolamento (CE) n. 273/2004. All’obbligo di registrazione sono altresi’ tenuti gli operatori che esercitano attivita’ di esportazione riguardanti una delle sostanze classificate di cui alla categoria 3 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, con esclusione degli operatori che esportano nel corso dell’intero anno solare, quantita’ di sostanze classificate in categoria 3 non superiori ai valori soglia di cui all’allegato II al regolamento (CE) n. 1277/2005. Sono altresi’ escluse dall’obbligo di registrazione le farmacie, per quanto riguarda l’acquisto di sostanze classificate in categoria 2, e la vendita o la cessione di tali sostanze in dose e forma di medicamento, nonche’ le strutture o istituzioni, quali universita’, laboratori di tossicologia forense, laboratori di sanita’ pubblica, laboratori di ricerca scientifica, ambulatori veterinari, dogane, organi di polizia, laboratori ufficiali di autorita’ pubbliche e forze armate, che agiscono unicamente come utilizzatori di sostanze classificate in categoria 2. La registrazione di cui al presente comma ha validita’ triennale, e’ soggetta al pagamento della tariffa individuata secondo le modalita’ di cui al comma 21. Le modalita’ di registrazione sono rese pubbliche sul sito del Ministero della salute.
6. Chiunque, in violazione dell’obbligo di registrazione di cui al comma 5, effettua taluna delle operazioni di immissione sul mercato, importazione o esportazione indicate nell’allegato II, e’ punito con la reclusione da tre a otto anni e con la multa da 6.000 euro a 60.000 euro, qualora si tratti di operazioni relative a sostanze classificate nella categoria 2, e con la reclusione fino a quattro anni e la multa fino a 2.000 euro, qualora si tratti di esportazione di sostanze classificate nella categoria 3. Se il fatto e’ commesso da soggetto titolare della licenza di cui al comma 3, ovvero da soggetto titolare di autorizzazione o registratosi per sostanze diverse da quelle oggetto dell’operazione, la pena e’ della reclusione da quattro a dieci anni e della multa da 9.000 euro a 90.000 euro qualora si tratti di operazioni relative a sostanze classificate nella categoria 2, e della reclusione fino a cinque anni e della multa fino a 3.000 euro qualora si tratti di esportazione di sostanze classificate nella categoria 3. In tali casi, qualora si tratti di operazioni relative a sostanze classificate nella categoria 2, alla condanna consegue la revoca della licenza, nonche’ il divieto del suo ulteriore rilascio per la durata di cinque anni. Con la sentenza di condanna, il giudice dispone inoltre la sospensione dell’attivita’ svolta dall’operatore, con riferimento alle sostanze di cui alle categorie 2 e 3 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, per un periodo non inferiore a quarantacinque giorni e non superiore ad un anno e sei mesi. Qualora si tratti di esportazione di sostanze classificate nella categoria 3, alla condanna consegue la revoca della licenza, nonche’ il divieto del suo ulteriore rilascio per la durata di quattro anni. Con la sentenza di condanna, il giudice dispone inoltre la sospensione dell’attivita’ svolta dall’operatore, con riferimento alle sostanze di cui alle categorie 2 e 3 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, per un periodo non inferiore ad un mese e non superiore ad un anno.
7. In caso di operazioni di immissione sul mercato, importazione o esportazione di sostanze classificate compiute in violazione degli obblighi di cui regolamenti (CE) n. 273/2004, 111/2005, 1277/2005 e 297/2009, il Ministero della salute puo’ sospendere la licenza o la registrazione per un periodo non inferiore ad un mese e non superiore ad un anno. Il provvedimento di sospensione e’ notificato agli interessati tramite il sindaco e comunicato all’autorita’ sanitaria locale, alla questura competente per territorio, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento politiche antidroga, al Dipartimento della Pubblica sicurezza – Direzione centrale per i servizi antidroga del Ministero dell’Interno, al Comando generale dell’Arma dei Carabinieri, al Comando generale della Guardia di finanza ed alla Agenzia delle Dogane.
8. La distruzione delle sostanze di cui al comma 1, limitatamente a quelle di cui alla categoria 1, e’ effettuata nel rispetto delle disposizioni, in quanto compatibili, di cui agli articoli 22, 23, 25 e 25-bis.
9. L’esportazione delle sostanze appartenenti alle categorie 1 e 2 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005 e’ subordinata al rilascio dell’autorizzazione di esportazione da parte del Ministero della salute, in conformita’ e nei limiti di quanto disposto dai regolamenti (CE) n. 111/2005 e n. 1277/2005. E’ altresi’ subordinata al rilascio dell’autorizzazione del Ministero della salute l’esportazione delle sostanze appartenenti alla categoria 3 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005 verso uno dei paesi indicati nell’allegato IV, punto 2, al regolamento n. 1277/2005 e successive modificazioni. L’importazione delle sostanze appartenenti alla categoria 1 e’ subordinata al rilascio dell’autorizzazione di importazione da parte del Ministero della salute in conformita’ e nei limiti di quanto disposto dai regolamenti (CE) n. 111/2005 e n. 1277/2005. Le autorizzazioni di cui sopra hanno validita’ semestrale, sono soggette alla tassa di concessione governativa e al pagamento della tariffa individuata secondo le modalita’ di cui al comma 21. Le esportazioni di sostanza appartenenti alla categoria 1 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, e le esportazioni di sostanze appartenenti alle categorie 2 e 3 dei medesimi allegati, destinate ai paesi inclusi nell’allegato IV del regolamento (CE) n. 1277/2005 e successive modificazioni, sono precedute da una notificazione preventiva all’esportazione, da trasmettere alle autorita’ competenti del paese di destinazione, in conformita’ e nei limiti di quanto disposto dai regolamenti (CE) n. 111/2005 e n. 1277/2005. Il Ministero della salute, rilasciata l’autorizzazione di importazione o di esportazione, ne da’ tempestivo avviso alla dogana di confine, attraverso la quale deve essere effettuata l’operazione.
10. Chiunque effettua operazioni di esportazione o importazione di sostanze classificate nella categoria 1 senza aver conseguito l’autorizzazione di cui al comma 9, e’ punito ai sensi del comma 4. Chiunque esporta sostanze classificate nelle categorie 2 e 3 senza aver conseguito l’autorizzazione di cui al comma 9, e’ punito ai sensi del comma 6.
11. All’interno del territorio dell’Unione europea le sostanze classificate nella categoria 1 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 possono essere fornite unicamente agli operatori in possesso di licenza per l’utilizzo di sostanze classificate in categoria 1, fatte salve le esclusioni di cui al comma 3. Il trasgressore e’ punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 300 euro a 3.000 euro. Il giudice, con la sentenza di condanna, puo’ disporre la revoca della licenza con divieto di ulteriore rilascio per un periodo di quattro anni e la sospensione dell’autorizzazione a svolgere le attivita’ di cui al comma 2 e 3 per un periodo non inferiore ad un mese e non superiore ad un anno.
12. Gli acquirenti di sostanze classificate nelle categorie 1 e 2 devono rilasciare apposita dichiarazione all’operatore, che la certifica ed utilizza in conformita’ e nei limiti di quanto disposto dal regolamento (CE) n. 273/2004. L’operatore che viola tale obbligo e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 600 euro a 6.000 euro. Puo’ essere adottato il provvedimento di sospensione della licenza ad operare con sostanze classificate nella categoria 1 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, nonche’ l’attivita’ svolta dall’operatore con riferimento alle sostanze classificate nelle categorie 2 e 3 dei predetti allegati, per un periodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno.
13. Gli operatori sono tenuti a documentare le transazioni che portano alla immissione sul mercato di sostanze classificate nelle categorie 1 e 2 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, secondo le modalita’ indicate nell’allegato III, in conformita’ e nei limiti di quanto disposto dal regolamento (CE) n. 273/2004. Essi devono inoltre documentare le operazioni di importazione ed esportazione concernenti sostanze classificate, e le relative attivita’ di intermediazione, in conformita’ e nei limiti di quanto disposto dal regolamento (CE) n. 111/2005. Gli operatori devono altresi’ accertarsi, prima della fornitura di sostanze classificate nelle categorie 1 e 2, della presenza di etichette recanti i nomi delle sostanze, come indicati nell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento n. 111/2005. Analoga verifica deve essere svolta su tutte le spedizioni di sostanze classificate, nell’ambito di operazioni di importazione, esportazione o intermediazione, in conformita’ di quanto previsto nel regolamento (CE) n. 111/2005.
14. Il trasgressore degli obblighi di cui al comma 13 e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 600 euro a 6.000 euro. Puo’ essere adottato il provvedimento di sospensione della licenza ad operare con sostanze classificate nella categoria 1 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, nonche’ l’attivita’ svolta dall’operatore con riferimento alle sostanze classificate nelle categorie 2 e 3 dei predetti allegati, per un periodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno.
15. Gli operatori che svolgono attivita’ commerciali tra l’Italia e paesi dell’Unione europea, nonche’ attivita’ di importazione, esportazione e transito tra l’Italia e Paesi extracomunitari, hanno l’obbligo di comunicare al Dipartimento della Pubblica sicurezza – Direzione centrale per i servizi antidroga del Ministero dell’interno, al piu’ tardi al momento della loro effettuazione, le singole operazioni commerciali relative alle sostanze classificate nelle categorie 1 e 2 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, nonche’ le esportazioni delle sostanze appartenenti alla categoria 3 dell’allegato I qualora soggette al rilascio dell’autorizzazione di cui al comma 9. Gli operatori sono tenuti inoltre a inviare una volta l’anno entro il 15 febbraio al Ministero della salute una rendicontazione sintetica delle movimentazioni di sostanze classificate effettuate nel corso dell’anno precedente, secondo le modalita’ indicate nell’allegato III, in conformita’ e nei limiti di quanto disposto dai regolamenti (CE) n. 273/2004, n. 111/2005 e n. 1277/2005.
16. Il trasgressore degli obblighi di cui al comma 15 e’ punito, salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 300 euro a 3.000 euro. Il giudice, con la sentenza di condanna, puo’ disporre la revoca della licenza con divieto di ulteriore rilascio per un periodo di quattro anni, e la sospensione dell’attivita’ svolta dall’operatore con riferimento alle sostanze classificate nelle categorie 2 e 3 per un periodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno.
17. Gli operatori sono altresi’ tenuti a collaborare in ogni altro modo con il Dipartimento della Pubblica sicurezza – Direzione centrale per i servizi antidroga del Ministero dell’Interno, in particolare fornendo ogni informazione eventualmente richiesta, nonche’ segnalando immediatamente ogni fatto od elemento che, per caratteristiche, entita’, natura o per qualsiasi altra circostanza conosciuta in ragione dell’attivita’ esercitata, induce a ritenere che le sostanze trattate possono essere in qualsiasi modo impiegate per la produzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Il trasgressore e’ punito, salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, ai sensi del comma 14.
18. La vigilanza nei confronti degli operatori e’ esercitata dal Ministero della salute, in conformita’ di quanto previsto dai regolamenti (CE) n. 273/2004 e n. 111/2005. La vigilanza predetta si effettua mediante ispezioni ordinarie e straordinarie, per la cui esecuzione il predetto Ministero puo’ avvalersi della collaborazione degli organi di polizia, i quali comunque hanno facolta’ di accedere in qualunque momento nei locali ove si svolgono le attivita’ previste dal presente articolo. Ai fini della vigilanza e dei controlli previsti, gli operatori sono tenuti ad esibire ai funzionari del Ministero della salute ed agli appartenenti alle forze di polizia tutti i documenti inerenti le operazioni di cui alla licenza o alla registrazione.
19. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, e’ punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 300 euro a 3.000 euro chiunque, impedisce od ostacola lo svolgimento delle attivita’ di vigilanza, controllo ed ispezione previste dal comma precedente. Il giudice, con la sentenza di condanna, puo’ disporre la revoca della licenza con divieto di ulteriore rilascio per un periodo di quattro anni, e la sospensione dell’attivita’ svolta dall’operatore con riferimento alle sostanze classificate nelle categorie 2 e 3 per un periodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno.
20. L’allegato III puo’ essere modificato con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell’interno e sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento politiche antidroga, in conformita’ a nuove disposizioni di modifica della disciplina comunitaria.
21. Alle attivita’ di rilascio della licenza, di registrazione e di autorizzazione di cui ai commi 3, 5 e 9, il Ministero della salute provvede mediante tariffe a carico degli operatori, da determinarsi ai sensi dell’articolo 4 della legge 4 giugno 2010, n. 96. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono individuate le tariffe di cui al presente comma e le relative modalita’ di versamento. Le tariffe sono aggiornate almeno ogni due anni. (1)
————–

(1) Articolo sostituito dall’art. 1, DLGS 24/3/2011, n. 50.

 

TITOLO VII – Prescrizioni particolari relative alle sostanze indicate nella IV, V e nella VI tabella

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 12, comma 1)
Prescrizioni relative alla vendita

[1. Le sostanze incluse nelle tabelle IV e V dell’articolo14 possono essere vendute solo su presentazione di ricetta medica, che deveessere trattenuta dal farmacista, salvo quanto previsto dalla tabella n. 4 dellaFarmacopea ufficiale.
2. Le sostanze incluse nella tabella VI dell’articolo 14 possono esserevendute solo su presentazione di ricetta medica.
3. Chiunque viola le disposizioni contenute nei commi 1 e 2 è punito conl’ammenda da € 25 a € 258.
4. I prontuari farmaceutici del Servizio sanitario nazionale debbono presentarela connotazione con asterisco di tutte le specialità e le confezionicontenenti le sostanze incluse nelle sei tabelle dell’articolo 14].
———

(1) Articolo abrogato dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo I – Disposizioni penali e sanzioni amministrative

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 13, comma 1)
Attività illecite

1.(Omissis). (1)
2. È consentito l’uso terapeutico di preparati medicinali a base di sostanzestupefacenti o psicotrope, debitamente prescritti secondo le necessità dicura in relazione alle particolari condizioni patologiche del soggetto. (2)
———

(1) Comma abrogato dall’art. 1, D.P.R. 5 giugno 1993, n. 171.
(2) Comma modificato dall’art. 1, D.P.R. 5 giugno 1993, n. 171.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo I – Disposizioni penali e sanzioni amministrative

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, articoli 14, comma 1, e 38, comma 2)
Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope

1. Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti tra quelli previsti dall’articolo 70, commi 4, 6 e 10, escluse le operazioni relative alle sostanze di cui alla categoria III dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, ovvero dall’articolo 73, chi promuove, costituisce, dirige, organizza o finanzia l’associazione è punito per ciò solo con la reclusione non inferiore a venti anni. (1)
2. Chi partecipa all’associazione è punito con la reclusione non inferiore a dieci anni.
3. La pena è aumentata se il numero degli associati è di dieci o più o se tra i partecipanti vi sono persone dedite all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.
4. Se l’associazione è armata la pena, nei casi indicati dai commi 1 e 3, non può essere inferiore a ventiquattro anni di reclusione e, nel caso previsto dal comma 2, a dodici anni di reclusione. L’associazione si considera armata quando i partecipanti hanno la disponibilità di armi o materie esplodenti, anche se occultate o tenute in luogo di deposito.
5. La pena è aumentata se ricorre la circostanza di cui alla lettera e) del comma 1 dell’articolo 80.
6. Se l’associazione è costituita per commettere i fatti descritti dal comma 5 dell’articolo 73, si applicano il primo e il secondo comma dell’articolo 416 del codice penale.
7. Le pene previste dai commi da 1 a 6 sono diminuite dalla metà a due terzi per chi si sia efficacemente adoperato per assicurare le prove del reato o per sottrarre all’associazione risorse decisive per la commissione dei delitti.
8. Quando in leggi e decreti è richiamato il reato previsto dall’articolo 75 della legge 22 dicembre 1975, n. 685, abrogato dall’articolo 38, comma 1, della legge 26 giugno 1990, n. 162, il richiamo si intende riferito al presente articolo.
——–

(1) Comma modificato dall’art. 1, DLGS 24/3/2011, n. 50.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo I – Disposizioni penali e sanzioni amministrative

Provvedimenti a tutela della sicurezza pubblica (1)

1. Qualorain relazione alle modalità od alle circostanze dell’uso, dalla condotta dicui al comma 1 dell’articolo 75 possa derivare pericolo per la sicurezza pubblica,l’interessato che risulti già condannato, anche non definitivamente,per reati contro la persona, contro il patrimonio o per quelli previsti dalledisposizioni del presente testo unico o dalle norme sulla circolazione stradale,oppure sanzionato per violazione delle norme del presente testo unico odestinatario di misura di prevenzione o di sicurezza, può essere inoltre sottopostoad una o più delle seguenti misure: (2)
a) obbligo di presentarsi almeno due volte a settimana presso il locale ufficiodella Polizia di Stato o presso il comando dell’Arma dei carabinieriterritorialmente competente;
b) obbligo di rientrare nella propria abitazione, o in altro luogo di privatadimora, entro una determinata ora e di non uscirne prima di altra oraprefissata;
c) divieto di frequentare determinati locali pubblici;
d) divieto di allontanarsi dal comune di residenza;
e) obbligo di comparire in un ufficio o comando di polizia specificamenteindicato, negli orari di entrata ed uscita dagli istituti scolastici;
f) divieto di condurre qualsiasi veicolo a motore.
1-bis). La durata massima delle misure di cui al comma 1 è fissata in dueanni per quelle indicate nelle lettere a), b), c), d) ed e) e in quattro anni perquella indicata nella lettera f). (3)
2. Il questore, ricevuta copia del decreto con il quale è stata applicatauna delle sanzioni di cui all’articolo 75, quando la persona si trova nellecondizioni di cui al comma 1, può disporre le misure di cui al medesimocomma, con provvedimento motivato, che ha effetto dalla notifica all’interessato,recante l’avviso che lo stesso ha facoltà di presentare, personalmenteo a mezzo di difensore, memorie o deduzioni al giudice della convalida.Il provvedimento è comunicato entro quarantotto ore dalla notifica algiudice di pace competente per territorio in relazione al luogo di residenzao, in mancanza, di domicilio dell’interessato. Il giudice, se ricorrono i presuppostidi cui al comma 1, dispone con decreto la convalida nelle successivequarantotto ore.
3. Le misure, su istanza dell’interessato, sentito il questore, possono esseremodificate o revocate dal giudice di pace competente, qualora sianocessate o mutate le condizioni che ne hanno giustificato l’emissione. Le prescrizionipossono essere altresì modificate, su richiesta del questore, qualorarisultino aggravate le condizioni che ne hanno giustificato l’emissione. In talcaso, con la richiesta di modifica, il questore deve avvisare l’interessato dellafacoltà prevista dal comma 2. Il ricorso per cassazione contro il provvedimentodi revoca o di modifica non ha effetto sospensivo.
4. Il decreto di revoca dei provvedimenti di cui all’articolo 75, adottatoquando l’interessato risulta essersi sottoposto con esito positivo al programmadi cui al comma 2 dell’articolo 75, è comunicato al questore e al giudiceai fini della revoca dei provvedimenti eventualmente emessi ai sensi del presentearticolo. Il giudice provvede senza formalità.
5. Della sottoposizione con esito positivo al programma è data comunicazioneal questore in relazione al disposto di cui al comma 8 dell’articolo75.
6. Il contravventore anche solo ad una delle disposizioni del comma 1del presente articolo è punito con l’arresto da tre a diciotto mesi.
7. Qualora l’interessato sia minorenne, competente a provvedere ai sensidei commi da 2 a 4 è il tribunale per i minorenni, individuato in relazioneal luogo di residenza o, in mancanza, di domicilio.
——-

(1) Articolo inserito dall’art. 4-quater, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. conmod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(2) Alinea così modificato dall’art. 3, c. 51, lett. a), L. 15 luglio 2009, n. 94.
(3) Comma inserito dall’art. 3, c. 51, lett. b), L. 15 luglio 2009, n. 94.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo I – Disposizioni penali e sanzioni amministrative

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 16, comma 1)
Provvedimenti dell’autorità giudiziaria – Sanzioni penali in caso di inosservanza (1)

(1) Articolo abrogato dall’art. 1, D.P.R. 5 giugno 1993, n. 171, in esito a referendumpopolare.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo I – Disposizioni penali e sanzioni amministrative

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 16, comma 1)
Abbandono di siringhe

1. Chiunque in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero inun luogo privato ma di comune o altrui uso, getta o abbandona in modo damettere a rischio l’incolumità altrui siringhe o altri strumenti pericolosi utilizzatiper l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con lasanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 51 a € 516.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo I – Disposizioni penali e sanzioni amministrative

