DECRETO 17 marzo 2016, n. 58

DECRETO 17 marzo 2016, n. 58

Redazione

Regolamento recante disciplina dell'attivita' di praticantato del praticante avvocato presso gli uffici giudiziari.

GU n.101 del 2-5-2016

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IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA    Visto l'articolo 44 della legge 31 dicembre 2012, n. 247;   Visti gli  articoli  6  e  10  del  decreto  del  Presidente  dellaRepubblica 7 agosto 2012, n. 137;   Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;   Acquisiti i pareri del Consiglio superiore della magistratura e delConsiglio nazionale forense;   Udito il parere interlocutorio del  Consiglio  di  Stato,  espressodalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza  del  4giugno 2015, nonche' il parere finale espresso nell'adunanza  del  22ottobre 2015;   Acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari competenti;   Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri,  anorma dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.  400,effettuata con nota del  18  dicembre  2015  ai  sensi  del  predettoarticolo;                               A d o t t a                       il seguente regolamento:                                 Art. 1                                  Oggetto    1. Il presente regolamento disciplina l'attivita'  di  praticantatosvolta dal praticante avvocato presso gli uffici giudiziari, anche  aseguito della stipulazione delle convenzioni di cui  all'articolo  37del  decreto-legge  6   luglio   2011,   n.   98,   convertito,   conmodificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.   2. Le disposizioni del presente decreto si  applicano  ai  tirocinipresso gli uffici giudiziari di cui all'articolo 4, comma 1, iniziatidopo l'entrata in vigore dello stesso. 
                               Art. 2                Requisiti per lo svolgimento del tirocinio                     presso un ufficio giudiziario    1. Per l'ammissione al tirocinio presso un ufficio  giudiziario  ilpraticante deve, al momento della presentazione della domanda:     a) essere iscritto nel registro dei praticanti avvocati, previstodall'articolo 41, comma 2, della legge 31 dicembre 2012, n. 247;     b) essere in  possesso  dei  requisiti  di  onorabilita'  di  cuiall'articolo 42-ter, secondo comma, lettera g), del regio decreto  30gennaio 1941, n. 12;     c) aver gia' svolto il periodo di tirocinio di  cui  all'articolo41, comma 7, della legge 31 dicembre 2012, n. 247.   2. Il tirocinio di cui  al  presente  decreto  puo'  essere  svoltopresso uno degli uffici giudiziari di cui all'articolo  4,  comma  1,compresi nel circondario del tribunale ove e' costituito il consigliodell'ordine al quale e' iscritto il praticante avvocato. 
                               Art. 3                            Progetto formativo    1. I capi degli uffici di cui all'articolo 4,  comma  1,  elaboranod'intesa con il Consiglio  dell'ordine  degli  avvocati  un  progettoformativo al quale si deve conformare l'attivita' di  formazione  delpraticante avvocato.   2.  Il  Consiglio  superiore  della  magistratura  e  il  Consiglionazionale forense possono predisporre, d'intesa tra loro, linee guidaper l'elaborazione dei progetti formativi  di  cui  al  comma  1.  Ladisposizione di cui al periodo precedente si applica anche agli altriorgani di autogoverno delle magistrature. 
                               Art. 4  Domanda di svolgimento del tirocinio professionale presso un  ufficio  giudiziario. Comunicazione al consiglio dell'ordine    1. L'attivita' di praticantato puo' essere svolta presso  la  Cortedi cassazione, la procura generale presso la Corte di cassazione,  leCorti di appello, le procure generali presso le Corti di  appello,  itribunali ordinari, gli uffici  e  i  tribunali  di  sorveglianza,  itribunali per i minorenni,  le  procure  della  Repubblica  presso  itribunali ordinari e presso il tribunale per i  minorenni,  la  Cortedei conti, la procura generale presso la Corte dei conti, le  sezionigiurisdizionali regionali della Corte dei conti, le procure regionalidella Corte dei conti, le Commissioni tributarie nonche' il Consigliodi Stato e i tribunali amministrativi regionali.   2. La  domanda,  redatta  su  supporto  analogico  o  digitale,  e'indirizzata  al  capo  dell'ufficio  e  consegnata  alla   segreteriadell'ufficio  giudiziario  o  trasmessa  a  mezzo  posta  elettronicacertificata,  nel  rispetto  della  normativa,  anche  regolamentare,concernente la sottoscrizione, la trasmissione  e  la  ricezione  deidocumenti  informatici.  Nella  domanda  puo'  essere  espressa   unapreferenza in ordine ad una o piu' materie ai fini dello  svolgimentodell'attivita' di praticantato.   