Quando  la legge consente di sposarsi a distanza: la validità dei matrimoni per procura

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

Una coppia di fidanzati ha una stupenda relazione.

Stanno insieme dall’età dell’adolescenza e non vedono l’ora di potere convolare a nozze.

Purtroppo un ostacolo si mette tra loro.

Il fidanzato lavora in una grande multinazionale con sede all’estero e per la fidanzata al momento non è possibile trasferirsi, visto che essendo una studentessa universitaria, non ha la possibilità economica per poterlo fare.

In questa sede affronteremo l’argomento del matrimonio per procura e della sua validità.

Le coppie che a causa di diversi motivi scelgono di sposarsi a distanza sono molte.

Attraverso il matrimonio per procura, si conferisce a un’altra persona l’incarico di agire in nome e per conto dello sposo assente alla celebrazione.

Nonostante questo, una simile modalità è ammessa esclusivamente se uno dei due nubendi si trova all’estero e non può ritornare in Italia oppure lavora come militare in missione.

Un discorso diverso si deve rivolgere alle “nozze telematiche” , vale a dire, quelle che vengono celebrate online, che possono essere trascritte in Italia e riconosciute da parte dello Stato estero nel quale risiede lo sposo.

Di seguito approfondiremo la questione.

I requisiti necessari per contrarre matrimonio

Le coppie di fidanzati che decidono di sposarsi in Chiesa oppure in Comune devono essere in possesso dei requisiti che seguono:

Eterosessualità

In Italia, il matrimonio è ammesso esclusivamente tra un uomo e una donna, mentre le coppie dello stesso sesso possono formalizzare il loro legame con l’unione civile.

Maggiore età

Se i futuri sposi hanno compiuto sedici anni e si vogliono sposare lo possono fare esclusivamente dopo avere ottenuto l’autorizzazione del Tribunale.

Libertà di stato

Significa che per contrarre un matrimonio non si deve essere sposati con qualcun altro.

Capacità di intendere e di volere

Indispensabile per esprimere una scelta libera e consapevole.

Assenza di condanne penali per i reati di omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro.

Assenza di legami di parentela, affinità, adozione e affiliazione

Ad esempio, due cugini non si possono sposare.

In che cosa consiste il matrimonio per procura

Il matrimonio è una faccenda seria e per questo gli sposi devono essere presenti alla cerimonia di persona, per potere esprimere un consenso libero e consapevole all’ufficiale di Stato civile oppure al parroco, a seconda che la funzione si svolga in Comune oppure in Chiesa.

Nonostante questo la legge prevede delle eccezioni, ammettendo in presenza di casi tassativi, il cosiddetto matrimonio per procura (art. 111 c.c.).

Se uno dei due futuri sposi ha la residenza all’estero e non può essere fisicamente presente alla celebrazione può delegare un terzo che lo rappresenti ed esprima il consenso a contrarre matrimonio.

Il rappresentante prende il posto dello sposo assente e si deve limitare a riportare la sua volontà e non la propria.

Esempio

Tizio è un militare in missione in un Paese estero e decide di sposarsi con Caia che abita in Italia. L’uomo, però, non può lasciare il luogo e delega Sempronio perché partecipi alla celebrazione del matrimonio con Caia.

Nell’esempio riportato, Tizio e Caia scelgono di contrarre un matrimonio per procura.

Questo significa che il giorno delle nozze ci sarà Sempronio a pronunciare il fatidico “sì” per conto di Tizio.

In quali casi viene ammesso il matrimonio per procura

Il matrimonio per procura viene ammesso esclusivamente quando uno degli sposi:

È un militare oppure una persona chiamata alle armi in caso di guerra.

È residente all’estero e, per gravi motivi, non può ritornare in Italia e l’altro non lo può raggiungere.

La legge non chiarisce che cosa voglia intendere per gravi motivi, affidando al giudice la valutazione del caso.

Ritornando all’esempio del quale si è scritto all’inizio, il fatto di non avere soldi per raggiungere il fidanzato che lavora in un altro Stato non è un buon motivo per autorizzare un matrimonio per procura.

La validità del matrimonio per procura

Il matrimonio per procura è valido se esistono i presupposti che la legge prevede, vale a dire, se uno degli sposi è residente all’estero oppure è un militare in servizio.

In simili casi, la procura deve rivestire la forma dell’atto pubblico, deve essere da un notaio e, una volta rilasciata, si deve procedere alla celebrazione delle nozze entro sei mesi.

Le modalità di procedura del matrimonio per procura

In relazione all’iter burocratico che si deve seguire, il primo passo da fare è quello di richiedere le pubblicazioni all’ufficio anagrafe del Comune di residenza, in modo da rendere nota la volontà di contrarre matrimonio.

Se non è possibile andare in Comune, si può sempre delegare qualcuno per presentare l’istanza in nome e per conto dei nubendi.

Se nessuno si oppone al matrimonio, il Comune rilascia il nulla osta alla celebrazione.

Lo sposo che risiede all’estero e non può essere presente il giorno del matrimonio si deve rivolgere a un notaio per nominare la persona che lo dovrà rappresentare.

La procura deve essere legalizzata da parte dell’Ambasciata italiana e depositata in Tribunale come allegato alla richiesta di autorizzazione.

La validità dei matrimoni on line

Se qualcuno non lo dovesse sapere, sono validi anche i matrimonio celebrati on line, ad esempio su Skype.

Una pronuncia della Suprema Corte di Cassazione (Cass. civ. sent. n. 15345/2016 del 10/03/2016) ha riconosciuto la piena efficacia delle cosiddette nozze telematiche a condizione che una simile forma di celebrazione venga riconosciuta da parte dello Stato estero nel quale risiede uno degli sposi.

Esempio

Tizia decide di sposarsi on con Caio, un uomo straniero della sua età.

Nell’esempio riportato, Tizia dovrà come primo passo verificare se nello Stato di Caio il matrimonio contratto on line sia valido.

Se dovesse essere valido si potrà sposare e l’atto potrà essere trascritto anche in Italia nel registro di stato civile.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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