Progetto di videosorveglianza di Roma capitale: intervento Garante privacy

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Il Garante per la protezione dei dati personali ha recentemente sollecitato dettagli da Roma Capitale riguardo un progetto avanzato di videosorveglianza nelle stazioni metro della città. Il progetto propone l’installazione di sistemi di riconoscimento facciale, specialmente in previsione del prossimo Giubileo, per monitorare e potenzialmente prevenire comportamenti illeciti.
Secondo quanto riportato, le telecamere saranno capaci di identificare soggetti precedentemente coinvolti in comportamenti ritenuti inappropriati. L’Amministrazione deve rispondere entro 15 giorni, fornendo una descrizione tecnica delle capacità di riconoscimento facciale implementate, la finalità del loro impiego e la base giuridica che legittima tale trattamento di dati biometrici. È richiesta anche una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati personali, documento essenziale per verificare la conformità del sistema alle normative vigenti.

Indice

1. Il trattamento dei dati biometrici nel progetto


Il trattamento di dati biometrici, come le immagini facciali, rientra tra i dati particolari secondo il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), art. 9, e la legislazione italiana in materia. L’uso di tali dati richiede una rigorosa base giuridica, dovendo essere strettamente necessario e proporzionato agli obiettivi di pubblico interesse.
Inoltre, è importante sottolineare che attualmente vigono specifiche restrizioni sull’uso dei sistemi di videosorveglianza che utilizzano il riconoscimento facciale. Fino al 2025, una moratoria impedisce l’installazione di tali sistemi in luoghi pubblici o aperti al pubblico da parte di entità pubbliche o private, tranne in casi eccezionali autorizzati dall’autorità giudiziaria o da altre autorità pubbliche, e solo per scopi di prevenzione e repressione dei reati, previo parere favorevole del Garante per la privacy.
Questo caso solleva questioni cruciali riguardo l’equilibrio tra sicurezza e privacy, il ruolo dell’intelligenza artificiale nella gestione e analisi dei dati biometrici e le sfide normative associate. È imperativo che ogni implementazione di tecnologie invasive come il riconoscimento facciale sia sottoposta a una rigorosa analisi di conformità, considerando tanto gli aspetti tecnologici quanto quelli etico-legali.
Il GDPR stabilisce che il trattamento di dati personali deve essere giustificato su basi legali solide, come il consenso dell’interessato, la necessità per l’esecuzione di un contratto, obblighi legali, la protezione degli interessi vitali, il compimento di un compito di interesse pubblico o l’esercizio di pubblici poteri. Il trattamento di dati categorizzati come “biometrici” per l’identificazione univoca di una persona è soggetto a restrizioni ancora più severe, consentito solo sotto determinate condizioni.

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2. Base giuridica della videosorveglianza


Nel caso del progetto di Roma, la base giuridica sembra poggiarsi sull’interesse pubblico e sulla necessità di garantire la sicurezza durante eventi di grande affluenza come il Giubileo. Tuttavia, l’adeguatezza di tale base giuridica deve essere verificata attraverso una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA), che esamina i rischi per i diritti e le libertà degli individui e le misure mitigative previste.

3. Minimizzazione e proporzionalità dei dati


Il principio di minimizzazione dei dati richiede che solo i dati necessari per lo scopo specificato siano raccolti e trattati. L’uso di tecnologie di riconoscimento facciale solleva questioni di proporzionalità, poiché tali sistemi possono facilmente estendere la sorveglianza oltre gli individui specificamente segnalati come rischi, includendo anche cittadini ignari e non coinvolti.

4. Questioni etiche e sociali


Al di là delle questioni legali, il riconoscimento facciale solleva importanti dilemmi etici. L’uso pervasivo di questa tecnologia in spazi pubblici può instillare una cultura di sorveglianza ed erodere il senso di privacy nella società. Inoltre, vi sono rischi significativi legati ai falsi positivi e ai problemi di bias nelle AI che gestiscono il riconoscimento facciale, potenzialmente portando a discriminazioni ingiustificate.

5. Ruolo del Garante per la Protezione dei Dati Personali


Il Garante gioca un ruolo cruciale nel monitorare e regolamentare l’implementazione di tecnologie che impattano la privacy dei cittadini. La richiesta di informazioni dettagliate e la necessità di un parere favorevole prima dell’implementazione sono strumenti essenziali per assicurare che qualsiasi uso di tecnologie invasive come il riconoscimento facciale sia legittimato da sufficienti garanzie.

6. Implicazioni a lungo termine


L’uso delle tecnologie di riconoscimento facciale pone sfide a lungo termine per la società, compreso il rischio di abitudine alla sorveglianza e la potenziale erosione della fiducia nei confronti delle istituzioni che la implementano. La percezione di essere costantemente monitorati può alterare il comportamento delle persone e la loro libertà di movimento in spazi pubblici, influenzando negativamente la dinamica sociale e il tessuto democratico.

7. Necessità di trasparenza e partecipazione pubblica


È cruciale che ogni progetto di questo tipo sia accompagnato da una trasparenza totale e da opportunità per la partecipazione pubblica. Gli abitanti di Roma e i potenziali visitatori durante il Giubileo hanno il diritto di comprendere come saranno utilizzati i loro dati biometrici, quali misure di sicurezza sono in atto per proteggerli e come possono esercitare i loro diritti in caso di abuso.

8. Quadro regolatorio e normativo


A livello normativo, è essenziale che le politiche e le regolamentazioni tengano il passo con le evoluzioni tecnologiche. La moratoria sull’uso del riconoscimento facciale fino al 2025 riflette la cautela necessaria, ma il contesto in rapida evoluzione richiede una revisione e un aggiornamento costanti delle leggi per garantire che rimangano pertinenti e efficaci. La collaborazione tra tecnologi, legislatori, esperti di privacy e la comunità è fondamentale per formulare un approccio equilibrato che salvaguardi sia la sicurezza sia la privacy.

9. Visione futura


In definitiva, il successo di qualsiasi implementazione tecnologica nella sorveglianza pubblica dipenderà dalla sua capacità di integrarsi armoniosamente nelle normative vigenti e nella società, senza compromettere i diritti fondamentali. La sfida per Roma, così come per altre città che si avventurano in tecnologie simili, sarà quella di stabilire un modello di sorveglianza che sia responsabile sia rispettoso, garantendo sicurezza e privacy come beni comuni indispensabili.

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Avv. Luisa Di Giacomo

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