La motivazione del provvedimento di diniego: è necessaria
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Provvedimento di diniego: è necessaria la motivazione

Iride Pagano

Qui la sentenza: Tar Campania - sez. II - sentenza n. 441 del 27-03-2018

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E’ illegittimo il diniego definitivo  privo di una motivazione  adeguata in ordine al mancato accoglimento delle osservazioni formulate dal privato a seguito del preavviso di diniego previsto dall’art.10 bis della L.n.241/90.

Con sentenza  n°441/2018, la Seconda Sezione del T.A.R. Campania-Salerno ha affermato che qualora l’Amministrazione procedente , prima dell’adozione di  un provvedimento negativo in ordine all’istanza di un privato e pur non essendovi eventualmente stricto iure tenuta, ritenga, comunque, d’avviare l’interlocuzione con il privato ai sensi dell’art. 10 bis della  L. n°241/1990 e una volta che, rispondendo all’invito dell’Amministrazione , il privato abbia sfruttato l’opportunità concessagli, formulando osservazioni difensive, tendenti ad orientare  in senso a lui favorevole la determinazione finale della P. A., quest’ultima è tenuta a entrare nel merito dei rilievi formulati dal privato e controdedurre agli stessi.

In particolare, precisa la decisione segnalata, l’Amministrazione   non può limitarsi, com’è avvenuto nella fattispecie esaminata dal Giudice amministrativo, ad esternare un atto che non si differenzi, in modo significativo, dall’impianto argomentativo già fatto conoscere con il preavviso di diniego, mostrando,così, di non aver adeguatamente approfondito i profili problematici,  ritenuti sussistenti con l’attivazione del contraddittorio infraprocedimentale previsto dall’art.10 bis della L. n.241/1990.

Precisa ,inoltre, la sentenza che l’assolvimento dell’obbligo, derivante  dall’art. 10-bis della  L. n. 241 del 1990, di esternare, nella motivazione del provvedimento finale, le ragioni del mancato accoglimento delle osservazioni presentate a seguito della comunicazione dei motivi ostativi, anche se non impone l’ analitica confutazione delle argomentazioni formulate dal privato, non può consistere nell’uso di formule di stile che affermino genericamente la loro non accoglibilità, dovendosi dare espressamente conto delle ragioni che hanno portato a disattendere le controdeduzioni formulate.

 

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