Unioni civili: arriva il via definitivo

Unioni civili: arriva il via definitivo

di Redazione

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Via libera definitivo alle unioni civili: sabato 14 gennaio il Consiglio dei Ministri, presieduto dal nuovo premier Paolo Gentiloni, ha approvato i tre decreti legislativi di attuazione della Legge Cirinnà. In particolare, è stata varata la nuova disciplina riguardante le iscrizioni e annotazioni ufficiali relative allo stato civile e sono state modificate le norme di diritto internazionale e di diritto penale concernenti le unioni civili.

Vediamo quali sono, nel dettaglio, le riforme approvate.

 

L’approvazione definitiva delle unioni civili

Il Consiglio dei Ministri ha approvato sabato i tre decreti di attuazione dell’articolo 1, comma 28, lettere a), b) e c), della Legge Cirinnà (Legge n. 76 del 20 maggio 2016). Si completa così, dopo circa otto mesi, il percorso normativo della legge sulle unioni civili, con il superamento di tutti i principali punti critici emersi nel corso degli ultimi mesi.

“Oggi si è concluso definitivamente il percorso di attuazione della legge sulle unioni civili “, ha annunciato su Facebook il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ha parlato anche di “piena attuazione di una legge che rappresenta una svolta di civiltà per l’Italia”.

 

Sono valide le unioni civili contratte all’estero?

La prima buona notizia arriva in tema di unioni civili contratte all’estero.

Le disposizioni di modifica e riordino delle norme di diritto internazionale privato in materia di unioni civili permettono infatti da oggi di evitare “le possibili elusioni della disciplina italiana” nei casi di unioni tra persone dello stesso sesso contratte all’estero da cittadini italiani e residenti abitualmente in Italia.

Con l’approvazione dei tre decreti attuativi, in altre parole, il matrimonio omosessuale contratto all’estero produce in Italia gli effetti dell’unione civile.

 

Lo stato civile delle coppie omosessuali

Importante anche l’adeguamento alla Legge sulle unioni civili delle disposizioni in materia di stato civile.

Con l’approvazione dei decreti di attuazione, innanzitutto, vengono creati appositi registri per le iscrizioni e trascrizioni delle unioni. Il partner dell’unione civile che aggiunge al suo il cognome del partner, inoltre, non perde il suo cognome d’origine; l’unione, infine, potrà essere sciolta a mezzo lettera raccomandata laddove la decisione non venga da entrambi i partner.

Prevista anche la possibilità, in caso di sindaci “obiettori contrari alle unioni civili, di delegare le funzioni di ufficiale di stato civile a consiglieri, assessori o persino privati cittadini per celebrare l’unione.

 

Le nuove modifiche al Codice penale

L’approvazione dei decreti attuativi apporta anche delle modifiche al Codice penale per consentire l’equiparazione del partner dell’unione civile al coniuge. In particolare, si parla dell’introduzione anche in materia di coppie di fatto di due reati:

  • il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare, che consentirà anche per le unioni civili di punire le inadempienze di uno dei partner nei confronti dell’altro;
  • il reato di omicidio con l’aggravante dell’essere la vittima coniuge dell’autore, che similmente permetterà di adeguare la normativa in materia di coppie di fatto a quella già esistente per i coniugi in un matrimonio.

Infine, con i nuovi decreti attuativi sarà possibile, come per il matrimonio, stipulare l’unione civile, in caso di pericolo di vita, anche in nave o in aereo.

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