I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dal momento della nascita alla maggiore età

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia
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Con la parola “minori” s’intendono i nati che non hanno ancora raggiunto la maggiore età, fissata a 18 anni.

Non sono compresi in questa definizione i concepiti e i maggiorenni.

La fascia della minore età è molto ampia, va dai neonati ai ragazzi in grado di guidare un ciclomotore, o i modelli di auto senza patente, di spostarsi in modo autonomo, di navigare su Internet, di iscriversi ai social network e di concludere in modo verbale la maggior parte dei contratti di acquisto di beni e servizi.

L’età utile per fare queste cose si va progressivamente abbassando.

I minori non hanno i diritti dei maggiorenni, ne hanno di più.

Non godono di facoltà e prerogative riservate agli adulti, non possono votare, stipulare contratti dal notaio, però hanno una tutela rafforzata della personalità e delle manifestazioni del loro agire. Questo serve a garantire loro una crescita psicofisica sana ed equilibrata, un fondamentale diritto della persona umana, che gli viene riconosciuto, insieme a molti altri diritti.

In questo articolo prenderemo in considerazione l’ampia gamma dei diritti dei minori.

Indice

  1. Convenzioni Internazionali e diritti dei minori
  2. Costituzione e leggi italiane sui diritti dei minori

1. Convenzioni Internazionali e diritti dei minori

L’Onu nel 1989 ha approvato una Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, chiamata anche Convenzione sui diritti del fanciullo.

L’Italia ha ratificato questo trattato internazionale che ha valore di legge nel 1991.

(L.27/05/1991 n. 176 del “Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989”).

La parola infanzia deriva dal latino infans, che significa senza parola e indica un soggetto privo di capacità di esprimersi con il linguaggio verbale.

La Convenzione tutela i diritti di ogni essere umano al di sotto del 18° anno di età.

Anche i bambini molto piccoli esprimono emozioni e sensazioni, ad esempio con il pianto e con i gesti, e sono capaci di provare sentimenti, da questo lato non esistono differenze.

Ai fini dei diritti riconosciuti ai minori la loro maturità o immaturità non conta.

Se dovesse essere acquisita prima rispetto alla media dei bambini e ragazzi di quella fascia di età, comporta un maggiore diritto di interlocuzione con gli adulti, che li devono ascoltare e devono considerare la loro opinione.

I diritti sanciti dalla Convenzione Onu  sono racchiusi nelle parole assistenza, protezione e partecipazione sociale del minore.

Gli americani le riassumono nella formula delle 3 P, Protection, Provision, Partecipation.

Sono diversi diritti elencati che per gli italiani sembrano scontati, però nel mondo non è così, e a volte  neanche in alcune situazioni nel nostro Paese, come il diritto alla vita, all’identità personale, al nome, alla nazionalità, alla cittadinanza.

Accanto a quelli menzionati ci sono i diritti più elaborati, che ogni giorno rischiano di essere messi in pericolo da fenomeni di disagio familiare, violenze, maltrattamenti, razzismo o bullismo, come:

  • Il diritto a non essere discriminati per motivi di razza, colore della pelle, sesso, religione, lingua, disabilità, povertà della famiglia del bambino.
  • Il diritto di abitare con i genitori se non sia dannoso per la crescita, e ad essere da loro cresciuti   ed educati.
  • Il diritto a non essere allontanati dalla famiglia e a non subire trasferimenti illegali all’estero.
  • Il diritto di ricevere consigli e aiuti da parte genitori e dagli altri membri della famiglia e di ricevere istruzione da parte degli insegnanti.
  • Il diritto di essere liberi di potere esprimere la propria opinione, che gli adulti devono ascoltare e prendere in considerazione.
  • Il diritto di  avere una propria vita privata, di frequentare gli amici, di fare sport e attività ricreative, di ricevere informazioni attraverso i media, e di essere protetti da materiali dannosi che circolano in Tv o in rete.
  • Il diritto di essere protetti da maltrattamenti, abusi e da qualsiasi forma di sfruttamento.

I minori sono protetti anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, detta anche Carta di Nizza dal luogo nel quale nel 2000 è stata stipulata e in base alla quale:

  • I minori hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere.
  • Possono esprimere in modo libero la propria opinione, che deve essere considerata in relazione alle questioni a loro relative e in funzione della loro età e della loro maturità».
  • Negli atti relativi ai minori, compresi quelli compiuti da autorità pubbliche, il loro interesse deve essere considerato preminente.
  • Il minore ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo siano contrari al suo interesse, una questione che si ha nelle coppie separate quando si deve decidere l’affido e il collocamento dei figli).

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2. Costituzione e leggi italiane sui diritti dei minori

L’articolo 30 della Costituzione sancisce il dovere e il diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli anche se nati fuori dal matrimonio, a volere sottolineare che non c’è differenza tra figli naturali e figli legittimi e che hanno parità di diritti.

Il codice civile, in particolare all’articolo 315 bis e le leggi in materia di famiglia specificano che questi diritti, prevedendo:

  • Il diritto del figlio ad essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni, a crescere in famiglia e a mantenere rapporti significativi con i parenti, a partire dai nonni.
  • Il diritto del figlio minore che ha compiuto 12 anni, e anche se di età inferiore, se è capace di discernimento, ad essere ascoltato nelle questioni e procedure a lui relative, come l’affido familiare o extrafamiliare.

La violazione dei diritti dei figli minori può comportare la decadenza dalla responsabilità genitoriale, ai norma dell’articolo 330 del codice civile se le trascuratezze o gli abusi nei loro confronti provocano grave pregiudizio.

In simili casi, il giudice può ordinare l’allontanamento del figlio dalla residenza familiare oppure l’allontanamento del genitore o del convivente che maltratta o abusa del minore.

A livello penale, il minore gode dei seguenti diritti:

  • Sino a 14 anni di età non è imputabile per i reati commessi (art. 97 Cod. pen.).
  • Dai 14 anni sino ai 18 anni non compiuti l’imputabilità va accertata caso per caso, sulla base della capacità di intendere e di volere del minore, la pena è sempre diminuita e non può essere applicato l’ergastolo.
  • Per gli illeciti compiuti dal minore che provocano danni rispondono i genitori, gli insegnanti o i sorveglianti, a meno che non provino di non avere potuto impedire il fatto.

Ad esempio, se un minorenne di notte ruba le chiavi dell’auto ai suoi genitori e causa un incidente.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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