La violenza sulle donne in Italia -analisi della problematica e cenni normativi

Scarica PDF Stampa

La violenza contro le donne è un grave problema in Italia, come in molti altri paesi nel mondo. Le donne sono spesso vittime di violenza fisica, sessuale e psicologica, che può avere conseguenze devastanti per la loro vita e il loro benessere. Si rappresenta che questo articolo ha il solo scopo di permettere una breve panoramica per introdursi alla scottante tematica che si consiglia, poi di approfondire con letture specialistiche. Ma veniamo a noi: alla luce dei tristi e ripetuti epiloghi di violenza, spesso inaudita, ed alla ribalta delle cronache, l’Italia, con il chiaro scopo di arginare tali reati nell’ultimo decennio ha adottato diverse leggi al riguardo, di seguito rappresentate.

Volume consigliato per approfondire: Formulario commentato della famiglia e delle persone dopo la riforma Cartabia

Indice

1. Le principali Leggi in Italia


Cominciamo da quelle direttamente contenute nel Codice penale
Omicidio volontario o preterintenzionale: L’omicidio di una donna, commesso in modo volontario o preterintenzionale, è punito ai sensi dell’articolo 575 del Codice Penale italiano.  L’omicidio volontario è punito con la reclusione da 21 anni all’ergastolo.
Maltrattamenti in famiglia: Secondo l’articolo 572 del Codice Penale, chiunque maltratta una persona appartenente alla propria famiglia o convivente è punito con la reclusione. Articolo 572-bis: Punisce il reato di maltrattamenti in famiglia, che può riguardare sia la violenza fisica che quella psicologica, e prevede pene che vanno da 6 mesi a 6 anni di reclusione.
Stalking: L’articolo 612-bis del Codice Penale disciplina il reato di stalking, che consiste nel perseguitare in modo sistematico e reiterato una persona, causandole un serio stato di ansia o paura per la propria incolumità o per l’incolumità dei suoi familiari o conviventi.
Violenza sessuale: La violenza sessuale è disciplinata dagli articoli 609-bis e seguenti del Codice Penale italiano. Questi articoli definiscono e puniscono una serie di comportamenti, come lo stupro, l’aggressione sessuale e il molestatore.
Alle sopra menzionate norme vanno indicate anche quelle extracodicistiche
Legge n. 38/2009: Conosciuta come “Legge sulle misure contro la violenza sessuale“, questa legge ha introdotto importanti modifiche al Codice Penale italiano per migliorare la protezione delle vittime di violenza sessuale. Ha ampliato la definizione di violenza sessuale, introdotto pene più severe per i reati sessuali e rafforzato i diritti delle vittime durante le fasi processuali.
Legge n. 119/2013: Conosciuta come “Legge sul femminicidio”, questa legge ha istituito il reato di omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela o convivenza con la vittima di sesso femminile. Ha inoltre introdotto pene più severe per i reati di maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza sessuale. La legge ha anche previsto misure di prevenzione, protezione e sostegno per le vittime di violenza di genere.
La Legge sul Codice Rosso ovvero la L. n. 69/2019 in vigore in Italia dal  22 giugno 2019 ( approfondita nel paragrafo avanti)
Ordini di Protezione: Gli ordini di protezione sono strumenti legali che offrono alle donne vittime di violenza la possibilità di richiedere la protezione immediata dalle autorità competenti. Questi ordini possono vietare all’aggressore di avvicinarsi alla vittima, al suo domicilio o al luogo di lavoro. Le disposizioni in materia di ordini di protezione sono stabilite nell’art. 342-bis del Codice Penale e nella legge n. 154/2013.
Per quanto riguarda la giurisprudenza, la Corte di Cassazione italiana ha emesso numerose sentenze che hanno contribuito a delineare l’interpretazione e l’applicazione delle leggi sulla violenza contro le donne. Ad esempio, la sentenza n. 25713/2017 ha stabilito che la violenza psicologica può costituire una forma di maltrattamento ai sensi dell’art. 572-bis del Codice Penale. La sentenza n. 10683/2018 ha riconosciuto che il femminicidio può essere considerato una circostanza aggravante in caso di omicidio volontario.
È importante notare che l’Italia ha anche adottato e ratificato convenzioni internazionali e regionali volte a combattere la violenza sulle donne, come la Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa.
Le succitate norme e riferimenti giurisprudenziali che riguardano la violenza sulle donne in Italia sono solo le più rilevanti . Infatti, l’argomento è molto ampio e complesso, e l’evoluzione delle leggi e della giurisprudenza continua a riflettere gli sforzi per combattere la violenza di genere e cercare di garantire adeguata protezione alle donne.