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 16, commi 1 e 2)
Quantificazione delle sostanze

1. Con decreto del Ministero della salute, emanato previoparere dell’Istituto superiore di sanità e del Comitato scientifico di cui all’articolo1-ter, e periodicamente aggiornato in relazione all’evoluzione delleconoscenze nel settore, sono determinate le procedure diagnostiche, medicolegalie tossicologico-forensi per accertare il tipo, il grado e l’intensità dell’abusodi sostanze stupefacenti o psicotrope ai fini dell’applicazione delledisposizioni di cui agli articoli 75 e 75-bis. (1)
2. [Il decreto deve essere periodicamente aggiornato in relazione all’evoluzionedelle conoscenze nel settore]. (2)
———

(1) Comma sostituito dall’art. 4-quinquies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(2) Comma abrogato dall’art. 4-quinquies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo I – Disposizioni penali e sanzioni amministrative

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 17, comma 1)
Agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope

1. Chiunque adibisce oconsente che sia adibito un locale pubblico o un circolo privato di qualsiasispecie a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso disostanze stupefacenti o psicotrope è punito, per questo solo fatto, con lareclusione da tre a dieci anni e con la multa da euro 3.000 ad euro 10.000se l’uso riguarda le sostanze e i medicinali compresi nelle tabelle I e II,sezione A, previste dall’articolo 14, o con la reclusione da uno a quattroanni e con la multa da euro 3.000 ad euro 26.000 se l’uso riguarda i medicinalicompresi nella tabella II, sezione B, prevista dallo stesso articolo14. (1)
2. Chiunque, avendo la disponibilità di un immobile, di un ambiente o diun veicolo a ciò idoneo, lo adibisce o consente che altri lo adibisca a luogo diconvegno abituale di persone che ivi si diano all’uso di sostanze stupefacentio psicotrope è punito con le stesse pene previste nel comma 1.
3. La pena è aumentata dalla metà a due terzi se al convegno partecipapersona di età minore.
4. Qualora si tratti di pubblici esercizi, la condanna importa la chiusuradell’esercizio per un periodo da due a cinque anni.
5. La chiusura del pubblico esercizio può essere disposta con provvedimentomotivato dall’autorità giudiziaria procedente.
6. La chiusura del pubblico esercizio può essere disposta con provvedimentocautelare dal prefetto territorialmente competente o dal Ministro dellasanità, quando l’esercizio è aperto o condotto in base a suo provvedimento,per un periodo non superiore ad un anno, salve, in ogni caso, le disposizionidell’autorità giudiziaria.
——–

(1) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo I – Disposizioni penali e sanzioni amministrative

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 19, comma 1)
Prestazioni di soccorso in caso di pericolo di morte o lesioni dell’assuntore

1. Quandol’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope abbia cagionato la morte o lesionipersonali dell’assuntore e taluno, per avere determinato o comunque agevolatol’uso di sostanze, debba risponderne ai sensi degli articoli 586, 589 o590 del codice penale, le pene stabilite da tali articoli, nonché quelle stabiliteper i reati previsti dal presente testo unico, eventualmente commessi nellapredetta attività di determinazione o agevolazione, sono ridotte dalla metà adue terzi se il colpevole ha prestato assistenza alla persona offesa ed ha tempestivamenteinformato l’autorità sanitaria o di polizia.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo I – Disposizioni penali e sanzioni amministrative

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 20, comma 1)
Istigazione, proselitismo e induzione al reato di persona minore

1. Chiunque pubblicamenteistiga all’uso illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, ovverosvolge, anche in privato, attività di proselitismo per tale uso delle predettesostanze, ovvero induce una persona all’uso medesimo, è punito con la reclusioneda uno a sei anni e con la multa da € 1.032 a € 5.164.
2. La pena è aumentata se il fatto è commesso nei confronti di personedi età minore ovvero all’interno o nelle adiacenze di scuole di ogni ordinee grado, di comunità giovanili o di caserme. La pena è altresì aumentata seil fatto è commesso all’interno di carceri, di ospedali o di servizi sociali esanitari.
3. La pena è raddoppiata se i fatti sono commessi nei confronti di minoredegli anni quattordici, di persona palesemente incapace o di persona affidataal colpevole per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o dicustodia.
4. Se il fatto riguarda i medicinali di cui alla tabella II, sezione B, previstadall’art. 14 le pene disposte dai commi 1, 2 e 3 sono diminuite da un terzoalla metà. (1)
——–

(1) Comma modificato dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo I – Disposizioni penali e sanzioni amministrative

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 77)
Prescrizioni abusive

1. Le pene previste dall’art. 73, commi 1, 4 e 5, si applicano altresì a carico del medico chirurgo o del medico veterinario che rilascia prescrizioni delle sostanze stupefacenti o psicotrope ivi indicate per uso non terapeutico.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo I – Disposizioni penali e sanzioni amministrative

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 21, comma 1)
Divieto di propaganda pubblicitaria

1. La propaganda pubblicitaria di sostanze o preparazionicomprese nelle tabelle previste dall’articolo 14, anche se effettuata inmodo indiretto, è vietata. Non sono considerate propaganda le opere dell’ingegnonon destinate alla pubblicità, tutelate dalla legge 22 aprile 1941, n.633, sul diritto d’autore.
2. Il contravventore è punito con una sanzione amministrativa da € 5.164a € 25.822, sempre che non ricorra l’ipotesi di cui all’articolo 82.
3. Le somme di denaro ricavate dall’applicazione delle sanzioni di cui alcomma 2 sono versate sul Fondo nazionale di intervento per la lotta alladroga di cui all’articolo 127.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo I – Disposizioni penali e sanzioni amministrative

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 22, comma 1)
Pene accessorie

1. Con la sentenza di condanna per uno dei fatti di cui agli articoli 73, 74, 79 e 82, il giudice può disporre il divieto di espatrio e il ritiro della patente di guida per un periodo non superiore a tre anni.
2. Le stesse disposizioni si applicano nel caso di riconoscimento, effettuato a norma dell’art. 12 del codice penale, di sentenza penale straniera di condanna per uno dei delitti sopra indicati.
3. Il provvedimento che applica le sanzioni amministrative, nonché quello che definisce o sospende il procedimento ai sensi del presente testo unico, dispone comunque la confisca delle sostanze.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo I – Disposizioni penali e sanzioni amministrative

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 23, comma 1)
Espulsione dello straniero condannato

1. Lo straniero condannato per uno dei reati previsti dagli articoli 73, 74, 79 e 82, commi 2 e 3, a pena espiata deve essere espulso dallo Stato (1).
2. Lo stesso provvedimento di espulsione dallo Stato può essere adottato nei confronti dello straniero condannato per uno degli altri delitti previsti dal presente testo unico.
3. Se ricorre lo stato di flagranza di cui all’art. 382 del codice di procedura penale in riferimento ai delitti previsti dai commi 1, 2 e 5 dell’art. 73, il prefetto dispone l’espulsione immediata e l’accompagnamento alla frontiera dello straniero, previo nulla osta dell’autorità giudiziaria procedente.
——–

(1) La Corte Cost. – sent. 24/02/1995, n. 58 – ha dichiarato l’illegittimità costituzionaledell’art. 86, primo comma, nella parte in cui obbliga il giudice a emettere,senza l’accertamento della sussistenza in concreto della pericolosità sociale,contestualmente alla condanna, l’ordine di espulsione, eseguibile a pena espiata, neiconfronti dello straniero condannato per uno dei reati previsti dagli artt. 73, 74, 79 e82, commi 2 e 3, del medesimo testo unico.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo II – Disposizioni processuali e di esecuzione

(Decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, art. 3, comma 2)
Destinazione delle sostanze sequestrate dall’autorità giudiziaria

1. L’autorità che effettua il sequestrodeve darne immediata notizia al Servizio centrale antidroga specificando l’entitàed il tipo di sostanze sequestrate.
2. Quando il decreto di sequestro o di convalida del sequestro effettuatodall’autorità giudiziaria non è più assoggettabile al riesame, l’autoritàgiudiziaria dispone il prelievo di uno o più campioni, determinandone l’entità,con l’osservanza delle formalità di cui all’articolo 364 del codice di procedurapenale e ordina la distruzione della residua parte di sostanze.
3. Se la conservazione delle sostanze di cui al comma 2 sia assolutamentenecessaria per il prosieguo delle indagini, l’autorità giudiziaria dispone intal senso con provvedimento motivato.
4. In ogni caso l’autorità giudiziaria ordina la distruzione delle sostanzestupefacenti e psicotrope, ed ove possibile delle sostanze classificate di cui all’articolo 70, confiscate. (1)
5. Per la distruzione di sostanze stupefacenti e psicotrope, ed ove possibile delle sostanze classificate di cui all’articolo 70, l’autoritàgiudiziaria si avvale di idonea struttura pubblica locale, ove esistente, o stataleed incarica la polizia giudiziaria del regolare svolgimento delle relativeoperazioni. Il verbale delle operazioni è trasmesso all’autorità giudiziariaprocedente e al Ministero della sanità. (1)
6. La distruzione avviene secondo le modalità tecniche determinate condecreto del Ministro della sanità in data 19 luglio 1985, pubblicato nellaGazzetta Ufficiale n. 184 del 6 agosto 1985.
——–

(1) Comma modificato dall’art. 1, DLGS 24/3/2011, n. 50.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo II – Disposizioni processuali e di esecuzione

(Decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, art. 3, comma 3)
Destinazione dei campioni delle sostanze sequestrate

1. Il Servizio centrale antidroga istituito nell’ambitodel Dipartimento di pubblica sicurezza, può chiedere all’autoritàgiudiziaria la consegna di alcuni campioni delle sostanze sequestrate. Altricampioni possono essere motivatamente richiesti dalle singole forze di poliziao dal Ministero della sanità tramite il Servizio centrale antidroga. L’autoritàgiudiziaria, se la quantità delle sostanze sequestrate lo consente, e se lerichieste sono pervenute prima della esecuzione dell’ordine di distruzione,accoglie le richieste stesse dando la priorità a quelle del Servizio centraleantidroga e determina le modalità della consegna.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo II – Disposizioni processuali e di esecuzione

(Decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, art. 4-quinquies, sostituito dall’art. 275, comma 5, del codice di procedura penale)
Provvedimenti restrittivi nei confronti dei tossicodipendenti o alcooldipendenti che abbiano in corso programmi terapeutici (1)

1. Qualoraricorrano i presupposti per la custodia cautelare in carcere il giudice, ovenon sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, dispone gli arrestidomiciliari quando imputata è una persona tossicodipendente o alcooldipendenteche abbia in corso un programma terapeutico di recupero presso i servizi pubbliciper l’assistenza ai tossicodipendenti, ovvero nell’ambito di una strutturaprivata autorizzata ai sensi dell’articolo 116, e l’interruzione del programmapuò pregiudicare il recupero dell’imputato. Quando si procede per i delitti dicui agli articoli 628, terzo comma, o 629, secondo comma, del codice penale ecomunque nel caso sussistano particolari esigenze cautelari, il provvedimentoè subordinato alla prosecuzione del programma terapeutico in una strutturaresidenziale. Con lo stesso provvedimento, o con altro successivo, il giudicestabilisce i controlli necessari per accertare che il tossicodipendente ol’alcooldipendente prosegua il programma di recupero ed indica gli orari ed igiorni nei quali lo stesso può assentarsi per l’attuazione del programma. (2)
2. Se una persona tossicodipendente o alcooldipendente, che è in custodiacautelare in carcere, intende sottoporsi ad un programma di recuperopresso i servizi pubblici per l’assistenza ai tossicodipendenti, ovvero unastruttura privata autorizzata ai sensi dell’articolo 116, la misura cautelare èsostituita con quella degli arresti domiciliari ove non ricorrano esigenze cautelaridi eccezionale rilevanza. La sostituzione è concessa su istanza dell’interessato;all’istanza è allegata certificazione, rilasciata da un servizio pubblicoper le tossicodipendenze o da una struttura privata accreditata per l’attivitàdi diagnosi prevista dal comma 2, lettera d), dell’articolo 116, attestantelo stato di tossicodipendenza o di alcooldipendenza, la procedura con laquale è stato accertato l’uso abituale di sostanze stupefacenti, psicotrope oalcoliche, nonché la dichiarazione di disponibilità all’accoglimento rilasciatadalla struttura. Il servizio pubblico è comunque tenuto ad accogliere larichiesta dell’interessato di sottoporsi a programma terapeutico. L’autoritàgiudiziaria, quando si procede per i delitti di cui agli articoli 628, terzo comma,o 629, secondo comma, del codice penale e comunque nel caso sussistanoparticolari esigenze cautelari, subordina l’accoglimento dell’istanza all’individuazionedi una struttura residenziale. (2)
3. Il giudice dispone la custodia cautelare in carcere o ne dispone il ripristinoquando accerta che la persona ha interrotto l’esecuzione del programma,ovvero mantiene un comportamento incompatibile con la corretta esecuzione,o quando accerta che la persona non ha collaborato alla definizionedel programma o ne ha rifiutato l’esecuzione.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano quando si procedeper uno dei delitti previsti dall’articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, esuccessive modificazioni, ad eccezione di quelli di cui agli articoli 628, terzocomma, e 629, secondo comma, del codice penale purché non siano ravvisabilielementi di collegamento con la criminalità organizzata od eversiva. (3)
5. Nei confronti delle persone di cui ai commi 1 e 2 si applicano le disposizionipreviste dall’articolo 96, comma 6. (4)
5-bis. Il responsabile della struttura presso cui si svolge il programmaterapeutico di recupero e socio-riabilitativo è tenuto a segnalare all’autoritàgiudiziaria le violazioni commesse dalla persona sottoposta al programma.Qualora tali violazioni integrino un reato, in caso di omissione, l’autoritàgiudiziaria ne dà comunicazione alle autorità competenti per la sospensioneo revoca dell’autorizzazione di cui all’articolo 116 e dell’accreditamento dicui all’articolo 117, ferma restando l’adozione di misure idonee a tutelare isoggetti in trattamento presso la struttura. (5)
——–

(1) Articolo sostituito dall’art. 5, D.L. 14 maggio 1993, n. 139 (conv. con mod.nella L. 14 luglio 1993, n. 222).(2) Comma sostituito dall’art. 4-sexies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. conmod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(3) Comma sostituito dall’art. 4-sexies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. conmod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(4) Comma modificato dall’art. 4-sexies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. conmod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(5) Comma inserito dall’art. 4-sexies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. conmod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo II – Disposizioni processuali e di esecuzione

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 24, comma 1)
Istanza per la sospensione dell’esecuzione

1. [La sospensione della esecuzione della penaè concessa su istanza del condannato presentata al tribunale di sorveglianzadel luogo in cui l’interessato risiede]. (1)
2. All’istanza di sospensione dell’esecuzione della pena è allegata, a pena diinammissibilità, certificazione rilasciata da un servizio pubblico per letossicodipendenze o da una struttura privata accreditata per l’attività di diagnosiprevista dal comma 2, lettera d), dell’articolo 116 attestante, ai sensi dell’articolo123, la procedura con la quale è stato accertato l’uso abituale di sostanze stupefacentio psicotrope, il tipo di programma terapeutico e socio-riabilitativo scelto,l’indicazione della struttura ove il programma è stato eseguito, le modalità direalizzazione ed i risultati conseguiti a seguito del programma stesso. (2)
3. [Se l’ordine di carcerazione non è stato ancora emesso o eseguito,l’istanza è presentata al pubblico ministero il quale, se non osta il limite dipena di cui al comma 1 dell’art. 90, sospende l’emissione o l’esecuzione finoalla decisione del tribunale di sorveglianza, al quale trasmette immediatamentegli atti. Il tribunale decide entro quarantacinque giorni dalla presentazionedell’istanza]. (1)
4. Se l’ordine di carcerazione è già stato eseguito la domanda è presentataal magistrato di sorveglianza competente in relazione al luogo di detenzione,il quale, se l’istanza è ammissibile, se sono offerte concrete indicazioniin ordine alla sussistenza dei presupposti per l’accoglimento della domandaed al grave pregiudizio derivante dalla protrazione dello stato di detenzione,qualora non vi siano elementi tali da far ritenere la sussistenza del pericolodi fuga, può disporre l’applicazione provvisoria del beneficio. Sino alladecisione del tribunale di sorveglianza, il magistrato di sorveglianza è competentea dichiarare la revoca di cui all’articolo 93, comma 2. Si applicano,in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 47, comma 4, dellalegge 26 luglio 1975, n. 354. (3)
——–

(1) Comma abrogato dall’art. 4-octies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. conmod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(2) Comma sostituito dall’art. 4-octies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. conmod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(3) Comma sostituito dall’art. 4-octies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. conmod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo II – Disposizioni processuali e di esecuzione

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 24, comma 1)
Procedimento innanzi alla sezione di sorveglianza

1. Il tribunale di sorveglianza, nominatoun difensore al condannato che ne sia privo, fissa senza indugio la datadella trattazione, dandone avviso al richiedente, al difensore e al pubblicoministero almeno cinque giorni prima. Se non è possibile effettuare l’avvisoal condannato nel domicilio indicato nella richiesta o all’atto dellascarcerazione e lo stesso non compare all’udienza, il tribunale dichiara inammissibilela richiesta. (1)
2. Ai fini della richiesta, il tribunale di sorveglianza può acquisire copiadegli atti del procedimento e disporre gli opportuni accertamenti in ordine alprogramma terapeutico e socio-riabilitativo effettuato.
3. Dell’ordinanza che conclude il procedimento è data immediata comunicazioneal pubblico ministero competente per l’esecuzione, il quale, se lasospensione non è concessa, emette ordine di carcerazione. (1)
———

(1) Comma modificato dall’art. 4-novies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. conmod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo II – Disposizioni processuali e di esecuzione

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 24, comma 1)
Estinzione del reato. Revoca della sospensione

1. Se il condannato nei cinque anni successivinon commette un delitto non colposo punibile con la reclusione, lepene ed ogni altro effetto penale si estinguono. (1)
2. La sospensione dell’esecuzione è revocata di diritto se il condannato,nel termine di cui al comma 1, commette un delitto non colposo per cui vieneinflitta la pena della reclusione. Il tribunale di sorveglianza che ha dispostola sospensione è competente alle pronunce di cui al presente comma ed alcomma 1. (1)
2-bis. Il termine di cinque anni di cui al comma 1 decorre dalla data dipresentazione dell’istanza in seguito al provvedimento di sospensione adottatodal pubblico ministero ai sensi dell’articolo 656 del codice di procedurapenale o della domanda di cui all’articolo 91, comma 4. Tuttavia il tribunale,tenuto conto della durata delle limitazioni e prescrizioni alle quali l’interessatosi è spontaneamente sottoposto e del suo comportamento, può determinareuna diversa, più favorevole data di decorrenza dell’esecuzione. (2)
———

(1) Comma sostituito dall’art. 4-decies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. conmod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(2) Comma inserito dall’art. 4-decies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. conmod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo II – Disposizioni processuali e di esecuzione

(Legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 47-bis, introdotto dall’art. 4-ter del decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, come sostituito dall’art. 12 della legge 10 ottobre 1986, n. 663)
Affidamento in prova in casi particolari

