Massacro Diaz: depositate le motivazioni della sentenza di condanna dei funzionari di polizia. Confermate la condanne per falsità processuale, prescritte le lesioni

Massacro Diaz: depositate le motivazioni della sentenza di condanna dei funzionari di polizia. Confermate la condanne per falsità processuale, prescritte le lesioni

Redazione

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Con la sentenza n. 38085 del 2 ottobre 2012 la Cassazione è tornata sulla vicenda incresciosa verificatasi durante il G8 del 2001 a Genova nella scuola Diaz occupata dai no global, definendo le responsabilità degli agenti e funzionari di polizia intervenuti durante l’operazione.

Il triste episodio lo ricordano tutti: le forze dell’ordine irrompono nell’edificio, e aggrediscono gli occupanti, inermi, con atti di violenza gratuiti, di gravità inusitata, che cagionano gravi lesioni alle vittime.

Durante l’operazione furono arrestate e ferite novanta persone, ma l’episodio si caratterizza anche, come sottolineano i giudici, per la mancata indicazione di ordini gerarchici a cui attenersi: in altre parole, c’era carta bianca nell’uso della forza connaturato all’esecuzione dell’operazione.

La Cassazione, ancora, sottolinea, nelle 186 pagine di motivazione, con riferimento al pestaggio, la ‘condotta sadica e cinica degli operatori di polizia’, nei confronti di persone all’evidenza inermi, così da potersi dire che si era trattato di ‘violenza non giustificata, punitiva, vendicativa e diretta all’umiliazione e alla sofferenza fisica e mentale delle vittime’.

Tuttavia, non esistendo in Italia il reato di tortura, non si è potuta evitare la prescrizione intervenuta per i reati di lesioni gravi contestati agli agenti.

Diverse, invece, le sorti dei funzionari che autorizzarono l’operazione: costoro, per giustificare il tutto, dopo aver arrestato gli occupanti, hanno commesso una ‘consapevole preordinazione di un falso quadro accusatorio ai danni degli arrestati, realizzato in un lungo arco di tempo intercorso tra la cessazione delle operazioni e il deposito degli atti in Procura’.

La circostanza viene alla luce proprio grazie alle ammissioni di uno dei funzionari durante il giudizio.

Nessun imputato, vista la gravità dei fatti, beneficerà delle attenuanti generiche.

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