Inammissibilità del ricorso per Cassazione per atti non riportati

di Di Tullio D'Elisiis Antonio, Referente Area Diritto penale e Procedura penale
PDF

Qui la sentenza: Corte di Cassazione -sez. V penale- sentenza n. 24914 del 25-02-2022

È inammissibile il ricorso per Cassazione che, pur richiamando atti specificamente indicati, non contenga la loro integrale trascrizione o allegazione

     Indice

  1. Il fatto
  2. I motivi addotti nel ricorso per Cassazione
  3. Le valutazioni giuridiche formulate dalla Cassazione
  4. Conclusioni

(Riferimento normativo: Cod. proc. pen., art. 606)

1. Il fatto

Il Tribunale di Sassari, in funzione di riesame, dichiarava inammissibile, per tardività, l’appello proposto avverso una ordinanza di rigetto della richiesta di sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, suoi confronti di persona indagata per il reato di furto aggravato, dinanzi alla Corte di Appello di Cagliari, sezione distaccata di Sassari.

2. I motivi addotti nel ricorso per Cassazione

Avverso il provvedimento summenzionato, proponeva ricorso per Cassazione il difensore dell’indagato, che deduceva inosservanza di norme processuali stabilite a pena di nullità, di cui agli artt. 309, comma 1, 310, comma 2, cod. proc. pen..


Potrebbero interessarti anche


3. Le valutazioni giuridiche formulate dalla Cassazione 

Il ricorso era stimato inammissibile, con particolar riguardo a quell’orientamento nomofilattico secondo cui deve considerarsi inammissibile il ricorso per Cassazione che, pur richiamando atti specificamente indicati, non contenga la loro integrale trascrizione o allegazione, così da rendere lo stesso autosufficiente con riferimento alle relative doglianze (tra le altre, Sez. 2, n. 26725 del 01/03/2013; Sez. 2, n. 20677 del 11/04/2017), trattandosi, per la Corte di legittimità, di una interpretazione da mantenere anche dopo l’entrata in vigore dell’art. 165-bis, comma 2, d.lgs. 28 luglio 1989, n. 271, inserito dall’art. 7, d.lgs. 6 febbraio 2018, n. 11, secondo il cui disposto, in caso di ricorso per cassazione, copia degli atti “specificamente indicati da chi ha proposto l’impugnazione ai sensi dell’art. 606, comma 1 lett. e) del codice”, è inserita a cura della cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato in separato fascicolo da allegare al ricorso, prevedendosi che nel caso in cui tali atti siano mancanti ne sia fatta attestazione.

Oltre a ciò, era altresì rilevato che, come (stimato) correttamente affermato in un (reputato) condivisibile arresto della Suprema Corte, sebbene la materiale allegazione con la formazione di un separato fascicolo sia devoluta alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, resta in capo al ricorrente l’onere di indicare, nel ricorso, gli atti da inserire nel fascicolo, che ne consenta la pronta individuazione da parte della cancelleria, organo amministrativo al quale non può essere delegato il compito di identificazione degli atti attraverso la lettura e l’interpretazione del ricorso (Sez. 5, n. 5897 del 3/12/2020; Sez. 2, n. 35164 del 08/05/2019).

Pertanto, alla stregua di ciò, era ribadito il principio della cd. autosufficienza del ricorso per Cassazione in materia penale che impone al ricorrente, anche dopo l’entrata in vigore della menzionata disposizione normativa, di adempiere all’onere di specifica indicazione degli atti che si assumono travisati.

Ciò posto, tale indicazione non può che tradursi, in concreto, per il Supremo Consesso, proprio per l’impossibilità di demandare alla valutazione discrezionale dell’organo amministrativo la selezione degli atti di cui si assume il travisamento, nella richiesta alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato di allegare, al ricorso da trasmettere alla Suprema Corte, la copia degli atti in questione, che la cancelleria provvederà a inserire in apposito fascicolo, ove non fossero stati già trasmessi, o di cui attesterà la mancanza, ove non risultino presenti nella documentazione processuale fermo restando che ovviamente le indicate modalità non impediscono al ricorrente di procedere all’integrale allegazione o trascrizione nel ricorso degli atti di cui lamenta l’inadeguata valutazione da parte del giudice di merito.

Tanto osservato in via generale, in caso in cui il vizio lamentato sia quello di cui all’art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen., era rilevato che il descritto onere di indicazione specifica risulta ancor più stringente in un caso come quello in esame in cui si eccepiva un error in procedendo contestando la declaratoria di intempestività dell’impugnazione in sede cautelare, e assumendo l’esistenza di un’istanza proveniente dalla stessa parte respinta con ordinanza con cui il Tribunale del riesame nel provvedimento censurato non aveva fatto alcun riferimento e che non rientrava nemmeno tra gli atti trasmessi dalla Corte di Appello procedente al Tribunale con funzione di riesame che aveva deciso con il provvedimento qui impugnato.

