Non può essere emesso decreto ingiuntivo nei confronti di chi compra l’appartamento se il venditore non ha pagato le quote condominiali

Non può essere emesso decreto ingiuntivo nei confronti di chi compra l’appartamento se il venditore non ha pagato le quote condominiali

Redazione

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Lo ha stabilito la Corte di cassazione con l’ordinanza 23 luglio 2012 n. 12841 respingendo il ricorso del nuovo acquirente contro un decreto ingiuntivo emesso nei suoi confronti per gli arretrati non pagati dal precedente proprietario.

Secondo giurisprudenza costante, la responsabilità solidale dell’acquirente per il pagamento dei contributi dovuti al condominio del venditore è limitata al biennio precedente all’acquisto, trovando applicazione l’art. 63, co. 2, disp. att. codice civile, e non già l’articolo 1104 del codice civile, atteso che, giusta il disposto di cui all’art. 1139 c.c., la disciplina dettata in tema di comunione si applica anche al condominio ma solo in mancanza di norme che (come il citato art. 63) specificamente lo regolano.

Sulla scorta di questo presupposto la stessa giurisprudenza della Cassazione ha statuito che, in tema di condominio, una volta perfezionatosi il trasferimento della proprietà di un’unità immobiliare, l’alienante perde la qualità di condominio e non è più legittimato a partecipare alle assemblee, potendo far valere le proprie ragioni sul pagamento dei contributi del’anno in corso o del precedente, solo attraverso l’acquirente che gli è subentrato, con la conseguenza che non può essere chiesto ed omesso nei suoi confronti decreto ingiuntivo ai sensi dell’art. 63 disp att. c.c. per la riscossione dei contributi condominiali, atteso che la predetta norma di legge può trovare applicazione soltanto nei confronti di coloro che siano stati condomini al momento della proposizione del ricorso monitorio.

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