Giustizia tributaria, nuovi giudici e banca dati per le sentenze

Al via il tirocinio dei 173 magistrati tributari. Focus su banca dati SententIA, massimario nazionale, PTT e infrazione UE.

Redazione 05/06/26
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La giustizia tributaria entra in una fase di trasformazione strutturale. Con la firma, da parte del ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, dei decreti di nomina dei 173 nuovi magistrati tributari professionali selezionati mediante concorso, prende avvio il percorso di professionalizzazione delineato dalla riforma della giurisdizione tributaria. I nuovi giudici inizieranno ora il tirocinio presso le Corti di giustizia tributaria, in un contesto in cui l’obiettivo dichiarato non è soltanto rafforzare gli organici, ma incidere sulla qualità, sull’uniformità e sulla prevedibilità delle decisioni.
L’annuncio è stato dato dalla presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, Carolina Lussana, nel corso del convegno dedicato alla transazione fiscale, organizzato dall’Unione nazionale camere avvocati tributaristi insieme alle Camere tributarie di Roma e Milano. Sullo sfondo restano però anche questioni aperte, compresa la procedura d’infrazione europea relativa al trattamento dei giudici tributari onorari. Per approfondire questa materia, abbiamo preparato il corso “Processo tributario – Tecniche difensive, vizi della sentenza e impugnazioni”
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Indice

1. Il tirocinio dei nuovi giudici: sei mesi prima delle funzioni


I 173 vincitori del concorso del 2024 non entreranno immediatamente nell’esercizio pieno delle funzioni giurisdizionali. Il percorso prevede un tirocinio della durata complessiva di sei mesi, durante il quale i neoassunti saranno affiancati dagli attuali 22 magistrati tributari professionali in organico e dai presidenti delle Corti di giustizia tributaria e delle sezioni.
La prima fase sarà dedicata prevalentemente allo studio e all’affiancamento. Solo in un momento successivo i nuovi magistrati potranno partecipare alle camere di consiglio ed essere sottoposti a valutazione. In caso di giudizio negativo, è prevista una seconda valutazione. L’immissione nelle funzioni avverrà soltanto al termine di tale percorso formativo.
Il dato assume rilievo anche in prospettiva: entro l’estate, o al più tardi a settembre, il Dipartimento della giustizia tributaria del Mef dovrebbe bandire una seconda selezione per un numero analogo di posti. Dopo un ulteriore terzo concorso, l’obiettivo complessivo è arrivare a 576 magistrati tributari professionali.

2. SententIA e massimario: la sfida dell’uniformità


Accanto al rafforzamento degli organici, il Consiglio di presidenza punta a intervenire su uno dei profili più sensibili della giustizia tributaria: la conoscibilità e l’uniformità della giurisprudenza di merito.
In questa direzione si colloca il potenziamento della banca dati di merito, denominata SententIA, alla quale sta lavorando il Dipartimento della giustizia tributaria del Mef, diretto da Fiorenzo Sirianni. La banca dati sarà presentata il 9 giugno a Roma, nell’ambito di Forum PA 2026, e, secondo quanto anticipato da Lussana, sarà presto collegata alla banca dati della Cassazione.
Parallelamente, il Consiglio di presidenza ha costituito un ufficio dedicato al massimario nazionale della giustizia tributaria, affidato al direttore Luigi Cuomo. Il compito sarà classificare ed elaborare le massime delle sentenze emesse dalle Corti di giustizia tributaria di tutto il territorio nazionale.
L’obiettivo dichiarato è selezionare le pronunce più significative, innovative o idonee a enunciare principi meritevoli di diffusione tra gli operatori. In questo lavoro saranno coinvolti anche i presidenti delle Corti e gli avvocati, chiamati a segnalare decisioni rilevanti emerse nell’attività processuale.

