Riforma della PA: ecco il nuovo licenziamento

Riforma della PA: ecco il nuovo licenziamento

Redazione

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Riforma Madia: arriva il nuovo licenziamento. Dopo le censure della Consulta nella sentenza 251/2016, il Consiglio dei Ministri si riunirà a metà febbraio per riabilitare la cassata riforma della PA.

Oltre che dei correttivi sulle società partecipate e in merito alla dirigenza sanitaria, sarà stilato un vero e proprio “decalogo” dei casi (7 già previsti, 3 che si aggiungono) in cui un dipendente pubblico rischia il licenziamento disciplinare: ciò alla luce di una vera e propria intesa con le Regioni.

Si fa sul serio, dunque. È lotta aperta ai c.d. furbetti del cartellino, e in generale a tutti i “fannulloni dello Stato“. Vediamo le principali novità.

 

Quali sono i casi in cui un dipendente pubblico può essere licenziato?

Tra le cause di licenziamento disciplinare figurano: la falsa attestazione della presenza in servizio, lo scarso rendimento, omessa segnalazione di illecito del dipendente assenteista da parte del responsabile gerarchico.

E ancora: le gravi e reiterate violazioni del Codice di Comportamento, come l’accettazione di regali costosi o l’abuso di auto di rappresentanza.

 

Licenziamento disciplinare: come è irrogata la sanzione?

I tempi massimi di durata della procedura di licenziamento disciplinare dovrebbero essere fissati a 3-4 mesi. Già vigente è il procedimento accelerato (1 mese) per il licenziamento dei “furbetti del cartellino”: questo, tuttavia, sarà esteso a tutti gli illeciti accertati in flagranza.

L’obiettivo di celerità potrà essere raggiunto, secondo quanto ritenuto dal Consiglio dei Ministri, soltanto accentrando la gestione delle sanzioni più gravi in capo ad un unico ufficio.

Direttamente dai contratti, invece, saranno disciplinate le infrazioni per le quali sia prevista una sanzione di minore gravità.

 

Licenziamento, ininfluente il rispetto dei termini

Non esiste prescrizione: anche la violazione dei termini interni fissati per la procedura non potrà mai costituire motivo di invalidità della sanzione inflitta. Nel caso in cui il giudice ritenga non proporzionale e adeguata la sanzione disciplinare, il procedimento di accertamento e irrogazione si ripeterà nuovamente, fatto sempre salvo il diritto di difesa.

Il Governo ha intenzione, inoltre, di affidare ad uno speciale polo interno dell’Inps, le visite fiscali e l’accertamento delle malattie dei dipendenti pubblici.

Nel mirino soprattutto le assenze strategiche in periodi di superlavoro o in prossimità di finesettimana o ponti festivi, c.d. assenzi del lunedì e venerdì. I periodi di fuoco probabilmente segnalati sono quelli in prossimità di eventi internazionali, i periodi di iscrizione a scuola e i periodi del pagamento del 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate.

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