Il furto è pluriaggravato se l’età della vittima è avanzata

Redazione 02/11/11
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Così ha deciso la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8859 del 27 ottobre 2011, confermando quanto già deciso nei precedenti gradi si giudizio.

L’imputazione attiene alla sottrazione di monili e denaro contenuti nella camera da letto di un’abitazione, mentre i proprietari si trovavano a lavorare nell’orto contiguo. I giudici di merito hanno, altresì, ritenuto l’esistenza dell’aggravante della destrezza connessa all’approfittarsi della lontananza delle vittime, nonché all’approfittarsi di particolari circostanze, quali l’età avanzata dei derubati (81 e 78 anni). La Suprema Corte ha ritenuto che l’elevata età delle vittime fosse da considerarsi aggravante del furto, in quanto comportante una minorazione delle capacità auditive, visive e locomotorie, tale da ostacolare la privata difesa.

Un ruolo eziologico ha avuto, dunque, questa circostanza, posto che le vittime potevano avere difficoltà nell’udire l’arrivo delle ladre e nel reagire alla sottrazione con l’inseguimento.

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