Sezioni Unite: non è reato il consumo di gruppo di droghe

Sezioni Unite: non è reato il consumo di gruppo di droghe

Redazione

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Lucia Nacciarone

Con la sentenza del 31 gennaio 2013, le cui motivazioni devono essere ancora depositate, il Supremo consesso di legittimità ha risolto il contrasto giurisprudenziale verificatosi a seguito dell’introduzione, ad opera della legge n. 49/2006 (cd. legge Fini-Giovanardi), del concetto di «uso esclusivamente personale» di droghe, l’unico a non essere considerato reato bensì illecito amministrativo.

Prima dell’intervento normativo, era pacifico che il consumo di gruppo non fosse considerato penalmente rilevante, ma a seguito della novella si pose il problema di definire il discrimen del penalmente punibile soprattutto in quei casi in cui l’uso non era esclusivamente personale, ma condiviso da un gruppo, od ancora nelle ipotesi in cui un membro del gruppo acquistasse la droga per conto di tutti con lo scopo di consumarla assieme.

È evidente che in tali contesti non si può parlare di spaccio, in quanto la droga non era acquistata per essere venduta a terzi, bensì per essere consumata anche se da più persone.

Per questo si erano formati due orientamenti contrapposti: secondo un primo orientamento, l’acquisto o la detenzione di sostanze stupefacente destinata ad essere consumata, in luogo e tempi certi, da un gruppo predeterminato di soggetti, doveva essere ritenuto un illecito di natura meramente amministrativa, rientrando per l’appunto questa fattispecie nel concetto di uso esclusivamente personale.

Altre sentenza invece davano un’interpretazione restrittiva della norma, sostenendo che il concetto di uso collettivo fosse incompatibile con quello di uso esclusivamente personale e fosse, quindi, una fattispecie penalmente rilevante.

Le Sezioni Unite hanno aderito alla prima di queste impostazioni, chiarendo che l’uso di gruppo, sia nelle ipotesi di mandato all’acquisto che in quelle di acquisto comune, non è penalmente rilevante, ed integra una violazione di tipo meramente amministrativo.

Il reato, quindi, ad avviso dei giudici di legittimità, che si pronunciano a Sezioni Unite, c’è solo quando la droga viene acquistata per rivenderla a terzi.

In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, molti politici hanno condiviso il suddetto orientamento, auspicando anche un’abrogazione della Fini-Giovanardi per evitare che possa in futuro nuovamente cadersi in contraddizione.

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