Riforma PA: i decreti Madia su Appalti e Dipendenti Pubblici

Riforma PA: i decreti Madia su Appalti e Dipendenti Pubblici

di Redazione

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri gli ultimi cinque importanti decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione voluta dal ministro Madia. Nuovo Testo Unico del pubblico impiego, introdotto dagli ultimi cinque decreti attuativi della Riforma Madia approvati giovedì 23 febbraio dal Consiglio dei Ministri. Cambiano la valutazione della performance dei dipendenti statali, prevedono modifiche per Vigili del fuoco e Polizia e regolamentano l’introduzione del nuovo documento unico per l’auto.

Nella stessa giornata, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare il decreto correttivo del Codice degli appalti.

L’iter burocratico che attende i decreti approvati è lungo: dovranno essere esaminati prima dal Consiglio di Stato, poi dalle commissioni parlamentari, cercando anche l’intesa con le Regioni. Ma analizziamo i punti principali dei decreti sulle riforme della pubblica amministrazione e del Codice appalti.

 

Il 28 aprile 2017, dalle ore 10.00 alle 12.00, sarà possibile partecipare alla videoconferenza Maggioli “Il Decreto correttivo al Codice dei contratti pubblici: le novità per le stazioni appaltanti“, a cura dell’avv. Alessandro Massari. Clicca qui per maggiori informazioni.

 

Pubblico Impiego: le nuove assunzioni

Testo Unico del pubblico impiego è stato modificato, nella parte in cui prevede il nuovo piano di assunzioni che risolva una volta per tutte il precariato “storico” nel settore pubblico.

È fatto, dunque, divieto per le Pa di stipulare contratti di collaborazione e viene incentivata l’assunzione a tempo indeterminato del personale che già lavora a tempo determinato. Ciò al fine di “consentire alle amministrazioni che già pagano quelle persone di poterle assumere“, secondo quanto detto dalla riforma Madia.

 

Piano triennale dei fabbisogni di personale

Previsto, poi, il superamento dell’attuale sistema della “dotazione organica” in favore del nuovo Piano triennale dei fabbisogni che disciplini le spese di personale.

Tenendo conto di precisi vincoli finanziari e della disponibilità delle risorse, si potranno definire nuove spese e nuove assunzioni in base agli effettivi fabbisogni della Pa. Al mutare delle risorse disponibili, i Ministeri della Pa e dell’Economia potranno poi adottare le necessarie misure correttive.

 

Pubblico impiego: valutazione delle performance

Parola d’ordine “efficienza”: al bando la vecchia idea di una pubblica amministrazione farraginosa e lenta, i dipendenti pubblici saranno valutati nell’efficienza della loro performance lavorativa.

D’ora in poi, l’erogazione dei premi, l’aumento dello stipendio e l’attribuzione di incarichi di maggiore responsabilità devono essere subordinati alla valutazione della performance. Ogni amministrazione, inoltre, deve rendere conto non solo dei suoi obiettivi specifici, ma anche di obiettivi generali coerenti con le politiche nazionali; spetta agli Organismi indipendenti di valutazione (OIV) monitorare l’andamento delle performance.

Per la prima volta, saranno anche i cittadini a valutare la performance organizzativa delle Pa. Questo sarà possibile grazie alla definizione di specifici sistemi di rilevamento della soddisfazione degli utenti.

 

Vigili del Fuoco, Polizia e Libretto di circolazione addio

Il decreto sui Vigili del Fuoco procede alla revisione delle strutture organizzative del Corpo, disciplinandone i compiti in materia di soccorso pubblico e prevenzione incendi e modificando l’ordinamento del personale. Le modifiche al Corpo di Polizia sono invece volte principalmente all’adeguamento delle dotazioni organiche, alla semplificazione dell’ordinamento e all’ampliamento delle opportunità di progressione tramite merito e anzianità.

Arriva anche il nuovo documento unico di circolazione, che elimina il libretto di circolazione e il certificato di proprietà dell’auto e fa risparmiare ben 39 euro.

Leggi anche: Auto: Libretto Circolazione addio. Ecco come risparmiare 39 euro.

 

Le modifiche al Codice degli Appalti

Importanti novità anche sul Codice degli Appalti (D.Lgs 50/2016).

Tra le modifiche previste, ecco le più importanti:

  • introdotto un periodo transitorio che prevede che l’appalto integrato sia possibile per i lavori i cui progetti siano già stati approvati alla data di entrata in vigore del codice;
  • obbligatorietà dell’uso dei parametri per calcolare i compensi a base di gara;
  • chiarimento sulle concessioni 80/20, per le quali il limite dell’80% dei contratti relativi alle concessioni di importo superiore a 150.000 euro non riguarda i lavori eseguiti direttamente né quelli di manutenzione ordinaria;
  • chiarimento sul subappalto, per il quale il limite del 30% è da riferirsi alla categoria prevalente per i lavori, e all’importo complessivo del contratto solo in caso di servizi e forniture;
  • l’introduzione della soglia minima pari a 150 milioni di euro per il ricorso all’istituto del contraente generale.

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