Licenziamento per chi si allontana da lavoro senza timbrare

Licenziamento per chi si allontana da lavoro senza timbrare

Redazione

Qui la sentenza: Corte di Cassazione - sez. lavoro civile - sentenza n. 25750 del 14-12-2016

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Può essere punito con il licenziamento il dipendente pubblico che si allontana dalla sua postazione senza registrare l’assenza tramite badge. E questo anche se l’assenza è di breve durata: abbandonare il posto senza espressa autorizzazione del datore di lavoro vale, teoricamente in qualsiasi caso, come falsa attestazione della presenza in servizio. A ribadirlo è stata la Corte di Cassazione con la recentissima sentenza n. 25750 del 14 dicembre.

Vediamo allora cosa bisogna evitare di fare per non rischiare il licenziamento.

 

Quando si può essere licenziati per assenteismo?

Il decreto legislativo n. 116/2016, o decreto di attuazione della riforma Madia contro i “furbetti del cartellino“, ha stabilito chiaramente in quali casi si può parlare di falsa attestazione della presenza in servizio e si può quindi procedere al licenziamento.

Costituisce falsa attestazione di presenza non solo la manomissione delle apparecchiature per i badge e la pratica di far timbrare il cartellino da altri colleghi, ma più in generale “qualunque modalità fraudolenta posta in essere” per far risultare il dipendente in servizio o “trarre in inganno l’amministrazione” circa “il rispetto dell’orario di lavoro“.

 

Sono validi anche i licenziamenti anteriori al 2016

Con la riforma Madia, quindi, le norme contro le assenze non giustificate sono diventate più severe. Ma attenzione: la recente sentenza della Cassazione ha stabilito che sono da considerarsi legittimi anche i licenziamenti per assenteismo avvenuti prima dell’entrata in vigore della legge nel 2016.

La Suprema Corte ha infatti ritenuto che la riforma Madia, proprio perché volta al chiarimento e al rafforzamento della precedente legge contro la scarsa produttività e l’assenteismo, può essere considerata come base per interpretare anche la normativa anteriore al 2016.

In sostanza: il dipendente pubblico che prima del 2016 è stato accusato di assenteismo deve fare i conti con la più severa interpretazione della riforma Madia.

 

Si può essere licenziati anche per brevi assenze?

Bisogna stare molto attenti anche alle brevi “pause” o allontanamenti dalla postazione non espressamente richiesti o non segnalati sul badge: bastano infatti queste brevi assenze a determinare la falsa attestazione della presenza.

Come si legge nella sentenza in esame, la registrazione effettuata attraverso l’uso del sistema di rilevazione della presenza è corretta e non falsa “solo se nell’intervallo compreso tra le timbrature in entrata e in uscita il lavoratore è effettivamente presente in ufficio“. In tutti gli altri casi, qualunque sia il motivo, il dipendente sta traendo in inganno l’amministrazione.

 

La portata della sentenza della Cassazione

La Corte di Cassazione ha così accolto il ricorso dell’Inps e confermato la legittimità del licenziamento del lavoratore. L’allontanamento dal luogo di lavoro non segnalato “mediante timbratura del cartellino o della scheda magnetica”, per periodi anche brevi ma economicamente apprezzabili, è infatti idonea a indurre in errore l’amministrazione di appartenenza. I lavoratori sono avvisati.

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