Licenziamento disciplinare, la valutazione dell’immediatezza della contestazione costituisce giudizio di merito

Licenziamento disciplinare, la valutazione dell’immediatezza della contestazione costituisce giudizio di merito

Redazione

Versione PDF del documento

Nel licenziamento per giusta causa, il principio dell’immediatezza della contestazione dell’addebito deve essere inteso in senso relativo, potendo in concreto essere compatibile con un intervallo di tempo più o meno lungo, quando l’accertamento e la valutazione dei fatti sia molto laborioso e richieda uno spazio temporale maggiore. Lo ricorda la Corte di Cassazione nella sentenza 3 ottobre 2012, n. 16809. Né può, chiariscono, ancora, i giudici, nel caso in cui il licenziamento sia motivato dall’abuso di uno strumento di lavoro (tipico è l’esempio dell’uso scorretto del cellulare di servizio), ritorcersi a danno del datore di lavoro l’affidamento riposto nella correttezza del dipendente, o equipararsi alla conoscenza effettiva la mera possibilità di conoscenza dell’illecito, ovvero supporsi una tolleranza dell’azienda a prescindere dalla conoscenza che essa abbia degli abusi del dipendente.

In ogni caso, la valutazione della tempestività della contestazione costituisce giudizio di merito, non sindacabile in cassazione ove adeguatamente motivato

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it