Inidoneità all'insegnamento simulata, è truffa aggravata

La salute tra diritto e tutela: la truffa dell’inidoneità all’insegnamento

di Basso Alessandro Michele, Prof.

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Il caso, esaminato dalla Suprema Corte di Cassazione penale con sentenza 11-04-2018 n. 16081, ha (avuto) ad oggetto una situazione presentata, da un docente, all’attenzione della Commissione medica A.S.L.

A seguito di apposita visita per rinofariginte cronica, ipertensione arteriosa in trattamento, sindrome depressiva con disturbi d’ansia e somatizzazione di organo in trattamento, ernia discale con segni di sofferenza neurogena e più marcata limitazione articolare di moderata entità, un docente otteneva, dalla Commissione medica di verifica, il riconoscimento della propria inidoneità, in modo assoluto e permanente, alla specifica attività di docente di scienze motorie e sportive: il medesimo docente invalido, altresì, conseguiva, così, il diritto ad una pensione privilegiata a carico dell’I.N.P.S.

Successivamente, però, il docente veniva scoperto, a mezzo fotografie della Guardia di Finanza, nell’atto di trasportare, sulle spalle, un mobile di 13,4 kg.

Truffa aggravata

Sul punto, va detto che la condotta del docente rileva giuridicamente come simulazione e, precisamente, della situazione dichiarata e documentata, dal medesimo (docente), come patologica: il comportamento può, quindi, essere pacificamente qualificato contra legem e ricondotto nell’area della truffa aggravata, ai sensi dell’art. 640 c.p.

All’uopo, è da ricordare, in primis, che tale illecito ha rilevanza penalistica e si configura in termini di delitto.

Segnatamente, sul piano sostanziale, la truffa è un reato istantaneo e di danno: il nucleo essenziale della fattispecie è, dunque, l’inganno con cui una persona viene indotta, con artifizi o raggiri, a compiere, per errore, un atto che importa una diminuzione del suo patrimonio, con profitto dell’agente (o di altri).

Il bene giuridico protetto dall’ordinamento penale vigente è, infatti, duplice: il patrimonio e la libertà del consenso nei negozi patrimoniali.

In tal senso, il reato di truffa potrebbe ben essere qualificato come plurioffensivo, essendo cioè un reato sia contro il patrimonio che contro la persona (c.d. truffa contrattuale).

Sotto il profilo formale-procedurale, poi, è da sottolineare che, nei confronti di tale violazione, determinandosi nella sfera patrimoniale personale dell’autore dell’illecito un beneficio in termini di ingiusto profitto, è applicabile il sequestro preventivo e ciò sulla base del solo fumus desumibile, nel caso specifico, dalle foto della Guardia di Finanza.

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Basso Alessandro Michele

Laureato in Giurisprudenza e ha conseguito l'abilitazione di Avvocato a 26 anni. Nello stesso anno, ha ottenuto il titolo di giornalista pubblicista, dopo avere pubblicato articoli su varie Testate, anche nazionali.  A 29 anni ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca Interfacoltà Giurisprudenza ed Agraria in “Uomo-ambiente”. E' di formazione umanistica. Si è, altresì, abilitato come geometra ed è conciliatore professionista. Ha lavorato presso vari Enti pubblici e privati, tra cui E.N.E.A., Istituti d’istruzione, Enti di formazione, Province e Comuni, anche come docente, coordinatore e tutor. E’ stato relatore in vari Convegni e conosce la lingua Inglese. Sinora, ha pubblicato dieci libri (tra cui uno con la Giuffrè e cinque e-books per la collana giuridica del prof. CENDON) ed oltre 650 commenti a sentenze sulle più importanti Riviste giuridiche italiane. Ora  Docente di Diritto e di Economia Politica


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