Cassazione: per l’aggravante della ingente quantità di stupefacenti restano validi i parametri tabellari

Cassazione: per l’aggravante della ingente quantità di stupefacenti restano validi i parametri tabellari

Redazione

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Lucia Nacciarone

 

Con la sentenza n. 47907 del 19 novembre 2014 la Cassazione ha stabilito che l’aggravante della ingente quantità è ravvisabile quando l’entità della sostanza stupefacente è superiore a duemila volte il valore massimo in milligrammi (valore-soglia) determinato per ciascuna sostanza nella tabella allegata al D.M. 11 aprile 2006.

L’aumento di pena di cui all’articolo 80 del testo unico in materia di stupefacenti, continua la Corte di legittimità, non ha subìto modifiche nonostante i ripetuti interventi sia legislativi che giurisprudenziali: ci si riferisce, in particolare, alla sentenza delle Sezioni Unite n. 36258 del 2012, che ha dettato i criteri discretivi per l’applicazione della suddetta aggravante, alla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità del decreto legge Fini-Giovanardi, tuttavia, spiegano i giudici, per meri vizi procedurali, e cioè per eccesso di delega.

Restano fermi, pertanto, i parametri quali-quantitativi teballari, ossia i criteri fondati sul rapporto fra quantità di principio attivo dello stupefacente e valore massimo tabellarmente detenibile.

L’adozione del D.L. 36/2014, successiva alla sentenza costituzionale (per creare il vuoto normativo conseguente alla incostituzionalità del D.L. 272/2005, decreto Fini-Giovanardi) non ha sconfessato, conclude infine la Corte, la considerazione unitaria delle diverse tipologie di sostanze ai fini del trattamento sanzionatorio.

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