Le somme di denaro oggetto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca non possono essere sostituite con beni mobili od immobili di identico valore

di Di Tullio D'Elisiis Antonio, Referente Area Diritto penale e Procedura penale
PDF

(Annullamento senza rinvio)

Il fatto

ll Tribunale di Rieti, accogliendo parzialmente una richiesta di riesame, aveva disposto che il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, diretta e per equivalente, del profitto del reato di cui al D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 10 ter, eseguito su somme depositate su taluni conti correnti intestati.

I motivi addotti nel ricorso per Cassazione

Avverso questo provvedimento proponeva ricorso per Cassazione la pubblica accusa deducendo, ai sensi dell’art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b), violazione della legge penale posto che, in violazione di quanto prescritto nel provvedimento genetico e stabilito nell’art. 322-ter c.p., comma 1, l’ordinanza impugnata aveva trasferito il vincolo posto in relazione al profitto diretto del reato (tale dovendo ritenersi il denaro contante in possesso della società che aveva omesso il versamento dell’IVA) su un bene immobile che avrebbe invece costituito profitto per equivalente.

Ciò posto, in secondo luogo, si evidenziava come la decisione fosse stata assunta anche in violazione del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, art. 19, atteso che la citata disciplina sulla responsabilità amministrativa degli enti da reato è inapplicabile ai reati fiscali.

Da ultimo, si lamentava come fosse stata omessa una verifica oggettiva del valore dell’immobile essendosi il Tribunale fondato soltanto su una perizia di parte, neppure considerando che sullo stesso erano state iscritte due ipoteche giudiziali – come pure era ipotecato il terreno sul quale il medesimo insiste – senza che la documentazione prodotta dall’impugnante fosse in grado di dimostrare l’avvenuto pagamento dei debiti in tal modo garantiti.

 

Le valutazioni giuridiche formulate dalla Cassazione

 

Con riguardo al primo dei motivi doglianza, il ricorso veniva reputato ammissibile e fondato, restando assorbiti gli ulteriori motivi dato che, pur formalmente lamentando la violazione dell’art. 322 ter c.p., comma 1, – nella parte in cui dispone che la confisca per equivalente (e, dunque, il sequestro preventivo ad essa finalizzato) possa essere disposta soltanto laddove sia impossibile l’acquisizione diretta del profitto – era evidente, per la Suprema Corte, come la doglianza dovesse invece intendersi riferita alla corrispondente disposizione di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 12 bis, comma 1, introdotto dal D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158, ed applicabile nel caso di specie ratione temporis rilevandosi al contempo come il ricorrente avesse semplicemente errato nell’indicare la previgente fattispecie prevista dall’art. 322-ter c.p., richiamato dalla L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 143 abrogata dal citato D.Lgs. n. 158 del 2015, art. 14, fermo restando come ciò non rilevasse nel caso di specie avendo queste due disposizioni identico contenuto e intercorrendo tra le setesse continuità normativa (v. Sez. 3, n. 50338 del 22/09/2016).

Le ragioni in fatto e diritto della doglianza ivi prospettate, dunque, ad avviso della Suprema Corte, erano chiare.

Oltre a ciò, veniva altresì fatto presente come tali ragioni fossero pure fondate.

Si evidenziava a tal proposito che le somme di denaro oggetto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, che costituiscono il profitto del reato oppure un valore ad esso equivalente, non possono essere sostituite con beni mobili od immobili di identico valore perché tale operazione comporta la permuta di un bene di immediata escussione con un diritto di proprietà non immediatamente convertibile in un valore corrispondente al profitto del reato (Sez. 3, n. 37660 del 17/05/2019; cfr. anche Sez. 3, n. 12245 del 17/01/2014, e Sez. 3, n. 33587 del 19/06/2012).

