Reddito di inclusione 2017 approvato, quali le novità?
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Reddito di inclusione approvato, quali le novità?

Redazione

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Reddito di inclusione

Il nuovo Reddito di inclusione (Rei) è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri martedì 28 agosto. Dal 1° gennaio 2018 prenderà quindi il via la misura di contrasto alla povertà che assicurerà fino a 485 euro al mese per 18 mesi alle famiglie più indigenti. Priorità, nella fase iniziale, sarà data ai nuclei familiari con figli minori o disabili, alle donne in stato di gravidanza e ai disoccupati con oltre 55 anni di età. Le domande potranno essere presentate dal prossimo 1° dicembre.

Vediamo allora tutto quello che c’è da sapere sulla nuova misura.

 

Rei, assegno mensile dai 190 ai 485 euro

Ci siamo, quindi: il decreto legislativo che introduce il Reddito di inclusione ha superato dopo l’approvazione del Parlamento anche l’ultimo giro di boa. Lo ha annunciato via Twitter lo stesso primo ministro Paolo Gentiloni, che ha definito il Rei “un aiuto a famiglie più deboli” e “un impegno contro la povertà”.

Nello specifico, il nuovo Reddito di inclusione sarà concesso per un periodo non superiore a 18 mesi e permetterà alle famiglie più povere di ricevere un assegno mensile pari al massimo a 485 euro. Una somma destinata a ridursi drasticamente in funzione del reddito e della composizione del nucleo familiare, fino a scendere a un minimo di 190 euro per i single.

 

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Quali sono i requisiti?

Il Reddito di inclusione potrà essere corrisposto, inoltre, solo al possesso di determinati requisiti.

Potranno usufruire della misura per il contrasto alla povertà non tutte le famiglie indigenti, ma solo quelle che hanno un reddito Isee complessivo non superiore a 6mila euro e un reddito equivalente non superiore a 3mila euro. Sarà poi necessario avere un patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa di abitazione, inferiore a 20mila euro. In ultimo, è necessario avere un patrimonio mobiliare non superiore a 10mila euro per le famiglie con figli, 8mila euro per le coppie e soli 6mila euro per i single.

Una platea piuttosto ristretta, se si pensa che i nuclei familiari in condizioni di totale indigenza sono 1 milione e mezzo e il Reddito sarà indirizzato a sole 400mila famiglie.

Priorità a famiglie con figli e disoccupati

Ma non è finita: come accennato in apertura, il Reddito di inclusione sarà rivolto dal 1° gennaio 2018 non a tutti coloro che posseggono i requisiti economici sopra descritti, ma “con priorità” ai nuclei familiari con figli minori o disabili, alle donne in stato di gravidanza e agli ultra cinquantacinquenni disoccupati. In più, per quest’ultima categoria la perdita del lavoro deve essere stata causata da licenziamento o da dimissioni per giusta causa.

Solo in un secondo momento, e grazie a un incremento graduale delle risorse a disposizione, il Reddito sarà incluso agli altri cittadini in condizioni di povertà assoluta.

Come si richiede il Reddito di inclusione?

Le domande per la concessione del Reddito potranno essere presentate dal 1° dicembre. Spetterà ai Comuni raccogliere le richieste e inviarle all’Inps entro 10 giorni lavorativi. L’Istituto avrà poi 5 giorni di tempo per verificare il possesso di tutti i requisiti. Al termine di questo processo, la famiglia riceverà l’assegno tramite una Carta di pagamento elettronica: la Carta Rei.

Ricordiamo infine che il Reddito di inclusione non sarà limitato ai soli cittadini italiani, ma sarà esteso ai cittadini comunitari e ai loro familiari non aventi la cittadinanza in uno Stato membro, ai titolari di un permesso di soggiorno e ai titolari di asilo politico residenti in Italia da almeno due anni.

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