Revisione della spesa pubblica: nominato un Commissario per la spending review

Revisione della spesa pubblica: nominato un Commissario per la spending review

Redazione

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Biancamaria Consales

Riprende con nuovo impulso il processo di riforma della spesa pubblica avviato con il D.L. 52/2012, con l’obiettivo di giungere ad una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche e di ridurne la spesa.

Come previsto dall’art. 49bis D.L. 69/2013, aggiunto dalla legge di conversione 98/2013, è stata resa nota la nomina di un Commissario per la spending review, il dottor Carlo Cottarelli.

Il nuovo Commissario, d’intesa con le amministrazioni interessate, andrà ad incidere direttamente nei processi amministrativi e nei meccanismi di formazione delle decisioni di spesa per eliminare sprechi senza, al contempo, pregiudicare la qualità dei servizi resi ai cittadini.

Le innovazioni introdotte dal D.L. 69/2013, rispetto al citato D.L. 52/2012, all’istituto del Commissario per la spending review possono essere così sintetizzate:

a) la durata dell’incarico è fissata in tre anni, configurando così una struttura stabile e dotata di poteri di ispezione e ampia capacità di proposta e intervento nei confronti delle amministrazioni centrali e periferiche;

b) il Commissario agirà sulla base degli indirizzi del Comitato interministeriale (che lo stesso decreto legge ha ampliato e rafforzato) presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri e composto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, dal Ministro dell’Interno, dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento, dal Ministro per la Pubblica amministrazione e semplificazione e dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con funzioni di segretario del Consiglio dei Ministri;

c) potrà disporre di un potere di ispezione e verifica a cura dell’Ispettorato per la funzione pubblica e del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, e potrà richiedere la collaborazione della Guardia di Finanza;

d) il Commissario potrà promuovere un riordino di carattere strutturale della spesa, superando il principio dei tagli lineari dettati da situazioni di emergenza;

e) introduzione di criteri permanenti di gestione della spesa basati su costi e fabbisogni standard;

f) ampliamento del perimetro di competenza del Commissario, rispetto a quello previsto dal dl 52/2012, che gli consentirà di intervenire in tutte le articolazioni delle amministrazioni pubbliche, centrali e periferiche, negli enti pubblici, nelle società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni pubbliche ad eccezione di quelle che emettono strumenti finanziari quotati.

Per l’espletamento delle sue funzioni il Commissario disporrà di risorse umane e strumentali messe a disposizione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e per la sua attività potrà, inoltre, richiedere la collaborazione di primarie istituzioni pubbliche e organizzazioni private dotate di specifiche competenze quali, ad esempio, la Corte dei Conti, la Banca d’Italia, l’Istat, Confindustria.

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