Il proprietario confinante è titolare di legittimazione ad agire in giudizio a tutela del proprio interesse legittimo pretensivo affinchè l’Amministrazione Comunale, titolare del potere urbanistico di repressione degli illeciti urbanistici, lo eserciti co

Il proprietario confinante è titolare di legittimazione ad agire in giudizio a tutela del proprio interesse legittimo pretensivo affinchè l’Amministrazione Comunale, titolare del potere urbanistico di repressione degli illeciti urbanistici, lo eserciti co

Iride Pagano

Qui la sentenza: Sentenza n° 1212 del 28 maggio 2015

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La seguente  decisione esamina un’ipotesi di silenzio inadempimento dell’Amministrazione Comunale, titolare del potere urbanistico repressivo di  illeciti urbanistici, a seguito di diffida alla conclusione del procedimento, mirato alla demolizione e all’acquisizione dell’area, da parte  di proprietari confinanti dell’immobile interessato da abuso edilizio.  

La sentenza ribadisce il principio giurisprudenziale secondo il quale, come va riconosciuta legittimazione ad impugnare il titolo edilizio a coloro che si trovino in  situazione di stabile collegamento, derivante dalla titolarità di un interesse oppositivo, con la zona in cui ricade l’intervento edilizio assentito,  ugualmente va tutelata la loro posizione  di interesse pretensivo, quale l’interesse legittimo a che l’Amministrazione Comunale, titolare del potere urbanistico di repressione degli illeciti urbanistici, lo eserciti compiutamente fino alla eliminazione dell’abuso e all’acquisizione dell’area.

Come evidenziato, la situazione giuridica tutelata è la stessa ed è costituita dalla posizione di interesse affinchè l’Amministrazione eserciti correttamente il proprio potere in materia urbanistica.

La  sostanza della posizione legittimante rimane sostanzialmente la stessa, a seconda che si agisca contro un titolo edilizio rilasciato e che si assume illegittimo, oppure che si lamenti l’inerzia nell’esercizio dei poteri di controllo e repressione da parte dell’Amministrazione.

In entrambi i casi ciò di cui il ricorrente si duole è la sussistenza di un assetto dei luoghi difforme da quello che, in sede di pianificazione territoriale, è stato previsto e che è il frutto, rispettivamente, di una condotta positiva o di una condotta omissiva della P.A., entrambe concorrenti con un fatto di terzi privati ed entrambe asseritamente illegittime.

E la legittimazione ad agire contro un eventuale inadempimento dell’Amministrazione, rispetto all’esercizio compiuto dei poteri repressivi in materia, spetta a tutti coloro che si trovano in una situazione di stabile collegamento, derivante dalla titolarità di un diritto reale o da un rapporto obbligatorio, con la zona in cui ricade il manufatto abusivo e che ,pertanto, hanno titolo a pretendere dal Comune la demolizione del fabbricato abusivo che lede il proprio interesse al corretto assetto urbanistico ed ambientale dei luoghi.

Il ricorrente agisce per la tutela del proprio specifico interesse di proprietario limitrofo al luogo in cui sarebbero stati perpetrati gli abusi e non per l’interesse generale al rispetto della legalità.

La sentenza viene segnalata anche perché offre un‘interessante disamina del tema del c.d. interesse illegittimo  ovvero della emulatività della pretesa, che richiama la logica del c.d. abuso del diritto.

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