3. Nella domanda devono essere attestati, a norma degli articoli 46e 47 del decreto del Presidente  della  Repubblica  del  28  dicembre2000, n. 445:     a) il possesso dei requisiti di cui all'articolo 2;     b) il punteggio di laurea;     c) la media riportata  negli  esami  di  diritto  costituzionale,diritto privato, diritto  processuale  civile,  diritto  commerciale,diritto penale, diritto processuale  penale,  diritto  del  lavoro  ediritto amministrativo;     d) i dati relativi all'avvocato presso il quale il praticante  hagia' svolto il periodo di tirocinio di cui all'articolo 41, comma  7,della legge 31 dicembre 2012, n. 247 e quelli  relativi  allo  studiolegale di cui l'avvocato fa parte;     e) ogni altro requisito di professionalita' ritenuto rilevante.   4. Quando la domanda di cui al presente  articolo  e'  accolta,  ilcapo dell'ufficio comunica al consiglio  dell'ordine  degli  avvocatipresso il quale il praticante avvocato e' iscritto la data in cui  iltirocinio deve avere inizio. 
                               Art. 5                   Durata dell'attivita' di praticantato    1. L'attivita' di praticantato presso gli  uffici  giudiziari  puo'essere svolta per non piu' di dodici mesi.   2.  Il  praticante  avvocato   puo'   proseguire   l'attivita'   dipraticantato anche presso  uffici  diversi  da  quelli  in  cui  l'hainiziata, purche' presso ciascun ufficio essa  abbia  una  durata  dialmeno sei mesi. Si applica l'articolo 4. Quando l'ufficio presso  ilquale l'attivita'  di  praticantato  e'  proseguita  ha  sede  in  uncircondario diverso da quello di provenienza, il praticante  avvocatodeve trasferire la propria iscrizione a norma dell'articolo 41, comma14, della legge 31 dicembre 2012, n. 247.   3. Il praticante avvocato che  abbia  svolto  l'intero  periodo  ditirocinio presso uno o piu' degli  uffici  di  cui  all'articolo  73,comma 1, del decreto-legge 21 giugno 2013,  n.  69,  convertito,  conmodificazioni, dalla legge 9  agosto  2013,  n.  98,  e  che  sia  inpossesso dei requisiti previsti dal medesimo comma,  al  termine  deidodici mesi puo' presentare domanda a norma del comma 3 del  predettoarticolo per svolgere lo stage formativo per ulteriori sei mesi. 
                               Art. 6                   Numero massimo di praticanti avvocati                          per ogni magistrato    1. I praticanti avvocati sono  affidati  ai  magistrati  che  hannoespresso la loro disponibilita'.   2. Ogni magistrato non puo' rendersi affidatario  di  piu'  di  duepraticanti. Ai fini del  periodo  precedente  si  computano  anche  ilaureati affidati al medesimo magistrato a norma  degli  articoli  73del  decreto-legge  21  giugno   2013,   n.   69,   convertito,   conmodificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 e 37, commi  4  e  5,del decreto-legge 6 luglio 2011, n.  98  del  2011,  convertito,  conmodificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.   3. Al fine di agevolare  l'attivita'  formativa,  nel  corso  degliultimi sei mesi dell'attivita' di  praticantato  il  magistrato  puo'chiedere, in deroga ai limiti di cui al comma 2, l'assegnazione di unulteriore praticante avvocato. 
                               Art. 7             Criteri per la selezione dei praticanti avvocati    1. Quando non e' possibile ammettere al tirocinio presso  l'ufficiogiudiziario tutti i praticanti avvocati che hanno  proposto  domanda,si riconosce preferenza, nell'ordine, alla media degli esami indicatiall'articolo 4, comma 3, lettera c), al punteggio di  laurea  e  allaminore eta' anagrafica. A parita' dei requisiti  previsti  dal  primoperiodo si attribuisce preferenza  ai  corsi  di  perfezionamento  inmaterie giuridiche successivi alla laurea. 
                               Art. 8                     Attivita' del praticante avvocato    1.  Il  praticante  avvocato  assiste  e  coadiuva  il   magistratoaffidatario; sotto la sua guida e controllo  provvede  con  diligenzaallo studio dei fascicoli,  all'approfondimento  giurisprudenziale  edottrinale ed alla predisposizione delle  minute  dei  provvedimenti;assiste  all'udienza  e  alle  camere  di  consiglio,  salvo  che  ilmagistrato ritenga di non ammetterlo. Il magistrato affidatario  curache il praticante avvocato possa apprendere  anche  le  modalita'  disvolgimento dei servizi amministrativi  da  parte  del  personale  dicancelleria,  al  fine  di  garantire  la  completezza  del  percorsoformativo.   2. Il tirocinio puo' essere svolto contestualmente ad attivita'  dilavoro subordinato pubblico e privato, purche' con modalita' e  orariidonei a consentirne l'effettivo e puntuale svolgimento e in  assenzadi  specifiche  ragioni  di  conflitto  di  interesse.  Fermo  quantoprevisto dall'articolo 41, comma 7, della legge 31 dicembre 2012,  n.247, durante lo svolgimento del tirocinio di cui al presente decreto,il praticante  avvocato  puo'  continuare  a  frequentare  lo  studioprofessionale di un avvocato iscritto all'ordine o l'Avvocatura delloStato o l'ufficio legale di un ente pubblico. Resta  fermo  l'obbligodi frequenza dei corsi di formazione di  cui  all'articolo  43  dellalegge 31 dicembre 2012, n. 247.   