Da ciò se ne faceva conseguire come non sia ammissibile – neppure qualora vi sia il consenso del soggetto interessato – sottoporre a vincolo un bene immobile di proprietà del soggetto che si è avvantaggiato del reato ma che, a quanto pacificamente risulta, non costituisce profitto, nemmeno indiretto, dell’illecito trattandosi di un vincolo preordinato ad una confisca per equivalente del profitto che la legge non prevede in capo al soggetto che si è avvantaggiato del reato essendo la stessa prevista e solo in caso di impossibilità della confisca del profitto del reato nei riguardi dell’autore dello stesso.

Difatti, nonostante il consenso del soggetto interessato al trasferimento del sequestro dal denaro all’immobile – a quanto consta, peraltro, neppure espresso con formalità idonee a vincolare giuridicàmente la società in vista di un futuro atto ablatorio – qualora questo dovesse ritenersi ammissibile, l’eventuale sentenza di condanna non potrebbe mai disporre la confisca di quel bene, non prevista nè consentita dalla legge, sicché il provvedimento cautelare si rivelerebbe privo degli effetti che gli sono propri, e ciò perché le disposizioni sulla confisca rivestono carattere di stretta interpretazione e, avendo spiccata natura pubblicistica, il loro contenuto ed i loro effetti non possono formare oggetto di pattuizioni che si muovono nell’ambito dell’autonomia negoziale (cfr. Sez. 1, n. 46559 del 15/09/2016, che ha affermato il principio secondo cui, in tema di confisca, il giudice dell’esecuzione non può disporre, su istanza del terzo rimasto estraneo al processo, la sostituzione del bene confiscato al condannato con una somma di denaro corrispondente al valore del bene stesso; la motivazione della sentenza precisa inoltre che, in tal modo, nella specie si sarebbe dato luogo ad una non consentita confisca per equivalente in sostituzione di quella diretta, del prodotto o profitto del reato).

La Suprema Corte, di conseguenza, alla luce delle considerazioni sin qui esposte, annullava l’ordinanza impugnata annullata limitatamente alla sostituzione della res sottoposta a vincolo cautelare reale sui conti correnti con l’immobile catastalmente individuato nel provvedimento impugnato procedendosi all’annullamento senza rinvio, ai sensi dell’art. 620 c.p.p., lett. l), non essendo ritenuti necessari, ad avviso dei giudici di piazza Cavour, ulteriori accertamenti in fatto.

 

Conclusioni

 

La decisione in esame è assai interessante nella parte in cui si afferma, citandosi giurisprudenza conforme, che le somme di denaro oggetto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, che costituiscono il profitto del reato oppure un valore ad esso equivalente, non possono essere sostituite con beni mobili od immobili di identico valore dal momento che tale operazione comporta la permuta di un bene di immediata escussione con un diritto di proprietà non immediatamente convertibile in un valore corrispondente al profitto del reato.

E’ dunque sconsigliabile per la difesa avanzare una richiesta di questo genere ben potendo ciò essere contestato dall’autorità requirente nei modi e nelle forme previste dal codice di procedura penale.

Il giudizio in ordine a quanto statuito in siffatta pronuncia, proprio perché contribuisce a fare chiarezza su tale tematica giuridica, dunque, non può che essere positivo.

Volume consigliato

Nuovo formulario annotato dell'esecuzione penale

Nuovo formulario annotato dell'esecuzione penale

Con il presente formulario, aggiornato ai decreti legislativi nn. 121 (“Disciplina dell’esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 81, 83 e 85, lettera p), della legge 23 giugno 2017, n. 103”), 123 (“Riforma dell’ordinamento penitenziario, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettere a), d), i), l), m), o), r), t) e u), della legge 23 giugno 2017, n. 103”) e 124 (“Riforma dell’ordinamento penitenziario in materia di vita detentiva e lavoro penitenziario, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettere g), h) e r), della legge 23 giugno 2017, n. 103”) del 2 ottobre 2018, gli autori perseguono l’obiettivo di guidare l’operatore del diritto penale verso la conoscenza dei vari istituti che caratterizzano la fase dell’esecuzione penale di una sentenza di condanna divenuta irrevocabile attraverso un testo che si caratterizza per la sua finalità estremamente pratica e operativa, ma anche per la sua struttura snella che ne consente un’agevole e mirata consultazione.