1. Se la pena detentivadeve essere eseguita nei confronti di persona tossicodipendente o alcooldipendenteche abbia in corso un programma di recupero o che ad esso intendasottoporsi, l’interessato può chiedere in ogni momento di essere affidato inprova al servizio sociale per proseguire o intraprendere l’attività terapeuticasulla base di un programma da lui concordato con un’azienda unità sanitarialocale o con una struttura privata autorizzata ai sensi dell’articolo 116. L’affidamentoin prova in casi particolari può essere concesso solo quando deveessere espiata una pena detentiva, anche residua e congiunta a pena pecuniaria,non superiore a sei anni od a quattro anni se relativa a titolo esecutivocomprendente reato di cui all’articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n.354, e successive modificazioni. Alla domanda è allegata, a pena di inammissibilità,certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o dauna struttura privata accreditata per l’attività di diagnosi prevista dal comma2, lettera d), dell’articolo 116 attestante lo stato di tossicodipendenza o dialcooldipendenza, la procedura con la quale è stato accertato l’uso abitualedi sostanze stupefacenti, psicotrope o alcoliche, l’andamento del programmaconcordato eventualmente in corso e la sua idoneità, ai fini del recupero delcondannato. Affinché il trattamento sia eseguito a carico del Servizio sanitarionazionale, la struttura interessata deve essere in possesso dell’accreditamentoistituzionale di cui all’articolo 8-quater del decreto legislativo30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, ed aver stipulato gliaccordi contrattuali di cui all’articolo 8-quinquies del citato decreto legislativo.(1)
2. Se l’ordine di carcerazione è stato eseguito, la domanda è presentataal magistrato di sorveglianza il quale, se l’istanza è ammissibile, se sonoofferte concrete indicazioni in ordine alla sussistenza dei presupposti perl’accoglimento della domanda ed al grave pregiudizio derivante dallaprotrazione dello stato di detenzione, qualora non vi siano elementi tali dafar ritenere la sussistenza del pericolo di fuga, può disporre l’applicazioneprovvisoria della misura alternativa. Si applicano, in quanto compatibili, ledisposizioni di cui al comma 4. Sino alla decisione del tribunale di sorveglianza,il magistrato di sorveglianza è competente all’adozione degli ulterioriprovvedimenti di cui alla legge 26 luglio 1975, n. 354, e successivemodificazioni. (2)
3. Ai fini della decisione, il tribunale di sorveglianza può anche acquisirecopia degli atti del procedimento e disporre gli opportuni accertamenti inordine al programma terapeutico concordato; deve altresì accertare che lostato di tossicodipendenza o alcooldipendenza o l’esecuzione del programmadi recupero non siano preordinati al conseguimento del beneficio. Si applicanole disposizioni di cui all’articolo 92, commi 1 e 3. (3)
4. Il tribunale accoglie l’istanza se ritiene che il programma di recupero,anche attraverso le altre prescrizioni di cui all’articolo 47, comma 5, dellalegge 26 luglio 1975, n. 354, contribuisce al recupero del condannato edassicura la prevenzione del pericolo che egli commetta altri reati. Se iltribunale di sorveglianza dispone l’affidamento, tra le prescrizioni impartitedevono essere comprese quelle che determinano le modalità di esecuzionedel programma. Sono altresì stabilite le prescrizioni e le forme di controlloper accertare che il tossicodipendente o l’alcooldipendente inizi immediatamenteo prosegua il programma di recupero. L’esecuzione dellapena si considera iniziata dalla data del verbale di affidamento, tuttaviaqualora il programma terapeutico al momento della decisione risulti giàpositivamente in corso, il tribunale, tenuto conto della durata delle limitazionialle quali l’interessato si è spontaneamente sottoposto e del suo comportamento,può determinare una diversa, più favorevole data di decorrenzadell’esecuzione. (2)
5. L’affidamento in prova al servizio sociale non può essere disposto, aisensi del presente articolo, più di due volte.
6. Si applica, per quanto non diversamente stabilito, la disciplina previstadalla legge 26 luglio 1975, n. 354, come modificata dalla legge 10 giugno1986, n. 663.
6-bis. Qualora nel corso dell’affidamento disposto ai sensi del presentearticolo l’interessato abbia positivamente terminato la parte terapeutica delprogramma, il magistrato di sorveglianza, previa rideterminazione delle prescrizioni,può disporne la prosecuzione ai fini del reinserimento sociale anchequalora la pena residua superi quella prevista per l’affidamento ordinariodi cui all’articolo 47 della legge 26 luglio 1975, n. 354. (4)
6-ter. Il responsabile della struttura presso cui si svolge il programmaterapeutico di recupero e socio-riabilitativo è tenuto a segnalare all’autoritàgiudiziaria le violazioni commesse dalla persona sottoposta al programma.Qualora tali violazioni integrino un reato, in caso di omissione, l’autoritàgiudiziaria ne dà comunicazione alle autorità competenti per la sospensioneo revoca dell’autorizzazione di cui all’articolo 116 e dell’accreditamento dicui all’articolo 117, ferma restando l’adozione di misure idonee a tutelare isoggetti in trattamento presso la struttura. (4)
———-

(1) Comma sostituito dall’art. 4-undecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(2) Comma sostituito dall’art. 4-undecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(3) Comma modificato dall’art. 4-undecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(4) Comma inserito dall’art. 4-undecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. conmod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo II – Disposizioni processuali e di esecuzione

Concessione dei benefici ai recidivi

[1. La sospensionedell’esecuzione della pena detentiva e l’affidamento in prova in casi particolarinei confronti di persona tossicodipendente o alcooldipendente, cui siastata applicata la recidiva prevista dall’ articolo 99, quarto comma, del codicepenale, possono essere concessi se la pena detentiva inflitta o ancora dascontare non supera i tre anni. La sospensione dell’esecuzione della penadetentiva e l’affidamento in prova in casi particolari nei confronti di personatossicodipendente o alcooldipendente, cui sia stata applicata la recidiva previstadall’ articolo 99, quarto comma, del codice penale, possono essere concessiuna sola volta].
———-

(1) Articolo inserito dall’art. 8, L. 5 dicembre 2005, n. 251 e successivamente abrogatodall’art. 4, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv. con mod. nella L. 21 febbraio2006, n. 49).

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo II – Disposizioni processuali e di esecuzione

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, articoli 24, comma 2, e 30)
Esecuzione della pena detentiva inflitta a persona tossicodipendente

1. La pena detentiva nei confronti di persona condannata per reati commessi in relazione al proprio stato di tossicodipendente deve essere scontata in istituti idonei per lo svolgimento di programmi terapeutici e socio-riabilitativi.
2. Con decreto del Ministro di grazia e giustizia si provvede all’acquisizione di case mandamentali ed alla loro destinazione per i tossicodipendenti condannati con sentenza anche non definitiva.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo II – Disposizioni processuali e di esecuzione

(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 84 – decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, art. 4-quater – legge 26 giugno 1990, n. 162, articoli 24, comma 2, e 29, comma 1 – decreto ministeriale 30 settembre 1989, n. 334, contenente norme regolamentari al codice di procedura penale, art. 9, commi 1 e 2)
Prestazioni socio-sanitarie per tossicodipendenti detenuti

1. Chi si trova in stato di custodia cautelare o di espiazionedi pena per reati commessi in relazione al proprio stato di tossicodipendenzao sia ritenuto dall’autorità sanitaria abitualmente dedito all’uso di sostanzestupefacenti o psicotrope o che comunque abbia problemi di tossicodipendenzaha diritto di ricevere le cure mediche e l’assistenza necessaria all’internodegli istituti carcerari a scopo di riabilitazione.
2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche al tossicodipendentenon ammesso, per divieto di legge o a seguito di provvedimento dell’autoritàgiudiziaria, alle misure sostitutive previste negli articoli 90 e 94per la prosecuzione o l’esecuzione del programma terapeutico al quale risultasottoposto o intende sottoporsi.
3. Le unità sanitarie locali, d’intesa con gli istituti di prevenzione e penaed in collaborazione con i servizi sanitari interni dei medesimi istituti, provvedonoalla cura e alla riabilitazione dei detenuti tossicodipendenti o alcoolisti.
4. A tal fine il Ministro di grazia e giustizia organizza, con proprio decreto,su basi territoriali, reparti carcerari opportunamente attrezzati, provvedendod’intesa con le competenti autorità regionali e con i centri di cuiall’articolo 115.
5. Le direzioni degli istituti carcerari sono tenute a segnalare ai centrimedici e di assistenza sociale regionali competenti coloro che, liberati dalcarcere, siano ancora bisognevoli di cure e di assistenza.
6. Grava sull’amministrazione penitenziaria l’onere per il mantenimento,la cura o l’assistenza medica della persona sottoposta agli arresti domiciliariallorché tale misura sia eseguita presso una struttura privata autorizzata aisensi dell’articolo 116 e convenzionata con il Ministero della giustizia. (1)
6-bis. Per i minori tossicodipendenti o tossicofili, anche portatori dipatologie psichiche correlate all’uso di sostanze stupefacenti, sottoposti allemisure cautelari non detentive, alla sospensione del processo e messa alla prova,alle misure di sicurezza, nonché alle misure alternative alla detenzione, allesanzioni sostitutive, eseguite con provvedimenti giudiziari di collocamento incomunità terapeutiche e socio-riabilitative, gli oneri per il trattamento sanitarioe socio-riabilitativo sono a carico del Dipartimento giustizia minorile, fatti salvigli accordi con gli enti territoriali e, nelle more della piena attuazione deltrasferimento di dette competenze, del Servizio sanitario nazionale. (2)
6-ter. All’onere derivante dall’attuazione del precedente comma, determinatonella misura massima di euro 2.000.000 a decorrere dall’anno 2006,si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto,ai fini del bilancio triennale 2006-2008, nell’ambito dell’unità previsionaledi base di parte corrente ‘Fondo speciale’ dello stato di previsione del Ministerodell’economia e delle finanze per l’anno 2006, allo scopo parzialmenteutilizzando per gli anni 2006 e 2007 l’accantonamento relativo al Ministerodel lavoro e delle politiche sociali e per l’anno 2008 l’accantonamento relativoal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. (2)
———

(1) Comma sostituito dall’art. 4-duodecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(2) Comma inserito dall’art. 4-duodecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo III – Operazioni di polizia e destinazione di beni e valori sequestrati o confiscati

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 25, comma 1)

Attività sotto copertura (1)

1. Per lo svolgimento delle attivita’ sotto copertura concernenti i delitti previsti dal presente testo unico si applicano le disposizioni di cui all’articolo 9 della legge 16 marzo 2006, n. 146, e successive modificazioni.
———

(1) Articolo sostituito dall’art. 4-terdecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 e successivamente dall’art. 8, L. 13/8/2010, n. 136.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo III – Operazioni di polizia e destinazione di beni e valori sequestrati o confiscati

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 25, comma 1)
Ritardo o omissione degli atti di cattura, di arresto o di sequestro – Collaborazione internazionale

[1. L’autorità giudiziaria può, con decreto motivato, ritardare l’emissioneo disporre che sia ritardata l’esecuzione di provvedimenti di cattura,arresto o sequestro quando sia necessario per acquisire rilevanti elementiprobatori ovvero per l’individuazione o la cattura dei responsabili dei delittidi cui agli articoli 73 e 74.
2. Per gli stessi motivi gli ufficiali di polizia giudiziaria addetti alle unitàspecializzate antidroga, nonché le autorità doganali, possono omettere o ritardaregli atti di rispettiva competenza dandone immediato avviso, anchetelefonico, all’autorità giudiziaria, che può disporre diversamente, ed al Serviziocentrale antidroga per il necessario coordinamento anche in ambitointernazionale. L’autorità procedente trasmette motivato rapporto all’autoritàgiudiziaria entro quarantotto ore.
3. L’autorità giudiziaria impartisce alla polizia giudiziaria le disposizionidi massima per il controllo degli sviluppi dell’attività criminosa, comunicandoi provvedimenti adottati all’autorità giudiziaria competente per il luogoin cui l’operazione deve concludersi, ovvero per il luogo attraverso ilquale si prevede sia effettuato il transito in uscita dal territorio dello Stato,ovvero quello in entrata nel territorio dello Stato, delle sostanze stupefacentio psicotrope e di quelle di cui all’articolo 70.
4. Nei casi di urgenza le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 possonoessere richieste od impartite anche oralmente, ma il relativo provvedimentodeve essere emesso entro le successive ventiquattro ore.] (1)
——-

(1) Articolo abrogato dall’art. 8, L. 13/8/2010, n. 136.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo III – Operazioni di polizia e destinazione di beni e valori sequestrati o confiscati

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 25, comma 1)
Perquisizione e cattura di navi ed aeromobili sospetti di attendere al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope

1. La nave italiana da guerra o in servizio di polizia, che incontri in mare territoriale o in alto mare una nave nazionale, anche da diporto, che sia sospetta di essere adibita al trasporto di sostanze stupefacenti o psicotrope, può fermarla, sottoporla a visita ed a perquisizione del carico, catturarla e condurla in un porto dello Stato o nel porto estero più vicino, in cui risieda una autorità consolare.
2. Gli stessi poteri possono esplicarsi su navi non nazionali nelle acque territoriali e, al di fuori di queste, nei limiti previsti dalle norme dell’ordinamento internazionale.
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano, in quanto compatibili, anche agli aeromobili.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo III – Operazioni di polizia e destinazione di beni e valori sequestrati o confiscati

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 25, comma 1)
Destinazione di beni sequestrati o confiscati a seguito di operazioni antidroga

1. I beni mobili iscritti in pubblici registri, le navi, le imbarcazioni, i natanti e gli aeromobili sequestrati nel corso di operazioni di polizia giudiziaria antidroga possono essere affidati dall’autorità giudiziaria procedente in custodia giudiziale agli organi di polizia che ne facciano richiesta per l’impiego in attività di polizia antidroga; se vi ostano esigenze processuali, l’autorità giudiziaria rigetta l’istanza con decreto motivato.
2. Se risulta che i beni appartengono a terzi, i proprietari sono convocati dall’autorità giudiziaria procedente per svolgere, anche con l’assistenza di un difensore, le loro deduzioni e per chiedere l’acquisizione di elementi utili ai fini della restituzione. Si applicano, in quanto compatibili, le norme del codice di procedura penale.
3. Gli oneri relativi alla gestione dei beni e all’assicurazione obbligatoria dei veicoli, dei natanti e degli aeromobili sono a carico dell’ufficio o comando usuario.
4. I beni mobili ed immobili acquisiti dallo Stato, a seguito di provvedimento definitivo di confisca, vengono assegnati, a richiesta, dell’Amministrazione di appartenenza degli organi di polizia che ne abbiano avuto l’uso ai sensi dei commi 1, 2 e 3. Possono altresì essere assegnati, a richiesta anche ad associazioni, comunità, od enti che si occupino del recupero dei tossicodipendenti.
5. Le somme di denaro costituenti il ricavato della vendita dei beni confiscati affluiscono ad apposito capitolo delle entrate del bilancio dello Stato per essere riassegnate, in parti uguali, sulla base di specifiche richieste, ai pertinenti capitoli degli stati di previsione del Ministero dell’interno, che provvede alle erogazioni di competenza ai sensi del decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, e del Ministero della sanità con vincolo di destinazione per le attività di recupero dei soggetti tossicodipendenti.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo III – Operazioni di polizia e destinazione di beni e valori sequestrati o confiscati

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 25, comma 1)
Destinazione dei valori confiscati a seguito di operazioni antidroga

1. Le somme di denaroconfiscate a seguito di condanna per uno dei reati previsti dal presente testounico ovvero per il delitto di sostituzione di denaro o valori provenienti datraffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope o da associazione finalizzataal traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope sono destinateal potenziamento delle attività di prevenzione e repressione dei delitti contemplatidal presente testo unico, anche a livello internazionale medianteinterventi finalizzati alla collaborazione e alla assistenza tecnico-operativacon le forze di polizia dei Paesi interessati.
2. A tal fine il Ministro dell’interno è autorizzato ad attuare piani annualio frazioni di piani pluriennali per il potenziamento delle attività del Serviziocentrale antidroga nonché dei mezzi e delle strutture tecnologiche della Amministrazionedella pubblica sicurezza, dell’Arma dei carabinieri e dellaGuardia di finanza, impiegate per l’attività di prevenzione e repressione deitraffici illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope.
3. I predetti piani di potenziamento sono formulati secondo una coordinatae comune pianificazione tra l’Amministrazione della pubblica sicurezzae le forze di polizia di cui al comma 2 e sono approvati con decretodel Ministro dell’interno, sentito il Comitato nazionale dell’ordine e dellasicurezza pubblica, di cui all’articolo 18 della legge 1° aprile 1981, n. 121,al quale è chiamato a partecipare il direttore del Servizio centrale antidroga.
4. Ai fini del presente articolo le somme di cui al comma 1 affluisconoad apposito capitolo delle entrate del bilancio dello Stato per essere assegnate,sulla base di specifiche richieste ai pertinenti capitoli dello stato di previsionedel Ministero dell’interno – rubrica «Sicurezza pubblica».

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo III – Operazioni di polizia e destinazione di beni e valori sequestrati o confiscati

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 25, comma 1)
Notizie di procedimenti penali

1. Il Ministro dell’interno, direttamente o per mezzo di ufficiali di polizia giudiziaria, appositamente delegati, può chiedere all’autorità giudiziaria competente copie di atti processuali e informazioni scritte sul loro contenuto, ritenute indispensabili per la prevenzione o per il tempestivo accertamento dei delitti previsti dal presente testo unico, nonché per la raccolta e per la elaborazione dei dati da utilizzare in occasione delle indagini per gli stessi delitti.
2. L’autorità giudiziaria può trasmettere le copie e le informazioni di cui al comma 1 anche di propria iniziativa; nel caso di richiesta provvede entro quarantotto ore.
3. Le copie e le informazioni acquisite ai sensi dei commi 1 e 2 sono coperte dal segreto d’ufficio e possono essere comunicate agli organi di polizia degli Stati esteri con i quali siano raggiunte specifiche intese per la lotta al traffico illecito delle sostanze stupefacenti o psicotrope e alla criminalità organizzata.
4. Se l’autorità giudiziaria ritiene di non poter derogare al segreto di cui all’art. 329 del codice di procedura penale, dispone con decreto motivato che la trasmissione sia procrastinata per il tempo strettamente necessario.

TITOLO VIII – Della repressione delle attività illecite
Capo III – Operazioni di polizia e destinazione di beni e valori sequestrati o confiscati

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 25, comma 1)
Controlli ed ispezioni

1. Al fine di assicurare l’osservanza delle disposizioni previste dal presente testo unico, gli ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza possono svolgere negli spazi doganali le facoltà di visita, ispezione e controllo previste dagli articoli 19 e 20 del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, approvato con D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, fermo restando il disposto di cui all’art. 2 comma 1, lettera o), della L. 10 ottobre 1989, n. 349.
2. Oltre a quanto previsto dal comma 1, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, nel corso di operazioni di polizia per la prevenzione e la repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, possono procedere in ogni luogo al controllo e all’ispezione dei mezzi di trasporto, dei bagagli e degli effetti personali quando hanno fondato motivo di ritenere che possano essere rinvenute sostanze stupefacenti o psicotrope. Dell’esito dei controlli e delle ispezioni è redatto processo verbale in appositi moduli, trasmessi entro quarantotto ore al procuratore della Repubblica il quale, se ne ricorrono i presupposti, li convalida entro le successive quarantotto ore. Ai fini dell’applicazione del presente comma, saranno emanate, con decreto del Ministro dell’interno di concerto con i Ministri della difesa e delle finanze, le opportune norme di coordinamento nel rispetto delle competenze istituzionali.
3. Gli ufficiali di polizia giudiziaria, quando ricorrano motivi di particolare necessità ed urgenza che non consentano di richiedere l’autorizzazione telefonica del magistrato competente, possono altresì procedere a perquisizioni dandone notizia, senza ritardo e comunque entro quarantotto ore, al procuratore della Repubblica il quale, se ne ricorrono i presupposti, le convalida entro le successive quarantotto ore.
4. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria che hanno proceduto al controllo, alle ispezioni e alle perquisizioni ai sensi dei commi 2 e 3, sono tenuti a rilasciare immediatamente all’interessato copia del verbale di esito dell’atto compiuto.

TITOLO IX – Interventi informativi ed educativi
Capo I – Disposizioni relative al settore scolastico

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 26, comma 1)
Promozione e coordinamento, a livello nazionale, delle attività di educazione ed informazione

1. Il Ministero della pubblica istruzione promuove e coordina le attività di educazione alla salute e di informazione sui danni derivanti dall’alcoolismo, dal tabagismo, dall’uso delle sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché dalle patologie correlate.
2. Le attività di cui al comma 1 si inquadrano nello svolgimento ordinario dell’attività educativa e didattica, attraverso l’approfondimento di specifiche tematiche nell’ambito delle discipline curricolari.
3. Il Ministro della pubblica istruzione approva programmi annuali differenziati per tipologie di iniziative e relative metodologie di applicazione, per la promozione di attività da realizzarsi nelle scuole, sulla base delle proposte formulate da un apposito comitato tecnico-scientifico da lui costituito con decreto, composto da venticinque membri, di cui diciotto esperti nel campo della prevenzione, compreso almeno un esperto di mezzi di comunicazione sociale, e rappresentanti delle amministrazioni statali che si occupano, di prevenzione, repressione e recupero nelle materie di cui al comma 1 e sette esponenti di associazioni giovanili e dei genitori.
4. Il comitato, che funziona sia unitariamente che attraverso gruppi di lavoro individuati nel decreto istitutivo, deve approfondire, nella formulazione dei programmi, le tematiche:
a) della pedagogia preventiva;
b) dell’impiego degli strumenti didattici, con particolare riferimento ai libri di testo, ai sussidi audiovisivi, ai mezzi di comunicazione di massa;
c) dell’incentivazione di attività culturali, ricreative e sportive, da svolgersi eventualmente anche all’esterno della scuola;
d) del coordinamento con le iniziative promosse o attuate da altre amministrazioni pubbliche con particolare riguardo alla prevenzione primaria.
5. Alle riunioni del comitato, quando vengono trattati argomenti di loro interesse, possono essere invitati rappresentanti delle regioni, delle province autonome e dei comuni.
6. In sede di formazione di piani di aggiornamento e formazione del personale della scuola sarà data priorità alle iniziative in materia di educazione alla salute e di prevenzione delle tossicodipendenze.

