L’onere della prova per ottenere l’addebito della separazione 

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia
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Una delle principali cause delle separazioni è il tradimento, anche se non sempre è causa di addebito, vale a dire, di imputazione di responsabilità. 

Lo è quando sia l’unico motivo della crisi di coppia, mentre, se il matrimonio era finito a pezzi per altri e pregressi motivi e il rapporto extraconiugale non è che la conseguenza della situazione, non può costituire una colpa e non determina nessun effetto. 

Nell’articolo che segue scriveremo alcuni aspetti fondamentali di questa disciplina. 

     Indice 

  1. In che cosa consiste l’addebito della separazione?
  2. Le conseguenze dell’addebito della separazione
  3. L’infedeltà come causa di risarcimento del danno
  4. L’addebito per tradimento in caso di separazione
  5. La convenienza della richiesta di addebito per infedeltà
  6. L’onere della prova nella separazione per infedeltà
  7. L’onere della prova nella separazione con addebito per infedeltà

1. In che cosa consiste l’addebito della separazione?

L’addebito è l’accertamento della violazione dei doveri matrimoniali che fa il giudice durante il giudizio di separazione tra coniugi

I doveri sono fedeltà, coabitazione, assistenza, rispetto reciproco e contribuzione ai bisogni della famiglia. 

Chi li dovesse violare determinerebbe la crisi della coppia, con conseguente intollerabilità della convivenza, subendo una imputazione di addebito, vale a dire, il giudice lo dichiara responsabile per la separazione.

2. Le conseguenze dell’addebito della separazione 

L’addebito ha due conseguenze. 

La prima è la perdita del diritto di ottenere l’assegno di mantenimento.

Ad esempio, chi tradisce o va via di casa senza che ci siano validi motivi, non può chiedere gli alimenti. 

La seconda è la perdita dello stato di erede dell’ex coniuge.

Se dovesse morire l’altro quello colpevole, non potrebbe rivendicare nessun diritto sul suo patrimonio. 

A questo proposito si deve ricordare che di solito il coniuge separato è erede dell’altro coniuge sino a quando il divorzio provveda a cancellare ogni legame tra i due. 

3. L’infedeltà come causa di risarcimento del danno 

La fedeltà è un dovere matrimoniale

Chi viola questo dovere subisce come unica conseguenza l’addebito

In via eccezionale il giudice può condannare il coniuge fedifrago al risarcimento dei danni in capo all’ex se le modalità del tradimento hanno leso il suo decoro e la sua reputazione.

L’emblema è quello di una donna che abbia una relazione con il suo amante della quale chiunque sia a conoscenza, a parte il marito. 

Il risarcimento è dovuto perché viene leso l’onore del coniuge, visto che l’essere traditi è ancora percepito come un disvalore di carattere sociale. 


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4. L’addebito per tradimento in caso di separazione 

Chi chiede l’addebito a carico dell’ex coniuge a causa di un tradimento non si può limitare a dichiarare di essere stato tradito, deve anche fornire le prove, che potrebbero essere costituite da dichiarazioni di testimoni o di un detective privato.

Sembra più difficile o quasi impossibile fare entrare nel processo prove acquisite in modo illegittimo, come le e mail e i messaggi sullo smartphone altrui, perché essendo informazioni personali, se l’accesso è avvenuto segretamente o con metodi violenti, senza il consenso, il giudice non lo può non considerare.

La prova del tradimento non è sufficiente, si deve anche dimostrare che sia stato proprio questo l’effettiva e unica causa della separazione. 

La prova la deve fornire chi agisce, il coniuge tradito, cercando di convincere il giudice che la convivenza sia stata interrotta a causa della scoperta della relazione adulterina. 

5. La convenienza della richiesta di addebito per infedeltà 

Spesso, la battaglia per l’addebito per infedeltà si svolge su un piano di principio. 

Quando è la moglie a chiedere l’addebito nei confronti del marito e lui ha un reddito superiore alla donna, l’addebito non ha nessuna conseguenza. 

Lei avrebbe lo stesso diritto al mantenimento, indipendentemente dall’addebito

Il mantenimento scatta per altri motivi come:

  • La disparità economica tra i due coniugi.  
  • L’impossibilità per il richiedente di mantenersi da sé.
  • L’assenza di colpe, da parte del richiedente, in relazione al suo stato di incapacità economica. 

È evidente che se dovessero sussistere questi requisiti, anche se il marito avesse rispettato il dovere di fedeltà, la moglie avrebbe lo stesso diritto al mantenimento.

Diverso è il caso dell’uomo, con un reddito più elevato della moglie, che scopra il tradimento da parte della stessa.

Dimostrando l’infedeltà non dovrà essere più tenuto a versarle gli alimenti.   

6. L’onere della prova nella separazione per infedeltà   

In precedenza si è scritto che chi chiede l’addebito, deve fornire la prova del rapporto di causa ed effetto tra infedeltà e crisi coniugale. 

Deve essere in grado di dimostrare che il matrimonio è naufragato proprio a causa del coniuge che ha commesso l’adulterio. 

Se la loro unione era alle strette per altri motivi, il tradimento non determinerà nessuna conseguenza. 

7. L’onere della prova nella separazione con addebito per infedeltà  

Sulla parte che la richieda, per l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà, grava l’addebito della separazione all’altro coniuge, l’onere di provare il relativo comportamento e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza.

È onere di chi eccepisce l’inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda, e dell’infedeltà nella determinazione dell’intollerabilità della convivenza, provare le circostanze sulle quali l’eccezione si fonda, vale a dire che la crisi matrimoniale fosse in atto prima che l’infedeltà venisse accertata.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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