I presupposti e i requisiti per emettere una dichiarazione di adottabilità

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia
PDF

Qui la sentenza: Corte di Cassazione -sez. I civ- ordinanza n.19012 del 13-06-2022

La possibilità di togliere un bambino ai suoi genitori, nonni e altri parenti che non sono in grado di rivolgergli le necessarie attenzioni, rappresenta una misura drastica.

Una simile soluzione viene adottata esclusivamente in casi estremi, e la procedura di affidamento extrafamiliare è caratterizzata da molto rigore.

Il procedimento prevede, come primo passo, una dichiarazione di adottabilità, che viene emanata sulla base di determinati presupposti e deve seguire un cammino giudiziario preciso.

La procedura per diversi aspetti si può definire analoga a quella prevista per i casi nei quali non c’è la famiglia di origine, con la differenza che nel caso in questione si deve interloquire proprio con i familiari del bambino, che si potrebbero opporre alle decisioni prese da parte del Tribunale per i minorenni.

In questo articolo scriveremo qualcosa evidenziando che cosa accade quando un minore viene messo in stato di adottabilità.

     Indice

  1. In che cosa consiste la dichiarazione di adottabilità
  2. In che modo si procede alla segnalazione alla procura della Repubblica
  3. I provvedimenti adottati dal Tribunale per i minorenni
  4. I limiti allo stato di adottabilità sei minorenni

1. In che cosa consiste la dichiarazione di adottabilità

Il Tribunale per i minorenni procede a dichiarare adottabile un bambino avvalendosi di un’apposita dichiarazione di adottabilità, emanata quando emerge il suo stato di abbandono da parte dei genitori e degli altri parenti entro il quarto grado, che dovrebbero essere tenuti a provvedere a lui.

La privazione  dell’assistenza morale e materiale dei genitori, che per legge gli stessi sono tenuti a fornire alla loro prole, deve essere protratta nel tempo, non deve avere carattere occasionale o transitorio (art. 315 bis c.c.).

2. In che modo si procede alla segnalazione alla procura della Repubblica

La segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di situazioni che possono comportare lo stato di adottabilità di un minore è obbligatoria (art. 9 L. n. 184/1983) per i pubblici ufficiali, gli incaricati di un pubblico servizio e coloro che esercitano  un servizio di pubblica necessità, ed è facoltativa per qualsiasi cittadino.

Di conseguenza, non esclusivamente i poliziotti, ma anche gli insegnanti, i medici e gli operatori dei servizi socio-sanitari del Comune hanno il dovere di segnalare all’autorità giudiziaria gli episodi di allarme dei quali sono venuti a conoscenza durante la loro rispettiva attività d’ufficio.


Potrebbero interessarti anche:


3. I provvedimenti adottati dal Tribunale per i minorenni

In relazione al contenuto della segnalazione ricevuta, l’autorità giudiziaria, da parte sua,  procederà alla disposizione degli accertamenti opportuni, avvalendosi dei servizi sociali e sanitari del territorio che, da parte loro, svolgeranno indagini “sulle condizioni giuridiche e di fatto del minore e sull’ambiente nel quale ha vissuto e vive” (art. 10 L. n. 184/1983) e scriveranno una relazione sugli esiti al magistrato.

Il Tribunale dei minorenni, che decide in composizione collegiale, con la presenza di esperti in materia minorile, potrà emettere, in modo alternativo, uno dei provvedimenti che seguono:

  • Impartire prescrizioni ai genitori o agli altri parenti del minore, lasciandolo affidato alla famiglia, ma vigilando attraverso gli assistenti sociali sull’adempimento.
  • Disporre l’affidamento familiare del bambino, individuando i parenti in grado di prendersi cura di lui, ad esempio, i nonni paterni o materni.

Dichiarare lo stato di adottabilità del minore, se le non dovessero risultare praticabili le soluzioni precedenti.

In seguito alla dichiarazione di adottabilità, con un provvedimento separato, il Tribunale per i  minorenni dispone l’affidamento preadottivo del bambino, che rappresenta un presupposto necessario in vista dell’adozione definitiva.

In tempi successivi, l’affido preadottivo si può trasformare in adozione definitiva una volta terminato il periodo di osservazione della durata di un anno, se il Tribunale per i minorenni dovesse constatare l’esito positivo dell’inserimento del minore nel nucleo familiare assegnato.

4. I limiti allo stato di adottabilità sei minorenni

Un recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione (Cass. ord. n. 19012/2022), ha affermato che lo stato di adottabilità del minore costituisce “l’extrema ratio”, vale a dire, un rimedio eccezionale, perché il diritto prioritario del figlio di vivere con i propri genitori e nella propria famiglia “può essere limitato esclusivamente dove si configuri un endemico e radicale stato di abbandono, a causa della irreversibile capacità dei genitori e dei parenti di allevarlo e curarlo per la loro totale inadeguatezza”.

Nella vicenda presa in considerazione, era emersa una “una seria situazione di fragilità ed immaturità psicofisica di entrambi i genitori che non consentiva loro di proporsi come adeguate figure di riferimento genitoriale”, la madre in particolare, “aveva esposto i minori a ripetuti episodi di abbandono», ed aveva manifestato «l’assenza di consapevolezza dei bisogni dei figli”.