TITOLO IX – Interventi informativi ed educativi
Capo I – Disposizioni relative al settore scolastico

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 26, comma 1)
Promozione e coordinamento, a livello provinciale, delle iniziative di educazione e di prevenzione. Corsi di studio per insegnanti e corsi sperimentali di scuola media

1. Ilprovveditore agli studi promuove e coordina, nell’ambito provinciale, la realizzazionedelle iniziative previste nei programmi annuali e di quelle che possonoessere deliberate dalle istituzioni scolastiche nell’esercizio della loro autonomia.
2. Nell’esercizio di tali compiti il provveditore si avvale di un comitatotecnico provinciale o, in relazione alle esigenze emergenti nell’ambitodistrettuale o interdistrettuale, di comitati distrettuali o interdistrettuali, costituiticon suo decreto, i cui membri sono scelti tra esperti nei campi dell’educazionealla salute e della prevenzione e recupero dalle tossicodipendenzenonché tra rappresentanti di associazioni familiari. Detti comitati sono compostida sette membri.
3. Alle riunioni dei comitati possono essere invitati a partecipare rappresentantidelle autorità di pubblica sicurezza, degli enti locali territoriali edelle unità sanitarie locali, nonché esponenti di associazioni giovanili.
4. All’attuazione delle iniziative concorrono gli organi collegiali dellascuola, nel rispetto dell’autonomia ad essi riconosciuta dalle disposizioni invigore. Le istituzioni scolastiche interessate possono avvalersi anche dell’assistenzadel servizio ispettivo tecnico.
5. Il provveditore agli studi, d’intesa con il consiglio provinciale scolasticoe sentito il comitato tecnico provinciale, organizza corsi di studio pergli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado sulla educazione sanitaria esui danni derivanti ai giovani dall’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope,nonché sul fenomeno criminoso nel suo insieme, con il supporto di mezziaudiovisivi ed opuscoli. A tal fine può stipulare, con i fondi a sua disposizione,apposite convenzioni con enti locali, università, istituti di ricerca ed enti,cooperative di solidarietà sociale e associazioni iscritti all’albo regionale oprovinciale da istituirsi a norma dell’articolo 116.
6. I corsi statali sperimentali di scuola media per lavoratori possono essereistituiti anche presso gli enti, le cooperative di solidarietà sociale e le associazioniiscritti nell’albo di cui all’articolo 116 entro i limiti numerici e con lemodalità di svolgimento di cui alle vigenti disposizioni. I corsi saranno finalizzatianche all’inserimento o al reinserimento nell’attività lavorativa.
7. Le utilizzazioni del personale docente di ruolo di cui all’articolo 14,decimo comma, della legge 20 maggio 1982, n. 270, possono essere disposte,nel limite massimo di cento unità, ai fini del recupero scolastico edell’acquisizione di esperienze educative, anche presso gli enti e le associazioniiscritti nell’albo di cui all’articolo 116, a condizione che tale personaleabbia documentatamente frequentato i corsi di cui al comma 5.
8. Il Ministro della pubblica istruzione assegna annualmente ai provveditoratiagli studi, in proporzione alla popolazione scolastica di ciascuno, fondiper le attività di educazione alla salute e di prevenzione delle tossicodipendenzeda ripartire tra le singole scuole sulla base dei criteri elaborati dai comitatiprovinciali, con particolare riguardo alle iniziative di cui all’articolo 106.
9. (Omissis).

TITOLO IX – Interventi informativi ed educativi
Capo I – Disposizioni relative al settore scolastico

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 26, comma 1)
Centri di informazione e consulenza nelle scuole – Iniziative di studenti animatori

1. I provveditori agli studi, di intesa con i consigli di istituto e con i servizi pubblici per l’assistenza socio-sanitaria ai tossicodipendenti, istituiscono centri di informazione e consulenza rivolti agli studenti all’interno delle scuole secondarie superiori.
2. I centri possono realizzare progetti di attività informativa e di consulenza concordati dagli organi collegiali della scuola con i servizi pubblici e con gli enti ausiliari presenti sul territorio. Le informazioni e le consulenze sono erogate nell’assoluto rispetto dell’anonimato di chi si rivolge al servizio.
3. Gruppi di almeno venti studenti anche di classi e di corsi diversi, allo scopo di far fronte alle esigenze di formazione, approfondimento ed orientamento sulle tematiche relative all’educazione alla salute ed alla prevenzione delle tossicodipendenze, possono proporre iniziative da realizzare nell’ambito dell’istituto con la collaborazione del personale docente, che abbia dichiarato la propria disponibilità. Nel formulare le proposte i gruppi possono esprimere loro preferenze in ordine ai docenti chiamati a collaborare alle iniziative.
4. Le iniziative di cui al comma 3 rientrano tra quelle previste dall’art. 6, secondo comma, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 416, e sono deliberate dal consiglio di istituto, sentito, per gli aspetti didattici, il collegio dei docenti.
5. La partecipazione degli studenti alle iniziative, che si svolgono in orario aggiuntivo a quello delle materie curricolari, è volontaria.

TITOLO IX – Interventi informativi ed educativi
Capo II – Disposizioni relative alle Forze armate

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 26, comma 1)
Centri di formazione e di informazione

1. Il Ministero della difesa promuove corsi formativi di psicologia e sociologia per tutti gli ufficiali medici e per gli allievi delle scuole infermieri, nonché per ufficiali e sottufficiali di arma finalizzati di addestrare personale esperto preposto alla tutela della salute fisica e psichica dei giovani alle armi. Promuove altresì sessioni di studio sulla psicologia di gruppo e su temi specifici di sociologia, nonché seminari sul disadattamento giovanile e sulle tossicodipendenze da svolgere periodicamente per la continua formazione e aggiornamento dei quadri permanenti.
2. Il Ministero della difesa organizza presso accademie, scuole militari, scuole di sanità militare, comandi ed enti militari, corsi di informazione sui danni derivanti dall’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, alcool e tabacco, inserendoli nel più ampio contesto dell’azione di educazione civica e sanitaria che viene svolta nei confronti dei giovani che prestano il servizio militare di leva, nonché dando un’informazione complessiva sul fenomeno criminoso sul traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope. Tale informazione è attuata anche mediante periodiche campagne basate su conferenze di ufficiali medici ai militari di leva, con il supporto di mezzi audiovisivi e opuscoli.

TITOLO IX – Interventi informativi ed educativi
Capo II – Disposizioni relative alle Forze armate

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 26, comma 1)
Azione di prevenzione e accertamenti sanitari

1. Il Ministero della difesa tramite i consultori ed i servizi di psicologia delle Forze armate svolge azione di prevenzione contro le tossicodipendenze.
2. In occasione delle operazioni di selezione per la leva e per l’arruolamento dei volontari, ove venga individuato un caso di tossicodipendenza o tossicofilia, l’autorità militare, che presiede alla visita medica e alle prove psicoattitudinali, dispone l’invio dell’interessato all’ospedale militare per gli opportuni accertamenti.
3. Analogamente provvede l’autorità sanitaria militare nel corso di visite mediche periodiche e di idoneità a particolari mansioni o categorie.

TITOLO IX – Interventi informativi ed educativi
Capo II – Disposizioni relative alle Forze armate

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 26, comma 1)
Stato di tossicodipendenza degli iscritti e arruolati di leva, nonché dei militari già incorporati o in ferma, rafferma e servizio permanente

1. Gli iscritti di leva e gli arruolati di leva a cui sia riscontrato dagli ospedali militari uno stato di tossicodipendenza o di abuso di sostanze stupefacenti o psicotrope possono essere giudicati rivedibili per un massimo di tre anni in deroga a quanto previsto nelle avvertenze e negli articoli 40 e 41 dell’elenco approvato con D.P.R. 2 settembre 1985, n. 1008, e nell’art. 69, D.P.R. 14 febbraio 1964, n. 237.
2. I soggetti di cui al comma 1 sono segnalati dalle autorità sanitarie militari alle competenti unità sanitarie locali al fine di facilitare il loro volontario avviamento al trattamento di recupero sociale presso il servizio pubblico per le tossicodipendenze.
3. Gli iscritti di leva e gli arruolati di leva, già riconosciuti tossicodipendenti dalle autorità sanitarie civili e che hanno in corso un documentato trattamento di recupero da parte di centri civili autorizzati, possono essere giudicati rivedibili per un massimo di tre anni, previo accertamento delle competenti autorità sanitarie militari.
4. Gli iscritti di leva e gli arruolati di leva riconosciuti idonei al termine del periodo di rivedibilità previsto per il recupero dei soggetti tossicodipendenti possono, a domanda, essere dispensati ai sensi dell’art. 100 del decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 1964, n. 237, quale risulta sostituito dall’art. 7 della legge 24 dicembre 1986, n. 958, indipendentemente dall’ordine di priorità ivi previsto.
5. I militari di leva già incorporati che sono riconosciuti tossicodipendenti dagli ospedali militari vengono posti in licenza di convalescenza fino al termine del congedamento della classe di appartenenza e il periodo di licenza è computato ai fini dell’assolvimento degli obblighi di leva in deroga a quanto previsto dall’art. 24, comma 8, della legge 24 dicembre 1986, n. 958. Detti militari vengono altresì segnalati alle competenti unità sanitarie locali al fine di facilitare il loro avvio volontario a programmi di recupero.
6. Il termine in ferma prolungata o rafferma o in servizio permanente riconosciuto tossicodipendente, che dichiari la sua disponibilità a sottoporsi a trattamenti di recupero socio-sanitario, viene posto in licenza di convalescenza straordinaria e successivamente, se del caso, in aspettativa per il periodo massimo previsto dalla normativa in vigore. Al termine del trattamento viene sottoposto a controlli sanitari intesi a stabilire la sua idoneità al servizio militare.
7. Per i militari di cui al presente articolo riconosciuti tossicofili, vengono realizzate attività di sostegno di educazione sanitaria presso i consultori militari.
8. Le funzioni di polizia giudiziaria ai fini della prevenzione e repressione dei reati previsti dal presente testo unico, commessi da militari in luoghi militari, spettano ai soli comandanti di corpo con grado non inferiore ad ufficiale superiore.
9. Tutti gli interventi previsti nel capo II del titolo IX del presente testo unico devono essere svolti nel rispetto del diritto alla riservatezza dei soggetti interessati.

TITOLO IX – Interventi informativi ed educativi
Capo II – Disposizioni relative alle Forze armate

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 26, comma 1)
Servizio civile

1. Il dipendente da sostanze stupefacenti o psicotrope che, al termine del trattamento di recupero, è nelle condizioni di essere chiamato al servizio militare di leva può, su propria richiesta da presentare all’ufficio territoriale di leva del distretto militare, e su parere conforme della direzione della comunità terapeutica, continuare a prestare come servizio civile la sua attività volontaria per in periodo pari alla durata del servizio militare.
2. Il periodo di attività trascorso nella comunità terapeutica o presso il centro di accoglienza e di orientamento dell’unità sanitaria locale è valido a tutti gli effetti come servizio militare.
3. In caso di assenza ingiustificata, la direzione della comunità terapeutica o il responsabile del centro di accoglienza e di orientamento dell’unità sanitaria locale devono dare comunicazione alle competenti autorità militari territoriali che provvedono alla chiamata dell’interessato al servizio militare di leva.
4. Le autorità militari competenti del territorio possono, in qualsiasi momento, accertare presso comunità terapeutiche o presso il centro di accoglienza e di orientamento dell’unità sanitaria locale la presenza effettiva dell’interessato.
5. Al termine del periodo di attività nella comunità terapeutica o presso il centro di accoglienza e di orientamento dell’unità sanitaria locale, l’autorità militare rilascia all’interessato il congedo militare illimitato.

TITOLO IX – Interventi informativi ed educativi
Capo II – Disposizioni relative alle Forze armate

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 26, comma 1)
Rapporti con le strutture socio-sanitarie civili

1. I rapporti di collaborazione tra struttura sanitaria militare e strutture sanitarie civili impegnate nel settore delle tossicodipendenze sono volti ad assicurare, in ogni caso, la continuità dell’assistenza a favorire il recupero socio-sanitario dell’interessato.
2. I dati statistici relativi all’andamento del fenomeno della tossicodipendenza rilevati nell’ambito militare, vengono trasmessi ogni dodici mesi ai Ministeri della sanità e dell’interno.

TITOLO IX – Interventi informativi ed educativi
Capo II – Disposizioni relative alle Forze armate

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 26, comma 1)
Servizio sostitutivo civile presso associazioni ed enti di assistenza socio-sanitaria

1. Gli obiettori di coscienza ammessi ai benefici della legge 15 dicembre 1972, n. 772 (20/a), e successive modificazioni ed integrazioni, possono chiedere di prestare servizio sostitutivo civile presso centri civili autorizzati e convenzionati con l’Amministrazione della difesa che provvedono all’assistenza socio-sanitaria ed alla riabilitazione dei soggetti che fanno uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.

TITOLO X – Attribuzioni regionali, provinciali e locali. Servizi per le tossicodipendenze

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 28, comma 1)
Competenze delle regioni e delle province autonome (1)

1. Le regioni e le province autonomedi Trento e di Bolzano disciplinano l’attività di prevenzione, cura e riabilitazionedelle tossicodipendenze nel rispetto dei principi di cui al presente testounico, ed in particolare dei seguenti principi:
a) le attività di prevenzione e di intervento contro l’uso di sostanze stupefacentio psicotrope siano esercitate secondo uniformi condizioni di paritàdei servizi pubblici per l’assistenza ai tossicodipendenti e delle struttureprivate autorizzate dal Servizio sanitario nazionale;
b) i servizi pubblici per le tossicodipendenze e le strutture private che esercitanoattività di prevenzione, cura e riabilitazione nel settore, devonoessere in possesso dei requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi efunzionali di cui all’articolo 116;
c) la disciplina dell’accreditamento istituzionale dei servizi e delle strutture,nel rispetto dei criteri di cui all’articolo 8-quater del decreto legislativo30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, garantisce laparità di accesso ai servizi ed alle prestazioni erogate dai servizi pubblicie dalle strutture private accreditate;
d) ai servizi e alle strutture autorizzate, pubbliche e private, spettano, tral’altro, le seguenti funzioni:
1) analisi delle condizioni cliniche, socio-sanitarie e psicologiche del tossicodipendenteanche nei rapporti con la famiglia;
2) controlli clinici e di laboratorio necessari per accertare lo stato ditossicodipendenza effettuati da strutture pubbliche accreditate per talitipologie di accertamento;
3) individuazione del programma farmacologico o delle terapie didisintossicazione e diagnosi delle patologie in atto, con particolare riguardoalla individuazione precoce di quelle correlate allo stato ditossicodipendenza;
4) elaborazione, attuazione e verifica di un programma terapeutico e socioriabilitativo,nel rispetto della libertà di scelta del luogo di trattamento diogni singolo utente;
5) progettazione ed esecuzione in forma diretta o indiretta di interventi diinformazione e prevenzione.
———

(1) Articolo sostituito dall’art. 4-quaterdecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO X – Attribuzioni regionali, provinciali e locali. Servizi per le tossicodipendenze

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 28, comma 1)
Compiti di assistenza degli enti locali

1. Nell’ambito delle funzioni socio-assistenzialidi propria competenza i comuni e le comunità montane, avvalendosi ovepossibile delle associazioni di cui all’articolo 115, perseguono, anche medianteloro consorzi, ovvero mediante appositi centri gestiti in economia oa mezzo di loro associazioni, senza fini di lucro, riconosciute o riconoscibili,i seguenti obiettivi in tema di prevenzione e recupero dei tossicodipendenti:
a) prevenzione della emarginazione e del disadattamento sociale mediantela progettazione e realizzazione, in forma diretta o indiretta, di interventiprogrammati;
b) rilevazione ed analisi, anche in collaborazione con le autorità scolastiche,delle cause locali di disagio familiare e sociale che favoriscono ildisadattamento dei giovani e la dispersione scolastica;
c) reinserimento scolastico, lavorativo e sociale del tossicodipendente.
2. Il perseguimento degli obiettivi previsti dal comma 1 può essere affidatodai comuni e dalle comunità montane o dalle loro associazioni alle competentiunità sanitarie locali o alle strutture private autorizzate ai sensi dell’articolo116. (1)
———

(1) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO X – Attribuzioni regionali, provinciali e locali. Servizi per le tossicodipendenze

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 28, comma 1)
Enti ausiliari

1. Icomuni, le comunità montane, i loro consorzi ed associazioni, i servizi pubbliciper le tossicodipendenze costituiti dalle unità sanitarie locali, singole oassociate, ed i centri previsti dall’articolo 114 possono avvalersi della collaborazionedi gruppi di volontariato o degli enti di cui all’articolo 116 chesvolgono senza fine di lucro la loro attività con finalità di prevenzione deldisagio psico-sociale, assistenza, cura, riabilitazione e reinserimento dei tossicodipendentiovvero di associazioni, di enti di loro emanazione con finalitàdi educazione dei giovani, di sviluppo socio-culturale della personalità, diformazione professionale e di orientamento al lavoro. (1)
2. I responsabili dei servizi e dei centri di cui agli articoli 113 e 114possono autorizzare persone idonee a frequentare i servizi ed i centri medesimiallo scopo di partecipare all’opera di prevenzione, recupero ereinserimento sociale degli assistiti.
———

(1) Comma modificato dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO X – Attribuzioni regionali, provinciali e locali. Servizi per le tossicodipendenze

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 28, commi 1 e 2)
Livelli essenziali relativi alla liberta’ di scelta dell’utente e ai requisiti per l’autorizzazione delle strutture private (1)

1. Le regioni e le province autonome diTrento e di Bolzano assicurano, quale livello essenziale delle prestazioni aisensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, lalibertà di scelta di ogni singolo utente relativamente alla prevenzione, cura eriabilitazione delle tossicodipendenze. La realizzazione di strutture e l’eserciziodi attività sanitaria e socio-sanitaria a favore di soggetti tossicodipendentio alcooldipendenti è soggetta ad autorizzazione ai sensi dell’articolo 8-terdel decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.
2. L’autorizzazione alla specifica attività prescelta è rilasciata in presenzadei seguenti requisiti minimi, che rappresentano livelli essenziali ai sensidell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione:
a) personalità giuridica di diritto pubblico o privato o natura di associazione riconosciutao riconoscibile ai sensi degli articoli 12 e seguenti del codice civile;
b) disponibilità di locali e attrezzature adeguate al tipo di attività prescelta;
c) personale dotato di comprovata esperienza nel settore di attività prescelto;
d) presenza di un’équipe multidisciplinare composta dalle figure professionalidel medico con specializzazioni attinenti alle patologie correlatealla tossicodipendenza o del medico formato e perfezionato in materiadi tossicodipendenza, dello psichiatra e/o dello psicologo abilitato all’eserciziodella psicoterapia e dell’infermiere professionale, qualora l’attivitàprescelta sia quella di diagnosi della tossicodipendenza;
e) presenza numericamente adeguata di educatori, professionali e di comunità,supportata dalle figure professionali del medico, dello psicologo edelle ulteriori figure richieste per la specifica attività prescelta di cura eriabilitazione dei tossicodipendenti.
3. Il diniego di autorizzazione deve essere motivato con espresso riferimentoalle normative vigenti o al possesso dei requisiti minimi di cui alcomma 2.
4. Le regioni e le province autonome stabiliscono le modalità di accertamentoe certificazione dei requisiti indicati dal comma 2 e le cause che dannoluogo alla sospensione o alla revoca dell’autorizzazione.
5. Il Governo attua le opportune iniziative in sede internazionale e neirapporti bilaterali per stipulare accordi finalizzati a promuovere e supportarele attività e il funzionamento dei servizi istituiti da organizzazioni italiane inpaesi esteri per il trattamento e la riabilitazione dei tossicodipendenti.6. L’autorizzazione con indicazione delle attività prescelte è condizionenecessaria oltre che per l’ammissione all’accreditamento istituzionale e agliaccordi contrattuali di cui all’articolo 117, per:
a) lo svolgimento dei compiti di cui all’articolo 114;
b) l’accesso ai contributi di cui agli articoli 128 e 129;
c) la stipula con il Ministero della giustizia delle convenzioni di cui all’articolo96 aventi ad oggetto l’esecuzione dell’attività per la quale è statarilasciata l’autorizzazione.
7. Fino al rilascio delle autorizzazioni ai sensi del presente articolo sonoautorizzati all’attività gli enti iscritti negli albi regionali e provinciali.
8. Presso il Ministero della giustizia è tenuto l’elenco delle strutture privateautorizzate e convenzionate, con indicazione dell’attività identificataquale oggetto della convenzione. L’elenco è annualmente aggiornato e comunicatoagli uffici giudiziari.
9. Per le finalità indicate nel comma 1 dell’articolo 100 del testo unicodelle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica22 dicembre 1986, n. 917, le regioni e le province autonome di cui al comma1 sono abilitate a ricevere erogazioni liberali fatte ai sensi del comma 2,lettera a), del suddetto articolo. Le regioni e le province autonomeripartiscono le somme percepite tra gli enti di cui all’articolo 115, secondoi programmi da questi presentati ed i criteri predeterminati dalle rispettiveassemblee.
——–

