Rai antisindacale, si torna a trattare sul taglio dei TgR. Soddisfatto il legale Bronzini

di Redazione
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Il primo set tra i giornalisti del Tg Regionale Rai ed i vertici della stessa società radiotelevisiva ha un vincitore. La Rai è stata condannata per comportamento antisindacale ed i giornalisti del Tgr possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. A prendere in carico la causa di lavoro l’Associazione Stampa Romana rappresentata, tra gli altri, dal legale Francesco Bronzini, avvocato giuslavorista romano. Il tribunale del lavoro di Roma ha così accolto il ricorso avanzato dall’Associazione condannando la Rai alla pubblicazione della sentenza su diversi quotidiani nazionali oltre che al pagamento delle spese legali.

“La pronuncia del Tribunale di Roma ha sicuramente messo in luce un comportamento della Rai al di fuori delle regole necessarie per un serio confronto sindacale utile sia alle prerogative dei giornalisti dell’emittenza pubblica sia ai cittadini fruitori dell’informazione offerta dalla stessa emittenza” ha commentato l’avvocato Bronzini al termine dell’udienza.

Gli antefatti

Gli antichi dicevano vox pupuli vox Dei. Tra i corridoi di Viale Mazzini e nelle varie sedi regionali si vociferava ormai da tempo la volontà di mamma Rai di cancellare la terza edizione dei Tg Regionali, quella delle ore 24. Pochi minuti di informazione per non interrompere il flusso di notizie giornalistiche. Ma ciò che sembrava essere aleatorio o almeno, se vero, trattabile sindacalmente, viene inverosimilmente confermato durante la seduta della Commissione Parlamentare di Vigilanza del 24 novembre 2021 presieduta da Carlo Fuortes, A.D. della Rai. Durante tale occasione Fuortes annuncia la cancellazione delle edizioni notturne a partire dal 9 gennaio 2022, in conseguenza al nuovo palinsesto, con una presa di visione unanime del Consiglio di Amministrazione. La decisione in merito alla soppressione della terza edizione del Tgr, come dichiarato dal top manager della Rai, nasce dal “crollo di ascolti” in termini di share riscontrato in quella fascia oraria.

Una doccia fredda per i giornalisti ed il sindacato di settore, l’Usigrai, dichiarando la decisione inaccettabile. Disaccordo espresso anche pubblicamente e in diretta dai conduttori del Tgr decisi a dare avvio a forme di mobilitazione per difendere il diritto dei cittadini ad essere informati.

Botta e risposta

Diffusasi la notizia, la risposta di Usigrai non si è fatta attendere. Con un comunicato stampa pubblicato il primo dicembre seguente sul sito internet della FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), la sigla sindacale espone la propria intenzione di “citare in giudizio la RAI per comportamento antisindacale”, punto sul quali ci focalizzeremo tra poco.

Ne nasce un singolare scambio di e-mail, partito dal Direttore delle Risorse Umane e Organizzazione della Rai ed il sindacato dei giornalisti, proprio la sera del primo dicembre. La Rai chiede un incontro per il 6 dicembre ai sensi dell’articolo 21 dell’accordo integrativo Rai-Usigrai e dell’articolo 34 del CNLG, per l’informativa relativa alla terza edizione del Tgr.

Risponde Daniele Macheda, Segretario Usigrai, declinando l’invito appellandosi proprio all’articolo 21 citato nella prima e-mail. Questo prevede difatti, testualmente, che “La Direzione aziendale consulterà preventivamente l’Esecutivo dell’Usigrai sui problemi più importanti delle politiche generali della Rai ed in particolare sulla determinazione dei palinsesti, sui piani editoriali e sull’organizzazione del lavoro”. Appare fin da subito palese come questo non sia accaduto. I sindacati ed i giornalisti sono difatti venuti a conoscenza della situazione a seguito delle notizie fuoriuscite sulla stampa, successivamente alle dichiarazioni dell’A.D Rai durante la seduta della Commissione Parlamentare di Vigilanza avvenuta qualche settimana prima. Viene così stigmatizzata da Macheda la decisione presa in merito alla cancellazione del TgR ma soprattutto l’assenza di una consultazione preventiva con le parti interessate. Impossibile per ognuno svolgere i propri ruoli, nonché le consultazioni tra sindacati e giornalisti con i tempi stringenti imposti.

A questo punto la Rai nega di aver assunto alcuna decisione definitiva poiché la discussione per l’adozione della modifica del piano di produzione e trasmissione della Testata Regionale sarà discussa durante il CdA del 16 dicembre.

Macheda rincara la dose ricordando le dichiarazioni di Fuortes del 24 novembre e sottolineando l’impossibilità, in vista dell’imminente 16 dicembre, di incidere sul processo decisionale dati i pochi giorni a disposizione. La richiesta d’incontro da parte della Rai è palesemente tardiva, così il sindacato rimane fermo sulle posizioni non presentandosi alla riunione.

La sentenza

La questione passa in mano agli avvocati Francesco Bronzini e Bruno Del Vecchio, dell’Associazione Stampa Romana, su indicazione dell’Usigrai. Bronzini è un avvocato del lavoro, dal 2012 legale di riferimento del sindacato dei giornalisti del Lazio. Lo studio legale Bronzini, infatti, ha maturato una pluriennale esperienza nella trattazione delle varie problematiche afferenti al rapporto di lavoro di natura giornalistica oltre che della tutela del diritto d’autore.

Gli avvocati ribadiscono quanto già espresso dal segretario Usigrai rispetto alla condotta Rai in violazione dell’articolo 21 dell’Accordo Integrativo Rai-Usigrai, nonché dell’articolo 34 del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico. Aggiungono che la convocazione ad un tavolo solo per ascoltare decisioni già prese mortifica ulteriormente il ruolo, le prerogative, la credibilità e l’immagine del sindacato delegittimandolo di fronte ai propri iscritti.

Il 12 marzo 2022 arriva la sentenza del Tribunale di Roma. Il ricorso avanzato dall’Associazione Stampa Romana è stato accolto in quanto la decisione di rimodulazione dell’offerta informativa del Tgr, attraverso la soppressione delle edizioni notturne dei Tg Regionali, è antisindacale perché avvenuta senza la preventiva consultazione del competente organismo sindacale ex articolo 21 dell’Accordo Integrativo Rai-Usigrai. Viene indicato alla Rai sia di avviare le consultazioni previste dalla sopracitata norma, oltre che assicurare l’informativa prevista dall’art. 34 del CNLG. Il giudice prevede poi per la società radiotelevisiva la pubblicazione a proprie spese del decreto appena emesso sulle pagine dei quotidiani nazionali “La Repubblica”, il “Corriere della Sera”, e “Il Sole 24 Ore”.

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