2. La Legge 69/2019 c.d. Legge sul Codice Rosso


Questa legge prende il nome dal colore del codice d’emergenza usato per segnalare i casi di violenza di genere. Il suo obiettivo principale è quello di contrastare la violenza contro le donne, migliorare la protezione delle vittime e rendere più efficace l’azione delle forze dell’ordine.
La legge sul Codice Rosso ha introdotto diverse misure significative per affrontare la violenza di genere. Alcuni degli aspetti salienti includono:

  • Modifiche al Codice di Procedura Penale: La legge ha introdotto modifiche al Codice di Procedura Penale italiano per consentire un intervento tempestivo e coordinato delle forze dell’ordine e del sistema di giustizia penale. In particolare, sono state introdotte disposizioni che richiedono alle forze dell’ordine di informare immediatamente il pubblico ministero delle segnalazioni di violenza di genere, al fine di garantire un’azione rapida e coordinata.
  • Formazione delle forze dell’ordine: La legge prevede la formazione specifica per le forze dell’ordine sulle tematiche della violenza di genere. Questo include la sensibilizzazione sulle dinamiche della violenza domestica, stalking, violenza sessuale e femminicidio, al fine di migliorare la capacità delle forze dell’ordine di identificare i segnali di pericolo e rispondere adeguatamente.
  • Misure di protezione per le vittime: La legge prevede l’attivazione di misure di protezione immediate per le vittime di violenza di genere, come l’assegnazione di un alloggio temporaneo, l’adozione di provvedimenti cautelari e l’estensione delle misure di protezione previste dalla legge n. 119/2013 sul femminicidio.
  • Incremento delle pene: La legge ha aumentato le pene per i reati di violenza sessuale, stalking e maltrattamenti in famiglia, al fine di limitare tali comportamenti e punirli adeguatamente. Ad esempio, sono state aumentate le pene per l’omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela o convivenza con la vittima.

La legge sul Codice Rosso è stata un importante passo avanti nella lotta contro la violenza di genere in Italia, fornendo strumenti e misure per migliorare la prevenzione, la protezione e la persecuzione penale di tali reati. Tuttavia, è importante continuare a promuovere l’educazione, la sensibilizzazione e la prevenzione per affrontare le radici profonde della violenza di genere e creare una società più sicura ed equa per tutte le donne.

3. La violenza di genere in Italia, brevi riferimenti normativi


In Italia, la violenza di genere è affrontata da un punto di vista normativo attraverso diverse disposizioni legislative. Tra le principali fonti normative si annoverano:
Legge n. 119/2013: Questa legge, nota come “Legge sul femminicidio”, ha introdotto il reato di omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela o convivenza con la vittima di sesso femminile. Ha anche rafforzato le pene per i reati di maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza sessuale.
Codice Penale italiano: Il Codice Penale contiene disposizioni specifiche per affrontare la violenza di genere. Ad esempio, l’articolo 572 disciplina i maltrattamenti in famiglia, punendo chiunque maltratti una persona appartenente alla propria famiglia o convivente. L’articolo 612-bis definisce il reato di stalking, che consiste nella condotta persecutoria sistematica e reiterata nei confronti di una persona, causandole un serio stato di ansia o paura. Gli articoli 609-bis e seguenti disciplinano i reati di violenza sessuale, come lo stupro, l’aggressione sessuale e il molestatore.
La tematica viene affrontata anche in sede Ue attraverso con queste  norme
Direttiva 2011/99/UE: Questa direttiva dell’Unione Europea si occupa della protezione delle vittime di reati, tra cui la violenza di genere. Essa stabilisce standard minimi per i diritti, il supporto e la protezione delle vittime, e prevede misure per la prevenzione e la lotta contro la violenza domestica.
Convenzione di Istanbul: Questa convenzione del Consiglio d’Europa è uno strumento chiave nella lotta contro la violenza di genere. Essa fornisce una definizione ampia di violenza di genere e stabilisce obblighi per gli Stati membri, compresi quelli relativi alla prevenzione, protezione, persecuzione e cooperazione internazionale in materia di violenza di genere.

