Colpevole di falso ideologico e materiale in atto pubblico il poliziotto che cambia la data di notifica della multa

Colpevole di falso ideologico e materiale in atto pubblico il poliziotto che cambia la data di notifica della multa

Redazione

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Lucia Nacciarone

Con la sentenza n. 12576 del 18 marzo 2013 la Cassazione ha respinto il ricorso di un assistente della Polizia di stato contro il giudizio di colpevolezza della Corte d’appello, che lo condannava per i reati di falso ideologico e materiale.

L’uomo era accusato di aver manomesso il sistema informatico sostituendo la data di notifica di una multa a lui intestata, trasmettendo successivamente gli atti alla Prefettura.

Ad avviso dei giudici il primo comportamento (l’aver modificato attraverso il sistema informatico la data di notifica) integra il falso materiale: infatti, sebbene non sia stato stampato alcun documento cartaceo, l’accesso al sistema informatico che altera il normale iter di contestazione della sanzione è un illecito.

Invece il falso ideologico è integrato dall’aver trasmesso l’atto così modificato alla Prefettura.

Con riferimento al fatto che nel caso di specie non vi sarebbe stato alcun documento cartaceo da contraffare i giudici di legittimità così argomentano: «La nozione di atto pubblico comprende non solo gli atti destinati ad assolvere una funzione attestativa o probatoria esterna, con riflessi diretti e immediati nei rapporti tra privati e pubblica amministrazione, ma anche gli atti interni. Tali devono intendersi sia quelli destinati a inserirsi nel procedimento amministrativo, offrendo un contributo di conoscenza o di valutazione, che quelli che si collocano (come nella specie) nel contesto di una complessa sequela procedimentale, conforme o meno allo schema tipico e ponendosi come necessario presupposto di momenti procedurali successivi».

Fra questi rientrano i falsi atti informatici destinati a rimanere nella memoria dell’elaboratore, restando peraltro ininfluente la circostanza che non sia stato stampato alcun supporto cartaceo.

Dunque anche fare uso, da parte del pubblico ufficiale, nell’esercizio delle sue funzioni, di supporti tecnici di pertinenza della pubblica amministrazione, se ciò serve a contraffare documenti, è senz’altro reato.

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