Rapina: gli occhiali da sole fanno scattare l’aggravante del travisamento

Rapina: gli occhiali da sole fanno scattare l’aggravante del travisamento

Redazione

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Anche solo un paio di occhiali da sole è sufficiente, almeno sulla carta, ad alterare l’aspetto esteriore del rapinatore. Corretta, perciò, l’applicazione della “aggravante del travisamento” nella definizione della condanna.

È quanto affermato dalla Corte di Cassazione, sez. II Penale, con la sentenza n. 17397 depositata il 28 aprile 2016.

Il ladro in poche ore aveva effettuato una rapina e ne aveva tentato altre due.

In Cassazione il difensore contesta la «circostanza aggravante del travisamento».

A tal proposito, l’avvocato fa leva sulla circostanza che «la parte offesa era stata comunque perfettamente in grado di riconoscere il rapinatore», nonostante quest’ultimo avesse indossato un «casco da motociclista» e degli «occhiali».

Gli Ermellini ritengono priva di pregio la contestazione.

Ciò che conta, secondo i Magistrati, è la «alterazione» – seppur lieve e «conseguita con qualsiasi mezzo, anche rudimentale» – «dell’aspetto esteriore della persona», e quindi la difficoltà nel «riconoscimento».

Di conseguenza, è irrilevante che «la parte offesa sia riuscita o meno a riconoscere le sembianze del rapinatore».

E comunque, concludono i Giudici, anche il semplice «uso di un casco» o, addirittura, l’indossare degli «occhiali da sole», da parte del rapinatore, consentono di modificarne «l’aspetto esteriore».

 

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