4. I supporti in Italia a Tutela delle donne vittime di violenza


In Italia, esistono diversi servizi e supporti forniti alle donne vittime di violenza per aiutarle a uscire da situazioni di pericolo e fornire loro protezione e assistenza. Alcuni dei principali tipi di supporto offerti sono:

  • Centri Antiviolenza: Sono strutture specializzate che offrono supporto psicologico, legale ed economico alle donne vittime di violenza. I centri antiviolenza forniscono consulenza, sostegno emotivo, informazioni sui diritti delle vittime e aiuto nella pianificazione di un percorso di uscita dalla violenza.
  • Case Rifugio: Le case rifugio sono luoghi sicuri e protetti in cui le donne vittime di violenza e i loro figli possono trovare temporaneamente alloggio. Queste strutture offrono un ambiente protetto, sostegno psicologico, assistenza legale e aiuto nella ricerca di soluzioni abitative a lungo termine.
  • Numeri di emergenza: In Italia, esistono numeri di emergenza, come il 1522, che offrono assistenza e consulenza telefonica 24 ore su 24 alle donne vittime di violenza. Questi numeri forniscono informazioni, sostegno emotivo e indicazioni su come ottenere aiuto immediato. Esistono poi diversi altri numeri di assistenza curati da associazioni che possono essere ricercati in internet con l’ausilio di un valido motore di ricerca come Google.
  • Servizi di assistenza legale: Le donne vittime di violenza possono accedere a servizi di assistenza legale gratuiti attraverso lo strumento del gratuito patrocinio messo a disposizione dal Legislatore Italiano. Gli avvocati specializzati in violenza di genere possono fornire consulenza legale, assistenza nella presentazione di denunce e rappresentanza legale durante le procedure giudiziarie.
  • Programmi di reinserimento sociale ed economico: Per aiutare le donne a ricostruire la propria vita dopo l’esperienza di violenza, esistono programmi di reinserimento sociale ed economico. Questi programmi includono servizi di formazione professionale, supporto nella ricerca di un’occupazione e aiuti economici per garantire una stabilità finanziaria.

È importante sottolineare che il supporto alle donne vittime di violenza è un impegno che coinvolge diversi attori, tra cui istituzioni governative, organizzazioni non governative e servizi sociali. L’obiettivo è quello di fornire un approccio integrato che comprenda assistenza psicologica, protezione fisica, sostegno legale e programmi di reinserimento per aiutare le donne a ricostruire una vita libera dalla violenza.


Potrebbero interessarti anche:

5. Breve analisi sul fenomeno del femminicidio in Italia ed in Europa


Il termine “femminicidio” viene utilizzato per descrivere l’omicidio di donne a causa del loro genere. Questo concetto mette in evidenza la natura specifica della violenza che colpisce le donne, evidenziando il contesto di discriminazione e disuguaglianza di genere in cui avviene.
In Italia, il termine “femminicidio” è stato introdotto nella legge n. 119/2013, nota come “Legge sul femminicidio”. Questa legge ha istituito il reato di omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela o convivenza con la vittima di sesso femminile. Ciò significa che se una donna viene uccisa da un familiare o da una persona con cui convive, l’omicidio viene considerato più grave rispetto ad altri casi di omicidio.
Nel contesto europeo, la Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa è uno strumento chiave nella lotta contro il femminicidio, ed è stata ratificata da numerosi paesi europei, definisce il femminicidio come una forma particolarmente grave di violenza. La Convenzione di Istanbul prevede misure volte a prevenire, perseguire la violenza di genere, compreso il femminicidio. Gli Stati membri sono tenuti ad adottare misure legislative e politiche per garantire la protezione delle donne e delle vittime di femminicidio, nonché per perseguire i responsabili e fornire sostegno alle vittime.
L’Unione Europea ha anche adottato una serie di iniziative per combattere il femminicidio e la violenza di genere in generale. La Direttiva 2012/29/UE, nota come “Direttiva sulle vittime”, stabilisce norme minime per i diritti, il supporto e la protezione delle vittime di reati, comprese le vittime di violenza di genere. La direttiva prevede misure per garantire l’accesso a servizi di supporto, informazione e consulenza per le vittime di violenza di genere.
È importante sottolineare che il femminicidio è un problema sociale complesso che richiede un approccio multidimensionale. Oltre alle misure legislative, è fondamentale promuovere una cultura di uguaglianza di genere, sensibilizzare l’opinione pubblica, fornire supporto e protezione alle vittime, nonché garantire l’adeguata formazione delle forze dell’ordine e degli operatori sanitari per riconoscere e affrontare la violenza di genere in modo efficace.