Il formulario rappresenta, così, un valido strumento operativo di ausilio per l’avvocato penalista, mettendo a sua disposizione tutti gli schemi degli atti difensivi rilevanti nella fase dell’esecuzione penale, contestualizzati con il relativo quadro normativo di riferimento, spesso connotato da un elevato tecnicismo, e corredati sia da annotazioni dirette ad inquadrare sistematicamente l’istituto processuale sotteso e ad evidenziare i punti salienti di ogni questione problematica, sia da riferimenti agli orientamenti giurisprudenziali più significativi e da opportuni suggerimenti per una più rapida e completa redazione dell’atto difensivo.

L’opera è anche corredata da un’utilissima appendice, contenente schemi riepilogativi e alcuni riferimenti normativi in grado di agevolare ulteriormente l’attività del professionista.

Valerio de Gioia
Conseguita la laurea con lode all’età di 22 anni, ha superato gli orali dell’esame di avvocato e del concorso in magistratura poco dopo aver compiuto i 25 anni. Giudice penale del Tribunale di Roma, già giudice civile, dell’esecuzione e del lavoro e referente distrettuale per la formazione decentrata - Scuola Superiore della Magistratura, attualmente è coordinatore dei Corsi per la preparazione al concorso in Magistratura e all’esame di Avvocato presso l’Istituto Regionale di Studi Giuridici del Lazio “Arturo Carlo Jemolo”. Autore di oltre 200 pubblicazioni - tra monografie, opere collettanee e articoli su riviste scientifiche - è il curatore di numerose collane. Ha partecipato, nella qualità di relatore, a convegni nazionali e internazionali.
Paolo Emilio De Simone
Magistrato dal 1998, dal 2006 è in servizio presso la prima sezione penale del Tribunale di Roma; in precedenza ha svolto le sue funzioni presso il Tribunale di Castrovillari, presso la Corte di Appello di Catanzaro, nonché presso il Tribunale del Riesame di Roma. Nel biennio 2007/2008 è stato anche componente del Collegio per i reati ministeriali presso il Tribunale di Roma previsto dalla legge costituzionale n. 1/1989. Dal 2016 è inserito nell’albo dei docenti della Scuola Superiore della Magistratura, ed è stato nominato componente titolare della Commissione per gli Esami di Avvocato presso la Corte di Appello di Roma per le sessioni 2009 e 2016. È autore di numerose pubblicazioni, sia in materia penale che civile, per diverse case editrici.

Paolo Emilio De Simone, Valerio de Gioia, 2019, Maggioli Editore
46.00 € 43.70 €

 

 

 

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

antonio-di-tullio-d-elisiis

Di Tullio D'Elisiis Antonio

Avvocato iscritto al foro di Larino (CB) e autore di diverse pubblicazioni redatte per conto di differenti case editrici. In particolare sono stati scritti molteplici libri, nonché e-book, prevalentemente in materia di diritto e procedura penale per la Maggioli editore, oltre che redatte da un lato, tre monografie rispettivamente sulle vittime di reato, mediante un commento del decreto legislativo, 15/12/2015, n. 212, per Altalex editore e sulla giustizia penale minorile e sui mezzi di prova e mezzi di ricerca della prova per Nuova Giuridica, dall'altro, quattro monografie per la Primiceri editore (dibattimento nel processo penale; le impugnazioni straordinarie in ambito penale, il ruolo della parte civile nel processo penale e l'esecuzione penale). Per Diritto.it è Referente dell'area di Diritto penale e Procedura penale.


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

  • Rimani aggiornato sulle novità del mondo del diritto
  • Leggi i commenti alle ultime sentenze in materia civile, penale, amministrativo
  • Acquista con lo sconto le novità editoriali – ebook, libri e corsi di formazione

Rimani sempre aggiornato iscrivendoti alle nostre newsletter!

Iscriviti alla newsletter di Diritto.it e