Quali sono i tempi per celebrare un matrimonio con rito civile

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

Una coppia di fidanzati decide di convolare a nozze con rito civile.

Entrambi vogliono una cerimonia intima, con pochi invitati e per niente sfarzosa.

Si tratta del giorno più importante della loro vita e vorrebbero che fosse perfetto.

Quello che i due non sanno, è quanto tempo occorra per celebrare un matrimonio simile.

In questa sede scriveremo delle coppie che hanno intenzione di sposarsi in Comune,  i tempi, i documenti necessari e il cammino burocratico che deve essere rispettato, come esempio, la richiesta delle pubblicazioni da esporre sull’albo pretorio online per otto giorni.

Si tratta di un adempimento del quale non si può fare a meno per far sapere alla comunità che di lì a poco si celebreranno le nozze.

Se ogni cosa procede come dovrebbe, entro sei mesi si viene dichiarati marito e moglie.

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Il matrimonio

Il matrimonio è un atto giuridico che indica l’unione tra due persone, a fini civili, religiosi o ad entrambi i fini e che di norma viene celebrato attraverso una cerimonia pubblica detta nozze, comportando diritti e obblighi tra gli sposi e nei confronti dell’eventuale prole.

La definizione del matrimonio è strettamente connessa alla cultura cui si riferisce, e varia pertanto in ragione del periodo storico e delle località.

In molti casi passa per la legittimazione giuridica, sociale o religiosa di una relazione che si instaura tra due persone che potrebbero anche avere contratto in precedenza di fatto questo genere di legame.

Le motivazioni personali che possono portare alla scelta dell’ufficializzazione formale di una relazione sono di vario genere, e solitamente non sono uniche: motivazioni sentimentali o sessuali che necessitano di un’approvazione sociale o religiosa, motivazioni economiche, patrimoniali o politiche che richiedono una legittimazione giuridica.

Il significato di sposarsi in Comune

Ci si trova spesso davanti a mille coppie che scelgono di contrarre matrimonio in Comune davanti all’ufficiale di Stato civile.

Si tratta di un tipo di matrimonio che per la Chiesa non ha nessuna validità e produce effetti esclusivamente per lo Stato.

Coloro che intendono scegliere il rito civile devono:

Avere compiuto 18 anni.

Essere capaci di intendere e di volere.

Godere della libertà di stato, significa che il matrimonio non è ammesso per coloro che risultano sposati con altre persone,

Essere eterosessuali, nel nostro ordinamento il matrimonio civile o religioso vale esclusivamente  per le coppie formate da un uomo e una donna.

Gli omosessuali possono formalizzare il loro legame con l’unione civile.

La legge richiede anche che tra gli sposi non ci sia nessun vincolo di parentela, affinità, adozione o affiliazione.

Nessuno dei nubendi abbia riportato una condanna penale per omicidio anche tentato a danno del coniuge dell’altro.

I tempi per sposarsi in Comune

A questo punto, vediamo quali sono le tempistiche per sposarsi con il rito civile. Prima di tutto, gli sposi devono presentare una richiesta di pubblicazioni all’ufficio Anagrafe del Comune di residenza di uno dei due. Si tratta di uno step obbligatorio finalizzato a rendere nota la volontà della coppia di unirsi in matrimonio.

Al fine di ottenere le pubblicazioni devono essere presentati una serie di documenti (come, ad esempio, la carta d’identità, l’atto di nascita, il certificato di residenza) e pagare una marca da bollo da 16 euro.

Se l’ufficiale di Stato civile riscontra la presenza di un impedimento alle nozze, ad esempio, uno dei nubendi è sposato infermo di mente oppure è sposato) deve rilasciare agli sposi un certificato con i motivi di rifiuto oppure richiedere chiarimenti e altra documentazione.

A partire dal 2011, le pubblicazioni non sono più cartacee, vengono esposte sull’albo pretorio online per 8 giorni (anche se il tribunale, in presenza di gravi motivi, può ridurre il termine o addirittura dispensare gli sposi dalle pubblicazioni). Una volta effettuato tale adempimento, la coppia ha 180 giorni di tempo per contrarre il matrimonio in Comune altrimenti deve ripetere tutto da capo.E

Può accadere che qualcuno, ad esempio, i genitori degli sposi, i parenti, il pubblico ministero, sia a conoscenza di un impedimento e depositi un ricorso in Tribunale.

In relazione a una simile ipotesi, il giudice può sospendere la celebrazione sino a quando l’opposizione non venga rimossa con la conseguenza che i tempi si allunghino molto.

In che modo ci si sposa in Comune

Come scritto in precedenza, il matrimonio civile viene celebrato in Comune, oppure presso una sala istituzionale che appartiene al Comune, davanti a un ufficiale di Stato civile, che la legge individua nella persona del Sindaco del luogo di residenza degli sposi.

Possono svolgere questa funzione, su delega del sindaco, anche i dipendenti del Comune, i consiglieri comunali, il segretario comunale oppure i cittadini in possesso dei requisiti previsti.

Durante la cerimonia, alla presenza dei testimoni, l’ufficiale di Stato civile dà lettura agli sposi degli articoli del Codice civile dedicati ai diritti e doveri dei coniugi. A questo punto, il sindaco (o un suo delegato) riceve dai nubendi la dichiarazione che essi vogliono prendersi come marito e moglie.

Infine, viene compilato l’atto di matrimonio dove gli sposi possono indicare la scelta del regime di separazione dei beni oppure il riconoscimento di un figlio nato al di fuori del matrimonio. Tale documento sarà poi custodito presso l’ufficio registri dello Stato civile.

Altri tipi di matrimonio

La legge prevede altri tipi di matrimonio oltre a quello civile.

Le coppie,  possono decidere di sposarsi con il rito:

Concordatario, celebrato in chiesa dinanzi al sacerdote, che produce effetti civili esclusivamente se trascritto nell’apposito registro.

Canonico, celebrato in forma religiosa e valido esclusivamente per la Chiesa cattolica, ma non per lo Stato.

Acattolico, celebrato da un ministro di culto diverso da quello cattolico, ad esempio, al ministro della Tavola Valdese.

Anche questo matrimonio, come quello concordatario, produce effetti nel nostro ordinamento a condizione che venga trascritto nel registro di Stato civile.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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