(1) Articolo sostituito dall’art. 4-quinquiesdecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272(conv. con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO X – Attribuzioni regionali, provinciali e locali. Servizi per le tossicodipendenze

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 28, comma 1)
Accreditamento istituzionale e accordi contrattuali (1)

1. Le regioni e le province autonomefissano gli ulteriori specifici requisiti strutturali, tecnologici e funzionali,necessari per l’accesso degli enti autorizzati all’istituto dell’accreditamentoistituzionale per lo svolgimento di attività di prevenzione, cura, certificazioneattestante lo stato di tossicodipendenza o di alcooldipendenza, recupero eriabilitazione dei soggetti dipendenti da sostanze stupefacenti e psicotrope,ai sensi dell’articolo 8-quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.502, e successive modificazioni.
2. L’esercizio delle attività di prevenzione, cura, recupero e riabilitazionedei soggetti dipendenti da sostanze stupefacenti e psicotrope, con oneri acarico del Servizio sanitario nazionale è subordinato alla stipula degli accordicontrattuali di cui all’articolo 8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre1992, n. 502, e successive modificazioni.
———

(1) Articolo sostituito dall’art. 4-sexiesdecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO X – Attribuzioni regionali, provinciali e locali. Servizi per le tossicodipendenze

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 27)
Organizzazione dei servizi per le tossicodipendenze presso le unità sanitarie locali

1. In attesa di unriordino della normativa riguardante i servizi sociali, il Ministro della sanità,di concerto con il Ministro per gli affari sociali, sentita la Conferenza permanenteper i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento edi Bolzano, determina con proprio decreto l’organico e le caratteristiche organizzativee funzionali dei servizi per le tossicodipendenze da istituire pressoogni unità sanitaria locale. (1)
2. Il decreto dovrà uniformarsi ai seguenti criteri direttivi:
a) l’organico dei servizi deve prevedere le figure professionali del medico,dello psicologo, dell’assistente sociale, dell’infermiere, dell’educatore professionalee di comunità in numero necessario a svolgere attività di prevenzione,di cura e di riabilitazione, anche domiciliari e ambulatoriali;
b) il servizio deve svolgere un’attività nell’arco completo delle ventiquattroore e deve coordinare gli interventi relativi al trattamento della sieropositivitànei tossicodipendenti, anche in relazione alle problematichedella sessualità, della procreazione e della gravidanza, operando anchein collegamento con i consultori familiari, con particolare riguardo allatrasmissione madre-figlio della infezione da HIV.
3. Entro sessanta giorni dall’emanazione del decreto di cui al comma 1,in ogni unità sanitaria locale è istituito almeno un servizio per letossicodipendenze in conformità alle disposizioni del citato decreto. Qualorale unità sanitarie locali non provvedano entro il termine indicato, il presidentedella giunta regionale nomina un commissario ad acta il quale istituisce ilservizio reperendo il personale necessario anche in deroga alle normativevigenti sulle assunzioni, sui trasferimenti e sugli inquadramenti. Qualora entroi successivi trenta giorni dal termine di cui al primo periodo il presidentedella giunta regionale non abbia ancora nominato il commissario ad acta,quest’ultimo è nominato con decreto del Ministro della sanità.
4. (Omissis).
——–

(1) Per il provvedimento di cui al presente comma, v. D.M. 30 novembre 1990, n. 444.

TITOLO X – Attribuzioni regionali, provinciali e locali. Servizi per le tossicodipendenze

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 29, comma 1)
Assistenza ai tossicodipendenti italiani all’estero

1. Il Ministro della sanità, d’intesa conil Ministro degli affari esteri, in base alle disposizioni dell’articolo 37 dellalegge 23 dicembre 1978, n. 833, assicura tramite convenzioni o accordibilaterali con i singoli Paesi, ai tossicodipendenti italiani che si trovano all’estero,il soccorso immediato, l’assistenza sanitaria e la organizzazione,dietro il loro assenso, del viaggio di rientro in Italia fornendo apposita comunicazionealle competenti unità sanitarie locali per successivi interventi.

TITOLO XI – Interventi preventivi, curativi e riabilitativi

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 29, comma 1)
Terapia volontaria e anonimato

1. Chiunque fa uso di sostanze stupefacenti e di sostanzepsicotrope può chiedere al servizio pubblico per le tossicodipendenze o aduna struttura privata autorizzata ai sensi dell’articolo 116 e specificamenteper l’attività di diagnosi, di cui al comma 2, lettera d), del medesimo articolodi essere sottoposto ad accertamenti diagnostici e di eseguire un programmaterapeutico e socio-riabilitativo. (1)
2. Qualora si tratti di persona minore di età o incapace di intendere e divolere la richiesta di intervento può essere fatta, oltre che personalmentedall’interessato, da coloro che esercitano su di lui la potestà parentale o latutela.
3. Gli interessati, a loro richiesta, possono beneficiare dell’anonimatonei rapporti con i servizi, i presidi e le strutture delle aziende unità sanitarielocali, e con le strutture private autorizzate ai sensi dell’articolo 116 nonchécon i medici, gli assistenti sociali e tutto il personale addetto o dipendente. (2)4. Gli esercenti la professione medica che assistono persone dedite all’usodi sostanze stupefacenti e di sostanze psicotrope possono, in ogni tempo,avvalersi dell’ausilio del servizio pubblico per le tossicodipendenze edelle strutture private autorizzate ai sensi dell’articolo 116. (1)
[5. In ogni caso, salvo quanto previsto al comma 6, e dopo aver informatol’interessato del proprio diritto all’anonimato secondo quanto previsto daicommi 3 e 6, essi debbono inoltrare al predetto servizio una scheda sanitariacontenente le generalità dell’interessato, la professione, il grado di istruzione,i dati anamnestici e diagnostici e i risultati degli accertamenti e delleterapie praticate]. (3)
6. Coloro che hanno chiesto l’anonimato hanno diritto a che la loro schedasanitaria non contenga le generalità né altri dati che valgano alla loro identificazione.
7. Gli operatori del servizio pubblico per le tossicodipendenze e dellestrutture private autorizzate ai sensi dell’articolo 116, salvo l’obbligo di segnalareall’autorità competente tutte le violazioni commesse dalla personasottoposta al programma terapeutico alternativo a sanzioni amministrative oad esecuzione di pene detentive, non possono essere obbligati a deporre suquanto hanno conosciuto per ragione della propria professione, né davantiall’autorità giudiziaria né davanti ad altra autorità. Agli stessi si applicano ledisposizioni dell’articolo 200 del codice di procedura penale e si estendonole garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell’articolo 103 delcodice di procedura penale in quanto applicabili. (1)
8. Ogni regione o provincia autonoma provvederà ad elaborare un modellounico regionale di scheda sanitaria da distribuire, tramite l’ordine deimedici-chirurghi e degli odontoiatri di ogni provincia, ai singoli presidi sanitariospedalieri ed ambulatoriali. Le regioni e le province autonome provvedonoagli adempimenti di cui al presente comma.
9. Il modello di scheda sanitaria dovrà prevedere un sistema di codificaatto a tutelare il diritto all’anonimato del paziente e ad evitare duplicazioni dicarteggio.
——-

(1) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(2) Comma modificato dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(3) Comma abrogato dall’art. 1, D.P.R. 5 giugno 1993, n. 171.

TITOLO XI – Interventi preventivi, curativi e riabilitativi

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 29, comma 1)
Segnalazioni al servizio pubblico per le tossicodipendenze

1. (Omissis). (1)
2. L’autorità giudiziaria o il prefetto nel corso del procedimento, quandovenga a conoscenza di persone che facciano uso di sostanze stupefacenti opsicotrope, deve farne segnalazione al servizio pubblico per le tossicodipendenzecompetente per territorio.
3. Il servizio pubblico per le tossicodipendenze, nell’ipotesi di cui alcomma 2, ha l’obbligo di chiamare la persona segnalata per la definizione diun programma terapeutico e socio-riabilitativo.
———-

(1) Comma abrogato dall’art. 1, D.P.R. 5 giugno 1993, n. 171.

TITOLO XI – Interventi preventivi, curativi e riabilitativi

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 29, comma 1)
Definizione del programma terapeutico e socio-riabilitativo

1. Il servizio pubblico per letossicodipendenze e le strutture private autorizzate ai sensi dell’articolo 116,compiuti i necessari accertamenti e sentito l’interessato, che può farsi assistereda un medico di fiducia autorizzato a presenziare anche agli accertamentinecessari, definiscono un programma terapeutico e socio-riabilitativopersonalizzato che può prevedere, ove le condizioni psicofisiche deltossicodipendente lo consentano, in collaborazione con i centri di cui all’articolo114 e avvalendosi delle cooperative di solidarietà sociale e delleassociazioni di cui all’articolo 115, iniziative volte ad un pieno inserimentosociale attraverso l’orientamento e la formazione professionale, attività di pubblicautilità o di solidarietà sociale. Nell’ambito dei programmi terapeutici chelo prevedono, possono adottare metodologie di disassuefazione, nonché trattamentipsico-sociali e farmacologici adeguati. Il servizio per le tossicodipendenzecontrolla l’attuazione del programma da parte del tossicodipendente. (1)
2. Il programma viene formulato nel rispetto della dignità della persona,tenendo conto in ogni caso delle esigenze di lavoro e di studio e delle condizionidi vita familiare e sociale dell’assuntore. (2)
3. Il programma è attuato presso strutture del servizio pubblico o pressostrutture private autorizzate ai sensi dell’art. 116 o, in alternativa, con l’assistenzadel medico di fiducia. (2)
4. Quando l’interessato ritenga di attuare il programma presso struttureprivate autorizzate ai sensi dell’articolo 116 e specificamente per l’attività didiagnosi, di cui al comma 2, lettera d), del medesimo articolo, la scelta puòcadere su qualsiasi struttura situata nel territorio nazionale che si dichiari diessere in condizioni di accoglierlo. (1)
5. Il servizio pubblico per le tossicodipendenze, destinatario dellesegnalazioni previste nell’art. 121 ovvero del provvedimento di cui all’art.75, comma 9, definisce, entro dieci giorni decorrenti dalla data di ricezionedella segnalazione o del provvedimento suindicato, il programma terapeuticoe socio-riabilitativo.
——–

(1) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(2) Comma modificato dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO XI – Interventi preventivi, curativi e riabilitativi

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 29, comma 1)
Verifiche e controlli

1. Il Presidente del Consiglio deiMinistri o il Ministro da lui delegato in materia di politiche antidroga anchesulla base dei dati trasmessi dalle regioni ai sensi dell’articolo 117,comma 4, presenta annualmente al Parlamento una relazione sull’attivitàsvolta dal servizio pubblico per le tossicodipendenze e dalle comunitàterapeutiche, con particolare riferimento ai programmi terapeutici definitied effettivamente eseguiti dai tossicodipendenti e all’efficacia dei programmimedesimi. (1)
——–

(1) Articolo inserito dall’art. 4-septiesdecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).

TITOLO XI – Interventi preventivi, curativi e riabilitativi

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 29, comma 1)
Verifica del trattamento in regime di sospensione di esecuzione della pena nonche’ di affidamento in prova in casi particolari (1)

1. Ai fini dell’applicazione degliistituti di cui agli articoli 90 e 94, viene trasmessa dall’azienda unità sanitarialocale competente o dalla struttura privata autorizzata ai sensi dell’articolo116, su richiesta dell’autorità giudiziaria, una relazione secondo modalitàdefinite con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministrodella giustizia, relativamente alla procedura con la quale è stato accertatol’uso abituale di sostanze stupefacenti o psicotrope, all’andamento del programma,al comportamento del soggetto e ai risultati conseguiti a seguito delprogramma stesso e della sua eventuale ultimazione, in termini di cessazionedi assunzione delle sostanze e dei medicinali di cui alle tabelle I e II, sezioniA, B e C, previste dall’articolo 14. (2)
1-bis. Deve, altresì, essere comunicata all’autorità giudiziaria ogni nuovacircostanza suscettibile di rilievo in relazione al provvedimento adottato.(3)
——–

(1) Rubrica sostituita dall’art. 4-duodecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(2) Comma sostituito dall’art. 4-duodecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49).
(3) Comma inserito dall’art. 4-duodecies, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272 (conv.con mod. nella L. 21 febbraio 2006, n. 49)..

TITOLO XI – Interventi preventivi, curativi e riabilitativi

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 29, comma 1)
Lavoratori tossicodipendenti

1. I lavoratori di cui viene accertato lo stato di tossicodipendenza,i quali intendono accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazionepresso i servizi sanitari delle unità sanitarie locali o di altre struttureterapeutico-riabilitative e socio-assistenziali, se assunti a tempo indeterminatohanno diritto alla conservazione del posto di lavoro per il tempo in cuila sospensione delle prestazioni lavorative è dovuta all’esecuzione del trattamentoriabilitativo e, comunque, per un periodo non superiore a tre anni.
2. I contratti collettivi di lavoro e gli accordi di lavoro per il pubblicoimpiego possono determinare specifiche modalità per l’esercizio della facoltàdi cui al comma 1. Salvo più favorevole disciplina contrattuale, l’assenzadi lungo periodo per il trattamento terapeutico-riabilitativo è considerata, aifini normativi, economici e previdenziali, come l’aspettativa senza assegnidegli impiegati civili dello Stato e situazioni equiparate. I lavoratori, familiaridi un tossicodipendente, possono a loro volta essere posti, a domanda inaspettativa senza assegni per concorrere al programma terapeutico e socioriabilitativodel tossicodipendente qualora il servizio per le tossicodipendenzene attesti la necessità.
3. Per la sostituzione dei lavoratori di cui al comma 1 è consentito ilricorso all’assunzione a tempo determinato, ai sensi dell’articolo 1, secondocomma, lettera b), della legge 18 aprile 1962, n. 230. Nell’ambito del pubblicoimpiego i contratti a tempo determinato non possono avere una duratasuperiore ad un anno.
4. Sono fatte salve le disposizioni vigenti che richiedono il possesso diparticolari requisiti psico-fisici e attitudinali per l’accesso all’impiego, nonchéquelli che, per il personale delle Forze armate e di polizia, per quello cheriveste la qualità di agente di pubblica sicurezza e per quello cui si applicano i limiti previsti dall’articolo 2 della legge 13 dicembre 1986, n. 874, disciplinanola sospensione e la destituzione dal servizio.

TITOLO XI – Interventi preventivi, curativi e riabilitativi

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 29, comma 1)
Accertamenti di assenza di tossicodipendenza

1. Gli appartenenti alle categorie di lavoratoridestinati a mansioni che comportano rischi per la sicurezza, la incolumitàe la salute dei terzi, individuate con decreto del Ministro del lavoro e dellaprevidenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, sono sottoposti, acura di strutture pubbliche nell’ambito del Servizio sanitario nazionale e aspese del datore del lavoro, ad accertamento di assenza di tossicodipendenzaprima dell’assunzione in servizio e, successivamente, ad accertamenti periodici.2. Il decreto di cui al comma 1 determina anche la periodicità degli accertamentie le relative modalità.
3. In caso di accertamento dello stato di tossicodipendenza nel corso delrapporto di lavoro il datore di lavoro è tenuto a far cessare il lavoratoredall’espletamento della mansione che comporta rischi per la sicurezza, laincolumità e la salute dei terzi.
4. In caso di inosservanza delle prescrizioni di cui ai commi 1 e 3, ildatore di lavoro è punito con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammendada € 5.164 a € 25.822. (1)
——–

(1) Comma modificato dall’art. 27, D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758.

TITOLO XI – Interventi preventivi, curativi e riabilitativi

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 31)
Accompagnamento del tossicodipendente in affidamento

1. Durante il periodo di affidamentodi cui all’articolo 94 e all’articolo 4-sexies del decreto-legge 22 aprile 1985,n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297,il responsabile della comunità può accompagnare o far accompagnare dapersona di sua fiducia il tossicodipendente fuori della comunità in casi dinecessità o di urgenza dipendenti da ragioni di assistenza sanitaria o dagravi motivi familiari dandone immediata comunicazione all’autoritàgiudiziaria.

TITOLO XII – Disposizioni finali
Capo I – Finanziamento di progetti, concessione di contributi e agevolazioni

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 32, commi 1 e 2)
Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga

