Le nuove tutele per i minori

Le nuove tutele per i minori

di Redazione

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Intervista a Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, per Diritto.it

1) Quali sono le nuove tutele per i minori?

A 30 anni dalla sua approvazione, la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza rappresenta ancor oggi una rivoluzione culturale da completare. Essa ha infatti trasformato ogni bambino e ragazzo da “oggetto di protezione” a “soggetto titolari di diritti”.  Ed è qui che bisogna collocare le nuove tutele. Passi avanti, dal 1989 a oggi, sono stati fatti. Tra questi c’è l’istituzione, nel 2011, dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, nata per diffondere e sollecitare l’attuazione dei principi della Convenzione, tra i quali spicca il superiore interesse del minore.

Un’Autorità alla quale, lo scorso febbraio, il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nelle raccomandazioni all’Italia ha chiesto di riconoscere maggiore autonomia e indipendenza. Nelle stesse raccomandazioni più volte si chiede ascolto e coinvolgimento dei minorenni nelle decisioni che li riguardano. Si tratta della stessa prospettiva che ha portato l’Autorità garante, prima di quelle raccomandazioni, a elaborare, pubblicare e diffondere la “Carta dei figli nella separazione dei genitori”, che rappresenta un nuovo modo di tutelare i minorenni. Per scrivere i diritti dei figli nella separazione dei genitori sono stati ascoltati esperti, scelti tra personalità in ambito giuridico, sociale, psicologico e pedagogico, ed è stata coinvolta la Consulta dei ragazzi dell’Autorità. Quest’anno, in vista delle celebrazioni del trentennale della Convenzione di New York, abbiamo chiesto a 10 mila bambini della Primaria di rileggere e riscrivere i diritti a partire dai loro nuovi bisogni. È attualizzando al 2019 la lettura della Convenzione con gli occhi dei più piccoli e portandola all’attenzione delle istituzioni che si possono individuare nuove e migliori tutele.

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2) Quali diritti sono riconosciuti ai minori durante il processo di separazione? 

L’articolo 12 della Convenzione di New York stabilisce che la persona di minore età, che abbia capacità di discernimento, ha il diritto di esprimere la propria opinione su ogni questione che lo interessa, e che tale opinione deve essere presa in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità. Il minorenne deve essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo riguarda. Il diritto fondamentale all’ascolto riconosciuto alla persona di minore età è ribadito anche nell’articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Nell’ordinamento italiano questo diritto è stato recepito nel codice civile attraverso la previsione dell’ascolto, in capo al giudice, del minorenne che abbia compiuto 12 anni, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, nei procedimenti nei quali debbano essere adottati provvedimenti che lo riguardano. Al fine di verificare se tale diritto sia effettivamente attuato e quali siano le modalità attraverso cui è reso effettivo, l’Autorità garante ha avviato uno studio che coinvolgerà i tribunali ordinari, tribunali per i minorenni e le procure della Repubblica presso questi ultimi. Tale rilevazione –  in linea con le recenti raccomandazioni che il Comitato Onu ha rivolto all’Italia – avrà ad oggetto anche l’individuazione di buone prassi, che potranno essere prese come modello a livello nazionale.

3) Quali sono le principali novità della Carta dei diritti dei figli rispetto alla normativa sovranazionale? 

Sin dal suo preambolo, la Convenzione di New York sottolinea l’importanza della famiglia nella vita di ogni bambino e adolescente: è “un ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli”. La Carta dei diritti dei figli realizzata dall’Autorità garante nasce proprio dalla necessità di far emergere i diritti dei minorenni, in particolare quelli che vivono la separazione dei genitori. Tutti diritti che hanno le radici nella Convenzione, lo strumento internazionale più ratificato al mondo. E tra questi, in particolare, il diritto all’ascolto e alla partecipazione, il diritto a preservare le relazioni familiari, a non essere separati dai genitori contro la propria volontà, a meno che la separazione non sia necessaria nell’interesse preminente del minorenne. E ancora: il diritto a mantenere rapporti regolari e frequenti con entrambi i genitori, anche se risiedono in Stati diversi, salvo che questo non sia contrario al superiore interesse del minorenne.

La Carta è un documento unico in Europa, che è stato pubblicato in inglese sul sito del Consiglio d’Europa e diffuso tra i garanti della rete europea ENOC. Essa ha fissato dieci punti fermi, tutti principi di valore etico finalizzati a promuovere la centralità dei figli proprio nel momento della crisi della coppia. Tra di essi ci sono quelli di essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori, di essere ascoltati e di esprimere i propri sentimenti, di non subire pressioni e che le scelte che li riguardano siano condivise da entrambi i genitori. I figli hanno, inoltre, il diritto a non essere coinvolti nei conflitti tra genitori, al rispetto dei loro tempi, a essere preservati dalle questioni economiche e a ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano. L’obiettivo è quello di rendere consapevoli i figli, i genitori e gli adulti dei diritti delle persone di minore età.

4) Qual è il ruolo dei servizi sociali?

L’Autorità garante ha individuato tra gli interlocutori privilegiati per diffondere la Carta, insieme ad altri attori della rete, i servizi sociali. Sono spesso i servizi i primi a ricevere i segnali di disagio, specie nei casi di separazioni ad alta conflittualità che richiedono la tutela dei figli minorenni. In virtù della loro mission istituzionale, di garantire assistenza a chi è in difficoltà, i servizi presidiano il territorio e attivano le risorse da mettere in campo. Una di queste sono i gruppi di parola, uno spazio offerto a bambini e ragazzi per accompagnarli, con l’aiuto di professionisti specializzati, nel percorso di separazione dei genitori.

Spazio nel quale possono elaborare il loro vissuto e prendere consapevolezza dei loro diritti. Ai servizi sociali si affiancano i servizi sociosanitari che attraverso i consultori familiari attuano interventi sui territori a tutela della salute della donna, dell’età evolutiva, dell’adolescenza e delle relazioni di coppia e familiari. Insieme ai Comuni sono gli altri attori ai quali è indirizzata la diffusione della Carta. Anche in molti consultori, tra l’altro, sono attivi i gruppi di parola, dei quali l’Autorità garante insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore ha redatto un elenco disponibile sul sito (https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/elenco-gdp-_aggiornato-07-02-2019.pdf).

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