Relazione monitoraggio PNRR: calano arretrati e tempi dei processi

Lorena Papini 17/05/24
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E’ stata pubblicata dal Ministero della Giustizia la Relazione sul monitoraggio statistico degli indicatori PNRR nel settore civile e penale. Dalla relazione risulta, in conformità con il 2022, che sono in calo costante sia i processi in arretrato che la durata dei processi; i dati risultano quindi in linea con il target del PNRR.

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Indice

1. La relazione sul monitoraggio degli indicatori PNRR


Il Ministero della Giustizia esegue un monitoraggio semestrale degli indicatori PNRR per rendicontare i risultati alla Commissione Europea. La Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa elabora schede statistiche e un kit statistico per supportare la programmazione di ogni ufficio giudiziario, monitorando flussi, pendenze, clearance rate (CR), DT civile e penale, e obiettivi di smaltimento per il 2024 e 2026. Il clearance rate misura la capacità di smaltimento dei flussi: valori pari a 1 indicano un bilancio tra procedimenti definiti e iscritti, mentre valori superiori o inferiori a 1 indicano rispettivamente un accumulo o smaltimento delle pendenze.
La relazione presente riporta i risultati del monitoraggio per l’anno 2023, anche alla luce delle modifiche approvate lo scorso 8 dicembre dal Consiglio Europeo per ridurre l’arretrato dei procedimenti civili. Gli obiettivi attuali sono dunque ridefiniti a:

Obiettivo intermedio (entro il 31 dicembre 2024): ridurre del 95% i procedimenti civili pendenti al 31 dicembre 2019, iscritti fino al 31 dicembre 2016 per i Tribunali e fino al 31 dicembre 2017 per le Corti di Appello.
Obiettivo finale (entro il 30 giugno 2026): ridurre del 90% i procedimenti civili pendenti al 31 dicembre 2022, iscritti tra il 1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2022 per i Tribunali e tra il 1 gennaio 2018 e il 31 dicembre 2022 per le Corti di Appello.
Gli obiettivi si sono spostati da un concetto di arretrato dinamico a uno statico, con lo scopo di eliminare i procedimenti già arretrati nel 2019 e prevenire nuovo arretrato. Esclusi dal conteggio sono certi procedimenti del Tribunale come gli accertamenti tecnici preventivi e le materie del Giudice Tutelare.

Gli impegni di riduzione del Disposition Time (DT, ovvero rapporto tra i procedimenti pendenti e quelli definiti) restano invece invariati, puntando a ridurre del 40% il DT nel settore civile e del 25% nel settore penale entro giugno 2026 rispetto ai valori del 2019.

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2. La relazione del settore civile


Per quanto riguarda il Disposition time, per il settore civile, i dati del 2023 segnalano la riduzione totale del 17,4% rispetto alla baseline 2019. Il miglioramento è apprezzabile in tutti i gradi di giudizio, a partire dalla Cassazione che fa registrare una riduzione del 23,0%. Nell’anno la variazione del DT è stata maggiore nei Tribunali (-8,7%, in lieve accelerazione rispetto al periodo precedente), rispetto alla Corte di appello (-5,5%) e alla Cassazione (-5,6%).
Riguardo ai nuovi obiettivi di smaltimento dell’arretrato civile, la situazione a fine 2023 è la seguente:
-Obiettivo intermedio: -85% in Tribunale e – 97,1% in Corte di appello rispetto alla baseline 2019
-Obiettivo finale: -50,1% in Tribunale e -43,4% in Corte di appello rispetto alla baseline 2022 (Tab. 6).
L’83% delle Corti di appello, ha raggiunto o superato l’obiettivo di smaltimento, mentre il 17% è molto vicino. Per quanto riguarda i Tribunali, il 22% ha già raggiunto o superato l’obiettivo, mentre il 40% si trova tra il 90% e il 95% di riduzione dell’arretrato. Un ulteriore 24% si posiziona tra l’80% e il 90%, mentre il 14% ha ancora una quota di riduzione dell’arretrato inferiore all’80%.

3. La relazione del settore penale


Anche per il settore penale, i dati dell’anno 2023 segnalano un netto miglioramento rispetto alla baseline 2019, con una variazione complessiva che raggiunge il target PNRR. Il disposition time totale è sceso del 25,0%, e la sua riduzione è osservabile in tutte le fasi del giudizio: -27,0% in Tribunale, -22,3% in Corte di appello e -33,8% in Corte di Cassazione.
Sugli obiettivi di smaltimento, si registra una riduzione del -22,9% rispetto alla baseline.
Rispetto al 2022 la riduzione delle pendenze è stata del 15,1% in totale, del 15,9% in Tribunale, dell’11,3% in Corte di appello e del 17,5% in Corte di Cassazione. Risulta significativo, sia in primo che in secondo grado, l’aumento delle definizioni nell’ultimo anno (+7,6% in Tribunale e +3,1% in Corte di appello). Nel 2023 le definizioni sono state superiori anche a quelle del 2019 (del 3,7 e dell’8,1%, rispettivamente) e risultano in crescita costante dal 2021. Per la Cassazione il livello di definizioni risulta corrispondente a quello del 2022 ed in lieve calo sul 2019 (-2,9%), mentre le iscrizioni aumentano del 4% nell’ultimo anno.

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