Negoziazione assistita: casi di conciliazione obbligatoria e invito

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia
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Tizio ha fatto un prestito all’amico Caio.

Siccome si fida di lui non gli ha chiesto in cambio nessuna garanzia e non si è fatto rilasciare un documento.

Passano anni e dopo diversi tentativi andati a vuoto, Tizio non ha ottenuto la restituzione.

Decide di andare da un avvocato per portare il suo ex amico Caio in giudizio.

Il suo avvocato difensore comunica a Tizio che non è possibile, perché prima di andare davanti a un giudice si deve  fare una altro tentativo di conciliazione, che prende il nome di negoziazione assistita.

La negoziazione assistita è una forma di conciliazione che deve essere fatta in determinate occasioni.

Il particolare di questa procedura è che è obbligatoria la presenza degli avvocati, che si dovranno anche occupare della redazione dell’accordo finale, se dovesse essere raggiunto.

Sempre l’avvocato deve effettuare la spedizione dell’invito, stando attento che lo stesso arrivi al destinatario attraverso adeguati mezzi.

     Indice

  1. In che cosa consiste la negoziazione assistita?
  2. La negoziazione assistita è obbligatoria?
  3. Quando è condizione di procedibilità?
  4. Chi fa l’invito?
  5. In che modo si notifica l’invito?
  6. L’invito si può notificare a mezzo pec?

1. In che cosa consiste la negoziazione assistita?

La negoziazione assistita è una procedura prevista dalla legge per favorire la conciliazione delle parti, evitando che le stesse vadano in Tribunale.

2. La negoziazione assistita è obbligatoria?

La negoziazione assistita è obbligatoria:

  • Nelle controversie in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti.
  • Per coloro che intendono proporre in giudizio una domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme che non eccedano 50mila euro

Coloro che intendono chiedere la restituzione di un prestito inferiore a 50mila euro dovranno per forza effettuare il tentativo di negoziazione assistita, lo stesso vale per coloro che chiedono un pagamento che si basa su un contratto non rispettato.

La negoziazione assistita è obbligatoria anche per coloro che chiedono il risarcimento dei danni causati dalla circolazione di veicoli, indipendentemente dall’importo.

È il caso del pedone investito da un pirata della strada

Non si procede a negoziazione assistita quando la legge prevede che si debba effettuare la mediazione, nonché ogni volta che si agisce per decreto ingiuntivo.

Negli altri casi, la negoziazione assistita è facoltativa.

3. Quando è condizione di procedibilità?

Nei casi nei quali la negoziazione assistita è obbligatoria si dice che è condizione di procedibilità.

Significa che, senza avere fatto il tentativo di accordarsi con la controparte, non è possibile andare in giudizio.

La negoziazione assistita obbligatoria è condizione di procedibilità perché, senza la stessa, il giudice non può prendere in considerazione la vicenda che gli viene presentata.

Se si cita in giudizio un amico per ottenere la restituzione di un prestito fatto tempo prima, il giudice alla prima udienza vorrà vedere se gli è stato notificato l’invito a partecipare alla negoziazione assistita.

Se non viene fatto, rinvierà la causa concedendo 15 giorni per tentare la conciliazione.

Nel caso di un altro inadempimento, il giudice non potrà fare altro che dichiarare definitivamente improcedibile il giudizio.


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4. Chi fa l’invito?

L’invito a prendere parte a una procedura di negoziazione assistita proviene dalla parte che vuole andare in giudizio per prima.

Si tratta dell’attore, vale a dire, colui che promuove la causa perché ne ha interesse.

Ad esempio un creditore al danneggiato che chiede il risarcimento

Essendo una procedura che presuppone l’assistenza di un avvocato, dovrà essere il legale a farsi carico di questo adempimento, vale a dire, preparare la lettera da spedire alla controparte e inviarla.

5. In che modo si notifica l’invito?

L’avvocato deve notificare l’invito di negoziazione assistita con ogni mezzo che provi sia l’invio sia la ricezione.

In questo modo il giudice potrà verificare se il destinatario ha ricevuto la comunicazione.

L’invito a partecipare alla negoziazione assistita può essere fatto attraverso raccomandata con avviso di ricevimento, posta elettronica certificata (pec), ufficiali giudiziari.

6. L’invito si può notificare a mezzo pec?

Per legge, l’invito alla negoziazione assistita deve essere sottoscritto anche dalla parte interessata oltre che dal suo avvocato, il quale certifica la firma apposta dal cliente.

Quando la notifica dell’invito avviene a mezzo pec si pone la questione a di come trasmettere il documento sottoscritto anche dalla parte.

Si ritiene che sia sufficiente la scansione del foglio sul quale il cliente ha apposto la sua firma, con relativa certificazione del suo avvocato.

Se l’avvocato vuole notificare l’invito di negoziazione assistita a mezzo pec dovrà prima fare firmare la lettera cartacea al suo assistito, autenticare la firma e scansionare il documento (eventualmente, sottoscrivendolo anche digitalmente) da inviare al destinatario.

Secondo la legge (Art. 48, Codice amministrazione digitale) la trasmissione del documento informatico per via telematica, effettuata mediante la posta elettronica certificata, equivale, nei casi consentiti dalla legge, alla notificazione per mezzo della posta.

Di conseguenza, l’invito alla negoziazione può essere inoltrato con l’invio di una copia informatica per immagine del corrispondente documento sul quale la parte e l’avvocato avranno apposto le proprie sottoscrizioni a penna.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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