Pignoramento presso terzi ex art 543 c.p.c.

Pignoramento presso terzi: in che cosa consiste e in quali modi si attua?

Alessandra Concas Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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Il pignoramento è l’ultima fase del recupero crediti.
Serve a prelevare i beni del debitore inadempiente, che siano mobili, arredi, somme di denaro, case o terreni, conti in banca, titoli di credito, stipendi o pensioni.

Prima di arrivare a questo momento, il creditore si deve procurare un titolo esecutivo, vale a dire un documento nel quale, in modo sicuro e inconfutabile, sia attestato il suo diritto a ottenere il pagamento delle somme.
Il documento può essere una sentenza di condanna del giudice, un decreto ingiuntivo, una cambiale o un assegno.

Titolo di credito

Il creditore, nel possesso del documento e dopo la notifica di un ultimo avvertimento che dà al debitore 10 giorni di tempo per pagare, il cosiddetto atto di precetto, il creditore può attuare il cosiddetto pignoramento immobiliare.
Sceglie quali beni del debitore aggredire per recuperare i soldi che gli sono dovuti, e può pignorare i beni mobili che ha a casa come l’arredo, i quadri, i tappeti, i gioielli e anche l’automobile con la quale va al lavoro.
Si tratta del cosiddetto pignoramento mobiliare, mentre pignorare i beni immobili come case, terreni, ville, e altro, rappresentando il cosiddetto pignoramento immobiliare.

Pignoramento presso terzi

Se vengono pignorati i crediti che il debitore vanta nei confronti di altre persone che, a loro volta, sono suoi debitori, si parla del cosiddetto pignoramento presso terzi, che ha lo scopo di pignorare le somme che altre persone, i “terzi”, devono al debitore, in modo che costui non le possa né occultare, né spendere prima di riconoscere il dovuto al suo creditore.
Le possibilità con le quali si può manifestare questa forma di pignoramento sono svariate.
Si possono pignorare i crediti dovuti da un’azienda a un suo dipendente a titolo di retribuzioni mensili, il cosiddetto pignoramento del quinto dello stipendio.
Si possono pignorare le somme mensili dovute dall’ente di previdenza al pensionato, anche questa misura nel limite massimo di un quinto, il cosiddetto pignoramento del quinto della pensione.
Si possono pignorare le somme di denaro depositate in banca, il cosiddetto pignoramento del conto corrente, o gli altri titoli e libretti depositati.

Si possono pignorare i canoni di locazione che l’affittuario deve al debitore come corrispettivo per l’utilizzo di un suo immobile, il cosiddetto pignoramento di affitti e pigioni.
Si possono pignorare i crediti dovuti da clienti e altri debitori del debitore, ad esempio se un professionista ha emesso una parcella nei confronti di una pubblica amministrazione la quale diventa sua debitrice.
Il pignoramento presso terzi viene attuato con un atto notificato sia al debitore sia al debitore del debitore, il cosiddetto terzo pignorato.
Questo documento, notificato attraverso l’ufficiale giudiziario, serve ad evitare che il terzo possa versare le somme da lui dovute al debitore, frustrando le esigenze del creditore procedente.
Con la notifica del pignoramento al terzo, il debitore del debitore, ha l’obbligo di trattenere gli importi e non darli al suo creditore, il debitore principale.

Pignoramento presso terzi opposizione

Nel frattempo il terzo rende noto al creditore, con raccomandata o con posta elettronica certificata, se è davvero debitore del debitore e di quali somme.
Successivamente, si avrà un’udienza in tribunale, indicata nell’atto di pignoramento, nella quale il giudice ordinerà al terzo di versare le somme accantonate sino a quel momento sul conto del creditore procedente.
Se lo stipendio o la pensione sono oggetto del pignoramento, da quel momento in poi il debitore del debitore dovrà accantonare ogni mese un quinto di questi importi per erogarli di volta in volta al creditore.

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