1. Il decreto del Ministro per la solidarietà sociale di cui all’articolo 59, comma 46, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, in sede di ripartizione del Fondo per le politiche sociali, individua, nell’ambito della quota destinata al Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, le risorse destinate al finanziamento dei progetti triennali finalizzati alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e dall’alcoldipendenza correlata, secondo le modalità stabilite dal presente articolo. Le dotazioni del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga individuate ai sensi del presente comma non possono essere inferiori a quelle dell’anno precedente, salvo in presenza di dati statistici inequivocabili che documentino la diminuzione dell’incidenza della tossicodipendenza.
2. La quota del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga di cui al comma 1 è ripartita tra le regioni in misura pari al 75 per cento delle sue disponibilità. Alla ripartizione si provvede annualmente con decreto del Ministro per la solidarietà sociale tenuto conto, per ciascuna regione, del numero degli abitanti e della diffusione delle tossicodipendenze, sulla base dei dati raccolti dall’Osservatorio permanente, ai sensi dell’articolo 1, comma 7.
3. Le province, i comuni e i loro consorzi, le comunità montane, le aziende unità sanitarie locali, gli enti di cui agli articoli 115 e 116, le organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, le cooperative sociali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), della legge 8 novembre 1991, n. 381, e loro consorzi, possono presentare alle regioni progetti finalizzati alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e dall’alcoldipendenza correlata e al reinserimento lavorativo dei tossicodipendenti, da finanziare a valere sulle disponibilità del Fondo nazionale di cui al comma 1, nei limiti delle risorse assegnate a ciascuna regione.
4. Le regioni, sentiti gli enti locali, ai sensi dell’articolo 3, comma 6, della legge 8 giugno 1990, n. 142, nonché le organizzazioni rappresentative degli enti ausiliari, delle organizzazioni del volontariato e delle cooperative sociali che operano sul territorio, come previsto dall’atto di indirizzo e coordinamento di cui al comma 7 del presente articolo, stabiliscono le modalità, i criteri e i termini per la presentazione delle domande, nonché la procedura per la erogazione dei finanziamenti, dispongono i controlli sulla destinazione dei finanziamenti assegnati e prevedono strumenti di verifica dell’efficacia degli interventi realizzati, con particolare riferimento ai progetti volti alla riduzione del danno nei quali siano utilizzati i farmaci sostitutivi. Le regioni provvedono altresì ad inviare una relazione al Ministro per la solidarietà sociale sugli interventi realizzati ai sensi del presente testo unico, anche ai fini previsti dall’articolo 131.
5. Il 25 per cento delle disponibilità del Fondo nazionale di cui al comma 1 è destinato al finanziamento dei progetti finalizzati alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e dall’alcoldipendenza correlata promossi e coordinati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli affari sociali, d’intesa con i Ministeri dell’interno, di grazia e giustizia, della difesa, della pubblica istruzione, della sanità e del lavoro e della previdenza sociale. I progetti presentati ai sensi del presente comma sono finalizzati:
a) alla promozione di programmi sperimentali di prevenzione sul territorio nazionale;
b) alla realizzazione di iniziative di razionalizzazione dei sistemi di rilevazione e di valutazione dei dati;
c) alla elaborazione di efficaci collegamenti con le iniziative assunte dall’Unione europea;
d) allo sviluppo di iniziative di informazione e di sensibilizzazione;
e) alla formazione del personale nei settori di specifica competenza;
f) alla realizzazione di programmi di educazione alla salute;
g) al trasferimento dei dati tra amministrazioni centrali e locali.
6. Per la valutazione e la verifica delle spese connesse ai progetti di cui al comma 5 possono essere disposte le visite ispettive previste dall’articolo 65, commi 5 e 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni.
7. Con atto di indirizzo e coordinamento deliberato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la solidarietà sociale, previo parere delle commissioni parlamentari competenti, sentite la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e la Consulta degli esperti e degli operatori sociali di cui all’articolo 132, sono stabiliti i criteri generali per la valutazione e il finanziamento dei progetti di cui al comma 3. Tali criteri devono rispettare le seguenti finalità:
a) realizzazione di progetti integrati sul territorio di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, compresi quelli volti alla riduzione del danno purché finalizzati al recupero psico-fisico della persona;
b) promozione di progetti personalizzati adeguati al reinserimento lavorativo dei tossicodipendenti;
c) diffusione sul territorio di servizi sociali e sanitari di primo intervento, come le unità di strada, i servizi a bassa soglia ed i servizi di consulenza e di orientamento telefonico;
d) individuazione di indicatori per la verifica della qualità degli interventi e dei risultati relativi al recupero dei tossicodipendenti;
e) in particolare, trasferimento dei dati tra assessorati alle politiche sociali, responsabili dei centri di ascolto, responsabili degli istituti scolastici e amministrazioni centrali;
f) trasferimento e trasmissione dei dati tra i soggetti che operano nel settore della tossicodipendenza a livello regionale;
g) realizzazione coordinata di programmi e di progetti sulle tossicodipendenze e sull’alcoldipendenza correlata, orientati alla strutturazione di sistemi territoriali di intervento a rete;
h) educazione alla salute.
8. I progetti di cui alle lettere a) e c) del comma 7 non possono prevedere la somministrazione delle sostanze stupefacenti o psicotrope incluse nella tabella I di cui all’articolo 14 e delle sostanze non inserite nella Farmacopea ufficiale, fatto salvo l’uso dei medicinali oppioidi prescrivibili, purché i dosaggi somministrati e la durata del trattamento abbiano l’esclusiva finalità clinico-terapeutica di avviare gli utenti a successivi programmi riabilitativi. (2)
9. Il Ministro della sanità, d’intesa con il Ministro per la solidarietà sociale, promuove, sentite le competenti commissioni parlamentari, l’elaborazione di linee guida per la verifica dei progetti di riduzione del danno di cui al comma 7, lettera a).
10. Qualora le regioni non provvedano entro la chiusura di ciascun anno finanziario ad adottare i provvedimenti di cui al comma 4 e all’impegno contabile delle quote del Fondo nazionale di cui al comma 1 ad esse assegnate, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
11. Per l’esame istruttorio dei progetti presentati dalle amministrazioni indicate al comma 5 e per l’attività di supporto tecnico-scientifico al Comitato nazionale di coordinamento per l’azione antidroga, è istituita, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, una commissione presieduta da un esperto o da un dirigente generale in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri designato dal Ministro per la solidarietà sociale e composta da nove esperti nei campi della prevenzione e del recupero dalle tossicodipendenze, nei seguenti settori: sanitario-infettivologico, farmaco-tossicologico, psicologico, sociale, sociologico, riabilitativo, pedagogico, giuridico e della comunicazione. All’ufficio di segreteria della commissione è preposto un funzionario della carriera direttiva dei ruoli della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Gli oneri per il funzionamento della commissione sono valutati in lire 200 milioni annue. (3)
12. L’organizzazione e il funzionamento del Comitato nazionale di coordinamento per l’azione antidroga sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. L’attuazione amministrativa delle decisioni del Comitato è coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli affari sociali attraverso un’apposita conferenza dei dirigenti generali delle amministrazioni interessate, disciplinata con il medesimo decreto (1).

————————

(1) Articolo così sostituito dall’art. 1, L. 18 febbraio 1999, n. 45.
(2) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter del DL 30/12/2005 n. 272 convertito dalla legge 21/1/2006 n. 49.
(3) Corrispondenti a euro 103.291,38 annui.

TITOLO XII – Disposizioni finali
Capo I – Finanziamento di progetti, concessione di contributi e agevolazioni

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 32, comma 1)
Contributi

1. Per la costruzione, l’ampliamento o il recupero di immobili destinati a sedi di comunità terapeutiche il comitato esecutivo del Comitato per l’edilizia residenziale (CER), integrato per tali circostanze da un rappresentante del Ministro per gli affari sociali, può concedere agli enti di cui all’art. 11 un contributo in conto capitale fino alla totale copertura della spesa necessaria.
2. La concessione di detto contributo, secondo le procedure dei programmi straordinari attivati dal CER ai sensi dell’art. 3, primo comma, lettera q), della legge 5 agosto 1978, n. 457, comporta un vincolo decennale di destinazione dell’immobile a sede di comunità terapeutica residenziale o diurna per tossicodipendenti ed è subordinata alla previa autorizzazione alla realizzazione dell’opera.
3. I contributi sono ripartiti tra le regioni in proporzione al numero di tossicodipendenti assistiti sulla base delle rilevazioni dell’Osservatorio permanente di cui all’art. 132 e, in ogni caso, sono destinati in percentuale non inferiore al 40 per cento al Mezzogiorno a norma dell’art. 1 del testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218.
4. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, valutato in lire 100 miliardi per ciascuno degli anni 1990, 1991 e 1992, si provvede mediante l’utilizzo delle disponibilità della sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti istituita ai sensi dell’art. 10 dea legge 5 agosto 1978, n. 457.

TITOLO XII – Disposizioni finali
Capo I – Finanziamento di progetti, concessione di contributi e agevolazioni

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 32, comma 1)
Concessione di strutture appartenenti allo Stato

1. Agli enti locali, alle unità sanitarie locali e ai centri privati autorizzati e convenzionati, possono essere dati in uso, con convenzione per una durata almeno decennale, con decreto del Ministro delle finanze, emanato di concerto con il Ministro per gli affari sociali, edifici, strutture e aree appartenenti al demanio o al patrimonio e dello Stato, al fine di destinarli a centri di cura recupero di tossicodipendenti, nonché per realizzare centri e case di lavoro per i riabilitati.
2. Gli enti o i centri di cui al comma 1 possono effettuare opere di ricostruzione, restauro e manutenzione per l’adattamento delle strutture attingendo ai finanziamenti di cui all’art. 128 e nel rispetto dei vincoli posti sui beni stessi.
3. Agli enti di cui al comma 1 si applicano le disposizioni dell’art. 1, comma 1, 4, 5 e 6, dell’art. 2 della legge 11 luglio 1986, n. 390.

TITOLO XII – Disposizioni finali
Capo I – Finanziamento di progetti, concessione di contributi e agevolazioni

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 32, comma 1)
Concessione delle strutture degli enti locali

1. Le regioni, le province autonome, gli enti locali, nonché i loro enti strumentali e ausiliari possono concedere in uso gratuito agli enti ausiliari di cui all’art. 115, anche se in possesso dei soli requisiti di cui alle lettere a) e c) del comma 2 dell’art. 116, beni immobili di loro proprietà con vincolo di destinazione alle attività di prevenzione, recupero e reinserimento anche lavorativo dei tossicodipendenti, disciplinate dal presente testo unico.
2. L’uso è disciplinato con apposita convenzione che ne fissa la durata, stabilisce le modalità di controllo sulla utilizzazione del bene e le cause di risoluzione del rapporto, e disciplina le modalità di autorizzazione ad apportare modificazioni o addizioni al bene, anche mediante utilizzazione dei contributi di cui all’art. 128.

TITOLO XII – Disposizioni finali
Capo I – Finanziamento di progetti, concessione di contributi e agevolazioni

(Decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, art. 1, commi 1 e 2 – decreto-legge 1° aprile 1988, n. 103, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 giugno 1988, n. 176, art. 1, comma 1-ter)
Relazione al Parlamento

1. Il Ministro per la solidarietà sociale, anche sulla base dei dati allo scopo acquisiti dalle regioni, presenta entro il 30 giugno di ciascun anno una relazione al Parlamento sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia, sulle strategie e sugli obiettivi raggiunti, sugli indirizzi che saranno seguiti nonché sull’attività relativa alla erogazione dei contributi finalizzati al sostegno delle attività di prevenzione, riabilitazione, reinserimento e recupero dei tossicodipendenti (1).

————————

(1) Articolo sostituito dall’art. 1, L. 18 febbraio 1999, n. 45.

TITOLO XII – Disposizioni finali
Capo I – Finanziamento di progetti, concessione di contributi e agevolazioni

(Decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, art. 1-bis, commi 1, 2, 3 e 4 – decreto-legge 1° aprile 1988, n. 103, convertito, con modificazioni, della legge 1° giugno 1988, n. 176, art. 1, commi 1 e 2 – legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 34, commi 1 e 2)
Consulta degli esperti e degli operatori sociali

1. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli affari sociali è istituita la Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze composta da 70 membri.
2. La Consulta è nominata con decreto del Ministro per la solidarietà sociale tra gli esperti di comprovata professionalità e gli operatori dei servizi pubblici e del privato sociale ed è convocata periodicamente dallo stesso Ministro in seduta plenaria o in sessioni di lavoro per argomenti al fine di esaminare temi e problemi connessi alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e contribuire alle decisioni del Comitato nazionale di coordinamento per l’azione antidroga.
3. Gli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, pari a lire 400 milioni annue (2), sono a carico del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga di cui all’articolo 127 (1).

————————

(1) Articolo così sostituito dall’art. 1, L. 18 febbraio 1999, n. 45.
(2) Corripondenti a euro 206.582,76 annui.

TITOLO XII – Disposizioni finali
Capo I – Finanziamento di progetti, concessione di contributi e agevolazioni

(Decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, art. 1-ter)
Province autonome di Trento e Bolzano

1. Le province autonome di Trento e Bolzano provvedono, nell’ambito delle proprie competenze, alle finalità di cui all’art. 131 secondo le modalità stabilite dai rispettivi ordinamenti.

TITOLO XII – Disposizioni finali
Capo I – Finanziamento di progetti, concessione di contributi e agevolazioni

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 35)
Progetti per l’occupazione di tossicodipendenti

1. I contributi di cui all’art. 132 sono destinati, nella misura del 40 per cento, al finanziamento di progetti per l’occupazione di tossicodipendenti che abbiano completato il programma terapeutico e debbano inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro.
2. I progetti possono essere elaborati dalle comunità terapeutiche e dalle cooperative operanti per l’inserimento lavorativo tanto autonomamente quanto in collaborazione con imprese pubbliche e private e con cooperative e con il concorso, anche in veste propositiva, delle agenzie per l’impiego. I progetti sono inviati al Ministero del lavoro e della previdenza sociale che, entro sessanta giorni dalla loro recezione, esprime alla Commissione di cui all’art. 134 un parere sulla fattibilità e sulla congruità economico-finanziaria, nonché sulla validità del progetto con riferimento alle esigenze del mercato del lavoro. I progetti possono prevedere una prima fase di formazione del personale e possono realizzare l’occupazione anche in forma cooperativistica.
3. La Commissione, acquisito il parere del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, autorizza la realizzazione del progetto e l’anticipazione dei fondi necessari.

TITOLO XII – Disposizioni finali
Capo I – Finanziamento di progetti, concessione di contributi e agevolazioni

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 36)
Programmi finalizzati alla prevenzione ed alla cura dell’AIDS

1. Il Ministro di grazia e giustizia, di concerto con i Ministri della sanità e per gli affari sociali, approva uno più programmi finalizzati alla prevenzione ed alla cura dell’AIDS, al trattamento socio-sanitario, al recupero e al successivo reinserimento dei tossicodipendenti detenuti.
2. Il Ministro di grazia e giustizia può realizzare i suddetti programmi, anche avvalendosi di strutture esterne, mediante apposite convenzioni, tanto per i detenuti in espiazione di pena, quanto per i detenuti in attesa di giudizio.
3. Il Ministero di grazia e giustizia dovrà attivare corsi di addestramento e riqualificazione del personale dell’amministrazione penitenziaria.
4. L’onere derivante dall’attuazione del presente articolo è determinato in lire 20.000 milioni per gli anni 1990, 1991 e 1992.

TITOLO XII – Disposizioni finali
Capo II – Abrogazioni

(Legge 26 giugno 1990, n. 162, articoli 32, comma 1, e 38, comma 1)
Abrogazioni

1. Sono abrogati la legge 22 ottobre 1954, n. 1041, ad eccezione dell’art. 1, per quanto concerne l’Ufficio centrale stupefacenti, gli articoli 447 e 729 del codice penale e ogni altra forma in contrasto con il presente testo unico.
2. Sono abrogati gli articoli 2, 8, 9, 75, 80, 80-bis, 82 e 83 della legge 22 dicembre 1975, n. 685.
3. Sono abrogati gli articoli 227 e 228 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, recante norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale.

Sostanze classificate (1)

CATEGORIA 1

Sostanza  Denominazione NC  Codice NC  N.Cas 
  (se diversa)     
1-fenil-2-propanone  Fenilacetone  2914 31 00  103-79-7 
Acido N-acetilantranilico  Acido 2-acetammidobenzoico  2924 23 00  89-52-1 
Isosafrolo (cis + trans)    2932 91 00  120-58-1 
3,4-metilendiossifenilpropan-2-one   1-(1,3-benzodiossol-5-il)propan-2-one  2932 92 00  4676-39-5 
Piperonale    2932 93 00  120-57-0 
Safrolo    2932 94 00  94-59-7 
Efedrina    2939 41 00  299-42-3 
Pseudoefedrina    2939 42 00  90-82-4 
Norefedrina    ex 2939 49 00  14838-15-4 
Ergometrina    2939 61 00  60-79-7 
Ergotamina    2939 62 00  113-15-5 
Acido lisergico    2939 63 00  82-58-6 
Le forme stereoisomeriche delle sostanze elencate nella presente categoria che non siano catina, ove l’esistenza di tali forme sia possibile. 
I sali delle sostanze elencate nella presente categoria ove l’esistenza di tali sali sia possibile, e che non siano sali di catina. 

CATEGORIA 2

Sostanza  Denominazione NC  Codice NC  N. Cas 
  (se diversa)     
Anidride acetica    2915 24 00  108-24-7 
Acido fenilacetico    2916 34 00  103-82-2 
Acido antranilico    2922 43 00  118-92-3 
Piperidina    2933 32 00  110-89-4 
Permanganato di potassio    2841 61 00  7722-64-7 
I sali delle sostanze elencate nella presente categoria ove l’esistenza di tali sali sia possibile. 

CATEGORIA 3

Sostanza  Denominazione NC  Codice NC [1]  N. Cas 
  (se diversa)     
Acido cloridrico  Cloruro di idrogeno  2806 10 00  7647-01-0 
Acido solforico    2807 00 10  7664-93-9 
Toluene    2902 30 00  108-88-3 
Etere etilico  Etere dietilico  2909 11 00  60-29-7 
Acetone    2914 11 00  67-64-1 
Metiletilchetone  Butanone  2914 12 00  78-93-3 
I sali delle sostanze elencate nella presente categoria ove l’esistenza di tali sali sia possibile. 

————————

(1) Allegato aggiunto dall’art. 3, D.Lgs. 12 aprile 1996, n. 258, sostituito dal D.M. 23 settembre 2004 ed infine abrogato dall’art. 1, DLGS 24/3/2011, n. 50.

Definizioni (1)

È operatore una persona fisica o giuridica che operi a livello di fabbricazione, trasformazione, commercio o distribuzione nella Comunità di sostanze classificate oppure che prenda parte ad altre attività connesse, quali intermediazione e deposito delle sostanze classificate.

————————

(1) Allegato aggiunto dall’art. 3, D.Lgs. 12 aprile 1996, n. 258, ed infine abrogato dall’art. 1, DLGS 24/3/2011, n. 50.

ALLEGATO III – DOCUMENTAZIONE ED ETICHETTATURA

1.1 I documenti commerciali quali fatture, manifesti di carico, documenti amministrativi, documenti di trasporto e altri documenti di spedizione devono contenere informazioni sufficienti che consentano di identificare con certezza quanto segue:
il nome della sostanza classificata di cui alla categoria 1 e 2 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento n. 111/2005, o se si tratta di una miscela o di un prodotto naturale, il nome della miscela o del prodotto naturale e il nome della o delle sostanze classificate contenute nella miscela o nel prodotto naturale, seguite in caso di esportazioni o di importazioni dall’espressione “DRUG PRECURSORS”;
la quantità e il peso della sostanza classificata e, se si tratta di una miscela o di un prodotto
naturale, la quantità e il peso, se disponibili, della miscela o del prodotto naturale nonché la quantità
e il peso, o la percentuale in peso, della o delle sostanze di cui alle categorie 1 e 2 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento n. 111/2005, contenute nella miscela;
il nome e l’indirizzo del fornitore, del distributore e del destinatario e, se possibile, degli altri operatori direttamente coinvolti nella transazione, come definiti nell’articolo 70, comma 1. L’obbligo di documentazione si applica anche alle sostanze classificate in categoria 3 al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, unicamente in caso di esportazione, importazione o attività di intermediazione connesse a tali operazioni.
1.2 La documentazione deve inoltre comprendere, in caso di fornitura ad un acquirente stabilito nella Comunità, la dichiarazione di cui all’articolo 4 del regolamento (CE) n. 273/2004.
2. Dagli obblighi di cui ai precedenti punti 1.1 e 1.2 sono escluse le operazioni relative alle sostanze di cui alla categoria 2 qualora i quantitativi non superino quelli indicati nell’allegato II al regolamento (CE) n. 273/2004.
3. Gli operatori sono tenuti ad apporre etichette sulle sostanze di cui alle categorie 1 e 2 prima della loro immissione sul mercato, importazione o esportazione . Le etichette devono contenere il nome di tali sostanze quale figura nell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento n. 111/2005 o, in caso di miscela o di prodotto naturale, il nome della miscela o del prodotto naturale e il nome della o delle sostanze classificate contenute nella miscela o nel prodotto naturale. Gli operatori possono apporre, in aggiunta, le loro etichette abituali. L’obbligo di etichettatura si applica anche alle sostanze classificate in categoria 3 unicamente in caso di esportazione, importazione o attività di intermediazione connesse a tali operazioni.
4. Gli operatori devono conservare la documentazione necessaria concernente la loro attività al fine di comprovare l’osservanza degli obblighi al punto 1
5. La documentazione di cui ai punti 1 e 4 deve essere conservata per un periodo non inferiore a tre anni, a decorrere dalla fine dell’anno civile nel quale si sono svolte le operazioni specificate al punto 1, ed essere messa immediatamente a disposizione per un eventuale controllo, a richiesta delle autorità competenti.
6. Tutti gli operatori in possesso di licenza per l’utilizzo di sostanze classificate in categoria 1 o registrati come operatori di sostanze classificate in categoria 2 devono informare annualmente entro il 15 febbraio, in forma sintetica e su supporto cartaceo in doppia copia o in alternativa su supporto informatico, il Ministero della salute dei quantitativi di sostanze classificate in categoria 1 e 2 prodotti, acquistati, forniti o utilizzati, anche in qualità di intermediari, nel corso dell’anno precedente, nonché la giacenza all’1 gennaio e al 31 dicembre. L’obbligo di rendicontazione annuale si applica anche agli operatori che immettono sul mercato, importano o esportano, sostanze classificate in categoria 2 in quantità inferiori ai valori soglia annuali, di cui all’allegato II al regolamento (CE) n. 273/2004, e che sono esentati dall’obbligo di registrazione.
Dall’obbligo di rendicontazione annuale per le sostanze classificate in categoria 1 sono escluse le farmacie.
Dall’obbligo di rendicontazione annuale per le sostanze classificate in categoria 2 sono esclusi:
_ le farmacie;
_ gli operatori che acquistano o utilizzano per soli usi connessi all’esercizio della propria attività, senza commercializzare o cedere, nel corso dell’intero anno di calendario (1° gennaio – 31 dicembre) quantità di sostanze classificate in categoria 2 non superiori ai valori soglia di cui allegato II al regolamento (CE) n. 273/2004;
_ le strutture o istituzioni, quali università, laboratori di tossicologia forense, laboratori di sanità pubblica, laboratori di ricerca scientifica, ambulatori veterinari, dogane, organi di polizia, laboratori ufficiali di autorità pubbliche e forze armate, che agiscono unicamente come utilizzatori di sostanze classificate in categoria 2.
Le informazioni per le operazioni di immissione sul mercato, importazione o esportazione di sostanze classificate in categoria 1 e 2 con operatori nazionali, comunitari o non comunitari devono comprendere:
_ nome e quantità della sostanza classificata;
_ nome e coordinate (indirizzo, tel, fax, e-mail) dell’operatore acquirente o fornitore, con indicazione dello stato estero di provenienza o di destinazione in caso di operatore non italiano;
_ data di effettuazione dell’operazione;
_ giacenza all’1 gennaio e al 31 dicembre (per le sostanze classificate in categoria 1 e per la sola produzione di sostanze classificate in categoria 2 ). (1)

—————

(1) Allegato sostituito dall’allegato al DLGS 24/3/2011, n. 50.

