Riforma della giustizia tributaria approvata dal Consiglio dei Ministri. Ecco i punti cardine

di Redazione
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Il Consiglio dei Ministri di ieri, 17 maggio 2022, ha approvato un disegno di legge recante disposizioni in materia di giustizia e di processo tributari. In particolare si parla di professionalizzazione dei magistrati, rafforzamento dell’organico, interventi nei processi tributari.

Scopo principale dell’intervento normativo è raggiungere, entro il 31 dicembre 2022, l’obiettivo posto dal PNRR di rendere più celere il contenzioso tributario, considerato l’impatto che lo stesso può avere sulla fiducia degli operatori economici, compresi gli investitori esteri, riducendo, contestualmente, l’elevato numero di ricorsi in Cassazione.

Vediamo di seguito quali sono i punti cardine della riforma della giustizia tributaria.

La professionalizzazione dei magistrati tributari

Come si legge nel comunicato del Consiglio dei Ministri, i magistrati tributari, che oggi sono tutti onorari, verranno reclutati a tempo pieno mediante un apposito concorso con prove scritte e orali.

L’organico della magistratura tributaria viene rimodulato, o meglio ridotto sensibilmente: si passa a 450 magistrati in primo grado e 126 in secondo grado.

Nel frattempo che il percorso di reclutamento dei giudici professionali prenda avvio, continueranno ad operare in parallelo i giudici tributari onorari già presenti nelle Commissioni tributarie provinciali e regionali; questi ultimi rimarranno in servizio, in un ruolo ad esaurimento, fino al compimento dei 70 anni di età, limite di pensionamento esteso a tutti i giudici tributari, con allineamento alle altre magistrature.


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Il rafforzamento dell’organo di autogoverno della giustizia tributaria

Sono istituiti presso il Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria (CPGT):

  1. un Ufficio ispettivo a tutela del corretto esercizio e funzionamento degli organi della giustizia tributaria;
  2. l’Ufficio del Massimario nazionale, per garantire l’uniformità di giudizio per fattispecie analoghe. Le massime giurisprudenziali prodotte alimenteranno un’apposita banca dati che permetterà agli operatori del settore di conoscere gli orientamenti giurisprudenziali e di prevedere l’eventuale esito delle liti.

Reclutamento personale

Il disegno di legge prevede il potenziamento della struttura amministrativa a supporto della Giustizia tributaria mediante il reclutamento di nuove professionalità amministrative da destinare agli Uffici professionalizzati.

Interventi sul processo tributario

Nei processi tributari di primo e secondo grado:

– viene introdotta, con opportuni accorgimenti, la prova testimoniale, al pari di quanto previsto nei giudizi civili e amministrativi;

– è implementato l’istituto della conciliazione per le controversie di importo fino a 50.000 euro;

– si introduce il giudice monocratico in primo grado per le controversie fino a 3.000 euro e, in conseguenza, è modulato l’appello solo in determinati casi (cd. appello critico).

Nel processo tributario in Cassazione vengono introdotte apposite misure deflattive del contenzioso:

– la pronuncia del principio di diritto in materia tributaria, che consentirà la più tempestiva formazione di orientamenti giurisprudenziali consolidati;

– rinvio pregiudiziale, cioè diretto, dai giudici tributari di primo e secondo grado alla Cassazione per ottenere la soluzione preventiva di questioni nuove o rilevanti o particolarmente complesse o ricorrenti.

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