Pensioni anticipate per lavori gravosi: la CGUE amplia la tutela dei lavoratori mobili

La CGUE chiarisce quando totalizzare i periodi assicurativi per pensioni agevolate legate ad attività gravose svolte in altri Stati UE.

Lorena Papini 22/05/26
Scarica PDF Stampa Allegati

La Corte di giustizia dell’Unione europea, con la sentenza 21 maggio 2026, causa C-717/24, interviene su un tema di particolare rilievo nel coordinamento europeo dei sistemi di sicurezza sociale: la possibilità di valorizzare, ai fini della pensione anticipata o agevolata, periodi di lavoro svolti in un altro Stato membro in attività particolarmente gravose.
La decisione riguarda un ex minatore sotterraneo che aveva lavorato nell’attuale Repubblica ceca e chiedeva alla Slovacchia il riconoscimento del trattamento pensionistico più favorevole previsto per chi avesse svolto tale attività per un determinato periodo. Il nodo interpretativo concerneva l’articolo 51, paragrafo 1, del regolamento CE n. 883/2004.
In materia, il volume “Come cancellare i debiti fiscali – Cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e ingiunzioni fiscali”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, si presenta come uno strumento pratico ed esaustivo, pensato per offrire soluzioni difensive concrete a professionisti, contribuenti e imprese che si trovano in difficoltà economico-fiscali.

Scarica la sentenza in PDF

C-0717-24-00000000RP-01-P-01_ARRET_321076-IT-1.pdf 196 KB

Iscriviti alla newsletter per poter scaricare gli allegati

Grazie per esserti iscritto alla newsletter. Ora puoi scaricare il tuo contenuto.

Indice

1. Il caso: il minatore e il requisito dei quindici anni


Il ricorrente aveva lavorato come minatore sotterraneo dal 1976 al 1995. Secondo la disciplina cecoslovacca, tale attività rientrava tra quelle più rischiose e consentiva l’accesso alla pensione di vecchiaia a condizioni più favorevoli, in particolare al compimento dei 55 anni, purché fosse maturato un determinato periodo di lavoro nel sottosuolo.
Dopo la dissoluzione della Cecoslovacchia, Repubblica ceca e Slovacchia hanno seguito percorsi normativi non perfettamente coincidenti. La Slovacchia aveva mantenuto taluni effetti favorevoli collegati alle pregresse categorie di lavoro, mentre la Repubblica ceca aveva soppresso prima tale classificazione. La questione era quindi se la Slovacchia dovesse considerare anche il periodo di lavoro svolto nella Repubblica ceca dopo la soppressione delle categorie lavorative. In materia, il volume “Come cancellare i debiti fiscali – Cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e ingiunzioni fiscali”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, si presenta come uno strumento pratico ed esaustivo, pensato per offrire soluzioni difensive concrete a professionisti, contribuenti e imprese che si trovano in difficoltà economico-fiscali.

VOLUME

Come cancellare i debiti fiscali

Il presente volume vuole offrire ai professionisti ed ai contribuenti, imprese e privati, soluzioni difensive, anche alternative a quelle tradizionali, al fine di risolvere la situazione compromessa.Sono raccolti tutti gli strumenti utili per una efficace difesa in ogni fase, dall’avvio dell’attività imprenditoriale o professionale al primo accertamento/atto impositivo, sino ai rimedi estremi post decadenza dalle ordinarie azioni difensive.Il lavoro, aggiornato alle ultime novità legislative e giurisprudenziali nazionali ed europee, analizza le contestazioni più frequenti, i vizi degli atti impositivi, del fermo amministrativo, dell’ipoteca e dei pignoramenti esattoriali e le relative soluzioni, attraverso il coordinamento della normativa speciale esattoriale alle previsioni amministrative, agli istituti civilistici, nonché alle norme penali (ad es. la sospensione disposta dal PM a seguito di denuncia per usura).Al professionista viene offerto un quadro completo del suo perimetro d’azione, con l’indicazione puntuale delle circolari, dei provvedimenti e risposte della P.A., e dei vademecum e linee guida dei tribunali. Leonarda D’AlonzoAvvocato, già Giudice Onorario presso il tribunale di Ferrara e Giudice dell’Esecuzione in esecuzioni mobiliari, esecuzioni esattoriali mobiliari e immobiliari e opposizione all’esecuzione nella fase cautelare.

 

Leonarda D’Alonzo | Maggioli Editore 2025

2. Il dubbio interpretativo: serve un vero regime speciale?


Il giudice slovacco chiedeva se il meccanismo speciale di totalizzazione previsto dall’articolo 51 del regolamento n. 883/2004 operi soltanto quando lo Stato membro competente abbia istituito un regime speciale formalmente distinto dal regime generale, oppure anche quando la legislazione nazionale preveda, all’interno del regime ordinario, vantaggi pensionistici per specifiche categorie di lavoratori.
La Corte sceglie la seconda soluzione. Secondo i giudici europei, non è decisiva la forma organizzativa adottata dallo Stato membro. Conta, piuttosto, che la normativa nazionale riconosca un trattamento pensionistico più favorevole in ragione dello svolgimento di una determinata attività o occupazione.

3. La soluzione della Corte: tutela effettiva dei diritti previdenziali


La Corte afferma che l’articolo 51, paragrafo 1, deve applicarsi anche in assenza di un regime speciale autonomo. Il meccanismo di totalizzazione riguarda dunque sia i regimi formalmente separati, sia le discipline interne che, pur inserite nel regime generale, attribuiscono vantaggi pensionistici a chi abbia svolto attività specifiche.
L’interpretazione opposta avrebbe prodotto un effetto contrario alla libera circolazione dei lavoratori. Chi si sposta da uno Stato membro all’altro potrebbe infatti perdere il beneficio di periodi lavorativi maturati nella stessa attività, solo perché gli ordinamenti nazionali qualificano diversamente il relativo regime previdenziale.

4. Il principio: stessi lavori, stessi effetti previdenziali


Il punto centrale della sentenza è chiaro: quando un lavoratore ha svolto in un altro Stato membro la medesima attività rilevante ai fini di una pensione agevolata, quei periodi devono essere presi in considerazione secondo le regole di coordinamento europeo.
Nel caso concreto, il periodo 1993-1995 svolto come minatore sotterraneo nella Repubblica ceca può quindi concorrere al raggiungimento del requisito dei quindici anni richiesto dalla disciplina slovacca, ferma la verifica del giudice nazionale.

5. Una decisione oltre il caso dei minatori


La pronuncia ha rilievo generale per tutte le attività cui gli ordinamenti nazionali collegano vantaggi pensionistici: lavori usuranti, mansioni pericolose, occupazioni particolarmente gravose. La CGUE ribadisce che il coordinamento europeo non uniforma i sistemi previdenziali, ma impedisce che le differenze strutturali tra ordinamenti compromettano i diritti dei lavoratori mobili.

Ti interessano questi contenuti?


Salva questa pagina nella tua Area riservata di Diritto.it e riceverai le notifiche per tutte le pubblicazioni in materia. Inoltre, con le nostre Newsletter riceverai settimanalmente tutte le novità normative e giurisprudenziali!
Iscriviti!

Iscriviti alla newsletter
Iscrizione completata

Grazie per esserti iscritto alla newsletter.

Seguici sui social


Lorena Papini

Scrivi un commento

Accedi per poter inserire un commento