Professioni: vanno versati alla Cassa di appartenenza anche i contributi relativi alle attività svolte, non tipiche, ma connesse alla propria categoria professionale

Professioni: vanno versati alla Cassa di appartenenza anche i contributi relativi alle attività svolte, non tipiche, ma connesse alla propria categoria professionale

Redazione

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Biancamaria Consales

Così ha deciso la sezione lavoro della Corte di cassazione, nella sentenza n. 9076 depositata il 15 aprile 2013.

Dunque il professionista è tenuto a versare alla Cassa di appartenenza, i contributi anche sul compenso percepito in qualità di amministratore di condominio e di società. Il prelievo si estende, quindi, a tutte quelle attività che richiedono le competenze tecniche della categoria.

La questione sulla quale i giudici di Piazza Cavour si sono pronunciati è se il requisito della libera professione è collegato alla sola potenzialità dell’attività intellettuale ovvero richiede l’effettività della pratica professionale (ovviamente corrispondente all’oggetto della cassa professionale).

La Cassazione, con la succitata sentenza, ha affermato che il concetto di esercizio della professione deve essere inteso in senso dinamico e non statico, in quanto è innegabile che l’evoluzione imposta dalle accentuate dinamiche della odierna realtà economica-sociale ha portato inevitabilmente all’estensione dell’ambito proprio dell’attività professionale di ciascuna categoria sì che in essa vanno comprese, altresì, tutte quelle attività che, comunque abbiano un nesso con la specifica cultura tecnica della singola professione.

“In altri termini – hanno affermato i giudice – rientrano nell’attività professionale di ciascuna professione l’assolvimento di tutti quei compiti nei quali il professionista si avvale anche, sia pure non esclusivamente, della sua specifica competenza tecnica e, quindi, sia in fatto, strettamente collegata alle sue cognizioni tecnico-scientifiche”.

La nozione di attività professionale non deve, quindi, avere un’accezione statica (come sostenuto dal professionista), secondo cui possono essere considerate rientranti nell’“attività professionale” solo quelle tipiche e riservate alla categoria professionale di appartenenza.

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