Bambini adottati e legame di parentela con l’adottante: il punto della Consulta

di Biarella Laura, Avvocato, Giornalista Pubblicista, Docente
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Qui la sentenza: Corte costituzionale - sentenza n. 79 del 23-03-2022

La tutela dell’interesse del minore impone di garantire ai bambini adottati il riconoscimento dei rapporti di parentela che nascono dall’adozione. L’Ufficio comunicazione e stampa della Corte costituzionale, con la nota del 28 marzo 2022, ha fatto sapere del deposito della Sentenza n. 79/2022, con la quale è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo l’art. 55 della l. n. 184/1983, nella parte in cui imponeva di applicare all’adozione in casi particolari dei minori le regole dettate dall’art. 300, II c., c.c. per l’adozione dei maggiorenni.

I legami parentali dell’adottato

Il minore adottato, nelle ipotesi dell’“adozione in casi particolari”, ha lo status di figlio e non può essere privato dei legami parentali, che il legislatore della riforma della filiazione “ha voluto garantire a tutti i figli a parità di condizioni, perché tutti i minori possano crescere in un ambiente solido e protetto da vincoli familiari, a partire da quelli più vicini, con i fratelli e con i nonni”. Non riconoscere i legami familiari coi parenti del genitore adottivo equivarrebbe a disconoscere l’identità del minore costituita dalla sua appartenenza alla nuova rete di relazioni familiari che, di fatto, costruiscono stabilmente il suo quotidiano.

La norma dichiarata illegittima

In tal senso si è espressa la Corte costituzionale (Sentenza n. 79 depositata il 28 marzo), nel dichiarare illegittimo (con riferimento agli articoli 3, 31 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’articolo 8 della CEDU) l’articolo 55 della legge n. 184 del 1983, nella parte in cui imponeva di applicare all’adozione in casi particolari dei minori le regole dettate dall’articolo 300, c. II, c.c. per l’adozione dei maggiorenni.

No al rinvio alla disciplina per i maggiorenni

I giudici hanno ritenuto che un profilo tanto rilevante “per la crescita e per la stabilità di un bambino” non potesse essere regolato tramite il rinvio alla disciplina operante per l’adozione dei maggiorenni, istituto che è “plasmato su esigenze prettamente patrimoniali e successorie”.

I casi “particolari”

L’intervento della Corte ha inteso rendere effettiva, in conformità ai principi costituzionali e in linea anche con gli orientamenti della Corte di Strasburgo, la tutela offerta dall’adozione in casi particolari a tanti minori:

  • bambini orfani o orfani con disabilità;
  • bambini abbandonati o semi-abbandonati, non adottabili con l’adozione legittimante;
  • minori che vivono nel nuovo nucleo familiare del genitore biologico;
  • minori cui si riconosce l’interesse a mantenere relazioni affettive già di fatto instaurate e consolidate con il convivente o con il partner dello stesso sesso del genitore biologico.

Il meccanismo dell’art. 74 c.c.

La rimozione della disposizione censurata nel suo rinvio all’art. 300, c. II, c.c., non richiede coordinamenti sistematici, in quanto, con riferimento alle relazioni parentali, è l’art. 74 c.c. che svolge tale funzione. La declaratoria di parziale illegittimità costituzionale rimuove l’ostacolo legislativo che impediva di riferire il richiamo al figlio adottivo, di cui all’art. 74 c.c., al minore adottato in casi particolari. Tale esito consente, pertanto, l’espansione dei legami parentali tra il figlio adottivo e i familiari dell’adottante che condividono lo stesso stipite, mantenendo, in virtù dell’art. 74 c.c., la distinzione fra i parenti in linea adottiva e biologica. Il meccanismo dell’art. 74 c.c. permette, di riflesso, di applicare, in modo lineare, le conseguenze e gli effetti giuridici che nel sistema normativo discendono dalla sussistenza dei legami familiari, sicché potranno applicarsi al figlio adottivo le norme che hanno quale presupposto l’esistenza di rapporti civili fra l’adottato e i parenti dell’adottante.

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Biarella Laura

Laureata cum laude presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia, è Avvocato e Giornalista. È autrice di numerose monografie giuridiche e di un contemporary romance, e collabora, anche come editorialista, con redazioni e su banche dati giuridiche (tra le altre Altalex, Quotidiano Giuridico, NTPLus, 24OreAvvocato, AlVolante, InSella, Diritti e Risposte, Orizzonte Scuola, Fisco e Tasse, poliziamunicipale.it). Ha svolto le funzioni di membro aggiunto presso la Corte d’Appello di Perugia, ai sensi della L. n. 69/1963. Già “cultore della materia” presso Università degli Studi E Campus nelle cattedre di “diritto privato” e “diritto della conciliazione, della mediazione e dell’arbitrato”, è moderatrice e relatrice di convegni, docente presso corsi di formazione e corsi di preparazione all’esame di abilitazione di avvocato. E' stata professore a contratto di “Arbitrato” presso l’Università degli Studi E Campus, Master in ADR, sedi di Roma e Novedrate. E' stata membro del Comitato Scientifico del corso di preparazione dell’esame di avvocato Altalex. Ha svolto docenze di diritto e procedura civile presso la Scuola Forense dell'Ordine degli Avvocati di Perugia, ed ivi ha ricoperto il ruolo di Segretario del Comitato Scientifico. Svolge la funzione di Tutore legale presso il Tribunale dei Minorenni dell’Umbria. E' membro del Comitato di Redazione del mensile 24Ore Avvocato.


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