T.A.R. Campania, Napoli, III sezione, BDI e altri (Avv.ti Antonio BRANCACCIO, Lorenzo LENTINI, Alessandro BIAMONTE) contro Regione Campania (Avv. Beniamino Caravita di TORITTO) e altri (Avv. Giovanni LEONE), sent. 27.7.2015, n. 3945.

T.A.R. Campania, Napoli, III sezione, BDI e altri (Avv.ti Antonio BRANCACCIO, Lorenzo LENTINI, Alessandro BIAMONTE) contro Regione Campania (Avv. Beniamino Caravita di TORITTO) e altri (Avv. Giovanni LEONE), sent. 27.7.2015, n. 3945.

Alessandro Biamonte Referente Area Diritto Amministrativo

Qui la sentenza: sent. 27.7.2015, n. 3945.

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Anche nell’ambito degli enti pubblici, l’avvocato gode di autonomia ed indipendenza di giudizio, nella fase precontenziosa e contenziosa, nell’impostazione da dare alla difesa degli interessi del proprio datore di lavoro, in questo caso pienamente assimilabile alla posizione del “cliente”; sotto questo profilo, il ruolo dell’avvocato dell’ente non è dissimile da quella del libero professionista.

Il legale dipendente di un ente pubblico deve essere pienamente libero di valutare la legittimità della pretesa del proprio datore di lavoro e, più in particolare, di potere apprezzare che la stessa non sia in contrasto alle regole deontologiche ed ai principi fondamentali dell’ordinamento (cfr. in questo senso Tar Lazio, Roma, sez. II, 13 aprile 2011, n. 3222; Tar Basilicata, Potenza, sez. I, 8 luglio 2013, n. 405; Consiglio di Stato, sez. V, 14 febbraio 2012, n. 730).

E’ pertanto illegittima, perché lesiva delle prerogative e delle intrinseche caratteristiche proprie dell’attività legale (confermate dal legislatore con la Legge sulla professione forense n. 247/2012) la delibera con cui l’Ente regionale introduca la previsione della controfirma dei pareri e degli atti degli avvocati-funzionari da parte dei Dirigenti Coordinatori di UOD, in aggiunta a quella dell’Avvocato Capo.

In altri termini, l’assoggettamento a modelli organizzativi e gerarchici non appare di per sé incompatibile con la funzione di avvocato dipendente di un ente pubblico e non in contraddizione con i principi del’ordinamento professionale forense; ciò che invece, al di là delle variabili organizzative e strutturali, può ledere o almeno seriamente compromettere le garanzie volte all’autonomo svolgimento del mandato professionale è il potere di controfirma sugli atti e sui pareri legali senza che vi sia alcuna possibilità da parte del legale di fare emergere inequivocabilmente la propria posizione sulla specifica questione.

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