Rapporto Censis: numero di avvocati in crescita, redditi in diminuzione
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Rapporto Censis sull’Avvocatura italiana

Redazione

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Negli ultimi anni è cresciuto in maniera esponenziale il numero di avvocati in Italia, specie di sesso femminile. Di contro, sono diminuiti i redditi medi annui percepiti.

E’ quanto emerge dal “Rapporto annuale sull’avvocatura italiana” realizzato dal Censis per la Cassa Forense, presentato a Roma il 21 giugno 2018 da Giorgio de Rita, Segretario Generale Censis, e da Andrea Toma, discusso da Nunzio Luciano, Presidente della Cassa Forense, e da Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo. Il Rapporto in questione analizza le caratteristiche generali della professione ed esprime alcune valutazioni circa l’aumento dell’Avvocatura in “rosa”, nonché sulla distribuzione del reddito tra gli iscritti agli Albi ed alla Cassa forense.

In sintesi, alcuni dati

Crescita esponenziale del ceto forense

Ciò che emerge lampante, è innanzitutto il forte incremento del ceto forense, cresciuto di circa 160 mila unità (più 192%) nel periodo che va dal 1995 al 2017, ossia da 83 mila a ben 243 mila professionisti. Vale a dire che ci sono attualmente quattro avvocati ogni mille abitanti, contro un avvocato su mille del 1990. Va tuttavia sottolineato che sin dal 2008 la crescita si è assestata, ed anzi, a partire dal 2016, la stessa si è piuttosto contenuta. Si sta dunque assistendo, negli ultimissimi anni, ad una fase di ridimensionamento del ceto.

Crescita “al femminile”

La crescita esponenziale dell’ultimo decennio ha interessato specialmente la componente femminile, per cui, nel periodo sopra enunciato, si è passati da 21 mila a 116 mila avvocatesse, contro i 127 mila colleghi uomini, con incremento di quasi 95 mila unità. Se prima le donne rappresentavano il 25% del ceto forense (nel 1995), oggi sono dunque salite al 47%. Mentre, di contro, si assiste ad una riduzione della componente giovanile. 

Calo dei redditi e gap generazionale

La suindicata crescita numerica, tuttavia, non corrisponde ad un eguale incremento dei redditi, che, anzi, hanno subito un netto calo. Si registra, infatti, che il reddito medio annuo degli avvocati iscritti alla Cassa forense negli ultimi anni (nel 2017, pari ad euro 38.400) è rimasto pressoché uguale a quello di venti danni prima, con una perdita di potere d’acquisto del 29%. La distribuzione dei redditi, inoltre, non è affatto uniforme ma polarizzata. Sono i professionisti maschi ultracinquantenni del Nord Italia a guadagnare di più, mentre le professioniste donne, giovani e specie se residenti nel Centro-Sud, hanno un reddito inferiore rispetto alla media nazionale. Le donne, infatti, ricavano dalla professione un reddito pari al 43,8% dei colleghi maschi, inferiore in valore assoluto di quasi 30.000 euro l’anno.

Se tra il 2015 ed il 2017 le differenze di genere sembrano essersi attenuate, il “gap generazionale” invece si consolida. Di fatto, solo gli avvocati tra i 70 ed i 74 anni hanno visto crescere in maniera significativa i loro guadagni.

Per leggere il comunicato Censis, clicca qui 

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