Lo scioglimento del matrimonio se ci sono figli minori di età

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Una coppia di coniugi si è separata da pochi giorni e l’ex marito sta progettando un futuro insieme alla sua  compagna.

I suoi bambini la adorano e sta pensando di chiederle di sposarlo.

Prima di procedere con il matrimonio, deve ottenere lo scioglimento del precedente.

In questo articolo scriveremo sul modo nel quale funziona la situazione del divorzio con figli, e che cosa dice la legge.

I genitori che decidono di mettere la parola fine al loro rapporto coniugale, non devono dimenticare i doveri che hanno confronti dei figli, dal mantenimento all’istruzione.

Nella maggior parte delle circostanze, per salvaguardare le abitudini dei minori, il giudice opta per l’affidamento condiviso, riconoscendo alla mamma e al papà gli stessi poteri nell’esercizio della responsabilità genitoriale.

In via eccezionale, viene disposto l’affido esclusivo se lo stesso risponde all’interesse superiore del bambino.

In questa sede affronteremo la questione nelle sue varie sfaccettature e risvolti.

In che cosa consiste il divorzio e quando si può chiedere

Cominciamo subito dicendo che il divorzio rappresenta la soluzione definitiva al rapporto coniugale entrato in crisi, perché determina lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, a seconda che l’unione sia stata celebrata in Comune o in chiesa.

Secondo la Legge, i coniugi possono chiedere il divorzio se sussista una delle seguenti ipotesi:

separazione protratta ininterrottamente per almeno 6 mesi (se è consensuale) oppure 12 mesi (se è giudiziale).

Condanna di uno dei coniugi per un reato di particolare gravità.

Mancata consumazione del matrimonio, in simili si verifica quando marito e moglie non hanno mai avuto rapporti sessuali dal giorno delle nozze in poi.

Dichiarazione giudiziale del cambio di sesso di uno dei coniugi.

Scioglimento o annullamento del matrimonio del coniuge cittadino straniero oppure se ha contratto le nozze all’estero.

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Quali sono le tipologie di divorzio

I coniugi possono scegliere la separazione consensuale oppure giudiziale.

Il primo caso si ha quando marito e moglie raggiungano un’intesa relativs agli aspetti personali e matrimoniali del loro rapporto (affidamento, mantenimento, assegnazione della casa coniugale, ecc.).

In simili situazioni la coppia ha diverse possibilità:

depositare un ricorso congiunto in tribunale e ottenere il decreto che omologa l’accordo raggiunto

Avviare una negoziazione assistita da un avvocati per parte

Rendere una dichiarazione congiunta davanti al sindaco del Comune nel quale è stato trascritto il matrimonio.

Questa opzione non vale per coloro che hanno figli minori, incapaci, portatori di handicap grave oppure non autosufficienti dal lato economico.

Il secondo caso si quando tra le parti c’è un elevato contrasto al quale esclusivamente un giudice può fare fronte.

Si deve depositare un ricorso in tribunale e presentarsi all’udienza di comparizione nella quale il giudice dovrà accertare se la comunione di vita materiale o spirituale possa essere ricostituita, oppure non sia possibile.

Inizia un processo ordinario abbastanza lungo che si conclude con una sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

In che modo funziona il divorzio con figli

In presenza di divorzio consensuale, il giudice deve valutare che l’accordo raggiunto dai coniugi sia equo e che risponda all’interesse della prole.

Nel divorzio giudiziale, il presidente del tribunale adotta provvedimenti temporanei e urgenti se sono presenti minori e il procedimento prosegue sino alla sentenza.

In relazione all’affidamento, si tende a privilegiare il regime condiviso che consente ad entrambi i genitori di adottare in modo congiunto le decisioni nei confronti dei figli e in modo disgiunto le questioni meno importanti.

Ad esempio, se la mamma vuole iscrivere il figlio in una scuola privata si dovrà prima consultare con l’ex marito.

Se è stato disposto l’affidamento esclusivo, perché uno dei due genitori non si è dimostrato idoneo dal lato educativo oppure si è raggiunto un accordo in questo senso.

Ad esempio, se il papà vive in un altra Nazione e non può badare ai figli, le decisioni relative all’educazione, all’istruzione, alla crescita dei bambini verranno prese esclusivamente dal genitore affidatario, mentre l’altro potrà esprimere la sua opinione se dovesse ritenere qualora le stesse pregiudizievoli.

Al di là del regime di affido previsto, si devono considerare ci sono due aspetti.

Entrambi i genitori, anche se divorziati, devono provvedere lo stesso al mantenimento dei figli sino a quando non raggiungano un’indipendenza economica.

L’ex coniuge con il reddito più alto può essere obbligato dal giudice a corrispondere all’altro un assegno periodico, vale a dire, un contributo mensile che copra le spese ordinarie per soddisfare le esigenze quotidiane del figlio, come ad esempio, abbigliamento, cibo, libri, trasporto.

Le altre spese straordinarie necessarie per eventi imprevedibili ed eccezionali, come, ad esempio, un viaggio studio all’estero dovranno essere a carico dei genitori a metà.

Il genitore non collocatario, vale a dire, quello che non abita con i figli, può esercitare il suo diritto di visita secondo i tempi e le modalità previste dal Tribunale.

Ad esempio, il giudice può stabilire che i bambini vedano il padre due volte alla settimana e due weekend al mese.

Che cosa comporta il divorzio

Come scritto in precedenza, con la pronuncia di divorzio si determina lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Altri effetti sono relativi:

Alla perdita del cognome del marito.

Anche se la moglie può essere autorizzata dal Tribunale  a utilizzarlo anche dopo la fine del matrimonio in presenza di un interesse meritevole di tutela, ad esempio, la donna ingegnere conosciuta dai suoi clienti con il cognome dell’ex coniuge.

La perdita dei diritti successori.

La richiesta di un assegno di mantenimento, o assegno divorzile, da parte dell’ex coniuge in stato di bisogno.

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