3. Lo svolgimento del tirocinio di cui al presente decreto non  da'diritto ad alcun  compenso  e  non  determina  il  sorgere  di  alcunrapporto  di  lavoro  subordinato  o   autonomo   ne'   di   obblighiprevidenziali e assicurativi. Il consiglio dell'ordine  circondarialeo  il  Consiglio  nazionale   forense   possono   stipulare   polizzeassicurative a copertura degli  infortuni  a  favore  dei  praticantiavvocati.   4. Per espletare le attivita' di cui  al  comma  1,  il  praticanteavvocato ha accesso ai fascicoli,  nei  limiti  e  con  le  modalita'stabilite dal magistrato affidatario.   5. Il praticante avvocato  non  puo'  avere  accesso  ai  fascicolirelativi ai procedimenti rispetto ai  quali  versa  in  conflitto  diinteressi per conto proprio o di terzi o di cui sia parte un soggettoche negli ultimi tre anni e'  stato  assistito  da  un  avvocato  checompone lo studio  legale  che  il  praticante  avvocato  continua  afrequentare o presso il quale ha  svolto  il  tirocinio.  Durante  losvolgimento  del  tirocinio   il   praticante   avvocato   non   puo'rappresentare o difendere, anche nelle fasi o  nei  gradi  successividella causa, le parti dei procedimenti che si sono svolti dinanzi  almagistrato affidatario ne' assumere dalle medesime parti un qualsiasiincarico professionale.   6. L'amministrazione competente pone il praticante  avvocato  nellecondizioni di accedere ai propri sistemi informatici.   7. L'attivita' del praticante avvocato si svolge nel rispetto degliobblighi  di  riservatezza  e  di  riserbo  riguardo  ai  dati,  alleinformazioni e alle notizie acquisite durante il periodo di  pratica,con obbligo di mantenere il segreto  su  quanto  appreso  in  ragionedella sua attivita'.   8. L'attivita'  di  praticantato  non  puo'  essere  svolta  pressol'ufficio  giudiziario  innanzi  al  quale  il  praticante   avvocatoesercita attivita' professionale.   9. Il praticante che svolge il tirocinio forense presso  uno  degliuffici giudiziari giudicanti di cui all'articolo 4, comma 1, non puo'avere  accesso  ai  fascicoli  esaminati   durante   lo   svolgimentodell'attivita' di praticantato presso la relativa procura.   10. Quando sono organizzati i  corsi  di  formazione  decentrata  anorma dell'articolo 73, comma 5, del decreto-legge 21 giugno 2013, n.69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n.  98,il praticante e' ammesso a frequentarli.   11. Il tirocinio puo' essere interrotto in ogni  momento  dal  capodell'ufficio, anche  su  proposta  del  magistrato  affidatario,  persopravvenute ragioni organizzative o per il venir meno  del  rapportofiduciario, anche in relazione ai possibili rischi per l'indipendenzae l'imparzialita'  dell'ufficio  o  la  credibilita'  della  funzionegiudiziaria,  nonche'  per  l'immagine  e  il  prestigio  dell'ordinegiudiziario.   12. Quando termina il periodo di  tirocinio  presso  un  magistratoaffidatario, il praticante avvocato redige una  relazione  contenentel'analitica  indicazione  delle  attivita'  svolte,  con  particolareriguardo alle udienze  a  cui  ha  assistito,  ai  fascicoli  che  haesaminato, alle questioni di fatto e di diritto trattate, alle minutedei provvedimenti che ha predisposto, alle attivita'  di  cancelleriacui ha assistito e  ad  ogni  altra  informazione  ritenuta  utile  erilevante.   13. Il magistrato affidatario sottoscrive la relazione  di  cui  alcomma 12, attestando la veridicita' dei dati in essa contenuti  e  laconformita'  del  tirocinio  svolto  al  progetto  formativo  di  cuiall'articolo 3. La relazione corredata con la  predetta  attestazionee' trasmessa a  cura  dell'ufficio  al  consiglio  dell'ordine  degliavvocati presso il quale e' iscritto il praticante avvocato.   14. Il consiglio dell'ordine, al termine del periodo di  tirocinio,rilascia sulla base della documentazione di cui ai commi 12 e 13,  ilcertificato di compiuto tirocinio,  che  contiene  l'indicazione  chel'attivita' di  praticantato  si  e'  svolta  a  norma  del  presenteregolamento e dell'ufficio o degli uffici giudiziari  presso  cui  haavuto luogo. 
                               Art. 9                          Clausola di invarianza    1. Dalle  disposizioni  di  cui  al  presente  decreto  non  devonoderivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.   Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inseritonella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farloosservare.     Dato a Roma, addi' 17 marzo 2016                                                   Il Ministro: Orlando Visto, il Guardasigilli: Orlando Registrato alla Corte dei conti l'11 aprile 2016 Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia  e  affari  esteri,reg.ne prev. n. 926 

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