6. Il quadro normativo Europeo


Oltre alle leggi nazionali, l’Unione Europea ha adottato diverse direttive per combattere la violenza di genere e proteggere le donne. Tra queste, la Direttiva 2011/99/UE prevede misure per prevenire l’abuso e la violenza domestica, onde proteggere le vittime. Inoltre, la Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa è uno strumento chiave per prevenire e combattere la violenza contro le donne, fornendo una serie di disposizioni.
La giurisprudenza italiana e europea ha svolto un ruolo fondamentale nella definizione di nuovi standard e nell’interpretazione delle leggi riguardanti la violenza contro le donne. Le sentenze delle corti italiane e delle istituzioni europee hanno contribuito a chiarire e applicare i principi di uguaglianza di genere, diritti umani e protezione delle vittime di violenza di genere.
È importante sottolineare che la lotta contro la violenza sulle donne è un impegno continuo che richiede l’adozione di misure preventive, la promozione di una cultura di rispetto e l’accesso a servizi di sostegno e protezione per le vittime.

7. La violenza economica, accenno ad una particolare forma di violenza


La violenza economica è una forma di violenza che colpisce le donne in molte parti del mondo. Essa implica l’uso del controllo finanziario per esercitare potere e dominio sulla sua vita. In questa forma di violenza, l’aggressore controlla e limita l’accesso della donna alle risorse finanziarie e all’indipendenza economica, rendendola dipendente e vulnerabile.
Ci sono diverse modalità attraverso cui la violenza economica può manifestarsi. Ad esempio, un partner controllante può impedire alla donna di lavorare o di studiare, limitando così le sue opportunità di guadagnare un reddito o di raggiungere la propria indipendenza economica. Inoltre, l’aggressore potrebbe negare alla donna l’accesso ai soldi o al controllo dei beni condivisi, costringendola a dipendere totalmente da lui per le spese quotidiane.
La violenza economica può anche includere l’accumulo di debiti senza il consenso della donna, l’impedimento di avere un conto bancario personale o il furto dei suoi beni personali. Queste azioni mirano a creare dipendenza e a controllare la vita finanziaria della donna, minando la sua sicurezza e indipendenza.
Le conseguenze della violenza economica possono essere devastanti per le donne coinvolte. Possono trovarsi in una situazione di povertà o di grande difficoltà economica, con scarsa capacità di prendersi cura di sé stesse e dei propri figli. La dipendenza finanziaria può renderle intrappolate in relazioni abusive e rendere difficile per loro lasciare il ciclo di violenza.
È importante riconoscere la violenza economica come un grave problema cercando di fornire supporto alle donne che ne sono vittime promuovendo politiche e leggi che proteggano i loro diritti economici.

8. Una  comparazione con il quadro Italiano ed Europeola violenza contro le donne negli Usa e le norme di tutela


La violenza contro le donne negli Stati Uniti è una grave problematica sociale. Le donne statunitensi sono spesso vittime di violenza fisica, sessuale e psicologica, con conseguenze devastanti per la loro sicurezza e benessere. Negli Stati Uniti, sono state adottate diverse leggi e misure per affrontare questa questione e proteggere le donne.
Alcune delle principali norme poste a tutela delle donne vittime di violenza negli Stati Uniti includono:
Violence Against Women Act (VAWA): La Violence Against Women Act è una legge federale approvata nel 1994 e rinnovata più volte. La VAWA mira a fornire supporto alle vittime di violenza domestica, stalking, violenza sessuale e violenza familiare. La legge prevede finanziamenti per i servizi di sostegno alle vittime, programmi di prevenzione, formazione per i professionisti e misure di giustizia penale per perseguire i responsabili.
Title IX: Title IX è una legge federale che proibisce la discriminazione sessuale nell’istruzione. Essa copre una vasta gamma di aspetti, compresa la violenza sessuale e l’aggressione sessuale. L’Office for Civil Rights del Dipartimento dell’Istruzione ha il compito di far rispettare il Title IX nelle scuole e nelle istituzioni educative.
Leggi statali: Oltre alle leggi federali, molti stati degli Stati Uniti hanno adottato norme specifiche per proteggere le donne vittime di violenza. Queste leggi possono includere restrizioni sull’accesso alle armi da fuoco per gli aggressori, l’estensione dei termini di prescrizione per i reati sessuali e l’istituzione di ordini di protezione per le vittime.
Shelter and Support Services: Negli Stati Uniti, ci sono molti rifugi e servizi di sostegno dedicati alle donne vittime di violenza. Questi rifugi offrono un alloggio sicuro, assistenza legale, supporto psicologico, consulenza e servizi di orientamento per aiutare le donne a ricostruire le loro vite.
Oltre alle norme, negli Stati Uniti esistono numerose organizzazioni non governative e gruppi di supporto che lavorano per combattere la violenza contro le donne, offrendo servizi di consulenza, assistenza legale, informazioni sulla prevenzione e programmi educativi.
È importante sottolineare che nonostante gli sforzi legislativi e le misure di protezione, la lotta contro la violenza contro le donne negli Stati Uniti è un impegno continuo che richiede una sensibilizzazione pubblica, una cultura di rispetto e un accesso efficace ai servizi di supporto per le vittime.

