Ricorso per Cassazione e aggravante mafiosa: quando è ammesso

La Cassazione chiarisce quando l’indagato può ricorrere contro l’ordinanza del riesame sull’aggravante mafiosa e quando il ricorso è inammissibile.

Scarica PDF Stampa Allegati

Quando sussiste l’interesse dell’indagato a ricorrere per Cassazione avverso un’ordinanza del Tribunale del riesame che abbia ritenuto sussistente una circostanza aggravante a effetto speciale? Per supporto ai professionisti, abbiamo pubblicato il Formulario annotato del processo penale 2026, disponibile su Shop Maggioli. Si consigliano anche il Codice Penale e norme complementari 2026 – Aggiornato a Legge AI e Conversione dei decreti giustizia e terra dei fuochi, acquistabile sullo Shop Maggioli e su Amazon, e il Codice di Procedura Penale e norme complementari, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.

Corte di Cassazione -sez. V pen.- sentenza n. 35607 del 5-09-2025

sentenza-commentata-art.-5-2026-03-13T142850.675.pdf 126 KB

Iscriviti alla newsletter per poter scaricare gli allegati

Grazie per esserti iscritto alla newsletter. Ora puoi scaricare il tuo contenuto.

Indice

1. La questione: vizio di motivazione con riguardo alla ritenuta sussistenza dell’aggravante di cui all’art. 416-bis.1 cod. pen.


Il Tribunale del riesame di Palermo rigettava una richiesta di riesame presentata avverso un provvedimento del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale della medesima città che, a sua volta, aveva applicato nei confronti dell’indagato la misura cautelare della custodia in carcere, ritenendolo gravemente indiziato del reato di partecipazione all’associazione dedita al traffico di stupefacenti per conto del sodalizio mafioso e con metodo mafioso (capo 4 dell’incolpazione provvisoria), nonché del reato di detenzione, a fini di spaccio, aggravata ai sensi dell’art. 416-bis.1 cod. pen..
Ciò posto, avverso questo provvedimento proponeva ricorso per Cassazione il difensore dell’accusato il quale, tra i motivi ivi addotti, deduceva vizio di motivazione con riguardo alla ritenuta sussistenza dell’aggravante di cui all’art. 416-bis.1 cod. pen.. Per supporto ai professionisti, abbiamo pubblicato il Formulario annotato del processo penale 2026, disponibile su Shop Maggioli. Si consigliano anche il Codice Penale e norme complementari 2026 – Aggiornato a Legge AI e Conversione dei decreti giustizia e terra dei fuochi, acquistabile sullo Shop Maggioli e su Amazon, e il Codice di Procedura Penale e norme complementari, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.

2. La soluzione adottata dalla Cassazione


La Suprema Corte riteneva il motivo suesposto infondato.
In particolare, tra le argomentazioni che inducevano gli Ermellini ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale sussiste l’interesse dell’indagato a ricorrere per Cassazione avverso l’ordinanza del Tribunale del riesame che abbia ritenuto sussistente una circostanza aggravante a effetto speciale, sempre che da questa conseguano immediati riflessi sull’an o sul quomodo della misura, di modo che è inammissibile per carenza d’interesse il ricorso con cui sia contestata la sussistenza dell’aggravante mafiosa, quando dal venir meno della stessa non conseguirebbero per il ricorrente effetti immediati e concreti in ordine ai pericula libertatis o alla durata dei termini di custodia cautelare (Sez. 6, n. 5213 del 11/12/2018, dep. 2019; Sez. 6, n. 7203 del 08/02/2013).

3. Conclusioni: ricorso per Cassazione inammissibile se l’aggravante contestata non incide immediatamente su misura o termini di custodia cautelare


La decisione in esame desta un certo interesse essendo ivi chiarito quando sussiste l’interesse dell’indagato a ricorrere per Cassazione avverso un’ordinanza del Tribunale del riesame che abbia ritenuto sussistente una circostanza aggravante a effetto speciale.
Si afferma difatti in tale pronuncia, sulla scorta di un pregresso orientamento nomofilattico, che l’indagato può ricorrere per Cassazione contro un’ordinanza che riconosce un’aggravante a effetto speciale solo se questa incide concretamente sulla misura cautelare o sulla sua durata mentre il ricorso è invece inammissibile se l’eliminazione dell’aggravante non produce effetti immediati sui pericula libertatis o sui termini di custodia cautelare.
Tale provvedimento, quindi, deve essere preso nella dovuta considerazione ogni volta si debba appurare la possibilità di ricorrere per Cassazione, o meno, in una eventualità di questo genere.
Ad ogni modo, il giudizio in ordine a quanto statuito in codesta sentenza, poiché prova a fare chiarezza su siffatta tematica procedurale sotto il versante giurisprudenziale, non può che essere positivo.

Ti interessano questi contenuti?


Salva questa pagina nella tua Area riservata di Diritto.it e riceverai le notifiche per tutte le pubblicazioni in materia. Inoltre, con le nostre Newsletter riceverai settimanalmente tutte le novità normative e giurisprudenziali!
Iscriviti!

Iscriviti alla newsletter
Iscrizione completata

Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

Seguici sui social


Avv. Di Tullio D’Elisiis Antonio

Avvocato e giornalista pubblicista. Cultore della materia per l’insegnamento di procedura penale presso il Corso di studi in Giurisprudenza dell’Università telematica Pegaso, per il triennio, a decorrere dall’Anno accademico 2023-2024. Autore di diverse pubblicazioni redatte per…Continua a leggere

Scrivi un commento

Accedi per poter inserire un commento