Nel nucleo familiare non c’erano altri parenti capaci di assistere i bambini e provvedere alle loro esigenze psico-fisiche.

Volume consigliato

La tutela giuridica del minore

La tutela giuridica del minore

Il volume si propone di offrire una panoramica della normativa nel particolare settore che riguarda il diritto minorile, con approfondimenti in ordine alle problematiche delle scelte dei genitori che si ripercuotono sulla vita dei figli. Nel manuale vengono affrontate le tematiche afferenti a quei diritti che affondano le radici nei principi della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Tali diritti vengono messi in serio pericolo quando padri e madri affrontano la fine del loro rapporto e dovrebbero mantenere un costruttivo rapporto genitoriale; purtroppo, invece, la realtà ci mostra quanto sia difficile preservare le relazioni familiari. Tale difficoltà è stata recepita anche dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza che nella neonata “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori” prevede in apertura il diritto dei figli di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori e di mantenere i loro affetti. Secondo tale documento, bambini e adolescenti hanno il diritto di essere informati e aiutati a comprendere la separazione (o fine del rapporto) dei genitori, il diritto di essere ascoltati e quello di ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano, per giungere poi all’individuazione dei diritti come quello all’ascolto e alla partecipazione, del diritto a preservare le relazioni familiari, a non essere separati dai genitori contro la propria volontà, a meno che la separazione non sia necessaria nell’interesse preminente del minorenne. Ciò premesso, è doveroso evidenziare che i principi che regolano il diritto minorile sono materia d’interpretazione da parte dei magistrati, ma la loro conoscenza è necessaria anche nella formazione degli avvocati e in coloro che operano in questo settore.

Cristina Cerrai, Avvocato in Livorno, patrocinante in Cassazione, ha una formazione specifica nell’ambito del diritto di famiglia e dei mi- nori. Ha ricoperto il ruolo di Coordinatore Nazionale dell’Osservatorio di Diritto di Famiglia e dei Minori della Giunta A.I.G.A. Attualmente, in qualità di Consigliera di Parità della Provincia di Livorno, è responsabile del centro di ascolto antiviolenza “Sportello VIS”.
Stefania Ciocchetti, Avvocata formata nel diritto di famiglia, si occupa di mediazione familiare dal 1995; componente Comitato degli Esperti della Scuola di Aggiornamento c/o Fondazione Scuola Forense Barese; componente Commissione Famiglia c/o COA Bari, nomina a componente Consiglio Distrettuale di Disciplina (distretto di Corte Appello Bari) per il prossimo quadriennio.
Patrizia La Vecchia, è avvocato in Siracusa con una formazione specifica nell’ambito del diritto civile ed in particolare del diritto di famiglia e dei minori; già relatrice in numerosi convegni e corsi di formazione in materia di tutela dei minori e violenza alle donne; già componente dell’osservatorio del Diritto di famiglia dell’AIGA, autrice e curatrice di diverse pubblicazioni in materia di diritto di famiglia e minorile. Oggi Vicepresidente della Sezione di Siracusa.
Ivana Enrica Pipponzi, Avvocata cassazionista, ha una formazione specifica nell’ambito del diritto di famiglia e dei minori. A seguito della sua provata esperienza specifica, ha ricoperto le cariche di componente dell’Osservatorio Nazionale di Diritto di Famiglia e dei Minori di AIGA, di responsabile nazionale del Dipartimento “Diritto di Famiglia e Persone” e di coordinatrice del Dipartimento “Persona e Tutela dei Diritti Umani” della Fondazione AIGA “Tommaso Bucciarelli. Già Commissaria Regionale per le Pari Opportunità della Regione Basilicata, è l’attuale Consigliera Regionale di Parità per la Basilicata. Coautrice di numerosi volumi editi dalla Maggioli Editore in materia di Diritto di famiglia, dei minori e Successioni.
Emanuela Vargiu, Avvocato cassazionista, formata nel diritto civile ed amministrativo; da dieci anni patrocinatore di cause innanzi alle Magistrature Superiori, esercita la professione a Cagliari. È autrice di diverse pubblicazioni giuridiche in materia di Diritto di famiglia e successioni.

Contenuti on line L’acquisto del volume include la possibilità di accedere al sito https://www.maggiolieditore.it/approfondimenti, dove sono presenti significative risorse integrative, ovvero il formulario, in formato editabile e stampabile, la giurisprudenza e la normativa di riferimento. Le indicazioni per effettuare l’accesso sono all’interno del volume.

Cristina Cerrai, Stefania Ciocchetti, Patrizia La Vecchia, Ivana Enrica Pipponzi, Emanuela Vargiu, 2019, Maggioli Editore
34.00 € 32.30 €

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

concas-alessandra

Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

  • Rimani aggiornato sulle novità del mondo del diritto
  • Leggi i commenti alle ultime sentenze in materia civile, penale, amministrativo
  • Acquista con lo sconto le novità editoriali – ebook, libri e corsi di formazione

Rimani sempre aggiornato iscrivendoti alle nostre newsletter!

Iscriviti alla newsletter di Diritto.it e