9. La violenza sulle donne nella cultura di massa


La violenza sulle donne è stata un tema importante nella cultura di massa, inclusa l’arte e la cinematografia, poiché può essere utilizzato come strumento per affrontare e sensibilizzare il pubblico su questa problematica sociale. Queste forme espressive hanno il potenziale di promuovere la consapevolezza, sfidare gli stereotipi di genere  incoraggiando la discussione pubblica sull’argomento. Tuttavia, è importante sottolineare che la rappresentazione della violenza sulle donne deve essere trattata con responsabilità e sensibilità, evitando di glorificarla.
L’arte visiva, inclusa la pittura e la scultura, ha spesso affrontato la violenza sulle donne come tema centrale o come componente di opere più ampie che riflettono sulle questioni di genere. Ad esempio, l’artista messicana Frida Kahlo ha affrontato la sua esperienza personale di dolore attraverso la sua arte, spesso rappresentando immagini di corpo ferito e dolore emotivo. Allo stesso modo, molte artiste contemporanee utilizzano la loro opera per mettere in luce le problematiche della violenza di genere e delle disuguaglianze.
Nella cinematografia, ci sono stati molti film che hanno affrontato la violenza sulle donne. Alcuni film mettono in luce storie di donne sopravvissute alla violenza, affrontando le loro esperienze e mostrando il loro percorso di guarigione e resilienza. Altri film cercano di esporre l’abuso e le disuguaglianze di potere, evidenziando le conseguenze della violenza sulle donne promuovendo una maggiore consapevolezza. Tuttavia, è importante riconoscere che alcuni film possono anche rappresentare la violenza sulle donne in modo sensazionalistico o inappropriato, alimentando stereotipi dannosi.
Negli ultimi anni, c’è stata una crescente consapevolezza nella cultura di massa riguardo alla rappresentazione della violenza sulle donne sempre più spesso si vedono opere che mettono in luce storie di donne forti e resilienti che lottano contro la violenza e si battono per la giustizia e l’uguaglianza di genere In conclusione, l’arte e la cinematografia hanno un ruolo importante nel dare voce alle esperienze delle donne vittime di violenza e nell’influenzare la percezione pubblica dell’argomento. Attraverso una rappresentazione responsabile e sensibile, possono contribuire  e  sostenere la lotta contro la violenza di genere.

Volume consigliato

FORMATO CARTACEO

Formulario commentato della famiglia e delle persone dopo la riforma Cartabia

Il testo, aggiornato al D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 (riforma Cartabia) e alla L. 29 dicembre 2022, n. 197, raccoglie oltre 230 formule, coordinate con il nuovo rito unificato, ciascuna corredata da norma di legge, commento, indicazione dei termini di legge o scadenze, delle preclusioni e delle massime giurisprudenziali.Il Volume si configura come uno strumento completo e operativo di grande utilità per il Professionista che deve impostare un’efficace strategia difensiva nell’ambito del processo civile davanti al tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie.L’opera fornisce per ogni argomento procedurale lo schema della formula, disponibile anche on line in formato editabile e stampabile.Lucilla NigroAutore di formulari giuridici, unitamente al padre avv. Benito Nigro, dall’anno 1990. Avvocato cassazionista, Mediatore civile e Giudice ausiliario presso la Corte di Appello di Napoli, sino al dicembre 2022.

Lucilla Nigro | Maggioli Editore 2023

Scrivi un commento

Accedi per poter inserire un commento