(articoli 41 e 43)

Farmaci che usufruiscono delle modalità prescrittive semplificate (1)

Buprenorfina
Codeina
Diidrocodeina
Fentanyl
Idrocodone
Idromorfone
Metadone
Morfina
Ossicodone
Ossimorfone

————————

(1) Allegato aggiunto dall’art. 1, L. 8 febbraio 2001, n. 12 (Gazz. Uff. 19 febbraio 2001, n. 41). Vedi, anche, gli artt. 3 e 5, D.M. 4 aprile 2003.

(1)

DENOMINAZIONE COMUNE DENOMINAZIONE CHIMICA ALTRA DENOMINAZIONE
2C-B 4-bromo-2,5-dimetossifenileti-lamina  
2C-I 2,5-dimetossi-4-iodofenetilamina  
2C-T-2 2,5-dimetossi-4-etiltiofenetilamina  
2C-T-7 2,5-dimetossi-4-(n)-propiltio-fenetilamina  
4-metilaminorex 4-metil-2-amino-5-fenil-2-ossazolina  
4-MTA 4-metiltioamfetamina  
Acetil-alfa-metilfentanil N-[1-(alfa-metilfeniletil)-4-piperidil]acetanilide  
Acetildietilammide dell’acido (+)-lisergico Estere acetico del 9,10-dideidro-N,N-dietil-6-metilergolina-8-beta-carbossamide  
Acetildiidrocodeina Estere acetico del 6-idrossi-3-metossi-N-metil-4,5-epossimorfinano  
Acetorfina 3-O-acetiltetraidro-7-alfa-(1-idrossi-1-metilbutil)-6,14-endoeteno-oripavina acetato di etorfina
Acido gamma-idrossibutirrico (GHB) Acido 4-idrossibutirrico  
Alcaloidi totali dell’oppio    
Alfacetilmetadolo alfa-3-acetossi-6-dimetilamino-4,4-difenileptano alfa-acetilmetadone
Alfameprodina alfa-1-metil-3-etil-4-fenil-4-propionossipiperedina  
Alfametadolo alfa-6-dimetilamino-4,4-difenil-3-eptanolo  
Alfametilfentanil N-[1-(alfa-metilfeniletil)-4-piperedil]propioanilide 3-metilfentanil
Alfametiltiofentanil N-[1-[1-metil-2-(2-tienil)etil]-4-piperedil]propionalide 3-metiltiofentanil
Alfaprodina alfa 1,3-dimetil-4-fenil-4-propionossipiperidina  
Allilprodina 3-allil-1-metil-4-fenil-4-propionossipiperidina  
Amfetamina (±)-alfa-metilfeniletilamina  
Amide dell’acido lisergico 9,10-dideidro-6-metilergolina-8-beta-carbossamide  
Aminorex 2-amino-5-fenil-2-ossazolina  
Anileridina estere etilico dell’acido 1-para-aminofeniletil-4-fenil-piperidin-4-carbossilico Alidina
Argyreia nervosa semi    
Benzetidina estere etilico dell’acido 1-(2-benzilossietil)-4-fenilpiperidin-4-carbossilico benzilossietilnorpetidina
Benzilmorfina 3-O-benzilmorfina ipesandrina
Benzilpiperazina (BZP) N-Benzylpiperazina l-Benzilpiperazina
Benzitramide 1-(3-ciano-3,3-difenilpropil)-4-(2-ossi-3-propionil-1-benzimidazolimil)-piperidine  
Betacetilmetadolo beta-3-acetossi-6-dimetilamino-4,4-difenileptano  
Beta-idrossifentanil N-[1-(beta-idrossifeniletil)-4-piperedil]propioanilide  
Beta-idrossimetil-3-fentanil    
Betameprodina beta-1-metil-3-etil-4-fenil-4-propionossipiperidina  
Betametadolo beta-6-dimetilamino-4,4-difenil-3-eptanolo  
Betaprodina beta-1,3-dimetil-4-fenil-4-propionossipiperidina  
Buprenorfina 21-ciclopropil-7-alfa-[(S)-1-idrossi-1,2,2-trimetilpropil]-6,14-endo-etan-6,7,8,14-tetraidrooripavina  
Butinrato di diossafetile 4-morfolino-2,2-difenilbutirrato di etile  
Catha edulis pianta    
Catina (+)-norpseudoefedrina  
Catinone (-)-(S)-2-aminopropiofenone  
Chetobemidone 4-meta-idrossifenil-1-metil-4-propionilpiperidina  
Clonitazene 2-para-clorobenzil-1-dietilaminoetil-5-nitrobenzimidazolo  
Coca foglie    
Cocaina estere metilico della benzoilecgonina  
Codossima diidrocodeinone-6-carbossimetilossima  
Delta-8-tetraidrocannabinolo (THC)    
Delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) (6aR, 10aR)-6a,7,8,10a-tetraidro-6,6,9-trimetil-3-pentil-6H-dibenzo[b,d]piran-1-olo  
Desomorfina Diidrodesossimorfina  
Destroamfetamina (+)-alfa-metilfeniletilamina  
Destromoramide (+)-4-[2-metil-4-osso-3,3-difenil-4-(1-pirrolidinil)butil]-morfolino  
Destromoramide intermedio    
DET (N,N-dietiltriptamina) 3-[2-(dietilamino)etil]indolo  
Diampromide N-[2-(metilfeniletilamino)-propil]propioanilide  
Dietilamide dell’acido(+)-1-metil-lisergico    
Dietiltiambutene 3-dietilamino-1,1-di-(2′-tienil)-1-butene  
Difenossilato estere etilico dell’acido 1-(3-ciano-3,3-difenilpropil)-4-fenilpiperidin-4-carbossilico  
Difenossina acido 1-(3-ciano-3,3-difenil-propil)-4-fenilisonipecotico  
Diidroetorfina 7,8-diidro-7-alfa-[1-(R)-idrossi-1-metilbutil]-6,14-endoetanotetraidrooripavina  
Diidromorfina (5-alfa, 6-alfa)-4,5-epossi-17-metil-morfinan-3,6-diolo paramorfano
Dimefeptanolo 6-dimetilamino-4,4-difenil-3-eptanolo  
Dimenossadolo 2-dimetilaminoetil-1-etossi-1,1-difenilacetato  
Dimetiltiambutene 3-dimetilamino-1,1-di-(2′-tienil)-1-butene  
Dipipanone 4,4-difenil-6-piperedin-3-eptanone fenilpiperone
DMA (2,5-dimetossiamfetamina) (±)-2,5-dimetossi-alfa-metilfeniletilamina  
DMHP (1-idrossi-3(1,2-dimetileptil)-7,8,9,10-tetraidro-6,6,9-trimetil-6H-dibenzo[b,d]pirano) 3-(1,2-dimetileptil)-7,8,9,10-tetraidro-6,6,9-trimetil-6H-dibenzo[b,d]piran-1-olo  
DMT (N,N-dimetiltriptamina) 3-[2-(dimetilamino)etil]indolo N,N-dimetil-1H-indol-3-etanamina
DOB (4-bromo-2,5-dimetossiamfetamina) (±)-4-bromo-2,5-dimetossi-alfa-metilfeniletilamina brolamfetamina
DOET (4-etil-2,5-dimetossiamfetamina) (±)-4-etil-2,5-dimetossi-alfa-feniletilamina  
DOM (4-metil-2,5-dimetossiamfetamina) 2,5-dimetossi-alfa,4-dimetilfeniletilamina STP
Drotebanolo 3,4-dimetossi-17-metilmorfinan-6-beta,14-diolo ossimetebanolo
Ecgonina acido 3-beta-idrossi-1-alfa-H,-5alfa-H-tropan-2-beta-carbossilico  
Eroina Diacetilmorfina diamorfina
Etclorvinolo 1-cloro-3-etil-1-penten-4-in-3-olo  
Etifossina 6-cloro-2-(etilamino)-4-metil-4-fenil-4H-3,1-benzossazina  
Etilmetiltiambutene 3-etilmetilamino-1,1-di-(2′-tienil)-1-butene  
Etilmorfina 3-O-etilmorfina  
Etonizatene 1-dietilaminoetil-2-para-etossibenzil-5-nitrobenzimidazolo  
Etorfina tetraidro-7-alfa-(1-idrossi-1-metilbutil)-6,14-endoetenooripavina  
Etosseredina estere etilico dell’acido 1-[2-(2-idrossietossi)-etil]-4-fenilpiperidin-4-carbossilico  
Etriptamina 3-(2-aminobutil)indolo alfa-etiltriptamina
Fenadoxone 6-morfolin-4,4′-difenil-3-eptanone morfodone; eptazone
Fenampromide N-(1-metil-2-piperidinoetil)-propioanilide  
Fenazocina 2′-idrossi-5,9-dimetil-2-feniletil-6,7-benzomorfano fenetilazocina;fenobenzorfano
Fenetillina 7-[2-[(alfa-metilfeniletil)amino]etil]teofillina  
Fenmetrazina 3-metil-2-fenilmorfolina  
Fenomorfano 3-idrossi-N-feniletilmorfinano  
Fenoperidina estere etilico dell’acido 1-(3-idrossi-3-fenilpropil)-4-fenilpiperidin-4-carbossilico  
Flunitrazepam 5-(orto-fluorofenil)-1,3-diidro-1-metil-7-nitro-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Folcodina Morfoniletilmorfina omocodeina
Funghi del genere strofaria, conocybe e psiloybe    
Furetidina estere etilico dell’acido 1-(2-tetraidrofurfurilossietil)-4-fenilpiperidin-4-carbossilico  
Gamma-butirrolattone (GBL)    
Idromorfinolo 14-idrossidiidromorfina  
Idrossipetidina estere etilico dell’acido 4-meta-idrossifenil-1-metilpiperidin-4-carbossilico demidone; ossipetidina
Ipomoea violacea semi    
Isometadone 6-dimetilamino-5-metil-4,4-difenil-3-esanone  
Ketamina (±)-2-(2-clorofenil)-2-(metilamino) cicloesanone  
Levoamfetamina (-)-(R)-alfa-metilfeniletilamina  
Levofenoacilmorfano (1)-3-idrossi-N-fenacilmorfinano  
Levometamfetamina (-)-N,alfa-dimetilfeniletilamina  
Levometorfano (-)-3-metossi-N-metilmorfinano  
Levomoramide (-)-4-[2-metil-4-ossi-3,3-difenil-4-(1-pirrolidinil)-butil]morfolina  
Levorfanolo (-)-3-idrossi-N-metilmorfinano  
Lophophora Williamsii pianta (Peyote)    
LSD (Dietilamide dell’acido lisergico) 9,10-dideidro-N,N-dietil-6-metilergolina-8-beta-carbossamide (+)-lysergide; (+)-N,N-dietil-lysergamide; LSD 25
MBDB (N-metil-(3,4-metilendiossifenil)-2-butanamina N-metil-alfa-etil-3,4-metilendiossi-feniletilamina  
MDA (3,4-metilendiossiamfetamina) Tenamfetamina alfa-metil-3,4-(metilendiossi)-feniletilamina
MDEA (3,4-metilendiossietilamfetamina) (±)-N-etil-alfa-metil-3,4-(metilendiossi)feniletilamina MDE; N-etil-MDA
MDMA (3,4-metilendiossimetamfetamina) (±)-N,alfa-dimetil-3,4-(metilendiossi)feniletilamina N,alfa-dimetil-omopiperonilamina
Meclofenossato estere-2-(dimetilamino)etilico dell’acido 4-cloro-fenossiacetico  
Mescalina 3,4,5-trimetossifeniletilamina TMPEA
Mesocarb 3-(alfa-metilfeniletil)-N-(fenilcarbamoil)sidnone ammina  
Metadone 6-dimetilamino-4,4-difenil-3-eptanone  
Metadone intermedio 4-ciano-2-dimetilamino-4,4-difenilbutano  
Metamfetamina (+)-(S)-N, alfa-dimetilfeniletilamina desossiefedrina; (+)-2-metilamino-1-fenilpropano
Metazocina 2′-idrossi-2,5,9-trimetil-6,7-benzomorfano metobenzorfano
Metilcatinone 2-(metilamino)-1-fenilpropan-1-one metcatinone
Metildesorfina 6-metil-delta-6-deidrossimorfina  
Metildiidromorfina 6-metil-diidromorfina  
Metilfenidato estere metilico dell’acido 2-fenil-2-(2-piperidil)-acetico fenilidato
Metopone 5-metil-diidromorfinone  
Mirofina Miristilbenzilmorfina 3-benzil-6-miristil-morfina
MMDA (5-metossi-3,4-metilendiossiamfetamina) 2-metossi-alfa-metil-4,5-(metilendiossi)feniletilamina  
Monoetilamide dell’acido (+)-1-metil-lisegico 9,10-dideidro-N-etil-N-[1-idrossi-metil)propil]-1,6-metilergolina-8-beta-carbossamide  
Monoetilamide dell’acido (+)-lisergico 9,10-dideidro-N-etil-6-metilergolina-8-beta-carbossamide  
Morferidina estere etilico dell’acido 1-(2-morfolinoetil)-4-fenilpiperidin-4-carbossilico morfolinetilnorpetidina
Morfina 7,8-deidro-4,5-epossi-3,6-diidrossi-N-metilmorfinano  
Morfina metil bromuro ed altri derivati morfinici ad «azoto pentavalente» tra i quali i derivati N-ossimorfinici (quale la N-ossicodeina)    
Morfolide dell’acido (+) lisergico    
MPPP estere propionico dell’1-metil-4-fenil-4-piperidinolo  
N-etilamfetamina N-etil-alfa-metilfeniletilamina  
Nicocodina 6-nicotinilcodeina  
Nicodicodina 6-nicotinildiidrocodeina NDHC
Nicomorfina 3,6-dicotinilmorfina  
N-idrossi-MDA (±)-N-[alfa-metil-3,4-(metilendiossi)feniletil]idrossilamina  
Noracimetadolo (±)-alfa-3-acetossi-6-metilamino-4,4-difenileptano  
Norcodeina N-demetilcodeina  
Norlevorfanolo (-)-3-idrossimorfinano (-)-morfinan-3-olo
Normetadone 6-dimetilamino-4,4-difenil-3-esanone Desmetilmetadone
Normorfina Demitilmorfina morfina N-demetilata
Norpipanone 4,4-difenil-6-piperidin-3-esanone  
Oppio    
Oripavina (2) 3-O-demetiltebaina;
oppure:
6,7,8,14-tetradeidro-4,5-alpha-epossi-6-metossi-17-metilmorfinan- 3-olo
 
Paglia di papavero    
Paraesil 3-esil-7,8,9,10-tetraidro-6,6,9-trimetil-6H-dibenzo[b,d]piran-1-olo 5′-metil-delta6a-10a-tetraidrocannabinolo
Para-fluorofentanil 4′-fluoro-N-(1-feniletil-4-piperidil)propionanilide  
PCE (eticiclidina) N-etil-1-fenilcicloesilamina cicloesamina
PCP (fenciclidina) 1-(1-fenilcicloesil)piperidina  
Pemolina 2-amino-5-fenil-2-ossazolin-4-one  
PEPAP estere acetico dell’1-feniletil-4-fenil-4-piperidinolo  
Petidina estere etilico dell’acido 1-metil-4-fenilpiperidin-4-carbossilico meperidina
Petidina itermedio A 1-metil-4-ciano-4-fenilpiperidina  
Petidina intermedio B estere etilico dell’acido 4-fenilpiperidin-4-carbossilico normeperidina; norpetidina
Pitidina intermedio C acido 1-metil-4-fenilpiperidin-4-carbossilico acido meperidinico; acido petidinico; acido gevelinico
PHP (roliciclidina) 1-(1-fenilcicloesil)pirrolidina PCPY
Piminodina estere etilico dell’acido 4-fenil-1-(3-fenilaminopropil)-piperidin-4-carbossilico anopridina
Piritramide amide dell’acido 1-(3-ciano-3,3-difenilpropil)-4-(1-piperidin)piperidin-4-carbossilico pirinitramide
Pirrolidide dell’acido (+) lisergico    
PMA (para-metossiamfeta-mina) para-metossi-alfa-metilfeniletilamina  
PMMA (para-metossiametam-fetamina) para-metossi-N,alfa-dimetilfe-niletilamina  
Preparati attivi della Cannabis (hashish, marijuana, olio, resina, foglie e infiorescenze)    
Proeptazina 1,3-dimetil-4-fenil-4-propionossiazacicloeptano dimefeprimina
Prolintano 1-[1-(fenilmetil)butil]pirrolidina  
Properidina estere isopropilico dell’acido 1-metil-4-fenilpiperidin-4-carbossilico ipropetidina; gevelina; isopedina
Propiram N-(1-metil-2-piperidinoetil)-N-2-peridil-propionamide  
Psilocibina diidrogeno fosfato del 3-[2-(dimetilamino)etil]indol-4-olo indocibina
Psilocina 3-[2-(dimetilamino)etil]indol-4-olo psilotsina
Racemetorfano (±)-3-metossi-N-metilmorfinano deossidiidrotebacodina; metorfano
Racemoramide (±)-4-[2-metil-4-ossi-3,3-difenil-4-(1-pirrolidinil)-butil]-morfolina  
Racemorfano (±)-3-idrossi-N-metilmorfinano metorfinano
Rivea corymbosa semi    
Salvia divinorum pianta    
Salvinorina A    
TCP (tenociclidina) 1-[1-(2-tienil)cicloesil]piperidina  
Tebacone 6-acetossi-4,5-epossi-3-melossi-N-metil-morfin-6-ene acetildiidrocodeinone
Tebaina 6,7,8,14-tetradeidro-4,5alfa-epossi-3,6-dimetossi-17-metilmorfinano paramorfina
Tilidina (±)-etil-trans-2-(dimetilamino)-1-fenil-3-cicloesene-1-carbossilato  
TMA (3,4,5-trimetossiamfetamina) (±)-3,4,5-trimetossi-alfa-metilfeniletilamina  
TMA-2 2,4,5-trimetossiamfetamina  
Trimeperidina 1,2,5-trimetil-4-fenil-4-propionossipiperidina dimetilmeperidina

Qualsiasi forma stereoisomera delle sostanze iscritte nella presente tabella, in tutti casi in cui possono esistere, salvo che ne sia fatta espressa eccezione. Gli esteri e gli eteri delle sostanze iscritte nella presente tabella, a meno che essi non figurino in altre tabelle, compresi i sali dei suddetti isomeri, esteri ed eteri in tutti i casi in cui questi possono esistere.
Dalla presente tabella è espressamente esclusa la norefredina (fenilpropanolamina, Denominazione chimica: (±) 2-amino-1-fenilpropan-1-olo) come da D.Lgs. 258/96.
(*) Per le sostanze contrassegnate da asterisco non viene indicata la quantit di principio attivo, in quanto, pur essendo dette sostanze sotto controllo in osservanza delle Convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia, non sono disponibili dati riferibili ai livelli individuali di consumo. Per tali sostanze, il Ministero della salute, ove se ne presentino le condizioni, provvede all’indicazione della quantità di principio attivo mancante con la procedura di cui all’articolo 13, comma 1.
Sono espressamente escluse dalla presente tabella le sostanze: Destrometorfano e Destrorfano

—–

(1) Tabella inserita dall’art. 4-vicies ter, comma 32, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 febbraio 2006, n. 49, modificata dagli artt. 1, 2, 5, D.M. 18 aprile 2007, a decorrere dal 28 aprile 2007, dall’art. 1, D.M. 18 luglio 2007 a decorrere dal 28 luglio 2007 e, successivamente, dall’art. 1, D.M. 25 settembre 2007, a decorrere dal 12 ottobre 2007.
(2) Sostanza aggiunta dall’art. 1, DM 19/2/2008.

