La Cassazione chiarisce i presupposti per l’applicazione dell’aggravante della destrezza nel furto

La Cassazione chiarisce i presupposti per l’applicazione dell’aggravante della destrezza nel furto

Redazione

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Lucia Nacciarone

Con la sentenza n. 23735 del 14 giugno 2012 i giudici di legittimità hanno negato l’applicabilità, con conseguente aumento di pena, dell’aggravante della destrezza nel caso in cui il furto sia stato commesso in una palestra e in danno di chi al momento si trovava in un’altra sala per fare attività fisica.

Il possessore del bene rubato (in questo caso un cellulare) non era nella condizione di potersi accorgere dell’episodio, e quindi al ladro non va riconosciuta una particolare ‘destrezza’.

In particolare, avvisano i giudici di legittimità, con riferimento alla circostanza di cui all’articolo 625, co. 1, n. 4 del codice penale, va specificato che essa può sussistere qualora la condotta di sottrazione o impossessamento del bene si realizzi mediante approfittamento delle condizioni più favorevoli per cogliere l’attimo del momentaneo distacco del proprietario della cosa, e, dunque, di una condizione di attenuata difesa, quale è quella di colui che la perda di vista, per una frazione di tempo, senza precludersi, tuttavia, il controllo e l’immediato ricongiungimento con essa. L’approfittamento di questa frazione di tempo, in costanza di vigilanza diretta e immediata della cosa, configura la condotta elusiva che il legislatore intende punire più gravemente, in quanto espressione di una particolare attitudine criminale del soggetto.

Quindi, si legge nella sentenza, l’aggravante ricorre nel caso di un negoziante che si allontana dal banco di vendita per prendere da un stanza attigua la mercanzia richiesta dal cliente, ma non ricorre nel caso in cui il possessore si sia allontanato per un tempo non brevissimo e recato in un luogo diverso, non immediatamente contiguo, rispetto a quello in cui si sia consumata l’azione furtiva. In tal caso la condotta non è caratterizzata da particolare abilità dell’agente nell’eludere il controllo della vittima, ma dalla semplice temerarietà di cogliere un’opportunità in assenza di tale controllo, qualità estranea alla fattispecie dell’aggravante della destrezza.

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