In materia di controversie riguardanti la revoca di contributi pubblici sussiste sempre la giurisdizione del Giudice ordinario quando il finanziamento è riconosciuto direttamente dalla legge.

In materia di controversie riguardanti la revoca di contributi pubblici sussiste sempre la giurisdizione del Giudice ordinario quando il finanziamento è riconosciuto direttamente dalla legge.

di Pagano Iride, Avv.

Qui la sentenza: Sentenza n° 1066 del 22 aprile 2016

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La sentenza che segue offre  un utile riepilogo degli orientamenti giurisprudenziali prevalenti  in materia di riparto della giurisdizione in ordine alle controversie riguardanti la concessione e la revoca di contributi e sovvenzioni pubbliche.

Precisato che  il riparto di giurisdizione tra Giudice ordinario e Giudice amministrativo deve essere attuato sulla base del generale criterio fondato sulla natura della situazione soggettiva azionata, la sentenza  afferma che sussiste sempre la giurisdizione del Giudice ordinario quando il finanziamento è riconosciuto direttamente dalla legge e alla Pubblica amministrazione è demandato soltanto il compito di verificare l’effettiva esistenza dei relativi presupposti, senza procedere ad alcun apprezzamento discrezionale circa l’ an, il quid, e il quomodo dell’erogazione.

La giurisdizione spetta al Giudice ordinario anche qualora la controversia attenga   alla successiva fase di erogazione o di ripetizione del contributo, sul presupposto di un addotto inadempimento del beneficiario alle condizioni statuite in sede di erogazione o dall’acclarato sviamento dei fondi acquisiti rispetto al programma finanziato,  anche se si faccia questione di atti formalmente intitolati come revoca, decadenza o risoluzione, purché essi si fondino sull’inadempimento alle obbligazioni assunte di fronte alla concessione del contributo.

 In tale ipotesi il privato è titolare di un diritto soggettivo perfetto, come tale tutelabile dinanzi al Giudice ordinario, attenendo la controversia alla fase esecutiva del rapporto di sovvenzione e all’inadempimento degli obblighi cui è subordinato il concreto provvedimento di attribuzione.

 E’ invece configurabile una situazione soggettiva d’interesse legittimo, con conseguente giurisdizione del Giudice amministrativo, qualora la controversia riguardi una fase procedimentale precedente al provvedimento discrezionale attributivo del beneficio, oppure quando, a seguito della concessione del beneficio, il provvedimento sia stato annullato o revocato per vizi di legittimità o per contrasto iniziale del provvedimento di concessione del contributo  con il pubblico interesse, ma non per inadempienze del beneficiario.[Avv. Iride Pagano]

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Pagano Iride

Pagano Iride

Svolge la professione in Nocera Inferiore (SA) Ha ottenuto una borsa di studio presso la L.U.I.S.S.-Roma in Diritto degli Enti Locali Ha maturato esperienza professionale di difesa e rappresentanza in giudizio, anche innanzi alle Giurisdizioni Superiori, a favore sia di privati che di Amministrazioni Pubbliche Locali. Si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, con particolare riferimento all'urbanistica, all'edilizia, al risarcimento danni nei confronti della P.A., alle procedure a evidenza pubblica,  al giudizio di esecuzione del giudicato; di diritto civile nei rapporti paritetici con la P.A..


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