Rivendicazione della proprietà privata su area demaniale: sussiste la giurisdizione del giudice ordinario. Recentissima conferma del T.A.R. di Catanzaro (sentenza breve n. 1010 del 2013)

Rivendicazione della proprietà privata su area demaniale: sussiste la giurisdizione del giudice ordinario. Recentissima conferma del T.A.R. di Catanzaro (sentenza breve n. 1010 del 2013)

Campana Nadia

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Il T.A.R. di Catanzaro, con la recente sentenza breve n. 1010 del 2013, si è occupato del tema relativo alla sussistenza della giurisdizione amministrativa nell’ipotesi in cui il ricorrente chieda una pronuncia giudiziale relativamente ad un provvedimento di sgombero di un’area demaniale contestando la predetta natura.

Sulla questione indicata, occorre segnalare che la giurisprudenza di legittimità ha ritenuto che, allorquando si propone una domanda di annullamento di un provvedimento di sgombero approntando come difesa che l’area in questione non abbia natura demaniale ma costituisca oggetto di proprietà privata, sussiste la giurisdizione del Giudice Ordinario.

Tale principio è stato solennemente sancito dalla Corte Suprema che, in un recente arresto, ha statuito che se le parti chiedono una pronuncia che ha ad oggetto la proprietà pubblica o privata del suolo occupato la giurisdizione appartiene al giudice ordinario (Cass. SS.UU., 29 marzo 2011, n. 7097).

Vi è da rilevare che il principio espresso trova applicazione anche nelle ipotesi in cui le parti, pur mirando formalmente all’annullamento di un provvedimento amministrativo, nella sostanza introducono nel giudizio la richiesta di accertamento della natura privata dell’area per cui è causa.

Sotto tale ultimo profilo, il Consiglio di Stato ha difatti posto in rilevo che “….la giurisdizione del giudice ordinario e quella del giudice amministrativo vanno determinate non già in base al criterio della c.d. prospettazione del ricorso (ossia alla stregua della qualificazione giuridica soggettiva che l’istante attribuisce all’interesse di cui invoca tutela), bensì in ragione del c.d. petitum sostanziale, ossia dello specifico oggetto e della reale natura della controversia, da identificarsi in funzione della causa petendi, costituita dal contenuto della posizione soggettiva dedotta in giudizio e individuabile in relazione alla protezione sostanziale accordata in astratto alla posizione medesima dalla disciplina legale da applicare alle singole fattispecie (cfr. Cons. Stato, V, 27 giugno 2001 n. 3508; Cass., SS.UU., 28 dicembre 2001 n. 16218), nel caso di specie non può dubitarsi che la posizione soggettiva della ricorrente, in relazione alla protezione sostanziale accordata in astratto alla situazione stessa, sia una posizione di diritto soggettivo, consistente nell’affermazione della natura privatistica dell’area di cui si discute e nella rivendicazione della proprietà dell’area stessa.”(Consiglio di Stato, n. 5741 del 2012).

Proprio sul richiamo a tale ultima pronuncia amministrativa e sullo specifico rilievo secondo cui “esula dalla giurisdizione del g.a. e rientra in quella del g.o. la controversia relativa all’impugnazione di un provvedimento di sgombero di un’area che si assume demaniale, allorché la parte ricorrente contesti la demanialità dell’area stessa ed affermi che il manufatto da eliminare sorge, invece, su un’area di proprietà privata, il T.A.R. di Catanzaro, con sentenza breve n. 1010 del 2013, ha dichiarato il ricorso introduttivo inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.

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