3. Il ruolo degli avvocati e la banca dati delle sentenze


La costruzione di un sistema più ordinato di raccolta e valorizzazione delle decisioni tributarie passerà anche dal contributo dell’avvocatura. Nell’inserimento delle sentenze nella banca dati di merito sarà infatti coinvolta una task force di 50 avvocati distribuiti sul territorio nazionale, con una presenza significativa dell’Uncat.
Il presidente Gianni Di Matteo ha espresso apprezzamento per l’obiettivo di rafforzare la qualità, la conoscibilità e l’uniformità delle decisioni tributarie, valorizzando al tempo stesso la cultura della terzietà e dell’imparzialità del giudice tributario.
Si tratta di un passaggio rilevante perché la giustizia tributaria, storicamente caratterizzata da una forte frammentazione applicativa, necessita di strumenti capaci di ridurre le disomogeneità territoriali e rendere più accessibili gli orientamenti delle Corti.

4. Transazione fiscale: istituto utile, ma ancora poco utilizzato


Il convegno Uncat ha dedicato ampio spazio anche alla transazione fiscale, indicata come istituto ancora incompiuto. Secondo quanto emerso, per diventare uno strumento effettivo di risanamento delle imprese, la transazione fiscale deve superare persistenti incertezze normative e applicative.
Il punto centrale riguarda la necessità di circoscrivere la valutazione dell’Amministrazione finanziaria ai profili di convenienza e fattibilità della proposta, garantendo al contempo tempi certi per la decisione. Roberto Di Nardo, responsabile della Sezione riscossione della Direzione regionale delle Entrate del Lazio, ha manifestato disponibilità a valutare favorevolmente le proposte accompagnate da documentazione completa e dall’attestazione di convenienza resa dal professionista indipendente.
I numeri, tuttavia, restano contenuti: nel Lazio risultano soltanto sette pareri favorevoli, mentre nel resto del territorio nazionale i dati sarebbero ancora più ridotti. Da qui l’esigenza di rafforzare il dialogo tra Amministrazione finanziaria e professionisti.

5. Processo telematico e comunicazioni su App IO


Un ulteriore fronte di intervento riguarda il processo tributario telematico. Lussana ha evidenziato come il PTT sia ormai una realtà consolidata, ma ancora suscettibile di miglioramenti. Per questo il Consiglio di presidenza mantiene un’interlocuzione attiva con il Dipartimento della giustizia tributaria, al fine di affinare il funzionamento dell’applicativo.
In tale prospettiva si inserisce anche l’avvio del servizio che consente di ricevere tramite App IO due ulteriori comunicazioni provenienti dalle Corti di giustizia tributaria. È un tassello ulteriore del processo di digitalizzazione, destinato a incidere sull’accessibilità dei servizi e sulla tempestività delle comunicazioni processuali.

6. Il nodo europeo dei giudici tributari onorari


Il processo di professionalizzazione della magistratura tributaria si intreccia, tuttavia, con la procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia per il trattamento riservato ai giudici tributari onorari.
Secondo quanto riportato da ANSA, Bruxelles contesta il mancato adeguamento della legislazione nazionale al diritto del lavoro dell’Unione europea. Il punto critico riguarda la posizione dei giudici tributari onorari, che continuano a svolgere funzioni giurisdizionali a tempo parziale e possono restare in servizio fino al raggiungimento dei 70 anni, pur essendo destinati a essere gradualmente sostituiti dai magistrati professionali.
La Commissione ritiene problematico il diverso trattamento rispetto ai magistrati tributari professionali, pur a fronte dell’esercizio di funzioni giurisdizionali su controversie della stessa natura e valore. Le differenze riguarderebbero ferie, pensione, diritti previdenziali e retribuzione. Secondo Bruxelles, tale disciplina potrebbe risultare incompatibile con la direttiva sul lavoro a tempo parziale, la direttiva sull’orario di lavoro e quella sulle lavoratrici in stato di gravidanza.
L’Italia ha ora due mesi per fornire risposte e correggere la situazione, evitando l’ulteriore avanzamento della procedura. Il tema conferma che la transizione verso una magistratura tributaria professionale non può limitarsi al reclutamento dei nuovi giudici, ma deve affrontare anche il regime giuridico del personale onorario ancora in servizio.

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