Decreto fiscale 2026: tutte le novità approvate dal Senato per imprese e professionisti

Dal CPB al credito Transizione 5.0: tutte le novità del decreto fiscale 2026 approvato dal Senato.

Redazione 15/05/26
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Il decreto fiscale 2026 compie un passo decisivo verso la conversione definitiva. Dopo l’approvazione del Senato, il testo passa ora alla Camera con numerose modifiche rispetto alla versione originaria pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Le novità introdotte durante l’esame parlamentare riguardano soprattutto imprese, professionisti, contribuenti ISA, settore agricolo e operatori economici interessati agli incentivi Industria 5.0.
Accanto a interventi tecnici su IVA, riscossione e ritenute, emergono misure dal forte impatto operativo: il rafforzamento del credito d’imposta Transizione 5.0, le modifiche al concordato preventivo biennale e l’estensione della definizione agevolata ai carichi degli enti territoriali. Di seguito le principali disposizioni da monitorare.
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Indice

1. Concordato preventivo biennale: cambia il peso degli ISA


Tra le modifiche più rilevanti inserite dal Senato vi è il nuovo intervento sul concordato preventivo biennale per il biennio 2026-2027. Il decreto introduce infatti una maggiorazione della proposta per i contribuenti con livelli di affidabilità fiscale più bassi.
Nel dettaglio, la proposta di concordato potrà essere incrementata del 30% per i soggetti con ISA pari o superiore a 6 ma inferiore a 8, mentre la maggiorazione salirà al 35% per chi presenta un livello ISA compreso tra 1 e 6. La misura mira chiaramente a compensare il maggiore rischio fiscale associato ai contribuenti meno affidabili.
Contestualmente, viene prorogato al 31 ottobre 2026 il termine per aderire al concordato preventivo biennale, mentre i software ISA dovranno essere resi disponibili entro il 15 maggio 2026. Si tratta di una modifica particolarmente importante per commercialisti e consulenti fiscali, che avranno più tempo per simulazioni e valutazioni di convenienza. In materia, il volume “Come cancellare i debiti fiscali – Cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e ingiunzioni fiscali”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, si presenta come uno strumento pratico ed esaustivo, pensato per offrire soluzioni difensive concrete a professionisti, contribuenti e imprese che si trovano in difficoltà economico-fiscali.

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2. Transizione 5.0: credito d’imposta quasi triplicato


La vera sorpresa della conversione riguarda però il pacchetto Transizione 5.0. Nel testo originario il contributo riconosciuto alle imprese era pari al 35% del credito richiesto, con uno stanziamento di 537 milioni di euro.
Con le modifiche approvate dal Senato il quadro cambia radicalmente: il plafond sale a oltre 1,3 miliardi di euro e il contributo riconosciuto raggiunge l’89,77% del credito richiesto. Inoltre, tra le spese agevolabili vengono incluse anche quelle per la formazione del personale.
Il beneficio riguarda le imprese che avevano già presentato le comunicazioni previste dal decreto-legge n. 19/2024 e che hanno ricevuto dal GSE l’attestazione di ammissibilità degli investimenti. Per molte aziende manifatturiere e industriali ciò significa recuperare una quota molto più elevata degli investimenti effettuati in beni Industria 4.0 e digitalizzazione energetica.

3. Nuovi incentivi per energia, agricoltura e internazionalizzazione


Il Senato ha inserito ulteriori misure di sostegno alle imprese. Tra queste spicca il nuovo contributo per gli investimenti destinati all’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, comprese le spese per sistemi di accumulo. Il contributo non concorrerà alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP.
Importanti novità arrivano anche per il settore agricolo. Viene infatti introdotto un credito d’imposta fino al 20% delle spese sostenute nel marzo 2026 per l’acquisto di gasolio e benzina destinati all’attività agricola e al riscaldamento delle serre.
Sul fronte dell’internazionalizzazione, il decreto potenzia il Fondo 394 gestito da SIMEST, aumentando fino al 20% il cofinanziamento a fondo perduto per le imprese colpite dai rincari energetici o dagli effetti del conflitto nell’area del Golfo Persico. Per le PMI il contributo potrà arrivare al 30%.

4. IVA, riscossione e definizione agevolata: le novità operative


Sul piano strettamente fiscale, cambia la disciplina IVA delle operazioni permutative e delle dazioni in pagamento. La base imponibile viene ancorata al valore monetario stabilito contrattualmente, ma non potrà essere inferiore ai costi sostenuti dalle parti.
Novità anche in materia di riscossione: le verifiche ex articolo 48-bis del DPR 602/1973 scatteranno solo per importi pari almeno a 5.000 euro, riducendo così gli adempimenti sui pagamenti di importo contenuto da parte delle pubbliche amministrazioni.
Infine, viene estesa la definizione agevolata anche ai carichi affidati da regioni ed enti locali tra il 2000 e il 2023, purché i singoli enti aderiscano formalmente alla misura. Per contribuenti e professionisti potrebbe aprirsi così una nuova finestra di regolarizzazione di tributi locali, sanzioni e altre entrate affidate alla riscossione coattiva.

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