Come e perchè tutelare l’aspetto esteriore di un prodotto ?

Come e perchè tutelare l’aspetto esteriore di un prodotto ?

di Lione Federico, Dott.

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a cura della Dott.ssa Serena Biondi

L’aspetto esteriore di un prodotto, o di una parte di esso, può essere tutelato con la registrazione del modello o del disegno. Invero, per disegno si intende la rappresentazione bidimensionale di un prodotto (ad esempio la fantasia riprodotta  su un tessuto), con modello invece si identifica l’aspetto tridimensionale dello stesso (ad esempio la forma di una sedia).

Si chiarisce che i modelli e i disegni possono ottenere tutela solo se hanno i seguenti requisiti: la novità; il carattere individuale e la liceità. Il concetto di novità prevede che il disegno o il modello sia differente – al momento del deposito della domanda di registrazione – rispetto alle esperienze già note; tale differenza non deve limitarsi a dettagli di poco conto. Il carattere individuale sussiste invece quando l’impressione suscitata da un disegno o da un modello – nell’utilizzatore informato –  è diversa dall’impressione generale suscitata da un disegno o modello registrato in precedenza.

Ebbene, la registrazione di un modello e di un disegno viene effettuata a livello nazionale presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi; a livello europeo presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale e a livello internazionale presso l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale. Grazie alla registrazione della parte esteriore del proprio prodotto, il titolare ottiene il diritto esclusivo di utilizzo dello stesso e quindi il diritto di vietare a terzi di utilizzare, senza il suo consenso, un modello o disegno identico, simile o che comunque non produca nell’utilizzatore informato un’impressione generale diversa.

La contraffazione di modelli e disegni

E’ dato sapere che sono tantissimi i casi di contraffazione di modelli e di disegni.

Ad esempio, nella vertenza azionata da Swarovski A.G. e Swarovski Internazionale d’Italia in qualità, rispettivamente, di titolare e di licenziataria esclusiva per l’Italia di alcuni modelli registrati a livello comunitario, il Tribunale di Milano, con sentenza n. 1799/2018, ha riconosciuto esserci contraffazione in quanto il prodotto della convenuta era identico a quello di parti attrici. Nello specifico, parti attrici hanno convenuto in giudizio il presunto contraffattore deducendo che questo avesse offerto in vendita alcuni bracciali aventi le medesime caratteristiche di quelli coperti da privativa.  La Corte ha accolto la domanda di contraffazione in quanto ha ritenuto che i prodotti commercializzati dalla convenuta fossero uguali a quelli registrati aventi quindi forme identiche, stesse proporzioni e linee dei modelli Swarovski: trattasi dunque di tutti i dettagli conferenti carattere individuale a detti bracciali.

Altro caso riguardante la contraffazione di un modello è stato deciso dal Tribunale di Milano il quale, con sentenza n. 11766/2017, si è pronunciato su una causa avente come parte attrice l’azienda Poltrona Frau, titolare del un modello registrato di poltrona: la poltrona “Pitagora”.  Detta azienda contestava alla società convenuta, tra gli altri motivi, di aver contraffatto il proprio modello. I Giudici meneghini hanno dichiarato che la protezione garantita ai modelli e ai disegni non vale solo per i modelli e disegni identici ma anche per quelli che presentino delle differenze che non siano tali da creare un’impressione generale diversa. Il Tribunale, nel caso di specie, ha pertanto ritenuto esserci contraffazione in quanto la poltrona della società convenuta non produceva un’impressione generale diversa rispetto a quella della Frau, perché non presentava differenze significative.

Ebbene il modello o il disegno successivo a quello registrato non costituisce contraffazione di quello protetto se ha una reale autonomia rispetto agli elementi che conferiscono carattere individuale al modello o disegno protetto. Invero, se il carattere individuale dei due modelli coincide, il secondo modello è contraffazione del primo perché non produce nell’utilizzatore informato una diversa impressione generale.

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Lione Federico

Svolge l'attività di praticante avvocato, si è laureato presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore presso la quale, successivamente, ha partecipato ad un Master di II° livello in Diritto Tributario.


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