Il tentativo di mediazione e la conciliazione: tecniche e vantaggi nel nuovo diritto civile e per un ideale superiore di legalità

Il tentativo di mediazione e la conciliazione: tecniche e vantaggi nel nuovo diritto civile e per un ideale superiore di legalità

Alessandro M. Basso

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La conciliazione, quale modalità di risoluzione alternativa delle controversie, costituisce la terza via del diritto: tra forza e legge, essa configura la Ragione ovvero la razionalità come il nuovo Diritto, una soluzione diplomatica, di natura culturale e mentale, basata sui principi educativi, di intelligenza, moderazione, tolleranza e verità contro ogni teoretica del sospetto per la costruzione di una nuova struttura dell’ordinamento giuridico e di un ideale di diritto sociale.

La conciliazione non è da intendere come compromesso e, tantomeno, cessione dei propri diritti bensì come luogo di incontro delle idee, dei valori, delle intenzioni, dei diritti e doveri di entrambe le parti in lite: l’accordo conciliativo, pertanto, conserva l’umanità delle persone e consente la stima, da parte dei soggetti coinvolti, dei valori dell’essere (1).

Le parti hanno la possibilità attuale e concreta di decidere, assumere e mantenere il controllo delle situazioni, restando le uniche titolari della questione in discussione: in tal modo, contribuiscono alla rivalutazione di valori inestimabili, quali la semplicità e la volontà, ed all’edificazione di un nuovo Diritto fondato sul rispetto ricercato, voluto ed addirittura desiderato della legge.

Anche le contingenze internazionali confermano la necessità di dare concreta attuazione e successo alla mediazione ed alla conciliazione: la legalità, così, non è soltanto la difesa di una posizione ma soprattutto il perseguimento di valori generali per il raggiungimento di fini e risultati utili alla collettività. Un Diritto patologico, invece, è sempre alla fonte di ogni possibile conflitto interpersonale ed impedisce, a priori, la tenuta e l’avvio di rapporti di cortesia e di rispetto reciproco (2).

Necessita provare, intenzionalmente e con volontà, un nuovo punto di vista che eviti comportamenti ostruttivi e prevaricatori e la competizione intersoggettiva: in tali casi, infatti, la legge resterebbe mera teoria, figurativa o cinica e s’inaridirebbe, deviando dal fine stesso della legge che è costitutivamente l’ordine pacifico della convivenza sociale.

Le parti in conflitto devono sempre ricordarsi che non tutto ciò nei cui confronti avanzano diritto è sempre per merito proprio bensì ricevuto per circostanze di vita o fortuite e che un diritto vantato non sarebbe stato tale se non fosse stato previsto da una norma di legge: pertanto, una situazione ben potrebbe essere diversamente disciplinata e convenuta tra le parti e risolta in bonario componimento se solo si ipotizzasse l’inesistenza di una apposita prescrizione normativa in materia.

Sul piano normativo, il tentativo di mediazione deve essere espletato secondo un determinato iter stabilito dalla legge (3).

Presentata la domanda presso l’organismo di mediazione, viene designato un mediatore e fissato il primo incontro tra le parti (non oltre quindici giorni dal deposito della domanda):
la domanda e la data dell’incontro sono comunicate all’altra parte, anche a cura dell’istante.
Il mediatore cerca un accordo amichevole di definizione della controversia: se la conciliazione riesce, il mediatore redige processo verbale, sottoscritto dalle parti e dallo stesso mediatore. In caso di esito negativo, nel verbale, contenente l’indicazione della proposta conciliativa, va attestata la mancata partecipazione o il dissenso di una delle parti al procedimento di mediazione. Della mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, peraltro, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo contenzioso (art. 116 co. 2 c.p.c.).

Segnatamente, nel caso in cui l’accordo non venga raggiunto, il mediatore a sua discrezione potrà, e dovrà qualora richiesto da entrambe le parti, formulare una proposta finale di risoluzione della controversia e ciascuna delle parti, nel termine di sette giorni dalla sua comunicazione, dovrà decidere se accettare o meno. Qualora il provvedimento giudiziale di definizione del processo corrisponda alla proposta finale del mediatore, le spese processuali sono poste a carico dalla parte che ha rifiutato la soluzione conciliativa, anche se vittoriosa.

Nel caso in cui l’accordo di conciliazione venga raggiunto, esso deve essere omologato dal tribunale nel cui circondario ha sede l’Organismo il quale ne verificherà regolarità formale e rispetto dei principi di ordine pubblico o di norme imperative.

Sul piano giuridico-sostanziale, il verbale costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Peraltro, l’accordo raggiunto, anche a seguito della proposta del mediatore, può prevedere il pagamento di una somma di denaro per ogni violazione o inosservanza degli obblighi stabiliti o per il ritardo nel loro adempimento.

Fiscalmente, tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni altra tassa: il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di euro cinquantamila. Altresì, viene riconosciuto alle parti un credito d’imposta commisurato all’indennità da esse corrisposta agli Organismi di conciliazione, fino all’ammontare massimo di euro cinquecento. In caso di insuccesso della mediazione, invece, il credito d’imposta è ridotto della metà.
Garantito, infine, il gratuito patrocinio in tutti i casi prescritti dalla legge.


1- Per approfondimento, S. COTTA, Il diritto come sistema di valori, San Paolo ed., 2004; U. SCARPELLI, Il problema della definizione e il concetto del diritto, Milano, 1955; A. M. BASSO, La qualificazione dei comportamenti secondo l’ordinamento: le categorie giuridiche e la necessità, in www.diritto.it; A. M. BASSO, La legge e l’organizzazione dello stato: la teoria del diritto e del bene giuridico tra dottrina socio-politica e funzione legislativa, in www.diritto.it

2- Per approfondimento, A. M. BASSO, Lo Stato ed il Diritto: la tutela dell’individuo tra politica e filosofia, in www.diritto.it.

3- Per approfondimento, A. IANNINI, Guida alla nuova mediazione e conciliazione, Nuova Giuridica, 2010.

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