(1)

I medicinali contrassegnati con ** costituiscono l’allegato III-bis del testo unico

Il farmacista allestisce e dispensa preparazioni magistrali a base dei farmaci compresi nella presente tabella, da soli o in associazione con farmaci non stupefacenti, dietro presentazione di ricetta autocopiante, ad esclusione di quelle che, per la loro composizione quali-quantitativa, rientrano nella tabella II, sezione D o E

DENOMINAZIONE COMUNE DENOMINAZIONE CHIMICA ALTRA DENOMINAZIONE
Acedildiidrocodeina estere acetico del 6-idrossi-3-metossi-N-metil-4,5-epossimorfinano  
Alfentanil N-[1-[2-(4-etil-4,5-diidro-5-ossi-1H-tetrazol-1-il)etil]-4-(metossimetil)-4-piperidinil]-N-fenil-propanamide  
Amobarbital acido 5-etil-5-(3-metilbutil)barbiturico acido 5-etil-5-isopentilbarbiturico
Buprenorfina** 21-ciclopropil-7-alfa-[(S)-1-idrossi-1,2,2-trimetilpropil]-6,14-endo-etan-6,7,8,14-tetraidrooripavina  
Ciclobarbital acido 5-(1-cicloesen-1-il)-5-etilbarbiturico tetraidrofenobarbitale; tetraidrogardenale
Codeina** 3-O-metilmorfina  
Destromoramide (+)-4-[2-metil-4-osso-3,3-difenil-4-(1-pirrolidinil)butil]-morfolino  
Difenossilato estere etilico dell’acido 1-(3-ciano-3,3-difenilpropil)-4-fenilpiperidin-4-carbossilico  
Difenossina acido 1-(3-ciano-3,3-difenilpropil)-4-fenilisonipecotico  
Diidrocodeina** 3-metossi-4,5-epossi-6-idrossi-N-metilmorfinano  
Dipipanone 4,4-difenil-6-piperidin-3-eptanone Fenilpiperone
Eptabarbital acido 5-(1-cicloepten-1-il)-5-etilbarbiturico  
Etilmorfina 3-O-etilmorfina  
Fentanil** 1-feniletil-4-N-propionilanilinopiperidina  
Flunitrazepam 5-(orto-fluorofenil)-1,3-diidro-1-metil-7-nitro-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Folcodina morfoniletilmorfina Omocodeina
Glutetimide 2-etil-2-fenilglutarimide  
Idrocodone** 3-metossi-4,5-epossi-6-ossi-N-metil-morfinano diidrocodeinone
Idromorfone** 3-idrossi-N-metil-6-ossi-4,5-epossi-morfinano Diidromorfinone
Ketamina (±)-2-(2-clorofenil)-2-(metilamino) cicloesanone  
Levorfanolo (-)-3-idrossi-N-metilmorfinano  
Mecloqualone 3-(orto-clorofenil)-2-metil-4(3H)-chinazolinone  
Metadone** 6-dimetilamino-4,4-difenil-3-eptanone  
Metaqualone 3-(2-metilfenil)-2-metil-4(3H)-chinazolinone  
Metilfenidato estere metilico dell’acido 2-fenil-2-(2-piperidil)-acetico fenilidato
Morfina** 7,8-deidro-4,5-epossi-3,6-diidrossi-N-metilmorfinano  
Nicocodina 6-nicotinilcodeina  
Nicodicodina 6-nicotinildiidrocodeina NDHC
Norcodeina N-demitilcodeina  
Ossicodone** 14-idrossidiidrocodeinone  
Ossimorfone** 14-idrossidiidromorfinone  
Pentobarbital acido 5-etil-5-(1-metilbutil)barbiturico  
Petidina estere etilico dell’acido 1-metil-4-fenilpiperidin-4-carbossilico meperidina
Propiram N-(1-metil-2-piperidinoetil)-N-2-piridil-propionamide  
Remifentanil estere metilico dell’acido 1-(2-metossi carboniletil)-4-(fenilpropionilamino)-piperidin-4-carbossilico  
Secobarbital acido 5-allil-5-(1-metilbutil)barbiturico  
Sufentanil N-[4-(metossimetil)-1-[2-(2-tienil)-etil]-4-piperidil] propioanilide  
Tebaina 6,7,8,14-tetradeidro-4,5alfa-epossi-3,6-dimetossi-17-metilmorfinano paramorfina
Tiofentanil N-1-[2-(2-tienil)etil]-4-piperidil] propioanilide  
Zipeprolo alfa-(alfa-metossibenzil)-4-(beta-metossifeniletil)-1-piperazina etanolo  

Qualsiasi forma stereoisomera delle sostanze iscritte nella presente tabella, in tutti i casi in cui possono esistere, salvo che ne sia fatta espressa eccezione. Gli esteri e gli eteri delle sostanze iscritte nella presente tabella, a meno che essi non figurino in altre tabelle, in tutti i casi in cui questi possono esistere. I sali delle sostanze iscritte nella presente tabella, compresi i sali dei suddetti isomeri, esteri ed eteri in tutti i casi in cui questi possono esistere.

—–

(1) Tabella inserita dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 febbraio 2006, n. 49 e, successivamente, modificata dagli artt. 5 e 7, D.M. 18 aprile 2007 a decorrere dal 29 aprile 2007.

(1)

Il farmacista allestisce e dispensa preparazioni magistrali a base dei farmaci compresi nella presente tabella, da soli o in associazione con altri farmaci non stupefacenti, dietro presentazione di ricetta da rinnovarsi volta per volta

DENOMINAZIONE COMUNE DENOMINAZIONE CHIMICA ALTRA DENOMINAZIONE
Acido 5-etil-5-crotilbarbiturico    
Acido gamma-idrossibutirrico (GHB) acido 4-idrossibutirrico  
Alazepam 7-cloro-1,3-diidro-5-fenil-1-(2,2,2-tifluoroetil)-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Allobarbital acido 5,5-diallilbarbiturico  
Alossazolam 10-bromo-11b-(orto-fluorofenil)-2,3,7,11b-tetraidroossazolo[3,2-d][1,4]benzodiazepin-6(5H)-one  
Alprazolam 8-cloro-1-metil-6-fenil-4H-s-triazolo[4,3-a][1,4]benzodiazepina  
Amfepramone 2-(dietilamino)propiofenone dietilpropione
Amineptina 7[(10,11-diidro-5H-dibenzo[a,d]cicloepten-5il)]aminoacido eptanoico  
Aprobarbital acido 5-allil-5-isopropilbarbiturico  
Barbexaclone fenobarbital propilesedrina  
Barbital acido 5,5-dietilbarbiturico dietilmalonilurea
Benzfetamina N-benzil-N,alfa-dimetilfeniletilamina N-benzil-N-metilamfetamina
Brallobarbitale acido 5-allil-5-(2-bromoallil)barbiturico  
Bromazepam 7-bromo-1,3-diidro-5-(2-piridil)-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Brotizolam 2-bromo-4-(orto-clorofenil)-9-metil-6H-tieno[3,2-fj-s-triazolo [4,3-a] [1,4] diazepina  
Butalbital acido 5-allil-5-isobutilbarbiturico  
Butallilonale acido 5-(2-bromoallil)5-sec-butilbarbiturico sonbutal
Butobarbitale acido 5-butil-5-etilbarbiturico  
Butorfanolo (-)-N-ciclobutilmetil-3,14-diidrossimorfinano  
Camazepam 7-cloro-1,3-diidro-3-(N,N-dimetilcarbamoil)1-metil-5-fenil-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Clobazam 7-cloro-1-metil-5-fenil-1H-1,5-benzodiazepin-2,4(3H,5H)-dione  
Clonazepam 5-(orto-clorofenil)-1,3-diidro-7-nitro-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Clorazepato acido 7-cloro-2,3-diidro-2-ossi-5-fenil-1H-1,4-benzodiazepin-3-carbossilico  
Clordiazepossido 7-cloro-2-metilamino-5-fenil-3H-1,4-benzodiazepina 4-ossido metaminodiazepossido; clopossido
Clossazolam 10-cloro-11b-(orto-clorofenil)-2,3,7,11b-tetraidroossazolo-[3,2-d] [1,4]benzodiazepin-6(5H)-one  
Clotiazepam 5-(orto-clorofenil)-7-etil-1,3-diidro-1-metil-2H-tieno[2,3-e]-1,4-diazepin-2-one  
Delorazepam 7-cloro-5-(orto-clorofenil)-1,3-diidro-2H-1,4-benzodiazepin-2-one clordemetildiazepam
Delta-9-tetraidrocannabinolo (6aR, 10aR) -6a,7,8,10a – tetraidro-6,6,9 – trimetil – 3 – pentil – 6H – dibenzo[b,d] piran – 1 – olo  
Destropropossifene alfa-(+)-4-dimetilamino-1,2-difenil-3-metil-2-butanol propionato  
Diazepam 7-cloro-1,3-diidro-1-metil-5-fenil-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Estazolam 8-cloro-6-fenil-4H-s-triazolo[4,3-a] [1,4]benzodiazepina  
Etil loflazepato estere etilico dell’acido 7-cloro-5-(2-fluorofenil)-2,3-diidro-2-ossi-1H-1,4-benzodiazepin-3-carbossilico  
Etinamato 1-etinilcicloesanolcarbamato carbamato di 1-etil cicloesile
Etizolam 4-(2-clorofenil)-2-etil-9-metil-6H-tieno[3,2-f][1,2,4]triazolo[4,3-a][1,4]diazepina  
Fencamfamina N-etil-3-fenil-2-norbornanamina 2-etilamino-3-fenil-norcanfano
Fendimetrazina (+)-(2S,3S)-3,4-dimetil-2-fenilmorfolina  
Fenobarbital acido 5-etil-5-fenilbarbiturico  
Fenproporex (±)-3-[(alfa-metilfeniletil)amino]propionitrile  
Fentermina alfa,alfa-dimetilfeniletilamina  
Fludiazepam 7-cloro-5-(orto-fluorofenil)-1,3-diidro-1-metil-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Flurazepam 7-cloro-1-[2-(dietilamino)etil]-5-(orto-fluorofenil)-1,3-diidro-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Ketazolam 11-cloro-8,12b-diidro-2,8-dimetil-12b-fenil-4H-[1,3]ossazino[3,2-d][1,4]benzodiazepin-4,7(6H)-dione  
Lefetamina (-)-N,N-dimetil-1,2-difeniletilamina SPA
Loprazolam 6-(orto-clorofenil)-2,4-diidro-2-[(4-metil-1-piperazinil)metilene]-8-nitro-1H-imitazo[1,2-a][1,4]benzodiazepin-1-one  
Lorazepam 7-cloro-5-(orto-clorofenil)-1,3-diidro-3-idrossi-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Lormetazepam 7-cloro-5-(orto-clorofenil)-1,3-diidro-3-idrossi-1-metil-2H-1,4-benzodiazepin-2-one N-metillorazepam
Mazindolo 5-(para-clorofenil)-2,5-diidro-3H-imidazo[2,1-a]isoindol-5-olo  
Medazepam 7-cloro-2,3-diidro-1-metil-5-fenil-1H-1,4-benzodiazepina  
Mefenorex N-(3-cloropropil)-alfa-metilfeniletilamina  
Meprobamato 2-metil-2-propil-1,3-propandiol dicarbamato estere dicarbamico del 2-metil-2-propil-1,3-propandiolo
Metarbitale acido 5,5-dietil-1-metilbarbiturico  
Metilfenobarbitale acido 5-etil-1-metil-5-fenilbarbiturico  
Metiprilone 3,3-dietil-5-metil-piperidin-2,4-dione  
Midazolam 8-cloro-6-(orto-fluorofenil)-1-metil-4H-imidazol[1,5-a] [1,4]benzodiazepina  
Nabilone 3-(1,1-dimetileptil)-6,6a,7,8,10,10a-esaidro-1-idrossi-6,6-dimetil-9H-dibenzo[b,d]piran-9-one  
Nimetazepam 1,3-diidro-1-metil-7-nitro-5-fenil-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Nitrazepam 1,3-diidro-7-nitro-5-fenil-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Nordazepam 7-cloro-1,3-diidro-5-fenil-2H-1,4-benzodiazepin-2-one desmetildiazepam; nordia-zepam
Ossazepam 7-cloro-1,3-diidro-3-idrossi-5-fenil-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Ossazolam 10-cloro-2,3,7,11b-tetraidro-2-metil-11b-fenilossazolo[3,2-d][1,4]benzodiazepin-2-one  
Pentazocina (2R,6R,11R)-1,2,3,4,5,6-esaidro-6,11-dimetil-3-(3-metil-2-butenil)-2,6-metano-3-benzazocin-8-olo  
Pinazepam 7-cloro-1,3-diidro-5-fenil-1-(2-propinil)-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Pipradrolo 1,1-difenil-1-(2-piperidil)-metanolo  
Pirovalerone 1-(4-metifenil)-2-(1-pirrolidinil)-1-pentanone  
Prazepam 7-cloro-1-(ciclopropilmetil)-1,3-diidro-5-fenil-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Propilesedrina 1-cicloesil-2-metilaminopropano  
Quazepam 7-cloro-5-(2-fluorofenil)-1,3-diidro-1-(2,2,2-trifluoroetil)-2H-1,4-benzodiazepin-2-tione  
Secbutabarbital acido 5-sec-butil-5-etilbarbiturico  
Temazepam 7-cloro-1,3-diidro-3-idrossi-1-metil-5-fenil-2H-1,4-benzodiazepin-2-one N-metilossazepam; 3-idrossi diazepam
Tetrabamato (associazione molecolare di ferrobarbital, febarbamato e diferbarbamato)    
Tetrazepam 7-cloro-5-(1-cicloesen-1-il)-1,3-diidro-1-metil-2H-1,4-benzodiazepin-2-one  
Trans-delta-9-tetraidrocannabinolo   Dronabinol
Triazolam 8-cloro-6-(orto-clorofenil)-1-metil-4H-s-triazolo[4,3-a] [1,4]benzodiazepina  
Vinilbital acido 5-(1-metilbutil)-5-vinilbarbiturico  
Zaleplon N-[3-(3-cianopirazolo[1,5-a]pirimidin-7-il)fenil]-N-etilacetamide  
Zolpidem N,N-6-trinetil-2-(4-metilfenil)-imidazo[1,2-a]piridin-3-acetamide  
Zopiclone estere 6-(5-cloro-2-piridinil)-6,7-diidro-7-ossi-5H-pirrolo-[3,4-b]-pirazin-5-ilico dell’acido 4-metil-1-piperazincarbossilico  

I sali delle sostanze iscritte nella presente tabella, i tutti i casi in cui questi possono esistere.

—–

(1) Tabella inserita dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 febbraio 2006, n. 49, modificata dall’art. 1, D.M. 19 giugno 2006 e, successivamente, dagli artt. 2, e 7, D.M. 18 aprile 2007, a decorrere dal 29 aprile 2007.

(1)

Composizioni medicinali contenenti:

BARBEXACLONE

DESTROPROPOSSIFENE

FENOBARBITAL

PENTAZOCINA

—–

(1) Tabella inserita dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 febbraio 2006, n. 49 e, successivamente, modificata dall’art. 7, D.M. 18 aprile 2007, a decorrere dal 29 aprile 2007.

(1)

TABELLA II SEZIONE DRicetta da rinnovarsi volta per volta.
I medicinali contrassegnati con ** sono inclusi nell’allegato III bis.
COMPOSIZIONI per somministrazioni ad uso diverso da quello parenterale, contenenti acetildiidrocodeina,etilmorfina, folcodina, nicocodina, nicodicodina, norcodeina e loro sali in quantità, espressa in base anidra,superiore a 10 mg fino a 100 mg, per unità di somministrazione o in quantità percentuale, espressa in base anidra,compresa tra l’1% ed il 2,5% p/v (peso/volume), della soluzione multidose; composizioni per somministrazionerettale contenenti acetildiidrocodeina, etilmorfina, folcodina, nicocodina, nicodicodina, norcodeina e loro sali inquantità, espressa in base anidra, superiore a 20 mg fino a 100 mg per unità di somministrazione;
COMPOSIZIONI per somministrazioni ad uso diverso da quello parenterale contenenti codeina** e diidrocodeina**in quantità, espressa in base anidra, superiore a 10 mg per unità di somministrazione o in quantità percentuale,espressa in base anidra, superiore all’1% p/v (peso/volume) della soluzione multidose; composizioni persomministrazione rettale contenenti codeina**, diidrocodeina** e loro sali in quantità, espressa in base anidra,superiore a 20 mg per unità di somministrazione;
COMPOSIZIONI per somministrazioni ad uso diverso da quello parenterale contenenti fentanyl**, idrocodone**,idromorfone**, morfina**, ossicodone**, ossimorfone**
COMPOSIZIONI per somministrazioni ad uso transdermico contenenti buprenorfina**;
COMPOSIZIONI di difenossilato contenenti, per unità di dosaggio, come massimo 2,5 mg di difenossilato calcolatocome base anidra e come minimo una quantità di solfato di atropina pari all’1 per cento della quantità didifenossilato;
COMPOSIZIONI di difenossina contenenti, per unità di dosaggio, come massimo 0,5 mg di difenossina e comeminimo una quantità di atropina pari al 5 per cento della quantità di difenossina;
COMPOSIZIONI che contengono, per unità di somministrazione, non più di 0,1 g di propiram mescolati ad unaquantità almeno uguale di metilcellulosa;
COMPOSIZIONI per uso parenterale contenenti:
CLORDEMETILDIAZEPAM (DELORAZEPAM)
DIAZEPAM
LORAZEPAM
MIDAZOLAM

—–

(1) Tabella inserita dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 febbraio 2006, n. 49, modificata dall’art. 2, D.M. 19 giugno 2006; dagli artt. 6 e art. 7, D.M. 18 aprile 2007, dall’art. 1, D.M. 21 dicembre 2007 e succesivamente sostituita dall’art. 1, DM 31/3/2010.

(1) (2)

Composizioni ad uso diverso da quello parenterale, le quali in associazione con altri principi attivi o in quantità totale per confezione non superiore alla dose massima delle 24 h (F.U. Tabella n. 8) contengono acetildiidrocodeina, codeina, diidrocodeina, etilmorfina, folcodina, nicocodina, nicodicodina, norcodeina e loro sali per un quantitativo complessivo delle suddette sostanze, espresso come base anidra, inferiore all’1% p/p per le composizioni multidose, o per le composizioni monodose una quantità non superiore a 0,010 g per unità di somministrazione per via orale o a 0,020 g per unità di somministrazione per via rettale, e comunque in quantità totale, per ciascuna confezione, non superiore a 0,250 g delle suddette sostanze; le suddette composizioni debbono essere tali da impedire praticamente il recupero dello stupefacente con facili ed estemporanei procedimenti estrattivi

COMPOSIZIONI le quali, in associazione con altri principi attivi, contengono i barbiturici od altre sostanze ad azione ipnotico-sedativa comprese nelle tabelle II sezione A e II sezione B.

COMPOSIZIONI ad uso diverso da quello parenterale contenenti:

ALAZEPAM

ALPRAZOLAM

BROMAZEPAM

BROTIZOLAM

CLOBAZAM

CLONAZEPAM

CLORAZEPATO

CLORDIAZEPOSSIDO

CLOTIAZEPAM

DELORAZEPAM

DIAZEPAM

ESTAZOLAM

ETIZOLAM

FLURAZEPAM

KETAZOLAM

LORAZEPAM

LORMETAZEPAM

MEDAZEPAM

MEPROBAMATO

MIDAZOLAM

NIMETAZEPAM

NITRAZEPAM

NORDAZEPAM

OSSAZEPAM

OSSAZOLAM

PINAZEPAM

PRAZEPAM

QUAZEPAM

TEMAZEPAM

TETRAZEPAM

TRIAZOLAM

ZALEPLON

ZOLPIDEM

ZOPICLONE.

Composizioni medicinali per uso diverso da quello iniettabile che contengono Destropropossifene in associazione con altri principi attivi.

—–

(1) Tabella inserita dall’art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 febbraio 2006, n. 49 e, successivamente, modificata dagli artt. 6, 7 e 8, D.M. 18 aprile 2007, a decorrere dal 29 aprile 2007.
(2) A norma dell’art. 1, D.M. 7 agosto 2006, la ripetibilità della vendita dei medicinali di cui alla presente sezione è consentita, complessivamente, per non più di tre volte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it