Da ciò se ne faceva derivare la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende.

4. Conclusioni

La decisione in esame desta un certo interesse, essendo ivi chiarito che è inammissibile il ricorso per Cassazione che, pur richiamando atti specificamente indicati, non contenga la loro integrale trascrizione o allegazione.

Difatti, in tale pronuncia, è postulato, sulla scorta di un pregresso orientamento nomofilattico, che deve considerarsi inammissibile il ricorso per Cassazione che, pur richiamando atti specificamente indicati, non contenga la loro integrale trascrizione o allegazione, così da rendere lo stesso autosufficiente con riferimento alle relative doglianze posto che, sebbene la materiale allegazione con la formazione di un separato fascicolo sia devoluta alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, resta in capo al ricorrente l’onere di indicare, nel ricorso, gli atti da inserire nel fascicolo, che ne consenta la pronta individuazione da parte della cancelleria, organo amministrativo al quale non può essere delegato il compito di identificazione degli atti attraverso la lettura e l’interpretazione del ricorso, fermo restando che tale indicazione non può che tradursi nella richiesta alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato di allegare, al ricorso da trasmettere alla Suprema Corte, la copia degli atti in questione, che la cancelleria provvederà a inserire in apposito fascicolo, ove non fossero stati già trasmessi, o di cui attesterà la mancanza, ove non risultino presenti nella documentazione processuale, tenuto conto al contempo che ovviamente le indicate modalità non impediscono al ricorrente di procedere all’integrale allegazione o trascrizione nel ricorso degli atti di cui costui lamenta l’inadeguata valutazione da parte del giudice di merito.

Tale provvedimento, quindi, deve essere preso nella dovuta considerazione ogni volta si proponga un ricorso per Cassazione in cui siano richiamati atti specificamente indicati.

Il giudizio in ordine a quanto statuito in codesta sentenza, proprio perché contribuisce a fare chiarezza su tale tematica procedurale sotto il profilo giurisprudenziale, dunque, non può che essere positivo.

Volume consigliato:

Codice penale, Codice di Procedura penale e Testo unico di Pubblica sicurezza

Codice penale, Codice di Procedura penale e Testo unico di Pubblica sicurezza

Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e relativo Regolamento, Codice Penale, Codice di Procedura Penale e Leggi complementari di settore danno forma ad un articolato organizzato in maniera sistematica, a vantaggio della rapida ricerca della norma utile alle proprie esigenze.

Il testo del Codice Penale è arricchito da annotazioni giurisprudenziali e da tabelle di immediata consultazione contenenti le sanzioni principali ed accessorie previste, ma anche le misure procedurali applicabili e la relativa competenza giurisdizionale.

Speciale attenzione è dedicata alle leggi di pubblica sicurezza, così da orientare facilmente il lettore nel complicato quadro del regime sanzionatorio riferito a ciascuna norma, con note di commento e indicazioni utili anche all’interrelazione con le norme penali.

L’ampia casistica di giurisprudenza riportata, inoltre, consente di contestualizzare talune norme con riferimento alla concreta applicazione che ne viene fatta nelle aule di Tribunale.

La presente terza edizione è stata interamente riveduta e aggiornata con i più recenti riferimenti normativi e giurisprudenziali.

A cura di Ugo Terraciano, 2021, Maggioli Editore
69.00 €

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

antonio-di-tullio-d-elisiis

Di Tullio D'Elisiis Antonio

Avvocato iscritto al foro di Larino (CB) e autore di diverse pubblicazioni redatte per conto di differenti case editrici. In particolare sono stati scritti molteplici libri, nonché e-book, prevalentemente in materia di diritto e procedura penale per la Maggioli editore, oltre che redatte da un lato, tre monografie rispettivamente sulle vittime di reato, mediante un commento del decreto legislativo, 15/12/2015, n. 212, per Altalex editore e sulla giustizia penale minorile e sui mezzi di prova e mezzi di ricerca della prova per Nuova Giuridica, dall'altro, quattro monografie per la Primiceri editore (dibattimento nel processo penale; le impugnazioni straordinarie in ambito penale, il ruolo della parte civile nel processo penale e l'esecuzione penale). Per Diritto.it è Referente dell'area di Diritto penale e Procedura penale.


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

  • Rimani aggiornato sulle novità del mondo del diritto
  • Leggi i commenti alle ultime sentenze in materia civile, penale, amministrativo
  • Acquista con lo sconto le novità editoriali – ebook, libri e corsi di formazione

Rimani sempre aggiornato iscrivendoti alle nostre newsletter!

Iscriviti alla newsletter di Diritto.it e