Ingiunzione per compenso avvocato e opposizione del cliente

Ingiunzione per compenso del legale, condannato per lite temeraria il cliente che si oppone

Redazione

Qui la sentenza: Corte di Cassazione - II sez. civ. - ordinanza n. 17911 del 6-07-2018

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La Corte di Cassazione, seconda sezione civile, con ordinanza n. 17911 del 6 luglio 2018, ha respinto il ricorso proposto dal cliente di un legale, poiché i Giudici distrettuali non avevano accolto la sua opposizione al decreto ingiuntivo ottenuto dall’avvocato per il pagamento delle sue competenze professionali.

La pronuncia impugnata asseriva che la sentenza con cui il Tribunale, a chiusura del giudizio, aveva liquidato le spese processuali a carico del ricorrente, poteva considerarsi di per sé prova del credito vantato dal difensore, non essendo necessaria la produzione della parcella corredata dal parere di congruità del competente Ordine forense.

Sentenza emessa a chiusura del giudizio, basta a quantificare il compenso del legale

Un’argomentazione pienamente condivisa dalla Corte di Cassazione. Correttamente, difatti, è stato ritenuto che la sentenza emessa dal Tribunale a conclusione del giudizio in cui l’avvocato aveva prestato patrocinio in favore del ricorrente, contenesse la valutazione di congruità dell’importo poi liquidato a titolo di spese processuali . Si è altresì ritenuto di poter utilizzare detta sentenza anche ai fini della quantificazione del compenso professionale, sostenendo che non occorresse un’ulteriore valutazione da parte dell’Ordine degli avvocati, poiché il difensore non aveva chiesto somme ulteriori. La sentenza costituisce dunque prova sufficiente dell’espletamento dell’incarico e delle relative prestazioni da parte del legale, nonché  elemento di convincimento utile per la quantificazione del compenso.

Condannato il cliente ex art. 96 c.p.c. a prescindere dall’esistenza del danno

E’ stata inoltre confermata dagli Ermellini la condanna del ricorrente, ex art. 96 c.p.c. (in relazione all’’art. 360, primo comma n. 3 c.p.c. ) al pagamento di una somma equitativamente determinata in favore della controparte, reputando irrilevante la prova del danno; danno che nella specie non sussiste, in quanto il legale avrebbe comunque potuto dare esecuzione alla sentenza ed al decreto ingiuntivo ottenuto per i compensi.

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